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Ludopatia: addebito separazione

21 Ottobre 2019 | Autore:
Ludopatia: addebito separazione

Dipendenza dal gioco d’azzardo: giustifica sempre l’addebito della separazione? Quali sono le conseguenze dell’addebito?

Esistono mille e uno motivi perché i coniugi possano non andare d’accordo: tra questi v’è anche il vizio del gioco d’azzardo che, purtroppo, colpisce sempre più italiani. Tantissime persone non resistono al brivido che deriva dal rischio di poter vincere o perdere, all’emozione che proviene dall’affidare la propria sorte a una carta o a un lancio di dadi. Le conseguenze sono, ovviamente, disastrose, non solo dal punto di vista economico (non si è mai visto che un giocatore d’azzardo sia diventato ricco!), ma anche sotto il profilo familiare e della propria salute: la dipendenza dal gioco d’azzardo è riconosciuta come una vera propria patologia, denominata ludopatia. Dal punto di vista familiare, poi, la giurisprudenza ha riconosciuto la ludopatia come causa di addebito della separazione.

In pratica, il giocatore d’azzardo che ha sviluppato una vera e propria dipendenza non rischia solamente di perdere il proprio danaro e la propria salute, ma anche la famiglia, potendo essere riconosciuto dal giudice come causa principale della fine della relazione. Se ne vuoi sapere di più sul tema riguardante la ludopatia e l’addebito della separazione, prosegui nella lettura.

La separazione personale dei coniugi

La legge consente ai coniugi che non vanno più d’accordo tra loro di poter “allentare” il vincolo che li unisce. In pratica, il matrimonio non viene sciolto (ciò può accadere solamente con il divorzio), ma alcuni obblighi derivanti dallo stesso si attenuano, primi fra tutti quelli alla coabitazione e alla fedeltà.

Con la separazione personale, dunque, i coniugi possono tornare a vivere in case separate e possono intrattenere nuove relazioni senza incorrere in conseguenze negative. Resta ferma, ovviamente, la tutela della prole e la regolamentazione di tutti gli altri aspetti rilevanti, quali l’assegnazione della casa familiare.

Cos’è l’addebito della separazione?

Se i coniugi non riescono a mettersi d’accordo sulle condizioni della separazione non resta che instaurare un contenzioso e ricorrere al giudice, il quale deciderà ascoltando le ragioni delle parti, nel primario interesse della prole.

Proprio a proposito della separazione giudiziale, la legge dice che il giudice, pronunziando la separazione, dichiara, ove ne ricorrano le circostanze e ne sia richiesto, a quale dei coniugi sia addebitabile la separazione, in considerazione del suo comportamento contrario ai doveri che derivano dal matrimonio [1].

In parole povere, se la responsabilità della fine della relazione è attribuibile chiaramente a una delle parti, il giudice potrà pronunciare la separazione con addebito a carico del coniuge colpevole, con le seguenti conseguenze negative:

  • perdita dei diritti successori;
  • perdita del diritto al mantenimento.

Il coniuge a cui è addebitata la separazione, dunque, si troverà nella condizione di dover provvedere a sé stesso anche se sprovvisto di autonomi mezzi di sostentamento, conservando il diritto a ricevere dall’altro coniuge solamente gli alimenti.

La ludopatia giustifica l’addebito della separazione?

Veniamo ora all’argomento principale di tutta la questione: la ludopatia giustifica l’addebito della separazione? Esistono dei precedenti giurisprudenziali [2] che ammettono la possibilità di addebitare la separazione al coniuge dedito al gioco d’azzardo.

Non bisogna credere, tuttavia, che il vizio del gioco determini sempre l’addebitabilità della separazione. Procediamo con ordine. Innanzitutto, bisogna distinguere la ludopatia vera e propria dal semplice vizio del gioco d’azzardo: la prima è una patologia a tutti gli effetti, definita dal ministero della Salute come «l’incapacità di resistere all’impulso di giocare d’azzardo o di fare scommesse, nonostante l’individuo che ne è affetto sia consapevole che questo possa portare a gravi conseguenze», mentre il secondo non è necessariamente una malattia (ma può diventarlo).

Una persona affetta da ludopatia, dunque, è una persona malata che ha bisogno di cure e assistenza, in quanto la malattia, portata alle estreme conseguenze, potrebbe anche fargli perdere del tutto la capacità di comprendere il valore del danaro e l’importanza che il patrimonio che sta dilapidando possa avere per la propria famiglia.

Dunque, se generalmente il comportamento ludopatico giustifica l’addebito della separazione, va anche detto che bisognerebbe distinguere di caso in caso a seconda della gravità della patologia.

Va fatta, inoltre, un’ulteriore considerazione: la ludopatia non giustifica necessariamente l’addebito della separazione, se da essa non deriva un pregiudizio per il coniuge e per i figli. Mettiamo il caso del giocatore d’azzardo seriale che, grazie anche alle sue cospicue sostanze, riesca comunque a fornire assistenza materiale e morale alla propria famiglia: in un’ipotesi del genere non è detto che il vizio del gioco giustifichi l’addebito.

Come si evince da una sentenza della Corte di Cassazione [3], qualunque vizio (del gioco, del bere, ecc.) giustifica l’addebito della separazione solamente se esso si pone in conflitto con i doveri derivanti dal matrimonio, quali ad esempio il sostegno morale e materiale, la fedeltà, ecc.

Per quanto difficile da ipotizzare, un vizio potrebbe anche non intaccare il benessere della famiglia, oppure intaccarlo solo marginalmente, non legittimando così la pronuncia di addebito.

Il vizio del gioco comporta sempre l’addebito della separazione?

Insomma, tirando le fila di quanto detto in questo articolo, possiamo dire che il vizio del gioco non comporta in automatico l’addebito della separazione: il giudice è comunque tenuto ad analizzare tutte le circostanze addotte dalle parti in sede di contenzioso, esaminando in modo particolare il grado di incidenza del vizio sui doveri familiari.

note

[1] Art. 151 cod. civ.

[2] Cass., sent. n. 5395 del 07.03.2014.

[3] Cass., sent. n. 26883/2016.

Autore immagine: Pixabay.com


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