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Come intestare le utenze senza residenza

25 Settembre 2019 | Autore:
Come intestare le utenze senza residenza

Voltura e subentro della luce, del gas e dell’acqua in una seconda casa: modalità, costi e tempi. L’allaccio di un nuovo contatore.

Hai acquistato una villetta al mare per trascorrervi le vacanze? Ti sei trasferito per lavoro in una città diversa e hai fittato un appartamento? Hai traslocato in un’altra abitazione? Allora, sicuramente, dovrai affrontare il problema relativo all’attivazione della luce, del gas e dell’acqua. Infatti, quando si va ad abitare in un nuovo immobile o se ne acquista uno, è necessario stipulare ex novo un contratto per le utenze domestiche. Ciò è possibile anche se non si ha la residenza nel luogo dove si trova la seconda casa. Perciò, se sei interessato a conoscere come intestare le utenze senza residenza, innanzitutto devi sapere che sono percorribili strade differenti: quella della voltura oppure quella del subentro.

Spesso, si adoperano questi termini in maniera impropria in quanto non si ha ben chiara la distinzione tra le procedure. In realtà si tratta di due pratiche diverse tra loro. Infatti, lo scopo della voltura è quello di sostituire l’utente intestatario del contratto della luce, del gas o dell’acqua con quello nuovo, che acquista o si trasferisce nella casa. Con il subentro invece, viene riattivato un contatore che è stato in precedenza chiuso. Quindi, si ha l’attivazione di una fornitura dell’utenza conseguente alla cessazione del contratto intestato al cliente precedente. Se poi, l’immobile non è ancora dotato di contatore, bisognerà installarlo e allacciarlo.

In cosa consiste la voltura delle utenze

Se nella nuova casa, le utenze domestiche sono ancora attive, nel senso che il contatore non è stato bloccato, allora sarà possibile effettuare la voltura.

La voltura è quella operazione che consiste nel modificare l’intestazione dei contratti relativi alla fornitura dell’energia elettrica, del gas e dell’acqua. In altre parole, si effettua il cambio dell’intestatario della bolletta senza però, interrompere la fornitura stessa.

In tal caso, la società che fornisce le utenze si limita ad accogliere la richiesta di cambio di titolarità del contratto da parte del nuovo proprietario/inquilino dell’immobile. Perciò, tutto rimane invariato rispetto alla situazione precedente.

Le condizioni del contratto non mutano così come non cambia il fornitore del servizio.

Spetta al nuovo intestatario del contratto valutare se la voltura sia o meno conveniente in base alle proprie esigenze personali. Infatti, nel caso dell’energia elettrica o del gas se questi volesse, ad esempio, ridefinire le condizioni del contratto o modificare fornitore, allora non avrebbe senso effettuare la voltura.

Cosa serve per la voltura delle utenze

La documentazione e le informazioni richieste per la voltura delle utenze consistono in:

  • i dati anagrafici del nuovo intestatario (nome e cognome, codice fiscale), il suo recapito telefonico e l’indirizzo email;
  • una fotocopia del suo documento di identità;
  • gli indirizzi relativi alla residenza del nuovo intestatario nonché quelli per la fornitura e il recapito delle fatture;
  • i dati anagrafici del vecchio intestatario (nome e cognome, codice fiscale);
  • l’indirizzo del vecchio intestatario, dove inviare la bolletta di chiusura;
  • il codice Pod per la luce, che è un codice alfanumerico che identifica il punto di prelievo dell’energia elettrica. E’ riportato sulla bolletta del vecchio intestatario;
  • il codice Pdr per il gas, che è il codice numerico che individua il punto in cui il gas viene consegnato al cliente finale. Si può trovare sulla bolletta. In alternativa va fornito il numero di matricola del contatore;
  • la lettura del contatore;
  • la potenza impiegata in Kw, per i contratti della luce, indicata sulla bolletta del precedente intestatario;
  • il codice Iban, se si preferisce pagare con addebito diretto sul conto corrente.

Quanto costa la voltura della luce

Il costo della voltura della luce varia a seconda del mercato in cui è attiva l’utenza, cioè se nel mercato tutelato oppure in quello libero.

Per appurare tale dato, basta leggere con attenzione la bolletta in quanto nella prima pagina è indicato se il servizio viene fornito da un gestore appartenente al servizio di maggior tutela oppure al mercato libero.

I costi della voltura dell’energia elettrica nel servizio di maggior tutela sono fissati dall’Arera (Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente).

Gli importi ammontano a:

  • 27,03 euro per oneri amministrativi;
  • 23 euro per contributo fisso;
  • 16 euro per imposta di bollo;
  • un eventuale deposito cauzionale;
  • l’Iva (Imposta sul valore aggiunto), in misura del 22 %.

I costi delle voltura dell’utenza della luce nei mercato libero sono pari a:

  • 27,03 euro per oneri amministrativi;
  • una quota di servizio determinata dal fornitore, il cui importo è compreso tra i 20 e i 60 euro;
  • un eventuale deposito cauzionale;
  • l’Iva al 22%.

Quanto costa la voltura del gas

Anche per quanto riguarda la voltura del gas bisogna distinguere a seconda se l’utenza è attiva nel servizio di maggior tutela oppure nel mercato libero.

Nel primo caso, vanno pagati i costi amministrativi, che variano a seconda del distributore locale e sono indicati nel contratto di fornitura.

Nel mercato libero, invece, oltre ai costi amministrativi, che spettano al distributore, può essere richiesto il pagamento dei costi per la gestione della pratica, che vanno versati al fornitore del servizio.

Quanto costa la voltura dell’acqua

Per quanto riguarda l’acqua, il servizio non è stato liberalizzato quindi in ogni comune c’è solo una società che si occupa del servizio idrico.

Il costo della voltura dell’acqua viene addebitato nella prima bolletta ed è pari a:

  • 27,28 euro + Iva per diritti di amministrazione.

Se il cliente non comunica l’autolettura, bisogna pagare per la lettura del contatore, circa 40 euro.

In cosa consiste il subentro delle utenze

Il subentro delle utenze presuppone che vi sia stata l’interruzione della fornitura della luce, del gas o dell’acqua e quindi, la cessazione del contratto. Si pensi al caso di un appartamento, che viene messo in vendita. Il proprietario, non sapendo in anticipo se la compravendita si concluderà in tempi brevi o meno, per non pagare bollette inutilmente, decide di interrompere ad esempio la fornitura dell’energia elettrica. Quindi, una volta acquistato l’immobile, spetterà al nuovo proprietario riattivare il contatore. Va precisato che questi potrà rivolgersi a qualsiasi fornitore anche diverso da quello precedente.

Nel subentro, quindi, i contratti vanno tenuti distinti: da un lato vi è quello vecchio, ormai cessato e dall’altro quello nuovo, intestato al neo proprietario o all’inquilino, nel caso di locazione dell’immobile. Non vi è alcuna continuità tra i due. Perciò, colui che subentra non si dovrà fare carico di eventuali debiti che il precedente proprietario ha con la società fornitrice dell’utenza, nel caso in cui dovesse scegliere la stessa.

Cosa occorre per il subentro delle utenze

La documentazione e le informazioni richieste per il subentro delle utenze sono:

  • i dati dell’intestatario del contratto;
  • gli indirizzi relativi alla residenza, alla fornitura e al recapito delle fatture;
  • l’uso della fornitura, nello specifico domestica non residente;
  • il codice Pod per la fornitura della luce;
  • il codice Pdr per la fornitura del gas;
  • la potenza impiegata in kilowattora (kW) per la luce;
  • il codice Iban, qualora si preferisce pagare con addebito su conto corrente.

Quanto costa il subentro della luce

I costi del subentro della luce variano tra servizio di maggior tutela e mercato libero.

Nel primo caso, l’importo totale da versare è di circa 67 euro, di cui:

  • 25,86 euro per oneri amministrativi;
  • 23 euro per contributo fisso;
  • 16 euro per imposta di bollo;
  • eventuale deposito cauzionale.

Nel mercato libero, bisogna pagare un contributo fisso di 25,86 euro per costi amministrativi oltre ad una quota determinata dal fornitore, che può variare tra i 20 e i 60 euro.

Quanto costa il subentro del gas

I costi amministrativi del subentro del gas nel servizio di maggior tutela e nel mercato libero variano da un distributore locale all’altro e sono indicati nel contratto.

Solo nel mercato libero, il fornitore può aggiungere un costo per la gestione della pratica.

Se l’impianto è soggetto alla delibera n. 40/2014 (impianti trasformati, modificati o mai attivati prima), il fornitore addebita al cliente 40 euro per gli impianti normalmente utilizzati per usi domestici.

Se l’accertamento non è stato possibile, il fornitore addebita al cliente 15 euro e se il Comune effettua verifiche sugli impianti, il fornitore addebita al cliente 60 euro.

Quanto costa il subentro dell’acqua

Il subentro dell’acqua viene a costare:

  • 27,28 euro + Iva per diritti di amministrazione;
  • 60 euro circa, quale spesa per la riapertura del contatore chiuso;
  • 16 euro per la marca da bollo.

In cosa consiste l’allacciamento del contatore

Se nella seconda casa non è presente il contatore della luce e/o del gas, bisogna allacciarlo.

A tal fine, l’interessato può contattare il distributore locale dell’utenza, che provvederà all’installazione oppure può rivolgersi al fornitore del servizio, il quale installerà e attiverà il contatore contestualmente.

In quest’ultimo caso, la procedura si articolerà in più passaggi:

  1. invio della richiesta al fornitore;
  2. trasmissione della richiesta al distributore;
  3. eventuale sopralluogo tecnico da parte del distributore per individuare dove posizionare il contatore;
  4. invio del preventivo al cliente;
  5. installazione del contatore, in caso di accettazione del preventivo.

Per quanto riguarda l’allaccio dell’acqua, la procedura è simile a quella vista per la luce e il gas. Bisogna chiedere innanzitutto l’allacciamento al gestore del servizio, il quale effettua un sopralluogo e invia un preventivo. Quindi, provvede all’installazione del contatore. Successivamente, sarà necessaria la sottoscrizione di un contratto di fornitura dell’acqua.

In alcuni casi il gestore della rete idrica è lo stesso Comune e la richiesta va presentata all’ufficio acquedotti comunale.

Cosa serve per l’allaccio delle utenze

La documentazione e le informazioni richieste per l’allaccio delle utenze per la seconda casa sono identiche a quelle già viste a proposito della voltura e del subentro. A seconda dei casi, bisogna aggiungere la concessione edilizia ovvero fornire i dati catastali dell’immobile.

Quali sono i costi e i tempi dell’allaccio della luce

I costi dell’allaccio della luce nella seconda casa sono suddivisi in:

  • quota distanza, che varia in ragione dei metri. Fino a 200 metri, tale quota è pari a 184,48 euro; da 200 a 700 metri, vi è una quota aggiuntiva di 92,47 euro, che aumenta a 184,48 euro da 700 a 1.200 metri e arriva a 368,96 euro oltre 1.200 metri;
  • quota potenza, pari a 69,36 €/kW di potenza disponibile;
  • quota fissa, pari ad € 27,03 per costi amministrativi + i costi di gestione pratica del fornitore di circa 20/30 euro.

Se la domanda viene inviata al fornitore, questi la trasmette al distributore. A sua volta, il distributore deve inviare il preventivo al cliente entro massimo 20 giorni lavorativi dalla ricezione.

Una volta che il preventivo è stato accettato, il distributore provvede all’allacciamento:

  • in 15 giorni lavorativi, nei casi più semplici;
  • in 60 giorni lavorativi, per gli interventi strutturali (passaggio cavi/tubi sotto terra o dentro i muri).

Quali sono i costi e i tempi dell’allaccio del gas

Per l’allaccio del gas nella seconda casa, i costi possono variare notevolmente in base alla zona, alla tipologia dei lavori che si devono eseguire ed al distributore. In linea di massima, possono essere compresi tra 200 e 1.500 euro per i lavori più complessi. Va ricordato che i costi del gas non sono regolati da un’Autorità come invece, avviene per quelli della luce.

I tempi per l’allaccio sono simili a quelli già visti per l’allaccio dell’energia elettrica.

Quali sono i costi e i tempi l’allaccio dell’acqua

Il costo per l’allaccio di un contatore dell’acqua è pari a 250 euro + Iva.

Ogni società idrica ha un listino dei prezzi per il posizionamento del contatore e per i lavori, che ovviamente dipendono anche dalla distanza tra la casa e la rete idrica.

Le tempistiche sono di massimo 15 giorni lavorativi per il sopralluogo e per ricevere il preventivo e di 20 giorni lavorativi per eseguire l’allaccio.

Dopo l’invio della richiesta per l’attivazione del servizio, trascorrono al massimo 7 giorni lavorativi.



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5 Commenti

  1. Non so so sia lecito porre un tale quesito: vivendo ABITUALMENTE per ragioni di salute in un appartamento IN AFFITTO in un luogo dove NON ho la residenza, il salasso del costo della luce è notevole in quanto il contratto in essere è considerato SECONDA CASA, quindi il costo del kWh (e in generale della bolletta energetica) è più del doppio di quello che si paga nella casa di residenza. Chiedo: c’è la possibilità di sottrarsi a una tale spada di Damocle o si tratta di una… mission imposible?

    1. Vedila in modo positivo …. come seconda casa dove non hai la residenza eviti la tassa piu’ odiata dagli italiani la tassa che ci autorizza a subire la vista eccessiva di pubblicita’ interrotte ogni tanto da qualche programma. Sarebbe bello scaricare il costo di consumo di elettricita’ a chi commissiona questo disturbo continuo … pensa se uno spettacolo ha un numero di spettatori stimato in un milione moltiplichi per il consumo dell’apparecchio (88 watt ora per esempio reale) e per i minuti o secondi di durata … viene fuori una bella cifra da scalare dal canone …. coprto questo dai consumi …. se una decina di milioni di italiani cominciano a chieder il rimborso …. zitti zitti lo tolgono il balzello. …. scrivete in tanti.

  2. Ciao Ted,
    purtroppo non è possibile usufruire di agevolazioni per i costi dell’energia elettrica, relativi a una seconda casa, anche se si abita abitualmente in questa per motivi di salute.
    Pertanto, ti consiglio di confrontare le tariffe luce così da scegliere l’offerta migliore rispetto alle tue esigenze di consumo.

    1. Credo che sia una sporca truffa ai danni del cittadino beffeggiato dallo stato, ora, il famigliare è deceduto, l’appartamento è in eredità, per non chiudere luce, acqua, gas, per il solo fatto di tenere aperte le utenze, si deve fare la successione del contratto , ma, a costi del doppio, non consumando ma pagando la quota fissa come se ci abitasse qualcuno. Questo per me è TRUFFA. Non pago per quel che consumo ma la tangente all’ente preposto. Questa è l’Italia. Nota: in nessun paese del mondo esiste una simile tangente, e NESSUNO fa niente.

  3. Oggi e’ tecnicamente non piu’ necessaria la connessione alla rete elettrica, un impianto fotovoltaico ad isola consentirebbe l’utilizzo di energia rinnovabile evitando i costi assurdi della rete elettrica che appare in molti casi solo una tassa iniqua che colpisce pesantemente i consumi piu’ bassi, mentre e’ accettabile per quelli piu’ alti.

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