Aggressioni e violenza contro medici: arrivano pene più dure

25 Settembre 2019
Aggressioni e violenza contro medici: arrivano pene più dure

Cosa prevede il ddl: lo schema della nuova legge per tutelare anche la salute dei medici.

Pene più pesanti, fino a 16 anni di carcere, per chi aggredisce, provocando lesioni gravi o gravissime, medici, infermieri e operatori socio sanitari e un Osservatorio nazionale sulla loro sicurezza. Sono questi i pilastri del disegno di legge approvato oggi all’unanimità in Aula al Senato, con 237 voti favorevoli, per contrastare il fenomeno crescente delle aggressioni in sanità. Il Ddl 867 «Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni», voluto dal precedente Governo, ora passa all’esame della Camera. La futura legge sarà a costo zero, come recita l’articolo 5 contenente le “clausole di invarianza finanziaria”.

«Dopo il via libera del Senato, manca solo un passaggio per dare al Paese questa importante misura, per cui in particolare il nostro ex ministro Giulia Grillo ha lavorato molto. È assurdo che chi si prende cura della salute delle persone debba mettere a rischio la propria incolumità, ma la cronaca, purtroppo, ci racconta spesso di atti di violenza o di minacce nei confronti del personale sanitario. Era dunque urgente intervenire». Così hanno commentato, in una nota, i deputati del Movimento 5 Stelle in Commissione Affari sociali.

«Con questo provvedimento si potrà lavorare molto di più sulla prevenzione di questo fenomeno grazie all’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie. Inoltre, con l’inasprimento delle pene per chi aggredisce, applicheremo e rafforzeremo un principio fondamentale, e cioè che lo Stato non ha tolleranza nei confronti dei violenti, ma è al fianco e difende chi lavora per il diritto alla salute di tutti», concludono i deputati.

Ecco cosa prevede nel dettaglio il testo di legge (la scheda è curata dall’agenzia stampa Adnkronos).

L’articolo 1 prevede l’istituzione, presso il ministero della Salute, di un Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie. La definizione della durata, della composizione, delle modalità con le quali l’organismo riferisce sugli esiti della propria attività ai dicasteri interessati, sono demandate a un decreto del ministro della Salute, di concerto con i colleghi dell’Interno e dell’Economia e delle Finanze, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome, da emanarsi entro 3 mesi dalla data di entrata in vigore della legge.

L’Osservatorio dovrà essere composto da rappresentanti delle Regioni; un rappresentante dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas); rappresentanti dei ministeri di Interno, Difesa, Giustizia e Lavoro e Politiche sociali; degli Ordini professionali interessati, delle organizzazioni di settore e delle associazioni di pazienti. L’organismo è istituito senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e non prevede alcun rimborso o ‘gettone’ per la partecipazione. Inoltre, il ministro della Salute trasmette annualmente al Parlamento, entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello di riferimento, una relazione sull’attività svolta dall’Osservatorio.

L’articolo 2 stabilisce pene aggravate per i casi di lesioni personali gravi o gravissime cagionate a personale esercente una professione sanitaria o socio-sanitaria o a incaricati di pubblico servizio, nell’atto o a causa dell’adempimento delle funzioni o del servizio presso strutture sanitarie o socio-sanitarie, pubbliche o private.

In particolare, in sede redigente, a queste fattispecie sono state estese le pene aggravate previste per le corrispondenti ipotesi di lesione cagionate a un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico in occasione di manifestazioni sportive.

Gli aggressori rischiano quindi la reclusione da 4 a 10 anni per lesioni gravi e da 8 a 16 anni per lesioni gravissime, con un aggravamento di pena rispetto agli stessi reati (articolo 583 del Codice penale) puniti con il carcere da 3 a 7 anni per lesioni gravi e da 6 a 12 per quelle gravissime.

L’articolo 3 inserisce tra le circostanze aggravanti comuni del reato l’avere commesso il fatto con violenza o minaccia in danno degli esercenti le professioni sanitarie o socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni.

L’articolo 4 – inserito in sede redigente – esclude i reati di percosse e lesione personale dall’ambito delle fattispecie punibili solo a querela della persona offesa.



1 Commento

  1. Non sono d’accordo con il titolo dell’articolo, la Legge riguarda tutti gli esercenti delle professioni sanitarie, sarebbe stato più corretto scrivere “Aggressioni e violenza contro gli esercenti le professioni sanitarie: arrivano pene più dure”. Peraltro i professionisti che subiscono più aggressioni sono gli infermieri, dato che nei pronto soccorso sono coloro che fanno il triage, i medici sono decisamente meno investiti da questo problema.

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