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Parte civile: può essere sentita dal p.m.?

28 Settembre 2019
Parte civile: può essere sentita dal p.m.?

In un procedimento penale per il reato di stalking, io sono la vittima. Dopo che l’imputato ha depositato alcuni documenti, posso chiedere ancora un incontro con il P.M.? Il Giudice è già stato nominato e a breve ci sarà l’udienza per ascoltare i testi. Io mi sono costituita parte civile.

Il lettore vuole sapere se la costituita parte civile può essere sentita dal pubblico ministero.

Innanzitutto, dal quesito si evince che il procedimento sia già incardinato e, se è già avvenuta la costituzione di parte civile e bisogna sentire i testi, si desume che si sia anche già celebrata la prima udienza (a meno che il lettore non si sia costituito fuori udienza oppure durante l’udienza preliminare, la quale è celebrata solamente nel caso di stalking aggravato ai sensi dell’art. 612-bis, terzo comma, c.p., che ricorre nelle ipotesi in cui la vittima sia un minore, una donna in stato di gravidanza o una persona con disabilità ai sensi dell’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero il reato sia commesso con armi o da persona travisata).

In ogni caso, il lettore non può essere sentito dal Pubblico Ministero al di fuori del contraddittorio processuale: ed infatti, poiché la fase delle indagini preliminari si è conclusa, tutto ciò che non è già nel fascicolo del p.m. può essere portato all’attenzione del giudice solamente nel processo.

Ciò non significa, però, che non si possa fare nulla: si ricordi, infatti, che la parte civile può essere sentita in qualità di testimone/persona offesa durante il dibattimento, cioè nel corso del processo. In quella sede si potrà sottoporre alle domande del magistrato del pubblico ministero, del proprio avvocato e di quello dell’imputato.

Se si intende far emergere circostanze ulteriori rispetto a quelle che già si desumono dalla documentazione in atti, si potrà concordare con il proprio legale qualche domanda strategica, in modo tale che, rispondendo, si potranno esporre al giudice aspetti del delitto che magari, sino a quel momento, non sono stati debitamente approfonditi.

Si ricorda, altresì, che, a mezzo del proprio difensore o anche personalmente, si potranno sempre depositare memorie difensive, senza limiti di tempo. Si può inoltre produrre ulteriore documentazione, anche nel corso del processo, avendo come unico limite temporale quello della chiusura del dibattimento.

Ancora, prendendo spunto dalla documentazione prodotta da controparte, l’avvocato potrà sottoporre ai testi domande per evidenziarne eventuali contraddizioni.

Si può chiedere l’esame dell’imputato, ma questi non è tenuto a sottoporvisi: in altre parole, l’imputato non è obbligato a sedersi al banco dei testimoni.

In buona sostanza, dunque, se si intende interloquire sulla documentazione prodotta dall’imputato si potrà farlo, ma all’interno del processo, nel contraddittorio tra le parti.

Articolo tratto da una consulenza dell’avvocato Mariano Acquaviva



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