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Sindrome di alienazione parentale: ultime sentenze

28 Settembre 2019
Sindrome di alienazione parentale: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: sindrome di alienazione parentale; affidamento della prole; attenzione alle esigenze del figlio; tutela della bigenitorialità; patologia clinicamente accertabile; attività di emarginazione e di neutralizzazione dell’altro genitore; comportamenti reiterati del genitore affidatario contrari all’equilibrio del figlio.

L’alienazione genitoriale consiste nell’insieme di tutti quei comportamenti che vengono posti in essere da un genitore (alienante) per emarginare e neutralizzare l’altra figura genitoriale (alienato). Leggi le ultime sentenze sulla sindrome di alienazione parentale.

Affidamento minori e diagnosi della sindrome di alienazione parentale

In tema di poteri di affidamento della prole da parte del giudice in procedimenti di separazione e divorzio – a prescindere dalle obiezioni sollevate dalle parti – qualora la consulenza tecnica presenti devianze dalla scienza medica ufficiale come avviene nell’ipotesi in cui sia formulata la diagnosi di sussistenza della Pas, non essendovi certezze nell’ambito scientifico al riguardo il giudice del merito, ricorrendo alle proprie cognizioni scientifiche oppure avvalendosi di idonei esperti, è comunque tenuto a verificarne il fondamento.

(Nel caso in specie, il tribunale non poteva affidare in esclusiva il figlio al padre mandandolo per un periodo di sei mesi in una struttura, vista la sua avversione per la soluzione adottata, basandosi essenzialmente su una perizia con la quale era stata accertata la Pas, sindrome di alienazione parentale).

Cassazione civile sez. I, 16/05/2019, n.13274

Alienazione genitoriale: definizione

Il termine “alienazione genitoriale” non integra una nozione di patologia clinicamente accertabile, bensì un insieme di comportamenti posti in essere dal collocatario per emarginare e neutralizzare l’altra figura genitoriale; condotte che non abbisognano dell’elemento psicologico del dolo, essendo sufficiente la colpa o la radice anche patologica delle condotte medesime. In caso di azione infondata posta in essere dal genitore che abbia attuato comportamenti alienanti, si impone una pronuncia di condotta ex art. 96, comma 3, c.p.c., registrandosi un grave abuso dello strumento processuale  .

Tribunale Milano sez. IX, 11/03/2017

Genitore alienante

In un procedimento per cessazione degli effetti civili del matrimonio, il padre collocatario, che ostacola i rapporti del figlio minore con l’altra figura genitoriale, mettendo in atto una grave forma di alienazione parentale che impedisce al minore la continuità delle relazioni con la madre, rivela una grave carenza di idoneità genitoriale che legittima l’affidamento del ragazzo ai servizi sociali e il risarcimento dei danni a favore del minore e della madre alienata.

Tribunale Cosenza sez. II, 18/10/2017, n.2044

Alienazione parentale e affidamento del minore al genitore alienato

In presenza di alienazione parentale si dimostra priva di capacità genitoriale la madre che, con i condizionamenti esercitati sul figlio, ha annientato il rapporto del minore con il padre, così compromettendo il suo equilibrio interiore, così da esporlo ad un alto rischio di relazioni sociali e affettive disfunzionali.

Il minore va, perciò, affidato in via esclusiva al padre il quale, nel corso del giudizio, ha sempre mostrato particolare attenzione alle esigenze del figlio e ha manifestato rispetto verso la figura materna, ritenuta dallo stesso essenziale per la serenità del figlio, nonostante l’alto livello di conflittualità coniugale, così rivelando un’indubbia maturità.

Tribunale Castrovillari, 27/07/2018, n.728

Affidamento esclusivo al padre alienato

La tutela della bigenitorialità deve essere considerata come il best interest del minore anche nei casi in cui il bambino vi si oppone, riferendo di aver subito gravi e profondi maltrattamenti riconducibili all’alienazione parentale.

Tribunale Brescia sez. III, 19/11/2018

Sindrome alienazione genitoriale e separazione

La mancanza di fondamento scientifico della PAS (Sindrome alienazione genitoriale) non esclude che essa possa essere utilizzata, ai fini del processo, per individuare un problema relazionale in situazione di separazione dei genitori, pur non assumendo i connotati di una malattia vera e propria. Infatti, l’atteggiamento del bambino che rifiuta l’altro genitore, per un patto di lealtà con il genitore ritenuto più debole, può condurlo ad una forma di invischiamento capace di produrre nella sua crescita non solo una situazione di sofferenza, ma anche una serie di problemi psicologici alienanti.

Corte appello Brescia, 17/05/2013

Risarcimento dei danni 

In tema di separazione dei coniugi, il risarcimento dei danni in favore del minore o di un genitore, previsto dall’art. 709 ter c.p.c. in caso di gravi inadempienze e di violazioni dei provvedimenti sull’affidamento dei figli minori da parte dell’altro genitore, ovvero di condotte pregiudizievoli per i minori stessi, non ha natura compensativa, ma costituisce una sanzione coercitiva, volta ad indurre il responsabile a recedere dall’illecito, e può essere disposto dal giudice anche congiuntamente alle altre misure punitive previste dalla stessa disposizione.

(Nella specie, il collegio, nella sentenza di separazione dei coniugi, ha inflitto alla moglie una sanzione amministrativa, condannandola anche al risarcimento dei danni in favore del figlio minore, in quanto ella aveva volontariamente indotto quest’ultimo ad avversare il padre, così però determinando l’insorgere nel figlio di una patologia psichiatrica, la sindrome di alienazione parentale).

Tribunale Messina sez. I, 05/04/2007, n.597

Risultanze processuali ed istruttorie

Il complesso delle risultanze processuali ed istruttorie, pur in assenza di un diretto riscontro peritale di tipo psicologico, depone nel senso che non si è molto lontani da quella sindrome, nota come sindrome di alienazione parentale o genitoriale (o PAS, dall’acronimo di Parental Alienation Syndrome), nella quale un genitore (c.d. alienatore) attiva una sorta di programmatico allontanamento dei figli da e contro l’altro genitore (c.d. alienato), talvolta con il pieno coinvolgimento in tal senso dei figli stessi manovrati e/o comunque influenzati allo scopo, il tutto senza adeguata e professionale mediazione esterna alla coppia genitoriale.

Ebbene, nella specie è emerso che proprio l’attrice ha posto in essere una complessiva condotta produttiva di detta alienazione parentale in danno del convenuto.

L’unico addebito che si può muovere a quest’ultimo, pertanto, è quello di non essersi tempestivamente attivato prima nel corso del processo di separazione e poi in quello di divorzio e neppure in seguito per reagire a tale situazione che nel tempo, come sovente avviene, si è cristallizzata sino a quando i figli della coppia sono diventati maggiorenni.

Ma, in disparte la considerazione che l’art. 709 ter c.p.c. è stato introdotto dal legislatore soltanto nel corso di questo ulteriore giudizio, nell’anno 2006, il mancato ricorso, da parte sua, agli appropriati rimedi di tutela giurisdizionale, indubbiamente comunque già esistenti in illo tempore per tentare di reinstaurare un accettabile rapporto con i figli, è sicuramente sprovvisto di sanzione, e non può essere reputato foriero di responsabilità in capo a lui di qualsivoglia genere, contrattuale od extracontrattuale.

Tribunale Bari sez. I, 06/09/2012, n.2771

Condotta pregiudizievole dei genitori

La c.d. sindrome di alienazione genitoriale (PAS) è priva di fondamento sul piano scientifico (Cass. 20 marzo 2013 n. 7041), come si apprende dall’osservazione della letteratura scientifica di settore (da ultimo v. DSM-V); ne consegue che il comportamento “alienante” di un genitore può rilevare sotto altri e diversi profili, ma non come “patologia” del minore (non comprendendosi, peraltro, perché, se “litigano” i genitori, gli accertamenti diagnostici debbano essere condotti su chi il conflitto lo subisce e non su chi lo crea: Trib. Varese 1 luglio 2010).

Tribunale Milano, 13/10/2014

Accertamento della veridicità dei comportamenti contestati

In tema di affidamento di figli minori, qualora un genitore denunci comportamenti dell’altro genitore, affidatario o collocatario, di allontanamento morale e materiale del figlio da sé, indicati come significativi di una PAS (sindrome di alienazione parentale), ai fini della modifica delle modalità di affidamento, il giudice di merito è tenuto ad accertare la veridicità in fatto dei suddetti comportamenti, utilizzando i comuni mezzi di prova, tipici e specifici della materia, incluse le presunzioni, ed a motivare adeguatamente/a prescindere dal giudizio astratto sulla validità o invalidità scientifica della suddetta patologia, tenuto conto che tra i requisiti di idoneità genitoriale rileva anche la capacità di preservare la continuità delle relazioni parentali con l’altro genitore, a tutela del diritto del figlio alla bigenitorialità e alla crescita equilibrata e serena.

Cassazione civile sez. I, 08/04/2016, n.6919

Affidamento condiviso della prole e modifica delle condizioni di affidamento

Qualora un genitore denunci comportamenti dell’altro genitore, affidatario o collocatario di un figlio di età minore, rivolti ad allontanare da sé il bambino ed indicati come significativi di una sindrome di alienazione parentale (PAS), ai fini della modifica delle condizioni di affidamento del minore, il giudice è tenuto ad accertare l’effettiva sussistenza di tali comportamenti ed a valutarne la rilevanza per l’equilibrio psichico del minore, al fine di esprimere un corretto ed informato giudizio in materia di adeguatezza genitoriale, indipendentemente dalla qualifica che si intenda attribuire ai comportamenti alienanti

Cassazione civile sez. I, 13/09/2017, n.21215



2 Commenti

  1. Dunque, se mia moglie allontana da me mio figlio per via di un continuo discredito nei miei confronti rischia la perdita dell’affidamento?

    1. Riconosciuta l’esistenza del cosiddetto danno da Alienazione Parentale (anche chiamata PAS): il tribunale di Potenza che, con una recente ordinanza, ha preso atto del fatto che il figlio, nato da una coppia ormai separata, abbia rifiutato di avere rapporti col padre. Dalla perizia era emerso il forte stress, costante e disfunzionale, cui era soggetto il minore per via del clima di forte tensione tra i genitori, sfociato nella incapacità di questi ad mantenere contatti con il papà, sino ad atteggiamenti oppositivi ai limiti del rifiuto, tanto da rimanere imbrigliato in una situazione di Alienazione parentale. Una condizione estremamente pericolosa per il suo corretto sviluppo psichico, argomenta il giudice che, tuttavia, all’esito del provvedimento, conferma l’affidamento congiunto anche all’esito della perizia. Per maggiori dettagli, leggi qui https://www.laleggepertutti.it/135175_il-figlio-rifiuta-i-contatti-col-padre-e-alienazione-parentale e qui https://www.laleggepertutti.it/157542_sindrome-di-alienazione-genitoriale-cosa-dice-la-legge

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