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Poliziotto fuori servizio può chiedere documenti?

17 Ottobre 2019 | Autore:
Poliziotto fuori servizio può chiedere documenti?

Un pubblico ufficiale può chiedere i documenti personali? Il rifiuto di fornire le proprie generalità è reato? Bisogna sempre portare i documenti con sé?

Le forze dell’ordine, nella propria attività di repressione e prevenzione dei crimini, possono chiedere le generalità anche a persona che non sono sospettate di aver commesso alcunché. Questo potere, tuttavia, può essere esercitato solamente nei limiti di legge, limiti che, come ti racconterò nel corso dell’articolo, impediscono a qualunque pubblico ufficiale di obbligarti a mostrare i documenti, sia o meno in servizio. Pertanto, se sei interessato a sapere se un poliziotto fuori servizio può chiederti i documenti, allora prosegui nella lettura: vedremo insieme entro quali limiti la polizia può fermarti per chiederti i dati identificativi.

La polizia può chiederti il documento d’identità?

Cominciamo subito a rispondere al seguente quesito: la polizia (o, più in generale, un appartenente alle forze dell’ordine) può chiederti di mostrare il documento d’identità? Forse non lo sai, ma la risposta è negativa: nessun pubblico ufficiale può costringerti a mostrare i tuoi documenti, né a portarli indosso con te.

La legge parla chiaro: solamente chi rifiuta, dietro richiesta di un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni, di dare indicazioni sulla propria identità personale, sul proprio stato, o su altre qualità personali, è perseguibile penalmente [1].

In altri termini, la polizia può chiederti di identificarti, cioè di fornire le tue generalità (nome, cognome, residenza, ecc.), ma non di estrarre dalla tasca i documenti e di consegnarglieli.

Il pubblico ufficiale fuori servizio può chiederti i documenti?

Da quanto detto nel precedente paragrafo si evince che il poliziotto, che sia in servizio o meno, non è mai legittimato a chiederti di mostrargli i documenti: quello che può fare, solamente se in servizio, è di chiederti di identificarti.

Secondo la giurisprudenza della Corte di Cassazione [2], ai fini della configurabilità del reato di rifiuto di fornire le proprie generalità (quello visto nel paragrafo superiore), il presupposto dell’esercizio delle funzioni, nel cui contesto deve essere formulata la richiesta di dare le indicazioni, non può ritenersi sussistente solo perché il pubblico ufficiale, in quanto appartenente alla Polizia di Stato, è da considerare in “servizio permanente“, trattandosi di due nozioni diverse.

Dello stesso tenore un’altra sentenza [3] secondo cui, per la configurazione del reato, è necessario che il soggetto il quale richieda fornire le generalità, oltre che essere in servizio permanente, eserciti in concreto le pubbliche funzioni, giacché la nozione di servizio permanente è diversa da quella di esercizio delle funzioni, implicando essa che il dipendente pubblico può in ogni momento intervenire per esercitare i propri compiti, ma non che egli in concreto al momento li eserciti.

Dunque, quello che può accadere è che un poliziotto, mentre è in servizio (in divisa o in borghese non importa, purché si qualifichi), possa fermarti e chiederti di identificarti, al che tu sarai obbligato a rispondergli, pena l’integrazione del reato di rifiuto di fornire le proprie generalità. Non sei mai tenuto, invece, a mostrare i documenti (salvo casi eccezionali; vedi prossimi paragrafi).

Un poliziotto fuori servizio non potrà mai chiederti le generalità (tantomeno i documenti, come ampiamente spiegato), a meno che non intervenga attivamente in una circostanza in cui c’è bisogno delle forze dell’ordine, come ad esempio nel caso del pirata della strada che, violando la legge, per poco non investe un pedone. In un caso del genere, il poliziotto formalmente fuori servizio, intervenendo per chiedere le generalità del conducente al fine di contestare l’infrazione, si trova concretamente nell’esercizio delle sue funzioni e, pertanto, ha il diritto di conoscere le generalità della persona fermata.

Dunque, più che capire se il poliziotto sia in servizio o meno, è importante comprendere se egli stia esercitando le sue funzioni oppure no.

Cosa può fare un poliziotto per identificarti?

Vediamo cosa può fare un poliziotto se ritiene che tu non abbia fornito le tue generalità oppure se sospetta che siano false. Ciò che può fare l’appartenente alle forze dell’ordine è portarti in questura (o in caserma) per procedere all’identificazione. Al termine delle operazioni, ti verrà rilasciato un verbale. Se rifiuti di seguire la polizia in questura, potrai anche essere trasportato con la forza, cioè contro il tuo volere.

Ricorda, infine, che la polizia (così come ogni altra autorità appartenente alle forze dell’ordine) non è tenuta a giustificare la richiesta di generalità che ha deciso di porti: la polizia, infatti, agisce liberamente, non dovendo dare spiegazioni a nessuno sul perché ha proceduto con l’identificazione.

Quando devi mostrare i documenti?

Esistono casi in cui sei tenuto a mostrare i documenti personali per favorire la tua identificazione: il più frequente è quello riguardante l’espatrio e il superamento dei confini nazionali, ove sei obbligato ad esibire la carta d’identità alle forze dell’ordine.

Ci sono altre ipotesi. Nel caso in cui tu sia sospettato di aver commesso un reato oppure sia ritenuto una persona pericolosa (anche in virtù dei precedenti penali), allora, se rifiuti di farti identificare, l’autorità di pubblica sicurezza può ordinarti di sottoporti a rilievi segnaletici.

Nella medesima circostanza, tra l’altro, l’autorità ha anche facoltà di ordinare di munirti, entro un dato termine, della carta di identità e di esibirla ad ogni richiesta degli ufficiali o degli agenti di pubblica sicurezza [4]. Di conseguenza, in questa evenienza avresti l’obbligo non solo di portare sempre con te i documenti, ma anche di esibirli su richiesta.


note

[1] Art. 651 cod. pen.

[2] Cass., sent. n. 14811 del 10 aprile 2015.

[3] Cass., sent. n. 21730 del 28 maggio 2001.

[4] Art. 4, Testo unico leggi di pubblica sicurezza.

Autore immagine: Pixabay.com


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16 Commenti

  1. Non ci sono commenti di alcun genere su quello letto conviene andare a fare il neturbino e Roma per identificare chi non fa la diferenziata, ripetto in Italia siamo oltre 300 mila agenti di polizia incrociamo le braccia per i nostri diritti ed essere tutelati nel servizio e fuori.

        1. Gentile avvocato siamo alle solite, italianismi, chi decide se una persona e’ pericolosa o meno? in questo caso le forze dell’ordine hanno un potere decisionale ampissimo in quanto possono fermarmi e giustificare in base al TULPS che loro potevano avere il dubbio che io detenessi armi o droga pertanto hanno proceduto all’identificazione e anche alla perquisizione, perche’ gira questa leggenda metropolitana che non possono perquisirti in assenza di mandato del sostituto procuratore, NULLA DI PIU’ FALSO! POSSONO FARLO ECCOME!!! ai miei amici era capitato, si erano appartati in un parcheggio per bersi una birra inavvertitamente coi fari hanno disturbato una coppietta sfortunatamente lui era un carabiniere ha chiamato rinforzi, sono venuti in pattuglia li hanno maltrattati ed obbligati a fornire documenti e perquisito l’auto, un vero e proprio abuso.

    1. Stanno dando delle informazioni non completamente corrette. Si sono infatti dimenticati di citare l’articolo 294 del regolamento del TULPS che dice:”
      La carta d’identità od i titoli equipollenti devono essere esibiti ad ogni richiesta
      degli ufficiali e degIi agenti di pubblica sicurezza.”

        1. Sig. avvocato, le sentenze della Cassazione non fanno legge, come lei penso dovrebbe sapere! Pertanto la legge madre è espressa dal TULPS.
          Piccola considerazione personale, già è difficile fare il nostro mestiere qui in Italia, costantemente additati come fascisti e abusatori di potere… Non creiamo disinformazione cortesemente e lasciateci fare quello per cui ci pagate.
          Ormai più che servire il cittadino dobbiamo difenderci da esso… Che vergogna.

          1. Mi permetto solo di dire, che il più delle volte vengono fermate delle persone che molto spesso sono di sesso femminile solo per il gusto di far il fighetto di turno. In questo ci dovrebbe essere un limite. Un conto è un posto di blocco e qui si sa bene che dobbiamo farci riconoscere. Mentre se vieni fermato così per caso solo perché non piace la propria faccia. Qui si torna al punto prima perché dovrei farmi identificare specie se non ho fatto nessun reato. Che so esser passati col rosso. Come art dovrebbe essere averci dei paletti. Sbaglio?

          2. Nonostante i Corpi Armati abbiano tutta la mia solidarietà per il fatto di quanto poco siano tutelati dai delinquenti veri (e le ultime notizie di cronaca ne sono una scandalosa prova) è una vergogna anche che i cittadini onesti debbano essere costretti a difendersi da coloro che dovrebbero proteggerli. Già, perché atteggiamenti inutilmente intimidatori verso persone che nulla o poco hanno fatto, risultano alquanto odiosi, dal momento che malcostume e scarsa professionalità regnano anche fra le Forze dell’ Ordine. Lungi da me dunque fare di tutta l’ erba un fascio, perché, come al solito, il bene è silenzioso e sottaciuto, mentre il male fa un gran rumore, resta il fatto che la vita è già troppo difficile per poter essere vessati continuamente dallo Stato che dovrebbe servire il cittadino (e viceversa ovviamente)e invece lo tartassa, anche attraverso l’ autorità mal posta delle Forze dell’ Ordine!

          3. Gentile anonimo da come si esprime presumo sia un operatore delle forze dell’ordine. Io non ho astio ne rancore verso tutte le forze di polizia in quanto siete tantissimi e in q uanto tanti ci sta la persona seria, quello onesto e lavoratore ma anche quello esaltato, per cui non potrei mai fare di tutta un’erba un fascio, ci sono mele marce come in ogni settore, sta a voi allontanarle e punirle propoporzionalmente alla gravita’ dell’abuso eventualmente commesso. Io ho lavorato anni alla Procura ero in una ditta addetta al caricamento informatico delle notizie di reato e ho conosciuto tanti poliziotti e carabinieri e finanzieri bravi, ma anche qualche testa di vitello ma ci sta e’ fisiologico.

          4. il problema è sempre la generalizzazione, da come scrive presumo che lei sia un lavoratore come tutti che svolge il proprio mestiere con serietà. non sono tutti così e quando non lo è un panettiere trovo un pelo nel panino ma se a non lavorare seriamente è un pubblico ufficiale la faccenda è molto più seria soprattutto visto il fatto che una persona armata fa presto a difendersi da un cittadino, ma un cittadino che si deve difendere da un carabiniere, poliziotto o chi per esso abusa del proprio potere…?

  2. Quindi, in buona sostanza, se il sottoscritto viene fermato da un appartenente alle FF.OO. dell’ordine regolarmente qualificatosi o in divisa, e per un motivo qualsiasi (es. sono di cattivo umore, sono meteopatico ecc.)decido di dare le mie generalitá ma non i miei documenti, molto probabilmente vengo portato in Questura per essere identificato con certezza. Giusto?Ovviamente sarei un co…….ne che ha tempo da perdere, visto che sono un onesto cittadino. Caro avv. le costa tanto aggiungere che la sentenza di fatto cassa un’interpretazione della norma che aveva portato alla denuncia penale del soggetti che aveva semplicemente rifiutato di esibire i documenti?

    1. SONO STATO FERMATO DAI CARABINIERI E DOPO AVERMI FATTO 2V ERBALI UN X AVER SMARRITO LA PATENTE E CON LA DENUNCIA FATTA IN CASERMA MI HANNO FATTO LO STESSO IL VERBALE E L’ALTRO INVECE X AVER TROVATO 10 SIRINGHE NUOVE IMBALLATE NELLO SCATOLO E DOPO AVERMI FATTO FIRMARE IL VERBALE HANNO SCRITTO COSE NON VERE CON PREPOTENZA SEGUESTRANDOMI PURE IL TABLE PRENDENDO TUTTI I NUMERI DEI MIEI AMICI , QUINDI SIGNORI CARI FANNO TUTTO QUELLO CHE VOGLIONO PERCHÉ SI SENTONO INTOCCABILI.

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