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Assegno per i disoccupati: a breve l’erogazione

29 marzo 2018 | Autore:


> Business Pubblicato il 29 marzo 2018



Ad Aprile sarà erogato il bonus fino a 5mila euro per il reimpiego dei disoccupati: in cosa consiste, chi può richiederlo e la procedura per ottenere l’assegno di ricollocazione

Il prossimo 3 aprile entrerà a regime l’assegno di ricollocazione per i disoccupati, ossia il contributo economico che arriva sino a 5mila euro destinato a tutti quei soggetti che dopo essere rimasti disoccupati riescono a trovare un lavoro anche a tempo determinato. Dopo una lunga sperimentazione, l’Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro (Anpal) ha emanato l’attesa circolare [1] con cui ha dato l’ultimatum agli enti interessati per manifestare il proprio interesse e accreditarsi per diventare enti erogatori e definito nel dettaglio gli importi, i requisiti e la procedura da seguire per fare domanda di assegno di ricollocazione.

Assegno di ricollocazione: gli importi

L’assegno di ricollocazione parte da un minimo di 250 euro e può arrivare, come anticipato, sino a 5mila euro. L’ammontare dell’assegno dipende dal profilo di occupabilità dell’interessato, ossia: dal sesso, dall’età, dall’esperienza professionale, dal livello d’istruzione e dalla collocazione geografica. In particolare gli importi previsti sono i seguenti:

  • da 500 euro a 2500 euro se la nuova occupazione è superiore ai 6 mesi;
  • sino a 1.250 euro, se la nuova occupazione è superiore ai 3 mesi.
  • sino a 5mila euro se il disoccupato trova un nuovo lavoro a tempo indeterminato.

L’entità dell’assegno varia a seconda della difficoltà di reinserimento occupazionale dell’interessato, individuata nella fase di profilazione dello stesso. L’importo spettante al beneficiario viene inizialmente erogato al centro per l’impiego competente nel momento in cui l’interessato firma il nuovo contratto di lavoro subordinato. Poi, compiuta la procedura di cui parleremo in avanti, avverrà l’erogazione al lavoratore.

Assegno di ricollocazione: i requisiti

L’assegno di ricollocazione, come detto, è una prestazione in favore di quei soggetti che, dopo aver perso il lavoro, sono riusciti a trovare una nuova occupazione, anche a tempo determinato. Però, per poter percepire l’assegno di ricollocazione è necessario essere in possesso di alcuni requisiti. Infatti, possono beneficiare dell’assegno di ricollocazione i disoccupati che:

  • percepiscono la Naspi (la nuova indennità di disoccupazione) da almeno 4 mesi senza aver trovato un nuovo lavoro;
  • i lavoratori in cassaintegrazione straordinaria (Cigs);
  • i beneficiari del cosiddetto Rei, il reddito d’inclusione, di cui abbiamo parlato in Reddito di inclusione: ora aumenta a 534 euro.

Assegno di ricollocazione: la procedura per inoltrare domanda

In presenza dei requisiti descritti, l’erogazione dell’assegno non è automatica ma richiede la presentazione di una domanda da parte degli interessati. Le modalità dell’inoltro della domanda variano in ragione della categoria alla quale appartiene il beneficiario: disoccupato, cassintegrato o avente diritto al Rei.

Per quanto riguarda i disoccupati, possono presentare la domanda nei seguenti modi:

  • in via telematica attraverso il sistema informativo unitario (Siu) del portale Anpal;
  • o rivolgendosi direttamente al centro per l’impiego competente.

Verificata la sussistenza dei requisiti, il beneficiario può scegliere l’ente accreditato ai servizi per il lavoro che gli erogherà l’assegno di ricollocazione.  A erogare il bonus sono in primis le Regioni, attraverso i propri Centri per l’impiego accreditati, nonché da altri enti accreditati. L’erogazione dell’assegno di ricollocazione sospende il patto di servizio sottoscritto dal disoccupato con il centro per l’impiego competente.

Per i cassintegrati, invece, è indispensabile aderire a un apposito percorso di formazione e ricollocazione. Mentre per i beneficiari di Rei, la procedura da seguire per ottenere l’assegno si sviluppa all’interno del progetto personalizzato che il nucleo familiare beneficiario deve seguire.

Per conoscere i dettagli è possibile consultare la circolare Anpal al seguente link.

note

[1] Circolare n. 3/2018 Anpal.

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