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Ferie: con quanto preavviso vanno richieste?

29 marzo 2018


Ferie: con quanto preavviso vanno richieste?

> Business Pubblicato il 29 marzo 2018



Il dipendente che intende richiedere le ferie deve farlo con che termine di preavviso? Quali sono i tempi e i modi corretti per esercitare il diritto alle ferie?

Il lavoratore dipendente brilla di luce propria quando pronuncia la parola ferie. Le ferie, infatti, sono giorni di riposo e di vacanza retribuiti che spettano ai lavoratori dipendenti. Tuttavia per usufruire delle ferie il lavoratore deve farne richiesta al datore di lavoro con un congruo preavviso. Cerchiamo di capire quindi con quanto preavviso vanno richieste e i modi corretti per esercitare il diritto alle ferie.

Ferie: diritto costituzionale ed irrinunciabile

Le ferie rappresentano un diritto costituzionalmente riconosciuto [1]. La Costituzione Italiana, infatti, stabilisce che il lavoratore ha diritto ad almeno un riposo di 24 ore nel corso della settimana lavorativa e alle ferie annuali. Non vi si può assolutamente rinunciare nemmeno per libera scelta. La durata minima delle ferie è fissata per legge in quattro settimane, i contratti collettivi possono estendere tale durata ma non ridurla.

Oltre al periodo di ferie il lavoratore ha diritto per legge al riposo settimanale. Qualora per motivi organizzativi o di produzione il riposo settimanale non possa essere rispettato, il lavoratore avrà diritto al riposo compensativo. Stessa regola vale per le ferie annuali che il lavoratore può accumulare e di cui può chiedere la fruizione in un secondo momento.

Ferie: con quanto preavviso vanno richieste?

Il dipendente che intende richiedere le ferie deve farlo preferibilmente in maniera scritta e con un congruo periodo di preavviso. I tempi e i modi in cui procedere alla domanda di ferie sono generalmente indicati nel contratto concluso con l’azienda o, in ogni caso, nel contratto di categoria se si tratta di un contratto collettivo. Se non viene rispettato il periodo di preavviso il datore di lavoro può rifiutarsi di concedere le ferie al lavoratore senza dovergli fornire nessuna motivazione legata all’organizzazione, così come ha stabilito una recente ordinanza della Corte di Cassazione [2].

Ferie: come si richiedono?

La legge non prescrive una modalità specifica per la richiesta delle ferie: in alcuni casi, infatti, è sufficiente una richiesta verbale mentre in altri può essere richiesta la forma scritta. Ciò che è fondamentale è:

  • richiedere le ferie con largo preavviso, permettendo così al datore di lavoro di organizzare il lavoro per tempo;
  • evitare di richiedere le ferie in periodi dell’anno che possono essere più delicati per le esigenze produttive del datore di lavoro.

In sostanza le ferie devono tenere conto dell’esigenza dell’azienda, ma devono anche essere continuative. La gestione del piano ferie annuale deve essere redatto dal datore di lavoro, in base alle necessità dell’impresa ma anche tenendo conto dei bisogni dei dipendenti, che possono comunque chiedere di differirle o di annullarle

Cosa rischia il datore di lavoro che non concede le ferie?

Il datore di lavoro che non concede le ferie, sarà sanzionabile con multe che vanno dai 100 euro ai 600 euro. Nel caso in cui i dipendenti che non abbiano goduto delle ferie siano più di 5 e vada avanti da almeno 2 anni la multa aumenta e va dai 400 euro ai 1500 euro, ma può andare anche dagli 800 euro ai 4500 euro se i dipendenti coinvolti sono più di 10 e non godono delle ferie da almeno 4 anni.

Ferie: come maturano?

Abbiamo detto che le ferie sono un diritto del lavoratore, ma va detto altresì che le stesse maturano in considerazione del lavoro prestato. Infatti, le ferie maturano durante i mesi di effettivo lavoro in azienda ma anche nel corso dei periodi di assenza che sono equiparati al lavoro come ad esempio durante la maternità, la malattia, l’infortunio.

Il periodo minimo di ferie è di quattro settimane l’anno e devono essere:

  • per almeno due settimane consecutive nel corso del periodo di maturazione;
  • il periodo rimante deve comunque essere goduto entro 18 mesi successivi al termine del periodo di maturazione.

note

[1] Sancito dall’art. 36 della Costituzione.

[2] Cass. ord. n. 6411/18 del 15.03.2018


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