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Cosa sono Mav e Rav?

25 Settembre 2019 | Autore:
Cosa sono Mav e Rav?

Come funzionano i sistemi di pagamento con bollettini diversi da quelli postali. Come fare i versamenti allo sportello oppure online.

Se ti dico «pagamento mediante avviso» sai di che cosa ti sto parlando? E se ti dico «ruolo mediante avviso»? Probabilmente nessuno di questi termini ti è familiare. Se invece ti dico «Mav» e «Rav», sicuramente li avrai sentiti nominare. Se, però, non li hai mai usati, sai che cosa sono Mav e Rav?

Si tratta di due sistemi utilizzati per particolari tipi di pagamento: enti pubblici, assicurazioni, finanziarie, enti di riscossione. Sistemi che non richiedono necessariamente i contanti (anche se puoi utilizzarli nel caso in cui tu non abbia un conto corrente) e che sono operativi in banca o negli uffici postali, ma anche negli esercizi convenzionati. Che differenza c’è tra uno e l’altro? Quando bisogna usare un Mav piuttosto che un Rav?

Questi due bollettini – perché di bollettini si tratta – hanno una particolare procedura che garantisce maggiore sicurezza nel pagamento. Hanno, infatti, dei codici che, a differenza del normale bollettino postale, consentono al beneficiario di ricevere il versamento in maniera univoca.

Vediamo nel dettaglio cosa sono Mav e Rav, a che servono e come e cosa si può pagare con questi bollettini.

Mav: che cos’è?

Il Mav è il pagamento mediante avviso che consente di pagare un debito con un ente pubblico, una compagnia di assicurazioni, una finanziaria o un amministratore di condominio. Si tratta di un bollettino con il quale si può effettuare il trasferimento di denaro da una banca ad un’altra. Una procedura, dunque, simile – ma non uguale – a quella eseguita tramite il bonifico bancario: nel caso del Mav, infatti, l’ordine di trasferire il denaro viene dato attraverso l’uso del bollettino.

Non bisogna confondere il Mav con il normale bollettino postale: il pagamento mediante avviso ha un codice identificativo di 17 cifre che lo rende univoco al momento dell’identificazione.

Mav: a che cosa serve?

Di solito, il Mav si utilizza per pagare un debito con un ente pubblico, con un’istituzione o con l’università. Nel dettaglio, viene usato per versare:

  • una tassa o un’imposta ad un ente pubblico;
  • i contributi previdenziali;
  • la rata di un mutuo o di un finanziamento;
  • le tasse dell’università;
  • la rata del condominio.

Il Mav riporta una data di scadenza: il vantaggio per il beneficiario, quindi, è quello di avere la sicurezza di poter ricevere i soldi senza ritardi.

Mav: come si paga?

Ci sono diversi modi per pagare un Mav. Uno è quello di andare direttamente allo sportello della tua banca con il bollettino ed effettuare il versamento senza commissioni a tuo carico. In questo caso, l’impiegato della banca ti dovrà consegnare la quietanza timbrata a modo di ricevuta di pagamento. Se, invece, ti rivolgi ad un ufficio postale, dovrai pagare una piccola commissione.

Tieni presente che per utilizzare il Mav non hai bisogno di avere un conto corrente: puoi presentarti allo sportello con il bollettino e versare la somma dovuta in contanti.

Una seconda possibilità è quella di recarti ad uno sportello Bancomat di una banca qualsiasi (non necessariamente la tua). Una volta effettuato il versamento, tieni la ricevuta che viene stampata automaticamente.

Infine, è possibile utilizzare il canale del banking online. Basta visitare dal pc o tramite smartphone l’apposita sezione del sito della banca e compilare il Mav inserendo:

  • l’importo da pagare;
  • la causale del pagamento (la rata del condominio o della mensa scolastica, la tassa universitaria, ecc.);
  • il codice identificativo di 17 cifre.

Effettuata la procedura, vedrai un avviso di convalida e la ricevuta che puoi stampare per dimostrare l’avvenuto pagamento.

Rav: che cos’è?

Rav, invece, sta per Ruoli mediante avviso. Viene utilizzato per pagare delle somme iscritte a ruolo. Si parla, ad esempio, di una tassa su una concessione governativa, della quota di iscrizione ad un albo professionale, della Tari o di una multa per violazione al Codice della Strada.

Puoi trovarti un Rav anche all’interno di una cartella di pagamento spedita dall’Agenzia delle Entrate Riscossione. Può succedere perché quando contrai un debito la Pubblica amministrazione, la somma viene iscritta a ruolo, cioè viene inserita in un elenco che riporta i nomi dei debitori e le somme dovute. Questo significa che nella cartella, oltre a tutte le informazioni relative alla modalità di pagamento e alla pratica, troverai anche il bollettino Rav precompilato in modo da effettuare il versamento.

Rav: come si paga?

Quando ti arriva un Rav prestampato, puoi effettuare il pagamento in due modalità simili a quelle del Mav, cioè:

  • recandoti presso uno sportello bancario o postale e versare la somma dovuta in contanti o dal tuo conto corrente;
  • attraverso il servizio online della banca o dell’Agenzia delle Entrate Riscossione inserendo il codice identificativo di 17 cifre riportato sul bollettino, oltre all’importo da versare.

In entrambi i casi, otterrai la ricevuta che dimostra l’avvenuto pagamento.

Se la somma viene pagata in ritardo con il Rav sul sito dell’Ente di Riscossione, cioè se si supera la data di scadenza, il sistema ti proporrà in automatico l’importo aggiornato con gli interessi ed eventuali sanzioni.



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