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Dichiarazione di successione: quali beni vanno indicati?

3 Aprile 2018 | Autore:
Dichiarazione di successione: quali beni vanno indicati?

Quali beni del defunto vanno inseriti nella dichiarazione di successione? Quali documenti servono?

All’indomani della morte di un congiunto, gli eredi (e gli altri soggetti obbligati di cui abbiamo parlato in  Dichiarazione di successione: chi deve presentarla? ) sono tenuti al compimento di una serie di adempimenti fiscali, tra cui la presentazione della dichiarazione di successione. Questa consiste in un documento di natura fiscale a carico degli eredi del defunto.

Attraverso la dichiarazione di successione l’Agenzia delle Entrate viene a conoscenza dell’ammontare e della composizione del patrimonio del defunto al fine di calcolare le imposte da pagare, le cosiddette imposte di successione. Per patrimonio si intendono tutti i beni e tutti i diritti del defunto mentre era in vita. Vediamoli nel dettaglio.

Dichiarazione di successione: quali beni dichiarare?

Come anticipato, la dichiarazione di successione ricomprende tutti i beni e i diritti di cui il defunto era titolare in vita che corrispondono al suo patrimonio, tecnicamente definito attivo ereditario (dal quale è possibile dedurre i debiti, ossia il cosiddetto passivo ereditario). Tra questi beni e diritti vi rientrano:

  • i beni immobili e quindi fabbricati e terreni;
  • i beni mobili e titoli al portatore posseduti dal defunto o depositati presso altri a suo nome;
  • denaro, gioielli, preziosi e mobilia (tra cui quadri ed opere d’arte): si presumono compresi nell’attivo ereditario per un importo pari al 10% del valore globale netto imponibile dell’asse ereditario anche se non dichiarati o dichiarati in misura inferiore, salvo che da un inventario analitico [1];
  • rendite, pensioni e crediti: tra questi rientra il diritto alla liquidazione delle quote di società semplici, in nome collettivo (Snc) e in accomandita semplice (Sas). Il valore è determinato in base al valore, alla data dell’apertura della successione, del patrimonio netto della società, risultante dall’ultimo inventario regolarmente redatto ovvero in mancanza di questo, dal valore complessivo dei beni e diritti appartenenti alla società al netto delle passività;
  • aziende agricoli e commerciali, quote sociali, azioni o obbligazioni;
  • navi, imbarcazioni e aeromobili che non fanno parte di aziende.

L’indicazione dei beni e dei diritti sopra descritti è indispensabile perché su di essi andrà calcolata l’imposta di successione da pagare in favore del fisco. Vi sono, tuttavia, dei beni che sebbene esenti dall’imposta di successione è sempre consigliabile indicare in dichiarazione di successione. Il riferimento è ai titoli del debito pubblico (ivi compresi Bot e Cct), anche se emessi dagli Stati appartenenti all’Unione Europea e gli altri titoli di Stato, garantiti dallo Stato o equiparati nonché ogni altro bene o diritto similare dichiarato per legge esente come ad esempio i buoni fruttiferi postali in quanto non concorrenti a formare l’attivo ereditario.

Inoltre non vanno inserite nella dichiarazione di successione nè l’indennità di fine rapporto (cosiddetto Tfr) in caso di morte del prestatore di lavoro [2] nè l’indennità spettante per diritto agli eredi in forza di assicurazioni previdenziali obbligatorie o stipulate dal defunto (c.d. assicurazioni sulla vita) e, pertanto, su di esse non si pagano imposte.

Dichiarazione di successione: quali documenti servono?

Con la dichiarazione di successione deve essere necessariamente indicato l’albero genealogico, dal quale risulti il nome, cognome, luogo e data di nascita del coniuge e dei soggetti beneficiari legati al defunto da vincoli di parentela. Per predisporre in modo corretto la dichiarazione di successione è necessario acquisire i seguenti documenti o informazioni:

  • certificato di morte in carta libera per uso successione da richiedere in Comune;
  • stato di famiglia integrale del defunto in carta semplice per uso successione da richiedere in Comune;
  • fotocopia dei documenti di identità e dei codici fiscali del defunto e degli eredi e legatari;
  • estratto dell’atto di matrimonio del defunto (nell’ipotesi in cui il defunto fosse legalmente separato o divorziato serve copia del decreto di separazione o della sentenza di divorzio);
  • schede catastali degli immobili caduti in successione. Se gli immobili sono privi di rendita catastale si consiglia di richiedere la preventiva attribuzione della rendita catastale, allo scopo di evitare futuri accertamenti, anche in conguaglio;
  • copia del titolo di provenienza, ovvero atto di acquisto da cui risulta la proprietà del defunto, come vendita, donazione, divisione, decreto giudiziale di trasferimento se acquistato all’asta, ecc.;
  • per i terreni edificabili accertare tramite un tecnico di fiducia il loro valore commerciale al fine di evitare futuri accertamenti di valore da parte dell’Agenzia delle Entrate;
  • nel caso vi siano conti correnti, libretti di risparmi, titoli, etc. è necessario farsi rilasciare dagli istituti finanziari certificazione bancaria indicante i rapporti intestati al defunto (con indicazione dei relativi estremi e valori) alla data del decesso;
  • copia degli atti di donazione nel caso in cui il defunto abbia effettuato donazioni in vita agli altri eredi e/o legatari;
  • copia degli atti di rinuncia nel caso in cui qualcuno dei chiamati abbia rinunciato all’eredità.

Nel caso di crediti di consistenza già accertata e quantificata, serve il documento da cui risulta il credito, il relativo importo, nonchè gli estremi del debitore (per esempio l’ente che deve pagare).

Nel caso di Aziende, quote di Snc, Sas ed Srl:

  • visura camerale;
  • situazione patrimoniale redatta dal commercialista con riferimento alla data di apertura della successione e con indicazione del complessivo valore patrimoniale (al netto dell’avviamento, non più tassabile) e del valore percentuale della quota.

Nel caso di navi, imbarcazioni o aeromobili:

  • libretto di navigazione per le imbarcazioni;
  • certificato dei pubblici registri recante l’indicazione degli elementi di individuazione di navi ed aeromobili;
  • informarsi sul prezzo mediamente praticato sul mercato per beni della stessa anzianità.

Dichiarazione di successione: le passività

Gli eredi hanno diritto di detrarre dall’imposta di successione determinati debiti lasciati dal defunto, quali ad esempio: rate di mutuo, saldo di conto corrente negativo, cambiali, spese mediche e chirurgiche relative al defunto e sostenute negli ultimi sei mesi di vita (compresi i ricoveri, medicinali, protesi, ecc.), spese funerarie (deducibili quest’ultime in misura non superiore ad euro 1032,91).

Dunque, nel caso in cui ne ricorrano i presupposti devono essere presentati anche i seguenti documenti:

  • copia dei documenti attestanti le passività;
  • copia autentica del documento, con data anteriore all’apertura della successione, comprovante i debiti del defunto preesistenti, o del provvedimento giurisdizionale definitivo: se il debito non è certificato dai suddetti documenti, deve risultare da attestazione redatta sul modello conforme “dichiarazione di sussistenza di debito” presente sul sito dell’Agenzia delle entrate, sottoscritto da uno dei soggetti obbligati alla dichiarazione di successione, nonché dai creditori del defunto;
  • i documenti di prova delle deduzioni, riduzioni e detrazioni di cui si intende fruire;
  • la richiesta di agevolazioni sulle imposte ipocatastali comprensiva della dichiarazione sostitutiva di atto notorio;
  • la richiesta di riduzioni sull’imposta di successione comprensiva della dichiarazione sostitutiva di atto notorio;
  • la dichiarazione con cui il coniuge ed i discendenti del defunto, destinatari di trasferimenti anche tramite patti di famiglia, di aziende o rami di aziende, di quote sociali e azioni, si impegnano a proseguire l’esercizio dell’attività d’impresa o a detenerne il controllo (limitatamente alle società di capitali) per un periodo non inferiore a 5 anni dalla data del trasferimento;
  • la copia dell’ultimo bilancio o inventario, ovvero prospetto attestante attività e passività dell’azienda dal quale risulti il patrimonio netto alla data di apertura della successione;
  • in caso di successione testamentaria, la copia degli atti di ultima volontà del defunto, nonché la copia del verbale di pubblicazione del testamento, dove viene regolata la successione;
  • copia dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata dai quali risulta l’eventuale accordo delle parti per l’integrazione dei diritti di legittima lesi;
  • le copie degli inventari richiesti dalla legge (ad esempio il verbale di apertura della cassetta di sicurezza redatto dal notaio o da un funzionario dell’Agenzia delle entrate);
  • i certificati di morte di soggetti deceduti all’estero, unitamente alla dichiarazione sostituiva di atto notorio attestante che gli stessi costituiscono copie degli originali;
  • i certificati relativi a navi e aeromobili posseduti all’estero, unitamente alla dichiarazione sostituiva di atto notorio attestante che gli stessi costituiscono copie degli originali;
  • documentazione comprovante l’eventuale imposta pagata all’estero, unitamente alla dichiarazione sostituiva di atto notorio attestante che la stessa costituisce copia dell’originale;
  • copia del documento d’identità di chi sottoscrive le dichiarazioni sostitutive di atto notorio da allegare alla dichiarazione di successione (qualora rese dai beneficiari diversi dal dichiarante);
  • nel caso di documenti redatti in lingua straniera, traduzione in italiano da un perito iscritto presso il tribunale ed asseverata con giuramento, unitamente alla dichiarazione sostituiva di atto notorio attestante che la stessa costituisce copia dell’originale.

Il soggetto che presenta il modello di dichiarazione di successione, è bene che conservi, oltre a quelli sopra indicati, anche i seguenti documenti:

  • la copia cartacea sottoscritta del modello trasmesso, oppure il file da conservare in modo conforme alle disposizioni normative vigenti in materia di conservazione dei documenti informatici;
  • la ricevuta emessa dal sistema telematico che comprova l’avvenuta presentazione del modello trasmesso (seconda ricevuta);
  • la copia del modello F24 oppure la ricevuta di avvenuto pagamento telematico delle imposte autoliquidate.

Se la presentazione della dichiarazione avviene tramite da un commercialista o un Caf, questi deve aver cura di conservare l’originale della dichiarazione di successione trasmessa e firmata dal dichiarante, gli originali delle dichiarazioni sostitutive di atto notorio rese dagli eredi o legatari, nonché copia dei relativi documenti d’identità. Se la presentazione avviene tramite l’Ufficio territoriale competente, gli originali della dichiarazione sottoscritta dal contribuente, delle dichiarazioni sostitutive di atto notorio rese dagli altri beneficiari, nonché copia dei relativi documenti d’identità dovranno essere conservati dall’Ufficio.

Per maggiori informazioni non esitate a contattare i nostri esperti.


note

[1] Art. 769 e ss Cod. Proc. Civ.

[2] Art. 1751 e 2122 Cod. Civ.

Autore immagine:Pixabay.com


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