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Assegno sociale: ultime sentenze

28 Settembre 2019
Assegno sociale: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: prestazioni assistenziali; assegno sociale; straniero extracomunitario; allontanamenti temporanei del beneficiario straniero; soggiorno continuativo sul territorio dello Stato italiano; requisito reddituale; computo dei redditi; superamento dei limiti reddituali per conseguire l’assegno sociale.

Diritto a percepire l’assegno sociale

È infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 80, comma 19, l. 23 dicembre 2000 n. 388, nella parte in cui subordina il diritto a percepire l’assegno sociale, per gli stranieri extracomunitari, alla titolarità della carta di soggiorno (ora permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo), in riferimento agli art. 3, 10, comma 1, 38 e, in relazione all’art. 14 Cedu, 10, comma 2, e 117, comma 1, cost.

Corte Costituzionale, 15/03/2019, n.50

Assegno sociale: destinatari

L’assegno sociale ex art. 3 L. n. 335 del 1995 consiste in uno strumento assistenziale, ad effettivo supporto di persone non solo formalmente sfornite di mezzi economici (rispetto ad una soglia reddituale/patrimoniale fissata ex ante dalla normativa di settore) ma prive, in ogni caso, di fonti di sussistenza per non essere sorrette da un idoneo supporto familiare/parentale o comunque inserite in un contesto adeguato, in via ordinaria, al soddisfacimento delle necessità di vita.

Tribunale Tivoli sez. lav., 14/01/2019, n.865

Assegno sociale: onere della prova

In tema di assegno sociale, ai sensi della L. n. 335 del 1995, art. 3, comma 6, l’onere della prova va attribuito secondo gli ordinari criteri, per i quali spetta all’interessato che ne abbia fatto istanza l’onere di dimostrare il possesso del requisito reddituale secondo i rigorosi criteri richiesti dalla legge e, dunque, è certamente onere di chi aspira alla concessione dell’assegno sociale di allegare e provare se e da quando si trova nella situazione di stato di bisogno richiesta dalla norma.

Tribunale Bergamo sez. lav., 25/02/2019, n.101

Assegno sociale: possesso del requisito reddituale

In tema di assegno sociale, ai sensi dell’art. 3, comma 6, della L. n. 335 del 1995 spetta all’interessato che ne abbia fatto istanza l’onere di dimostrare il possesso del requisito reddituale, determinato in base ai rigorosi criteri richiesti dalla legge speciale.

Tribunale Rieti sez. lav., 13/11/2018, n.213

Assegno sociale: ratei pensionistici e computo dei limiti reddituali

In tema di computo dei redditi ai fini del riscontro dell’eventuale superamento dei limiti reddituali per conseguire l’assegno sociale, ai sensi dell’art. 3 comma 6, L. n. 335 del 1995, sono escluse da tale computo “le competenze arretrate sottoposte a tassazione separata”, tra cui vanno annoverati, in base al combinato disposto degli artt. 17, comma 1, lett. b) (“tassazione separata”) e dell’art. 46, comma 2, del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, anche i ratei pensionistici riferibili ad anni precedenti tardivamente liquidati.

Tribunale Bari sez. lav., 06/11/2018, n.3706

Assegno sociale: lo stabile radicamento sul territorio

Ai fini del riconoscimento dell’assegno sociale, la condizione dello stabile radicamento sul territorio risulta ragionevole proporzionata e non discriminatoria tra cittadini e familiari extra UE di cittadini dell’Unione essendo, d’altra parte, intuibile che la mancata previsione di una condizione di tal fatta si presterebbe ad incentivo di pratiche opportunistiche che l’ordinamento ha ponderatamente ritenuto di ostacolare.

Tribunale Perugia sez. lav., 30/10/2018, n.389

Reddito minimo corrispondente all’assegno sociale

Il possesso di un reddito minimo corrispondente all’assegno sociale (al di fuori delle ipotesi in cui sia richiesto espressamente dalla legge, e cioè i casi del permesso di soggiorno CE e i casi di ricongiungimento familiare) rappresenta un criterio orientativo di valutazione e non un parametro rigido la cui mancanza sia automaticamente ostativa al rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato, dovendosi tener conto delle varie circostanze che di fatto concorrono a consentire il sostentamento dell’immigrato.

Consiglio di Stato sez. III, 26/06/2019, n.4416

Condanna penale definitiva e riattivazione dell’assegno sociale

Non rientrano nella cognizione del giudice dell’esecuzione, ma in quella del giudice civile, le questioni concernenti la revoca di prestazioni previdenziali e assistenziali (nella specie, la riattivazione dell’assegno sociale) disposta direttamente dall’ente erogatore, ai sensi dell’art. 2, comma 61, della legge 28 giugno 2012, n. 92, in caso di condanna divenuta definitiva prima dell’entrata in vigore di detta legge per taluno dei reati di particolare allarme sociale previsti dall’art. 2, comma 58, legge cit., costituendo essa un mero effetto extrapenale della condanna e non un aspetto del trattamento sanzionatorio del reato.

Cassazione penale sez. I, 07/12/2018, n.11581

Condizioni per il riconoscimento dell’assegno sociale allo straniero extracomunitario 

Lo straniero extracomunitario ha diritto al riconoscimento dell’assegno sociale di cui all’art. 3, comma 6, della l. n. 335 del 1995, alla condizione del possesso della carta di soggiorno a tempo indeterminato – ora permesso di UE per soggiornanti di lungo periodo – nonché, a decorrere dal 1° gennaio 2009, per effetto dell’art. 20, comma 10, del d.l. n. 112 del 2008, conv. con modif. nella l. n. 133 del 2008, del soggiorno legale, in via continuativa, per almeno dieci anni, nel territorio nazionale, senza che tale requisito possa essere considerato quale limite alla libertà di circolazione di cui agli artt. 16, comma 2, Cost., 21 e 45 del T.F.U.E., perché non implica alcun divieto violativo della libera scelta del singolo e si sostanzia in un radicamento territoriale che non si identifica con la assoluta, costante ed ininterrotta permanenza sul territorio nazionale.

Cassazione civile sez. lav., 25/06/2019, n.16989

Allontanamenti temporanei e stabile permanenza in Italia

Ai fini dell’assegno sociale, gli allontanamenti temporanei del beneficiario straniero titolare di permesso di soggiorno non fanno venir meno la stabile permanenza in Italia, la quale sussiste anche in caso di temporaneo allontanamento, sempre che la persona vi ritorni quando possibile e vi mantenga il centro delle proprie relazioni familiari e sociali.

Tribunale Roma sez. lav., 05/06/2019, n.5454

Il requisito del soggiorno continuativo in Italia per 10 anni

Premesso che il legislatore, con il d.l. 2008, n.112, art. 20, comma 10, ha imposto al richiedente l’assegno sociale la dimostrazione del requisito del soggiorno continuativo sul territorio dello Stato italiano per 10 anni, la verifica del requisito in esame deve riguardare la prova che la parte deve fornire di aver soggiornato continuativamente sul territorio nazionale, avendone la stabile dimora per almeno dieci anni.

La prova può essere di tipo presuntivo, nel senso che la parte interessata può dare dimostrazione del requisito fornendo vari elementi indiziari dai quali è possibile desumere la sussistenza di un forte legame con lo Stato italiano (ad esempio, certificazione di residenza, interessi economici nel territorio, rapporto di lavoro et cetera), con la conseguenza che l’allontanamento per alcuni periodi dal territorio nazionale, anche della durata di alcuni mesi, in presenza degli elementi prima richiamati, non fa venir meno il requisito di legge.

Corte appello Ancona sez. lav., 09/05/2019, n.79



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