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Revoca assegno ordinario invalidità dopo intervento

28 Settembre 2019
Revoca assegno ordinario invalidità dopo intervento

Percepisco assegno ordinario invalidità dal 2015, con percentuale del 70%, ultima conferma nel 2018.

Sono obeso, diabetico, cardiopatico, iperteso, con amputazione prima falange piede sx. Sto valutando intervento chirurgia bariatrica, cioè tagliare il 60% circa dello stomaco.

Effetti positivi: diminuzione peso, diminuzione della glicemia. Effetti “collaterali”: alimentazione come un “passero”(alimenti e pesi controllati) a vita; integratori e vitamine a vita (per sopperire alla mancanza per scarsa alimentazione). Controlli medici a vita. I danni attuali, presenti da anni, rimangono.

Domanda: dopo l’operazione mi sarà revocato l’assegno ordinario d’invalidità?

Il quesito posto dal lettore è così riassumibile: un intervento che elimina alcune patologie può comportare la revoca dell’assegno ordinario d’invalidità?

In linea di massima, l’Inps conserva il potere di revoca dell’assegno ordinario di invalidità a seguito di revisione (la quale potrebbe essere disposta anche d’ufficio) ogni volta che la capacità lavorativa del beneficiario presenti dei miglioramenti (Cass., sent. 28.12.1999 n. 14624). Si consideri che, anche quando l’assegno diventa definitivo perché confermato per tre volte consecutive, l’Inps ha facoltà di chiamare a verifica il lavoratore per accertare la persistenza dello stato invalidante e quindi confermare o sospendere l’assegno. In teoria, dunque, la revoca dell’assegno ordinario d’invalidità potrebbe disposto.

In pratica, però, è davvero difficile prevedere cosa potrà fare l’ente previdenziale a seguito dell’intervento in commento: è la Commissione medica a stabilire se continuano a sussistere i presupposti per la conservazione del beneficio.

Fermo restando che il quesito è di natura medica piuttosto che giuridica, e che in tema di riconoscimento di invalidità per obesità la giurisprudenza si è soffermata soprattutto sulla possibilità che chi ne è affetto possa ottenere una percentuale di invalidità superiore a quella del 40% stabilita dalle tabelle ministeriali (Cass., sent. n. 16251 del 19.08.2004), secondo il parere di chi scrive l’intervento di chirurgia bariatrica potrebbe non incidere negativamente sulla permanenza dei requisiti utili per la conservazione del diritto all’assegno ordinario di invalidità.

C’è da considerare, infatti, che gli esiti di un intervento di chirurgia bariatrica non sono così facilmente prevedibili, nel senso che esso potrebbe portare benefici solamente a breve termine, non risolvendo il problema una volta per tutte: basti pensare soltanto al fatto che il diabete è patologia cronica difficile da debellare con una soluzione radicale come quella prospettata.

All’ipotetico aumento della capacità lavorativa derivante all’intervento di chirurgia bariatrica, poi, potrebbero fare da contraltare le conseguenze negative dello stesso, da Lei indicate nel quesito, pareggiando così i benefici ottenuti.

In buona sostanza, dunque, ritengo possibile che si possa conservare l’assegno ordinario d’invalidità; tengo tuttavia a ribadire che un pronostico certo resta impossibile, poiché il giudizio sulla permanenza dei requisiti di cui alla legge n. 222/1984 è rimesso ad una commissione composta da medici.

Si ricordi, poi, che in caso revoca dell’assegno si ha diritto di ricorrere in via amministrativa entro 90 giorni. La procedura amministrativa obbliga l’Ente ad una procedura di verifica medicolegale circa la sussistenza o meno del requisito sanitario. Entro i successivi novanta giorni, quindi, è onere dell’Inps riscontrare il ricorso; in difetto di riscontro, il ricorso dovrà intendersi rigettato.

In caso di rigetto del ricorso o di mancata risposta, si potrà agire innanzi il Tribunale competente per il ripristino dell’assegno (ricorso giudiziario).

Articolo tratto da una consulenza dell’avvocato Mariano Acquaviva



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