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Taglio parlamentari: l’accordo tra M5S e Pd per affossare la Lega

24 Settembre 2019 | Autore:
Taglio parlamentari: l’accordo tra M5S e Pd per affossare la Lega

Prima il ritocco al numero di deputati e senatori, poi quello alla legge elettorale. Con un modo per tenere a bada Salvini.

L’addio di Matteo Renzi al Partito democratico produce il primo effetto nella coalizione di Governo. Se finora era previsto rispettare l’impegno del taglio dei parlamentari dopo aver fatto la riforma della legge elettorale, ora le forze che sostengono l’Esecutivo avrebbero invertito le priorità: si sono accorte che forse è meglio ritoccare prima il Rosatellum e, poi, il numero di deputati e senatori. Questo per due motivi: il primo, tenere sotto controllo il potenziale del nuovo partito di Renzi, il secondo eliminare qualsiasi sogno di gloria dell’altro Matteo, cioè di Salvini, che grazie al sistema maggioritario nei collegi uninominali, potrebbe governare in coalizione con Giorgia Meloni conquistando il 40% alle urne.

In sostanza, Luigi Di Maio potrà presto festeggiare una nuova conquista del suo Movimento, sulla quale si era impuntato quest’estate nel momento in cui Salvini stava per dire addio al Governo gialloverde: il taglio di 345 parlamentari. La data verrà, sicuramente, decisa nella riunione di capigruppo di mercoledì prossimo alla Camera. Soltanto dopo, si penserà alla riforma della legge elettorale: così il l’accordo tra M5S e Pd affosserà la Lega. Perché?

Perché con l’attuale sistema, cioè con il Rosatellum, una volta tagliati i parlamentari, la Lega in quanto potenziale primo partito vincerebbe facilmente nelle regioni più piccole, soprattutto al Senato, dove verrebbe eletto un solo parlamentare. Con il patto al vaglio di M5S e Pd, invece, si sta pensando di accorpare le regioni più piccole in un solo collegio che comprenda più realtà territoriali senza badare per forza ai confini.

Si parla, comunque, di una soluzione temporanea, giusto per mettere le mani avanti nel caso, per qualsiasi motivo, si andasse al voto anticipato, mentre i sovranisti godono ancora del consenso più ampio. Dopodiché, si vedrà. E non è detto che trovare la quadra definitiva sia semplice. Il Pd starebbe pensando a due soluzioni: o il proporzionale con lo sbarramento alto o un maggioritario a doppio turno.



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