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Multa per non essersi fermato allo stop

20 Ottobre 2019 | Autore:
Multa per non essersi fermato allo stop

Tutte le conseguenze per chi non rispetta lo stop: sanzioni amministrative, decurtazione punti, sospensione patente, responsabilità per incidenti.

Lo stop è il segnale stradale più conosciuto: non c’è bisogno di aver frequentato la scuola guida e di aver conseguito la patente per sapere di che si tratta. Tutti sanno che bisogna fermarsi; molti però non lo fanno. In questi casi, oltre al grave pericolo che si crea, la multa per non essersi fermato allo stop è in agguato e non è neppure l’unica sanzione prevista.

Lo stop, infatti, è uno dei segnali da prendere più sul serio. È un obbligo tassativo di fermarsi prima della striscia di arresto; è posizionato negli incroci pericolosi e ai passaggi a livello. Non basta rallentare: il veicolo deve bloccare la marcia per lasciare la precedenza a quelli provenienti dagli altri lati dell’incrocio.

Le multe per chi non si ferma allo stop sono tra le più pesanti che il Codice della strada prevede e sono anche tra quelle più frequentemente irrogate. Lo stop è spesso sottovalutato dai guidatori che si ritengono più esperti, da chi crede di conoscere la strada che percorre e pensa che “tanto non arriva nessuno” e da conducenti semplicemente distratti che non si accorgono del segnale.

Alcuni infatti non lo vedono nemmeno, nonostante sia sempre segnalato con il preavviso di stop che ne indica la presenza con congruo anticipo per consentire di rallentare; così arrivano all’incrocio in velocità e lo attraversano senza fermarsi, in barba alla striscia bianca di arresto e alla scritta “stop” disegnata sul manto stradale.

È un comportamento molto pericoloso, ma anche i guidatori più prudenti possono incappare in qualche trasgressione, ad esempio quando si fermano leggermente dopo la linea di arresto e così occupano in parte l’incrocio. A tutti, poi, può venire il dubbio di quanto tempo si deve rimanere fermi allo stop prima di riprendere la marcia.

Il fatto è che non tutti gli incroci sono uguali, ma quando c’è lo stop le regole sono identiche in tutti i casi: bisogna innanzitutto fermarsi e poi guardare bene sia a sinistra sia a destra in modo da assicurarsi che la strada sia completamente libera da veicoli in arrivo prima di rimettersi in movimento. A volte le condizioni di scarsa illuminazione o la presenza di nebbia o altri ostacoli alla visibilità rendono questa fase impegnativa e prolungata, ma la sicurezza viene prima di tutto.

Bisogna, quindi, conoscere la normativa sullo stop, fatta sia di regole sia di sanzioni per chi le trasgredisce; da qui è possibile vedere quali sono i comportamenti non consentiti e qual è la multa per non essersi fermati allo stop. Come vedremo tra poco, le sanzioni sono più di una e di diverso tipo. C’è anche da tener presente che non rispettare lo stop comporta l’attribuzione di responsabilità se si provoca un incidente: una conseguenza, questa, ancor più grave della multa.

Cosa bisogna fare allo stop 

Quando si arriva ad un incrocio segnalato con il cartello verticale di stop ed anche con la striscia bianca a terra che indica la linea di arresto, bisogna fermarsi sempre e comunque. Non ha importanza il fatto che la strada in quel momento sia sgombra: non è sufficiente rallentare, ma bisogna arrestare completamente la marcia.

Chi ha predisposto la segnaletica stradale ha considerato quell’incrocio pericoloso e dunque ha previsto che possono sopraggiungere all’improvviso veicoli sulla strada che ha il diritto di precedenza. In genere, le strade dove sono posizionati i segnali di stop sono secondarie ed incrociano una strada a più ampio traffico ed a scorrimento più veloce.

Per questo, è indispensabile fermarsi ed assicurarsi di attraversare l’incrocio in un momento in cui ci sia la possibilità di farlo senza creare alcun pericolo per la circolazione. Non ci sono eccezioni: allo stop bisogna fermarsi sempre anche quando la strada in cui ci si deve immettere appare completamente libera.

Si può ripartire solo quando ci si è assicurati che effettivamente non stanno sopraggiungendo veicoli e, dunque, è possibile attraversare l’incrocio in sicurezza. Ogni manovra infatti, come spiega la Cassazione [1] deve essere effettuata senza creare pericolo o intralcio agli altri utenti della strada.

Cosa dice il Codice della strada sullo stop

Il Codice della strada dedica un apposito articolo [2] alle precedenze ed allo stop, che nel gruppo dei casi in cui occorre dare precedenza è il caso regolamentato nel modo più severo. Questa norma contiene sia l’indicazione della condotta da tenere sia la previsione delle sanzioni per chi non la rispetta.

La prescrizione è chiara e tassativa: «I conducenti sono tenuti a fermarsi in corrispondenza della striscia di arresto, prima di immettersi nella intersezione» in tutti i casi in cui incontrano un segnale di stop. La regola vale sia che ci si debba immettere sulla strada incrociata, ad esempio svoltando a destra, sia che per proseguire oltre si debba attraversare l’intero incrocio o una parte di esso, come nel caso in cui si compie una svolta a sinistra impegnando così l’area di intersezione.

Tieni presente che lo stop, per essere correttamente segnalato, deve avere due indicazioni: il cartello verticale ed anche la linea di stop orizzontale dipinta in bianco sulla strada. Il doppio tipo di segnale è indispensabile, perché a seconda dei casi potrebbero esserci rami di albero che ostruiscono la visuale del cartello oppure la striscia bianca potrebbe essere parzialmente cancellata dalle intemperie. Così la segnaletica è rafforzata dalla presenza di entrambi i modi di rendere visibile lo stop.

Quale multa per chi non rispetta lo stop

La multa base per il mancato rispetto dello stop è una sanzione amministrativa che va da un minimo di 167 euro ad un massimo di 666 euro.

Se l’infrazione viene commessa in orario notturno (dalle 22,00 alle 07,00) la sanzione aumenta di un terzo [3]. La multa è più cara perché il pericolo creato dall’attraversamento dell’incrocio senza essersi fermati allo stop è molto maggiore di notte rispetto al giorno.

Le sanzioni a carico di chi non rispetta lo stop sono inasprite in caso di recidiva: se si commette una seconda violazione analoga nel corso di un biennio è prevista la sospensione della patente per un periodo che va da 1 a 3 mesi.

La decurtazione dei punti sulla patente

Oltre alla sanzione amministrativa pecuniaria, chi non si ferma allo stop subisce anche la decurtazione di 6 punti sulla patente. Se la violazione è commessa da un neopatentato (sono considerati tali coloro che hanno conseguito la patente di guida da meno di 3 anni) i punti sono raddoppiati. Si arriva così a ben 12 punti in meno. Leggi questo articolo per sapere come recuperare i punti della patente.

Cosa rischia chi supera di poco la striscia 

Se ci si ferma anche di poco oltre la linea di arresto, in modo che la parte anteriore del veicolo la superi, scattano le medesime sanzioni che abbiamo indicato. Infatti, così facendo viene creata una situazione di pericolo perché il veicolo impegna una parte dell’area di intersezione e potrebbe ostacolare la marcia di quelli che sopraggiungono all’incrocio ed hanno il diritto di precedenza.

La pericolosità c’è ed è parecchia: basta pensare al caso in cui il muso di un’autovettura sporga in modo da colpire una motocicletta che sta attraversando l’incrocio con diritto di precedenza. Il sinistro potrebbe avere conseguenze molto gravi. Per questo il Codice della strada è tassativo e non consente di oltrepassare il punto di arresto segnalato a terra. Basta quindi un minimo superamento della linea per incappare nella multa.

In questi casi, lo stop equivale ai semafori rossi, dove non bisogna superare la linea bianca disegnata sull’asfalto [4]. Anche il giallo comporta l’obbligo di fermarsi non appena lo si scorge. Il semaforo giallo lampeggiante invece non è uno stop ma comporta l’obbligo di rallentare, usare la massima prudenza e dare la precedenza; qui, non è indispensabile fermarsi, a meno che le circostanze concrete non lo richiedano.

Incidente provocato dal mancato rispetto dello stop

Di regola, se chi non ha rispettato lo stop provoca un incidente con un veicolo che godeva del diritto di precedenza sarà considerato l’unico ed esclusivo responsabile del sinistro e dei danni conseguenti. In tal caso, non si applica il concorso di colpa – che suddivide la responsabilità tra entrambi i veicoli coinvolti – perché si considera che il sinistro è stato cagionato dal grave comportamento del conducente che ha omesso di fermarsi in corrispondenza del segnale di stop.

Considera che l’organo di Polizia intervenuto per rilevare l’incidente (a seconda della località e del tipo di strada e dell’entità dei danni a persone e cose, potrà essere la Polizia Stradale, i Carabinieri o la Polizia locale) verificherà se l’incidente è stato causato dal mancato rispetto dello stop e provvederà ad elevare il verbale di contravvenzione a carico del conducente del veicolo trasgressore.

La dinamica di ricostruzione del sinistro consente di stabilire con elevata probabilità se c’è stata l’infrazione e se essa ha costituito causa o concausa dell’incidente. Questo verbale, inoltre, sarà difficilmente smontabile, perché si basa su circostanze oggettive rilevate dai pubblici ufficiali che sono intervenuti sul luogo del sinistro.

Ci sono però dei casi in cui si applica il concorso di colpa, quando l’altro conducente è a sua volta responsabile di un’infrazione grave che ha contribuito a provocare l’incidente. Il caso più comune è quello dell’eccesso di velocità: se un veicolo che viaggia ben oltre i limiti previsti dalla segnaletica (o dalla prudenza dovuta per quel tratto di strada e per quelle condizioni di traffico) si scontra con un veicolo che non ha rispettato lo stop, sarà considerato corresponsabile dell’evento dannoso, perché il suo comportamento incauto non gli ha consentito di evitare l’urto neppure frenando o attuando altre manovre di emergenza [5].

Nella prospettiva di chi ha il segnale di stop, però, spesse volte non basta neanche questo a salvarsi dalle responsabilità. Infatti la Cassazione [6] ha stabilito che quando si arriva ad un incrocio con lo stop occorre prevedere il fatto che dall’altra parte possano sopraggiungere veicoli a velocità elevatissima. Il comportamento altrui in questo caso sarà imprudente e violativo del Codice della strada, ma non non potrà essere un’esimente se poteva – e quindi doveva – essere ragionevolmente previsto da chi aveva a suo carico l’obbligo di rispettare lo stop.

Insomma, prima di impegnare un’intersezione presidiata dal segnale di stop bisogna avere la massima prudenza. Il solo fatto di attraversare l’incrocio senza essersi assicurati bene che non stiano sopraggiungendo altri veicoli è causa di responsabilità, che nella massima parte dei casi è piena e totale. La colpa si può escludere solo quando si riesce a dimostrare che l’imprudenza altrui era assolutamente imprevedibile ed inevitabile.


note

[1] Cass. sent. n. 57350/18 del 19.12.2018.

[2] Art. 145 cod. strada.

[3] Art. 195 comma 2 bis cod. strada, introdotto dalla L. n. 94 del 15.07.2009.

[4] Art. 41 co.10 e 11 cod. strada.

[5] Cass. sent. n.27989/2017 del 6.06.2017.

[6] Cass. sent. n. 43544/2018 del 2.10.2018.


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1 Commento

  1. Voi dite: “Lo stop è spesso sottovalutato dai guidatori che si ritengono più esperti, da chi crede di conoscere la strada che percorre e pensa che “tanto non arriva nessuno” e da conducenti semplicemente distratti che non si accorgono del segnale”. Ed è chiaro che ita res se habent, ma…
    Ma spesso gli STOP vengono posizionati in incroci dove sarebbe sufficiente il triangolo di precedenza, cioè vengono piazzati a capocchia. Mi va benissimo trovarli dove NON SI VEDE Né A DRITTA Né A MANCA, ma ritrovarseli piazzati CERVELLOTICAMENTE Là DOVE NON SERVONO non è il massimo della semplificazione per chi guida. Queste considerazioni almeno mi vengono suggerite dalla mia modesta esperienza quasi sessantennale di guida… Posso sbagliarmi… Come disse uno…”Se mi sbaglio, mi corrigerete…”.

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