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Polizia scientifica: cosa fa?

19 Ottobre 2019 | Autore:
Polizia scientifica: cosa fa?

Cos’è, come funziona e di cosa si occupa la polizia scientifica? Qual è il rapporto con le altre forze dell’ordine? Com’è articolata sul territorio?

Le forze dell’ordine, nella loro attività di repressione e prevenzione dei crimini, mettono in campo un vasto apparato di uomini e mezzi adeguatamente preparati per compiere le proprie attività. Se un tempo le indagini dovevano essere svolte affidandosi semplicemente a una lente di ingrandimento e al proprio intuito, oggi la tecnologia mette a disposizione nuovi strumenti in grado di compiere prodigi. Quanto appena detto si interseca alla perfezione con quello di cui vorrei parlarti: cosa fa la polizia scientifica?

Il nome sicuramente già dice molto: la polizia scientifica si avvale, appunto, di mezzi scientifici per svolgere le proprie funzioni. Ma chi è e cosa fa davvero la polizia scientifica? Quando interviene? A cosa serve la sua attività? Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura.

Chi è la polizia scientifica?

La polizia scientifica è un’articolazione interna della polizia di Stato ed è specializzata nelle investigazioni tecniche e scientifiche nei campi della chimica, della biologia e della fisica.

La polizia scientifica è quella che, quando richiesto, interviene sulla scena del crimine per effettuare tutti quei rilievi per i quali occorrono particolari attrezzature e competenze: pensa alla raccolta di un campione biologico (sangue, ecc.) per effettuare il test del dna.

Cosa fa la polizia scientifica?

Come detto nel precedente paragrafo, la polizia scientifica si occupa di investigare utilizzando mezzi tecnologici specializzati. La polizia scientifica, dunque, interviene quando servono specifiche competenze tecniche e scientifiche, come ad esempio nel campo della biologia, della chimica, della balistica, della dattiloscopia, ecc.

Più nel dettaglio, la polizia scientifica si occupa:

  • del segnalamento fotodattiloscopico, ovvero della fotografia frontale e di profilo con il prelevamento delle impronte digitali ai criminali, ai sospettati e agli extracomunitari che chiedano un permesso di soggiorno;
  • della raccolta e della successiva identificazione delle impronte digitali rilevate sul luogo del crimine;
  • della ricostruzione tridimensionale della dinamica dell’evento criminale;
  • della profilazione criminale, cioè dell’applicazione della psicologia e della criminologia al fine di determinare il profilo del soggetto che ha compiuto un reato;
  • della documentazione fotografica e audiovisiva;
  • di tracciare un identikit del sospettato;
  • di indagini grafiche e balistiche (ricostruzione della traiettoria di un proiettile, ad esempio);
  • delle indagini volte a scoprire la falsità del denaro o di documenti (ad esempio mediante perizia grafologica, nonché della rigenerazione dei numeri di matricole abrase;
  • delle analisi sulle sostanze stupefacenti o sui residui di incendi ed esplosioni;
  • dell’effettuazione del test del dna.

Com’è strutturata la polizia scientifica?

Come detto nel primo paragrafo, la polizia scientifica rappresenta un’articolazione interna della polizia di Stato. Più nello specifico, la sede centrale della polizia scientifica si trova a Roma, all’interno della Direzione centrale anticrimine della polizia di Stato.

A livello regionale, la polizia scientifica è presente in quattordici sedi, per lo più situate nei capoluoghi di provincia o di regione (ad esempio a Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Torino, ecc.).

A livello provinciale, esistono circa novanta gabinetti provinciali di polizia scientifica, istituiti in ogni questura ed inseriti nelle Divisioni anticrimine con lo specifico compito di effettuare la documentazione foto, video, audio nei servizi investigativi ed in quelli di ordine pubblico.

Infine, ci sono circa duecento posti di segnalamento e documentazione dislocati presso i commissariati di pubblica sicurezza impegnati nel contrasto alla criminalità e nella tutela dell’ordine pubblico.

Come lavora la polizia scientifica?

Se pensi che la polizia scientifica italiana lavori come nei telefilm di Csi, probabilmente ti stai sbagliando. La polizia scientifica, infatti, svolge solamente un ruolo di supporto all’attività posta in essere dalle forze di polizia “ordinarie”.

In altre parole, la polizia scientifica interviene solamente quando l’attività investigativa non potrebbe proseguire con i propri mezzi. La polizia scientifica è di aiuto per la raccolta e l’analisi scientifica, ma una volta ricavata l’informazione e trasmessa alla squadra investigativa, il suo compito è finito.

Ad esempio, se la polizia scientifica è chiamata per effettuare il test del dna su un determinato campione di materiale biologico (sangue, saliva, capelli, ecc.), una volta effettuati gli esami e ottenuti i risultati, si limiterà a trasmetterli agli organi investigativi, ponendo così fine al proprio lavoro.

In pratica, la polizia scientifica interviene per superare difficoltà che sarebbero insormontabili per i carabinieri o per la polizia.

note

Autore immagine: Pixabay.com


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