Influenza stagionale, isolato il primo virus: come si manifesta

25 Settembre 2019
Influenza stagionale, isolato il primo virus: come si manifesta

Virus non solo d’inverno: servono test precoci. Ammalata una bambina di 6 anni.

Influenza già a settembre? Possibile? Assolutamente sì. Quest’anno si gioca in anticipo nonostante l’inverno tardi ad arrivare. Apprendiamo da una nota stampa pubblicata pochi secondi fa da Adnkronos, che il primo virus dell’influenza stagionale, di specie B, è stato identificato a Parma da un tampone faringeo di una bambina di 6 anni ricoverata nel reparto di Pediatria generale e d’urgenza dell’azienda ospedaliero-universitaria.

La piccola paziente – riferiscono dall’ateneo di Parma – era stata ricoverata con febbre e mal di gola riferita a una generica affezione dell’apparato respiratorio, per la quale non era stato formulato un sospetto clinico di influenza.

Il virus influenzale è stato così isolato nei laboratori di Virologia molecolare e isolamento agenti virali dell’Unità operativa complessa di Virologia dell’Aou parmigiana.

Il virus influenza B, così come il virus influenza di specie A, causa infezione e malattia nell’uomo con circolazione ed episodi epidemici ricorrenti e generalmente collocati nella stagione invernale nei Paesi a clima temperato.

L’isolamento già a settembre del primo virus influenzale della stagione 2019-2020 “è rilevante anche dal punto di vista epidemiologico: dimostra che la circolazione dei virus influenzali non è strettamente limitata alla sola stagione invernale, e ribadisce la necessità di attuare da parte degli specialisti controlli puntuali e di applicare metodi diagnostici sofisticati in grado di permetterne il rilevamento in maniera precoce e accurata”. Lo spiegano gli esperti dell’università e dell’azienda ospedaliero-universitaria di Parma.

“L’elevata variabilità dei virus influenzali, con possibilità di riassortimento genico favorito dal loro genoma segmentato – sottolineano gli specialisti – rende necessario un elevato grado di attenzione da parte degli scienziati specializzati in ricerche su tali agenti e del personale sanitario che si occupa del loro monitoraggio e della diagnosi, per la possibile emergenza di ceppi virali con nuove caratteristiche antigeniche, in grado di sostenere episodi epidemici di più vaste dimensioni e anche vere e proprie pandemie”.



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