Influenza: ecco i virus di quest’anno

24 Settembre 2019 | Autore:
Influenza: ecco i virus di quest’anno

Quanti italiani saranno colpiti dalla malattia stagionale? Come combatterla? Serve davvero il vaccino? Il parere dell’esperto.

Meno malati ma più gravi. L’influenza 2019-2020 si attende «sottotono» nel numero di persone colpite, ma più insidiosa per la circolazione di virus a maggior rischio di complicanze. Questa la previsione del virologo Fabrizio Pregliasco, annunciata a Milano durante l’incontro annuale promosso da Assosalute.

«La stagione influenzale in arrivo non sembra essere pesantissima, con un numero di casi leggermente sotto la media – spiega l’esperto, ricercatore del Dipartimento di Scienze biomediche per la salute dell’università Statale del capoluogo lombardo -. Ci aspettiamo di avere circa 6 milioni di influenzati, con un’incidenza lievemente inferiore rispetto agli scorsi anni. A questi 6 milioni, che saranno colpiti da vera influenza, vanno poi aggiunti altri 8 milioni che contrarranno virus simili a quelli influenzali». In altre parole: tra «virus doc» e quelli somiglianti, finiranno a letto con il termometro in bocca 14 milioni di italiani.

Influenza: i nuovi virus

«Si sono diffuse due nuove varianti dei virus H3N2 e H1N1 – sottolinea Pregliasco, anche direttore sanitario dell’Irccs ortopedico Galeazzi di Milano – le quali, oltre ad avere una maggior capacità diffusiva, sono responsabili di forme influenzali che, soprattutto l’H1N1 nei bambini piccoli e l’H3N2 nei soggetti anziani e fragili, possono provocare maggiori severità e un più alto rischio di complicanze».

Oltre a questi virus, «saranno presenti anche il B/Colorado e l’A/Kansas che sono varianti già conosciute dalle precedenti stagioni».

Ma come riconoscere l’influenza da altre malattie? Lo specialista ricorda che si distingue da tutte le altre forme parainfluenzali per la presenza di tre caratteristiche:

  • insorgenza brusca della febbre oltre i 38°C;
  • presenza di almeno un sintomo sistemico (dolori muscolari o articolari);
  • presenza di un sintomo respiratorio (tosse, naso che cola, congestione o secrezione nasale, mal di gola).

«Correre subito al Pronto soccorso è un errore, perché si rischia di intasare il servizio e di infettare gli altri», ammonisce Pregliasco che promuove un’automedicazione responsabile con farmaci ad hoc, ma raccomanda di «non fare autoprescrizione con gli antibiotici, utilizzandoli solo ed esclusivamente dietro prescrizione medica».

Influenza: come combatterla

Per difendersi «è importante evitare gli sbalzi termici e riposare molto», ricorda ancora il virologo. È inoltre fondamentale assumere comportamenti di responsabilità sociale ed evitare il più possibile di contagiare altre persone. Il vaccino resta il modo migliore per proteggersi: «La vaccinazione è un’opportunità per tutti – chiarisce l’esperto – ma ha un’impellenza sempre più alta al crescere della fragilità del soggetto. Il vaccino contro l’influenza non ci mette a riparo da tutti i virus in circolazione, ma il suo successo va misurato in ottica salvavita. L’obiettivo principale è proprio quello di dare copertura ai soggetti fragili e ridurne la mortalità associata».

Non tutti, però, ritengono importante il vaccino: «Negli ultimi tempi si nota una tendenza alla disaffezione e una sottovalutazione della malattia – osserva Pregliasco -. Si sottostimano i rischi di una patologia che, se mal gestita, può invece creare guai e mortalità nei soggetti a rischio. È importante trattarla correttamente a tutte le età e proteggersi sempre di più man mano che l’età avanza», ribadisce lo specialista. «In merito ai vaccini – aggiunge – quando i dottori di medicina generale sono coinvolti attivamente, i numeri aumentano. Nei soggetti a rischio, come gli anziani, c’è un trend in crescita, arrivando al 52% di anziani vaccinati. Prendendo invece tutta la popolazione, i vaccinati contro l’influenza sono circa il 14%».



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1 Commento

  1. L’influenza è ciò che ti butta a terra e non ti lascia scampo nella stagione infernale. E’ davvero fastidiosa. Speriamo che con la giusta prevenzione si possa evitare.

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