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Pensione di vecchiaia anticipata: ultime sentenze

4 Novembre 2021
Pensione di vecchiaia anticipata: ultime sentenze

Pensionamento di vecchiaia per gli invalidi; contributi per la fruizione della pensione di anzianità anticipata in Italia.

Pensione di vecchiaia anticipata

In tema di pensione di vecchiaia anticipata, di cui all’art. 1, comma 8, del d.lgs. n. 503 del 1992, il regime delle cd. “finestre” previsto dall’art. 1, comma 5, della l. n. 247 del 2007 si applica anche agli invalidi in misura non inferiore all’ottanta per cento, come si desume dal chiaro tenore testuale della norma, che individua in modo ampio l’ambito soggettivo di riferimento per lo slittamento dell’accesso alla pensione di vecchiaia al 1° gennaio dell’anno successivo, in difetto di una disposizione specifica di esclusione, nell’ambito del regime in questione, di detta pensione anticipata, la cui regolamentazione consente soltanto una deroga ai limiti di età rispetto ai normali tempi di perfezionamento del diritto al trattamento di vecchiaia.

Cassazione civile sez. lav., 28/01/2021, n.1931

Il regime delle finestre si applica anche agli invalidi?

In tema di pensione di vecchiaia anticipata, di cui al d.lg. n. 503 del 1992, art. 1, comma 8, il regime delle cd. ” finestre” previsto dal d.l. n. 78 del 2010, art. 12 (conv., con modif. in l. n. 122 del 2010) si applica anche agli invalidi in misura non inferiore all’ottanta per cento, come si desume dal chiaro tenore testuale della norma, che individua in modo ampio l’ambito soggettivo di riferimento per lo slittamento di un anno dell’accesso alla pensione di vecchiaia, esteso non solo ai soggetti che, a decorrere dall’anno 2011, maturano il diritto a sessantacinque anni per gli uomini e a sessanta anni per le donne, ma anche a tutti i soggetti che “negli altri casi” maturano il diritto all’accesso al pensionamento di vecchiaia “alle età previste dagli specifici ordinamenti”.

Cassazione civile sez. VI, 19/11/2020, n.26412

Invalidi al 100%: pensione di vecchiaia anticipata

In tema di pensione di vecchiaia anticipata , di cui all’art. 1, comma 8, L n. 503 del 1992, il regime delle c.d.” finestre” previsto dall’art. 12 del d.l. n. 78 del 2010 (conv. , con modif. in l. n. 122 del 2010) si applica anche agli invalidi al 100%.

Corte appello Perugia sez. lav., 08/10/2020, n.145

Quando si consegue il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico?

In tema di pensione di vecchiaia anticipata, di cui all’art. 1, comma 8, della l. n. 503 del 1992, il regime delle cd. “finestre” previsto dall’art. 12 del d.l. n. 78 del 2010 (conv., con modif. in l. n. 122 del 2010) si applica anche agli invalidi in misura non inferiore all’ottanta per cento, come si desume dal chiaro tenore testuale della norma, che individua in modo ampio l’ambito soggettivo di riferimento per lo slittamento di un anno dell’accesso alla pensione di vecchiaia, esteso non solo ai soggetti che, a decorrere dall’anno 2011, maturano il diritto a sessantacinque anni per gli uomini e a sessanta anni per le donne, ma anche a tutti i soggetti che “negli altri casi” maturano il diritto all’accesso al pensionamento di vecchiaia “alle età previste dagli specifici ordinamenti.

Tribunale Bari sez. lav., 10/09/2020, n.2376

Lo slittamento della pensione di vecchiaia

L’art. 12 d.l. n. 78/2010 si applica non solo ai soggetti che a decorrere dal 2011 maturano il diritto all’accesso alla pensione di vecchiaia a 65 anni per gli uomini e 60 per le donne del settore privato o pubblico, ma anche a tutti gli altri soggetti che ‘negli altri casi’ maturano il diritto all’acceso al pensionamento di vecchiaia alle età previste dagli specifici ordinamenti (fattispecie relativa all’attribuzione della pensione di vecchiaia anticipata).

Cassazione civile sez. VI, 28/07/2020, n.16097

Assegno mensile di assistenza: è compatibile con la pensione anticipata di vecchiaia?

L’assegno mensile di assistenza di cui all’art. 13 della legge 30 marzo 1971, n. 118, non è incompatibile con il diritto alla pensione anticipata di vecchiaia riconosciuto dall’art. 1, comma 8, del d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 503, in favore dei soggetti con un’invalidità pari almeno all’80 per cento, trattandosi di prestazioni che possono coesistere, in quanto quest’ultima norma non contempla una pensione diretta di invalidità, e consente, piuttosto, soltanto una deroga ai limiti di età rispetto ai normali tempi di perfezionamento del diritto al trattamento di vecchiaia.

Tribunale Foggia sez. lav., 06/07/2020, n.1752

Diritto alla pensione di vecchiaia anticipata

L’art. 12 d.l. n. 78/2010, conv. in legge n. 122/2010, ha disposto in via generale lo slittamento di 12 mesi per il conseguimento del diritto al trattamento pensionistico di vecchiaia non solo rispetto ai soggetti che maturano, a far tempo dal gennaio 2011, il predetto diritto a 60 se donne ed a 65 anni se uomini, ma anche nei confronti di tutti gli altri assicurati che lo maturano alle età previste dalle norme di riferimento, compresi i pensionati di vecchiaia anticipata.

Cassazione civile sez. VI, 23/06/2020, n.12286

Diritto all’accesso al pensionamento di vecchiaia

L’art. 12 d.l. n. 78/2010, convertito in l. n. 122/2010, nel prevedere lo slittamento di un anno dell’accesso alla pensione di vecchiaia trova applicazione non solo per i lavoratori che dall’anno 2011 maturino il diritto all’accesso al pensionamento di vecchiaia a 65 anni per gli uomini e 60 per le donne, ma anche a tutti gli altri soggetti che maturano il diritto all’accesso al pensionamento di vecchiaia alle età previste dagli specifici ordinamenti (fattispecie relativa all’attribuzione della pensione di vecchiaia anticipata per lavoratori gravemente invalidi).

Cassazione civile sez. VI, 04/06/2020, n.10613

Slittamento di un anno dell’accesso alla pensione di vecchiaia

In tema di pensione di vecchiaia anticipata, di cui all’art. 1, comma 8, del d.lgs. n. 503 del 1992, il regime delle cd. “finestre” previsto dall’art. 12 del d.l. n. 78 del 2010 (conv., con modif., nella l. n. 122 del 2010) si applica anche agli invalidi in misura non inferiore all’ottanta per cento, come si desume dal chiaro tenore testuale della norma, che individua in modo ampio l’ambito soggettivo di riferimento per lo slittamento di un anno dell’accesso alla pensione di vecchiaia, esteso non solo ai soggetti che, a decorrere dall’anno 2011, maturano il diritto a sessantacinque anni per gli uomini e a sessanta anni per le donne, ma anche a tutti i soggetti che “negli altri casi” maturano il diritto all’accesso al pensionamento di vecchiaia “alle età previste dagli specifici ordinamenti”.

Cassazione civile sez. VI, 03/02/2020, n.2382

Aumento dell’età pensionabile in conseguenza dell’incremento dell’aspettativa di vita

La pensione di vecchiaia anticipata per invalidità soggiace alla generale previsione dell’aumento dell’età pensionabile in dipendenza dell’incremento della speranza di vita di cui all’art. 22-ter, comma 2, del d.l. n. 78 del 2009, conv. dalla l. n. 102 del 2009, poiché la sussistenza dello stato di invalidità costituisce solo la condizione in presenza della quale è possibile acquisire il diritto al trattamento di vecchiaia sulla base del requisito di età vigente prima dell’entrata in vigore del d.lgs. n. 503 del 1992, senza tuttavia comportare uno snaturamento della prestazione, che rimane pur sempre un trattamento diretto di vecchiaia, ontologicamente diverso dai trattamenti diretti di invalidità.

Cassazione civile sez. lav., 27/11/2019, n.31001

Pensione di vecchiaia anticipata: nozione e fondamento

La regolamentazione della pensione di vecchiaia anticipata comporta una anticipazione dei normali tempi di perfezionamento del diritto alla pensione attuata attraverso un’integrazione ex lege del rapporto assicurativo e contributivo, che consente, in presenza di una situazione di invalidità, una deroga ai limiti di età per il normale pensionamento.

Corte appello Reggio Calabria sez. lav., 07/05/2019, n.498

Pensione di vecchiaia anticipata

In tema di pensione di vecchiaia anticipata, di cui all’art. 1, comma 8, della l. n. 503 del 1992, il regime delle cd. “finestre” previsto dall’art. 12 del d.l. n. 78 del 2010 (conv., con modif. in l. n. 122 del 2010) si applica anche agli invalidi in misura non inferiore all’ottanta per cento, come si desume dal chiaro tenore testuale della norma, che individua in modo ampio l’ambito soggettivo di riferimento per lo slittamento di un anno dell’accesso alla pensione di vecchiaia, esteso non solo ai soggetti che, a decorrere dall’anno 2011, maturano il diritto a sessantacinque anni per gli uomini e a sessanta anni per le donne, ma anche a tutti i soggetti che “negli altri casi” maturano il diritto all’accesso al pensionamento di vecchiaia “alle età previste dagli specifici ordinamenti”.

Cassazione civile sez. lav., 13/11/2018, n.29191

Lavoratore con disabilità grave

L’art. 2 § 2 Direttiva 2000/78/CE, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, dev’essere interpretato nel senso che, in un caso come quello di cui al procedimento principale, osta alle disposizioni di un contratto collettivo che prevedono la cessazione del pagamento di un’indennità integrativa temporanea concessa al fine di garantire un reddito adeguato ad un lavoratore che ha perso il posto di lavoro e fino al momento in cui egli abbia diritto ad una pensione di vecchiaia ai sensi del regime obbligatorio di assicurazione pensionistica, quando detto lavoratore soddisfi le condizioni per beneficiare di una pensione di vecchiaia anticipata per persone con disabilità gravi, ai sensi di tale regime.

Corte giustizia UE sez. III, 19/09/2018, n.312

Richiesta della pensione di vecchiaia anticipata per il lavoratore invalido

L’anticipazione dei normali tempi di perfezionamento del diritto alla pensione di vecchiaia, attuata attraverso un’integrazione del rapporto assicurativo, consente, in presenza di situazioni di invalidità, una deroga ai limiti di età per il normale pensionamento. Tale stato di invalidità non può però comportare lo snaturamento della prestazione che rimane un trattamento diretto di vecchia ontologicamente diverso dai trattamenti diretti di invalidità.

Cassazione civile sez. lav., 21/11/2018, n.30133

Riconoscimento della pensione anticipata di vecchiaia

Ai fini del riconoscimento della pensione anticipata di vecchiaia ex art. 1 commi 6 e 8 del d.lg. n. 503 del 1992 si deve tenere in considerazione la invalidità civile generica e non la riduzione permanente della capacità di lavoro in occupazioni confacenti alle attitudini del richiedente.

Tribunale Milano sez. lav., 27/02/2018, n.440

Pensione anticipata e percezione di redditi da lavoro

Il requisito di cui all’art. 10, comma 8, d.lg. n. 503 del 1992, novellato dall’art. 11 l. n. 53 del 1993 è da riferire ai 35 anni necessari per la pensione di vecchiaia o di anzianità e non ad anzianità inferiori, previste per fruire di pensionamenti anticipati.

Cassazione civile sez. lav., 07/07/2017, n.16834

Attività lavorativa in uno Stato membro dell’UE

Ai fini della totalizzazione dei contributi per la fruizione della pensione di anzianità anticipata in Italia, il lavoratore appartenente a Stato dell’Unione Europea (nella specie, Romania), ove abbia svolto lavoro usurante, deve avere ivi lavorato almeno sette anni negli ultimi dieci ai sensi dell’art. 1, comma 2, lett. a), del d.lgs. n. 67 del 2011, atteso che l’art. 11 del Regolamento CEE n. 883 del 2004, nel prevedere che gli Stati membri sono competenti per determinare le condizioni previste dalla loro legislazione nazionale per le prestazioni di sicurezza sociale, assoggetta la persona che esercita attività subordinata o autonoma in uno Stato membro alla legislazione di detto Stato.

Cassazione civile sez. lav., 26/07/2016, n.15432

Assicurazione invalidità, vecchiaia e superstiti

Il diritto alla pensione di vecchiaia anticipata non è qualificabile come pensione diretta di invalidità ma come mera anticipazione rispetto ai normali tempi di perfezionamento del diritto alla pensione, conseguentemente tale trattamento previdenziale non risulta incompatibile con l’assegno mensile di invalidità.

Cassazione civile sez. VI, 08/06/2015, n.11750

Agenti e rappresentanti di commercio e pensione Enasarco

Il regolamento della Fondazione Enasarco, approvato il 24 settembre 1988, nel prevedere, all’art. 18, che il calcolo della pensione anticipata di vecchiaia per gli agenti di commercio già iscritti alla data di entrata in vigore della nuova disciplina è effettuato, in relazione all’anzianità contributiva già maturata alla predetta data, secondo il previgente meccanismo di cui all’art. 10 della legge n. 12 del 1973, e cioè con riferimento al triennio più favorevole compreso nel decennio precedente l’ultimo versamento prima del pensionamento, non determina alcuna lesione del principio pro rata temporis, sancito dall’art. 3, comma 12, della legge n. 355 del 1995 con riferimento alle modifiche dei sistemi previdenziali attuate dagli enti privatizzati ai sensi del d.lg. n. 509 del 1994, essendo idoneo a garantire le posizioni contributive già maturate dai soggetti già iscritti al momento dell’entrata in vigore del nuovo regolamento, ma non ancora in possesso di tutti i requisiti per ottenere la pensione.

Cassazione civile sez. lav., 21/07/2010, n.17102

Pensione di vecchiaia anticipata per inabilità al lavoro

La deroga prevista dall’art. 7 n. 1, lett. a), della direttiva del Consiglio 19 dicembre 1978, 79/7/Cee, relativa alla graduale attuazione del principio di parità di trattamento tra gli uomini e le donne in materia di sicurezza sociale, va intesa nel senso che non si applica a una prestazione come la pensione di vecchiaia anticipata per inabilità al lavoro per la quale la normativa nazionale, dopo la scadenza del termine di trasposizione della direttiva, ha fissato un limite d’età differente in base al sesso.

Corte giustizia UE, 23/05/2000, n.104

Beneficio del prepensionamento

Non è illogica né discriminante la scelta del legislatore di pretendere il previo raggiungimento di un certo limite di età allorquando concede ad una specificata categoria di lavoratori, licenziati dimissionari, il beneficio del prepensionamento e, quindi, di una pensione di vecchiaia anticipata.

Tribunale Torino, 18/11/1987



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6 Commenti

    1. Per ottenere la pensione di vecchiaia è necessario soddisfare i seguenti requisiti, oltre al possesso dell’invalidità dell’80%:
      possesso di almeno 20 anni di contributi;
      possesso di un’età almeno pari a 60 anni e 7 mesi di età, se uomini, o a 55 anni e 7 mesi, se donne; dal 2019 i requisiti saliranno, rispettivamente, a 61 anni di età e 56 anni di età;
      per i non vedenti, i requisiti di età sono pari, rispettivamente, a 55 anni e 7 mesi per gli uomini e 50 anni e 7 mesi per le donne.
      Non sono ammessi al beneficio i lavoratori del settore pubblico ed i lavoratori autonomi.

  1. MI potreste spiegare come si chiede passo passo la pensione di vecchiaia anticipata? Aiutatemi che sono un disastro in queste procedure burocratiche

  2. Scusate una domanda. posso ottenere l’anticipo della pensione di vecchiaia per invalidi col cumulo dei contributi.?

    1. I lavoratori che possono beneficiare della pensione di vecchiaia anticipata per invalidità devono possedere almeno 20 anni di contributi accreditati, in qualità di lavoratori subordinati, presso l’assicurazione generale obbligatoria (Ago) o un fondo sostitutivo: non è possibile beneficiare della facoltà di cumulo dei contributi. In parole semplici, i lavoratori che possiedono un’invalidità dall’80% in su possono ottenere la pensione di vecchiaia, con un forte anticipo dell’età pensionabile, soltanto se possiedono 20 anni di contributi da lavoro dipendente presso l’Ago o una gestione sostitutiva, senza poter sommare, per raggiungere il requisito contributivo, la contribuzione presente presso casse differenti: ottenere la pensione di vecchiaia anticipata per invalidità col cumulo dei contributi non è dunque possibile. Per saperen di più, leggi il nostro articolo https://www.laleggepertutti.it/197157_pensione-di-vecchiaia-anticipata-per-invalidita-col-cumulo

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