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Assenza da lavoro per stanchezza: come e quando

28 Marzo 2018
Assenza da lavoro per stanchezza: come e quando

È possibile mettersi in malattia per stanchezza? Qual è la prassi da seguire? Vediamo tutti i dettagli

Se il nostro stato mentale e fisico non ci permette di recarci a lavoro è possibile metterci in malattia per stanchezza? Infatti, capita a tutti almeno una volta di svegliarsi così stanchi da non farcela ad andare a lavorare. In questi casi, però, ci assale un quesito: è possibile chiedere un giorno di malattia per stanchezza?

Iniziamo col dire che l’assenza per malattia per motivi di stanchezza non è consentita. O meglio: non è consentito mettersi in malattia per stanchezza, se questa non ha fatto insorgere una o più patologie che possono essere accertate dal medico curante. Ma cerchiamo di approfondire meglio.

Assenza da lavoro per stanchezza: quando si richiede?

Se l’eccessiva stanchezza si è trasformata in una patologia e dunque si presenta come qualcosa di più grave del semplice affaticamento, allora è necessario farsi visitare dal proprio medico curante. Questo, verificato lo stato di salute del lavoratore, dovrà rilasciare un certificato nel quale giustifica la sua assenza dal lavoro e dove spiega il motivo dell’assenza.  Il certificato medico, che il medico dovrà trasmettere telematicamente, verrà registrato dall’Inps con un numero di protocollo. Anche il datore di lavoro dovrà essere informato della assenza dal lavoro: il titolare avrà modo di visualizzare direttamente dal sito dell’Inps il certificato medico. Se il sistema informatico dovesse non funzionare l’Inps e l’azienda dovranno essere informati mediante raccomandata entro due giorni dall’assenza giustificata.

Visita fiscale ed obbligo di reperibilità

Ricordati che se sei in malattia hai l’obbligo di reperibilità, cioè il medico fiscale dovrà trovarti a casa per la visita di accertamento. La visita fiscale può essere effettuata in fasce orarie prestabilite:

  • per i dipendenti del settore privatodalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00;
  • per i dipendenti pubblici dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00.

Questo obbligo decade solo se risulti ricoverato, in grave pericolo di vita o hai una infermità per cause di servizio, infortunio sul lavoro, patologie collegate all’invalidità attestata e gravidanza a rischio. Per maggiori dettagli leggi qui Visita fiscale e certificati medici: da aprile cambia tutto.

Cosa succede se non sei a casa o non stai male?

Se il medico fiscale incaricato non ti trova in case durante le fasce di reperibilità oppure non riscontra un buon motivo per essere in malattia rischi di perdere per i primi 10 giorni il 100% della normale retribuzione ed il 50% per le giornate a seguire.

Assenza da lavoro per stanchezza: il diritto alle ferie

Nel caso di stanchezza tale da non riuscire a recarti a lavoro, se la tua situazione non rientra in una ipotesi di malattia o stanchezza patologica, ricordati che per legge, in quanto lavoratore dipendente, hai diritto a quattro settimane di ferie l’anno. Il datore di lavoro ha l’obbligo di concederti almeno 2 settimane di ferie consecutive. Il diritto alle ferie è un diritto costituzionale ed irrinunciabile ma soprattutto non è monetizzabile, vale a dire che non si può rinunciare alle ferie in cambio di una indennità sostitutiva in denaro.

Le ferie non sono altro che assenze retribuite per permettere al lavoratore di recuperare uno stato mentale e fisico tale da riprendere il lavoro nelle migliori condizioni psicofisiche.

contratti collettivi possono prevedere ulteriori assenze dal lavoro che  possono essere retribuite o non retribuite, oppure possono prevedere ferie più lunghe di 4 settimane o permessi retribuiti. In nessun caso può essere ridotta la soglia minima di 2 settimane di ferie l’anno.

Assenza per stanchezza: malattia o ferie?

Cosa rischia il lavoratore che non è malato ma prende giorni di malattia? Sul punto è bene precisare che in caso di finta malattia il lavoratore rischia il licenziamento in tronco anche in presenza di certificato medico. Come spiegato prima infatti al certificato del tuo medico curante segue sempre la visita fiscale e secondo una recente sentenza della Corte di Cassazione [1], il lavoratore che non dovesse risultare realmente malato alla visita fiscale rischia il licenziamento poiché viene meno il rapporto di fiducia tra datore di lavoro e dipendente. Il lavoratore che ha mentito sul suo stato di salute può essere licenziato senza preavviso.


note

 [1] Cass. sent. n. 10154/2017 del 21.04.2017.


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