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Novità assegni familiari: più facile ottenerli

24 Settembre 2019 | Autore:
Novità assegni familiari: più facile ottenerli

Nuove modalità per presentare la domanda di assegno al nucleo familiare all’Inps: come ottenere il sostegno mensile.

Gli assegni al nucleo familiare, o Anf, sono una prestazione economica corrisposta dall’Inps, finalizzata al sostegno della famiglia del lavoratore. Gli Anf, pur essendo a carico dell’Inps, sono normalmente erogati in busta paga dal datore di lavoro, che provvede poi a compensarli con i contributi previdenziali e assistenziali dovuti.

Per ottenere gli Anf, in precedenza al lavoratore bastava la presentazione di una domanda cartacea (modello SR16 Anf/Dip) al datore di lavoro. A partire dal periodo di spettanza degli assegni 2019/2020, però, la domanda deve essere presentata telematicamente, tramite sito web dell’Inps.

Questo fatto ha causato diversi problemi ai lavoratori non pratici dell’utilizzo del pc e dei servizi web dell’Inps. Vero è che ci si può far assistere da un patronato: non tutti, però, hanno la possibilità di trovare un momento libero durante le giornate lavorative per fissare un appuntamento.

Per fortuna, sono in arrivo importanti novità assegni familiari: più facile ottenerli, grazie a quanto reso noto dall’Ordine nazionale dei Consulenti del Lavoro, a seguito del tavolo tecnico con l’Inps.

Per richiedere gli assegni familiari ci si potrà, difatti, far aiutare dal consulente del lavoro dell’azienda, tramite un’apposita delega.

In questo modo, si potranno evitare errori nella presentazione delle domande e conseguenti ritardi. In occasione del tavolo tecnico Inps- Consulenti del Lavoro, sono poi stati forniti importanti chiarimenti sul diritto agli assegni al nucleo familiare. Ma procediamo con ordine.

Domanda Anf: come si presenta?

Gli assegni familiari, per essere riconosciuti, devono essere richiesti esplicitamente dal lavoratore all’Inps: in particolare, il lavoratore deve inoltrare una domanda online nel portale web dell’Inps, tramite il servizio Assegni per il nucleo familiare/ Anf.

In alternativa, il dipendente si può avvalere dei servizi telematici offerti dagli enti di patronato.

Gli assegni devono essere richiesti ogni anno, secondo il loro periodo di validità: ogni periodo parte dal primo luglio, per terminare il 30 giugno dell’anno successivo: il lavoratore deve dunque consegnare la domanda Anf al patronato o inviarla all’Inps entro il 30 giugno di ciascun anno (si possono comunque recuperare gli arretrati, entro 5 anni).

Per presentare telematicamente la domanda all’Inps, il lavoratore deve dotarsi di codice pin dispositivo per l’accesso ai servizi telematici dell’Inps; in alternativa, può utilizzare lo Spid (utile per accedere a tutti i servizi delle PA) o la carta nazionale dei servizi Cns.

Domanda di autorizzazione Anf

È necessario, in aggiunta alla domanda Anf, inoltrare anche la domanda di autorizzazione Anf (Anf42) all’Inps nei seguenti casi:

  • se viene richiesta l’inclusione di determinati familiari nel nucleo (fratelli, sorelle, figli di separati o divorziati, sciolti da unioni civili, figli naturali, familiari residenti all’estero, etc.);
  • per evitare il doppio pagamento degli assegni (figli di genitori separati/divorziati o sciolti da unione civile, figli naturali, etc.);
  • per applicare l’aumento dei livelli di reddito (familiari minorenni con difficoltà a compiere le funzioni proprie della loro età o maggiorenni con inabilità assoluta e permanente a svolgere proficuo lavoro).

Domanda di assegni familiari presentata dal consulente del lavoro

Entro ottobre 2019 sarà disponibile, nel sito dell’Inps, una piattaforma che consentirà agli intermediari, quindi ai consulenti del lavoro, di inserire le domande Anf per conto dei dipendenti delle aziende in delega.

Il dipendente dovrà rilasciare al consulente una specifica delega per questa attività, sottoscritta anche dai componenti del nucleo familiare titolari di reddito.

Il datore di lavoro dovrà comunque conservare e controllare tutta la documentazione fornita dal lavoratore.

La piattaforma Inps verificherà se il dipendente è effettivamente in forza presso l’azienda in delega, interrogando il sistema delle comunicazioni obbligatorie (Cob/Unilav) e le dichiarazioni UniEmens presentate.

Il consulente non potrà però presentare la domanda di autorizzazione Anf: è onere del dipendente, dunque, attivarsi, presentando la domanda Anf42, per ottenere dall’Inps l’autorizzazione (Anf43). In assenza di autorizzazione, il sistema non consentirà l’inoltro della domanda da parte del consulente.

Consultazione assegni familiari

Il consulente ed il datore di lavoro possono conoscere l’ammontare degli importi spettanti al lavoratore consultando un’apposita sezione del cassetto previdenziale, nel portale web Inps. È infatti l’istituto a valutare la spettanza degli assegni ed a calcolarne l’ammontare.

Variazione dell’importo degli assegni familiari

Il lavoratore è obbligato a comunicare all’Inps, entro 30 giorni, qualsiasi variazione intervenuta nel reddito o nella composizione del nucleo familiare, durante il periodo di richiesta dell’Anf. La domanda di variazione va inoltrata anche in caso di rioccupazione presso un diverso datore di lavoro.

L’Inps attiverà a breve un sistema di alert automatico in caso di variazione dell’importo a seguito di una nuova domanda da parte del lavoratore (ad esempio, per la nascita di un figlio).

Gli importi degli assegni familiari indicati dall’Inps nel portale web tengono conto del raggiungimento della maggiore età da parte di un componente del nucleo familiare.

Assegni familiari duplicati

Al momento, la piattaforma Inps non effettua controlli relativamente ai dipendenti part-time con più datori di lavoro. Se uno di essi eroga assegni familiari non spettanti, perché già corrisposti dall’altro datore di lavoro, il lavoratore sarà tenuto a restituire le somme percepite in più.



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2 Commenti

  1. Buongiorno,
    ho lavorato dal 3 settembre 2018 al 31 agosto 2019 per un’azienda partecipata. Ad agosto faccio domanda per gli assegni familiari per tutto il periodo lavorato presso questa azienda, la domanda viene accolta dopo una richiesta di documenti e poi approvata.
    A novembre 2019 ho inviato alla sopracitata azienda la domanda stampata dal sito INPS degli ANF relativa al periodo lavorato. Oggi mi rispondono che non possono versare gli ANF perché il reddito di riferimento è quello del 2017 anno in cui io non lavoravo per la loro azienda.

    In tutta onestà non vedo come le due cose possano avere attinenza visto che in automatico nella compilazione del modulo dell’INPS inserito il periodo lavorato per l’azienda mi è stato richiesto il reddito dell’anno prima ma poi, proprio a livello di principio non lo comprendo, non ha per me un senso quanto detto.

    Ora, prima di procedere per vie legali…potrei avere una vostra opinione in merito?

    Grazie

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