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Il nuovo acquisto di Facebook dopo WhatsApp che cambierà le nostre vite

24 Settembre 2019 | Autore:
Il nuovo acquisto di Facebook dopo WhatsApp che cambierà le nostre vite

I dispositivi saranno controllati con i movimenti del corpo. Il primo passo sarà la realizzazione di un braccialetto.

Facebook ha comprato Ctrl-Labs, una start-up che studia la cosiddetta «comunicazione neurale», cioè il modo di far interagire il pc ai segnali cerebrali dell’utente. Lo ha annunciato, con un post proprio su Facebook, il vicepresidente della società, Andrew Bosworth detto ‘Boz’ , che si occupa di realtà virtuale e aumentata. Per questa operazione, Facebook ha già investito un miliardo di dollari.

In pratica, attraverso dei sensori che collegano il computer al cervello dell’uomo, quest’ultimo aprirà i programmi, scriverà, invierà ordini e si collegherà a internet con il semplice pensiero.

Perché l’acquisto della start-up è una notizia sensazionale? Perché Zuckerberg ci ha abituato, già con l’acquisto di WhatsApp, ai grandi colpi di scena dietro investimenti apparentemente incomprensibili. La nuova tecnologia di Ctrl-Labs potrebbe essere applicata al mondo delle comunicazioni cambiando così le nostre vite: una rivoluzione nel modo di utilizzare le tecnologie digitali. Basterà un piccolo impulso cerebrale per comunicare al dispositivo cosa vogliamo fare e fargli fare. L’investimento di Facebook – c’è da scommetterlo – segna ancora una volta la direzione verso cui si sta avviando la tecnologia per i prossimi anni.

Spiega Boz: «Passiamo molto tempo a cercare di far sì che la nostra tecnologia faccia ciò che vogliamo piuttosto che goderci le persone che ci circondano. Sappiamo che esistono modi più naturali e intuitivi per interagire con dispositivi e tecnologia. E vogliamo costruirli. È per questo che abbiamo deciso di acquisire i laboratori Ctrl. Si uniranno al nostro team di Facebook Reality Labs dove speriamo di sviluppare questo tipo di tecnologia, su larga scala, e di introdurlo rapidamente nei prodotti di consumo».

La prima cosa sarà lo sviluppo di un braccialetto «che consente alle persone di controllare i propri dispositivi come una naturale estensione dei movimenti. L’obiettivo è commercializzarlo in tempi brevi». Non sarebbe che la prima di una serie di interfacce che consentiranno alla gente di controllare e utilizzare i computer tramite il pensiero.

Il braccialetto avrà la funzione di un sensore e traduttore di impulsi. Ecco come funzionerà, sempre nelle parole di Boz: «hai neuroni nel midollo spinale che inviano segnali elettrici ai muscoli della tua mano dicendo loro di muoversi in modi specifici come fare clic con il mouse o premere un pulsante. Il braccialetto decodificherà quei segnali e li tradurrà in un segnale digitale che il tuo dispositivo può capire, dandoti il ​​controllo della tua vita digitale. Cattura le tue intenzioni in modo da poter condividere una foto con un amico usando un movimento impercettibile o semplicemente, beh, con l’intenzione di farlo».

Per questo, conclude Boz, «una tecnologia come questa ha il potenziale per aprire nuove possibilità creative e reinventare le invenzioni del XIX secolo in un mondo del XXI secolo. Può cambiare il modo in cui ci connettiamo».


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