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Decadenza agevolazione prima casa: ultime sentenze

7 Ottobre 2019
Decadenza agevolazione prima casa: ultime sentenze

Riconoscimento delle agevolazioni prima casa; decadenza dai benefici fiscali; trasferimento del bene ad un terzo; trasferimento infraquinquennale di una quota dell’immobile; cessione dell’immobile prima del decorso del termine di cinque anni; esonero dal pagamento dell’imposta.

In quali si va incontro alla decadenza dall’agevolazione prima casa? L’agevolazione prima casa decade in caso di frazionamento e vendita dell’immobile prima dei cinque anni dall’acquisto? Per scoprirlo, leggi le ultime sentenze.

Mancato trasferimento della residenza a causa dell’inquilino abusivo

Il mancato stabilimento nei termini di legge della residenza nel Comune in cui è ubicato l’immobile acquistato non comporta la decadenza dell’agevolazione “prima casa”, qualora sopraggiunga un evento dovuto a cause di forza maggiore, sopravvenute rispetto alla stipula dell’acquisto e non prevedibili dal contribuente (nella specie, il contribuente non era riuscito a trasferire la residenza nei termini di 18 mesi perché la persona che occupava l’immobile non aveva ottemperato all’ingiunzione di rilasciare l’immobile, contenuta nel decreto di trasferimento giudiziale dell’immobile medesimo).

Cassazione civile sez. VI, 09/05/2019, n.12404

Agevolazioni prima casa e trasferimento ad un terzo dell’immobile acquistato

In tema di agevolazioni cd. “prima casa”, il trasferimento ad un terzo dell’immobile acquistato con le stesse, per effetto di un accordo tra coniugi in sede di separazione personale, non comporta la decadenza dai benefici fiscali, attesa la portata generale dell’art. 19 della l. n. 74 de 1987, che non distingue tra atti eseguiti all’interno della famiglia e nei confronti di terzi, e la “ratio” della disposizione, volta a favorire la complessiva negoziazione dei rapporti patrimoniali tra i coniugi in occasione della crisi, escludendo che derivino ripercussioni fiscali sfavorevoli dagli accordi intervenuti in tale sede.

Cassazione civile sez. trib., 21/03/2019, n.7966

Agevolazione prima casa: quando decade?

Il frazionamento in due appartamenti dell’unità immobiliare acquistata con l’agevolazione “prima casa” e la loro successiva vendita con atti separati prima del decorso di cinque anni dall’acquisto legittima l’amministrazione a sancire la decadenza dell’agevolazione entro il termine triennale decorrente dall’ultima delle due vendite. Ad affermarlo è la Cassazione che conferma la sentenza della Commissione tributaria regionale che aveva dato torto ad un uomo che aveva comprato una casa nel 2004 e, dopo averla frazionata in due unità, ne aveva venduto una nel 2005 e l’altra nel 2007 non procedendo ad alcun riacquisto. La Corte fa così chiarezza sui benefici dell’agevolazione “prima casa” nell’ipotesi di proprietà frazionata.

Cassazione civile sez. trib., 23/01/2019, n.1833

Imposta di registro

In tema di imposta di registro, il diritto all’agevolazione cd. prima casa di cui all’art. 1, comma 1, della Tariffa, parte prima, allegata al d.P.R. n. 131 del 1986, presuppone che il trasferimento nel triennio abbia ad oggetto l’intero compendio immobiliare acquistato in regime agevolato, e non una parte soltanto di esso, salva l’allegazione e la dimostrazione di impedimento al trasferimento integrale per causa di forza maggiore, sicché, in mancanza di tale prova, la cessione parziale del bene determina la decadenza totale dall’agevolazione e non la mera riduzione quantitativa di quest’ultima in ragione della parte trasferita.

Cassazione civile sez. trib., 13/11/2018, n.29153

Revoca dell’agevolazione prima casa: quando è parziale?

In caso di all’alienazione entro il quinquennio dall’atto di acquisto di una quota dell’immobile, la decadenza dal beneficio “prima casa” incide unicamente sulla parte dell’immobile oggetto di alienazione e, dunque, opera nei limiti dell’importo del valore della quota alienata.

Cassazione civile sez. VI, 08/10/2018, n.24658

Alienazione dell’immobile prima del decorso di cinque anni 

La decadenza dall’agevolazione prima casa prevista dall’art. 1, nota II bis), comma 4, della Tariffa, parte prima, allegata al d.P.R. n. 131 del 1986, per avere il contribuente trasferito, per atto a titolo oneroso o gratuito, l’immobile acquistato con l’agevolazione medesima prima del decorso del termine di cinque anni dalla data di acquisto non è evitata ove, entro un anno dall’alienazione di tale bene, proceda all’acquisto della nuda proprietà di un altro immobile, atteso che lo stesso non può essere adibito, come necessario per il mantenimento del beneficio, ad abitazione principale.

Cassazione civile sez. trib., 28/06/2018, n.17148

Mancato trasferimento della residenza entro il termine previsto

In tema di decadenza del beneficio “prima casa” per mancato trasferimento della residenza entro il termine di 18 mesi dalla registrazione del rogito notarile, la Corte di Cassazione ha più volte avuto modo di precisare che la mancata ultimazione di un immobile non costituisce causa di forza maggiore e che, quindi, il mancato trasferimento della residenza nel termine di 18 mesi previsti costituisce inadempimento di un obbligo del contribuente che, conseguentemente, non può che determinare la decadenza dal beneficio “prima casa” provvisoriamente accordato.

In altri termini, all’impegno assunto dall’acquirente al trasferimento della propria residenza entro il sopra richiamato termine consegue una provvisoria concessione del beneficio richiesto al momento della registrazione dell’atto di acquisto che, per divenire definitiva, abbisogna del rispetto obbligatorio dell’impegno medesimo. E non appaiono ravvisabili nella mancata ultimazione dell’immobile acquistato plausibili ragioni per differenziare, ai fini della fruizione dell’agevolazione in esame, il regime fiscale di un tale acquisto rispetto a quello di un immobile già edificato ove si tenga in debito conto il congruo margine di tempo concesso dal legislatore ai fini dell’attuazione della destinazione dichiarata in seno all’atto

Comm. trib. prov.le Salerno sez. VI, 25/06/2018, n.2555

Benefici fiscali prima casa

In materia di beneficio fiscale dell’aliquota agevolata per l’acquisto della prima casa, ex art. 69 della legge n. 342 del 2000, il contribuente deve indicare già al momento della registrazione dell’atto, a pena di decadenza da tale beneficio, in via alternativa il criterio della residenza o quello della sede di lavoro, dovendo l’ufficio valutare la spettanza dell’esonero dal pagamento dell’imposta nel primo caso dalle risultanze anagrafiche, nel secondo dalla verifica dell’effettiva sede di lavoro, poiché decade dall’agevolazione chi non abbia indicato nell’atto notarile di voler utilizzare l’abitazione in luogo di lavoro diverso dal Comune di residenza.

Comm. trib. reg. L’Aquila, (Abruzzo) sez. II, 05/12/2017, n.1097

Decadenza dall’agevolazione prima casa

L’acquirente di immobile agevolato non può fruire nuovamente del beneficio per l’acquisto della prima casa per l’acquisto di altro immobile atteso che per fruire del regime agevolato l’acquirente, nell’atto di acquisto, deve dichiarare di “… non essere titolare, neppure per quote, anche in regime di comunione legale su tutto il territorio nazionale dei diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e nuda proprietà su altra casa di abitazione acquistata dallo stesso soggetto o dal coniuge con le agevolazioni di cui all’articolo 1 nota 2-bis, lett. c) della Tariffa, Parte Prima, allegata al T.U. dell’imposta di registro approvato con d.p.r. 131 del 1986. È pertanto legittimo il provvedimento di decadenza dall’agevolazione fruita una seconda volta dal contribuente fondato sulla acclarata proprietà di altro immobile acquistato dal contribuente con le medesime agevolazioni.

Cassazione civile sez. VI, 13/06/2017, n.14740

Quando non decade l’agevolazione prima casa?

Nell’ambito di ‘agevolazione prima casa’, vendere un’abitazione che sia stata acquistata usufruendo di tale beneficio, prima che siano trascorsi cinque anni dal suo acquisto, comporta la decadenza da tale agevolazione. Non vi è tale perdita qualora il contribuente, entro un anno dalla vendita, acquisti un’altra casa da destinare ad abitazione principale. Se il contribuente, entro un anno, non acquisti un’intera proprietà, ma solo una sua quota, il beneficio fiscale viene meno.

Comm. trib. prov.le Milano sez. IV, 01/02/2017, n.1032


4 Commenti

  1. Io e il mio futuro marito dobbiamo acquistare una casa. Vorrei sapere come funzione il bonus prima casa. Quali sono i requisiti per poter ottenere le agevolazioni fiscali?

    1. Il cosiddetto bonus prima casa costituisce la più interessante agevolazione fiscale per chi deve acquistare un’immobile. Esso comporta:
      per le abitazioni acquistate da privato: uno sconto sull’imposta di registro che, dal 9%, scende al 2%. In più, l’imposta ipotecaria e catastale sono calcolate nella misura fissa di 50 euro l’una;
      per le abitazioni acquistate da impresa: uno sconto sull’Iva che, dal 10% (22% se l’immobile è di lusso), passa al 4%. L’imposta ipotecaria e catastale ammontano a 200 euro l’una.
      Non tutti, però, possono accedere al beneficio in commento. È necessario che ricorrano le seguenti condizioni:

      la casa da acquistare non deve essere di lusso ossia accatastata nelle categorie A/8 e a/9;
      il proprietario non deve avere una o più abitazioni nello stesso Comune ove si trova l’immobile da acquistare. In caso contrario, deve cedere il precedente bene (venderlo o donarlo) prima del nuovo acquisto;
      il proprietario non deve avere altre abitazioni, in qualsiasi Comune italiano, acquistato in precedenza con lo stesso bonus prima casa. In caso contrario, deve cedere bene (venderlo o donarlo) entro 1 anno dalla firma del rogito della nuova casa;
      il proprietario deve fissare la propria residenza nel Comune ove si trova la nuova abitazione (non necessariamente nella stessa via) entro 18 mesi dal rogito;
      il proprietario si deve impegnare a non vendere la nuova casa per almeno 5 anni. Se lo fa, per non decadere dalle agevolazioni fiscali, deve acquistare entro l’anno successivo una nuova abitazione con le caratteristiche della “prima casa” appena elencate e fissarvi la propria residenza.

  2. Posso avere il bonus prima casa anche sulla seconda? Cosa devo fare per usufruire dell’agevolazione fiscale ed evitare che questa possa decadere?

    1. Chi voglia usufruire una seconda volta del bonus prima casa deve: cedere prima l’abitazione situata nello stesso Comune ove si trova quella da acquistare; cedere, entro 1 anno dal rogito, l’abitazione ovunque situata in Italia, che è stata in precedenza acquistata con il bonus prima casa. Se non si rispetta l’impegno a vendere nel termine di un anno, scatta la decadenza dalle agevolazioni prima casa e, come conseguenza, saranno dovute le imposte nella misura ordinaria più i relativi interessi di mora e una sanzione pari al 30%. L’Agenzia delle Entrate ha inoltre chiarito che la possibilità di usufruire delle agevolazioni prima casa, nell’ipotesi in cui l’acquirente già possiede un immobile comprato con gli stessi benefici, purché provveda ad alienarlo entro un anno, spetta anche nel caso in cui il nuovo acquisto sia soggetto ad Iva come, ad esempio, da una società di costruzioni. Tuttavia, in due sole ipotesi è possibile “sorvolare” su questa seconda condizione, potendosi così comprare una nuova abitazione senza per forza vendere o donare – entro 1 anno – quella già acquistata con le agevolazioni fiscali. Vediamo, quindi, come ottenere le agevolazioni prima casa anche sulla seconda. Per ulteriori informazioni, leggi il seguente articolo https://www.laleggepertutti.it/301021_agevolazioni-prima-casa-anche-sulla-seconda

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