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Abbandono rifiuti: ultime sentenze

26 Luglio 2022
Abbandono rifiuti: ultime sentenze

Trasformazione del terreno in una discarica abusiva; reato di inquinamento ambientale; responsabilità del proprietario del terreno; condotta illecita del terzo.

Rinvenimento di rifiuti da parte di terzi ignoti

In caso di rinvenimento di rifiuti da parte di terzi ignoti, il proprietario o comunque il titolare in uso di fatto del terreno non può essere chiamato a rispondere della fattispecie di abbandono o deposito incontrollato di rifiuti sulla propria area se non viene individuato a suo carico l’elemento soggettivo del dolo o della colpa, per cui lo stesso soggetto non può essere destinatario di ordinanza sindacale di rimozione e rimessione in pristino

T.A.R. Campobasso, (Molise) sez. I, 18/03/2022, n.79

Obbligo di rimozione e smaltimento

Sono illegittimi gli ordini di smaltimento dei rifiuti indiscriminatamente rivolti al proprietario di un fondo in ragione della sua mera qualità e in mancanza di adeguata dimostrazione da parte dell’Amministrazione procedente, sulla base di un’istruttoria completa e di un’esauriente motivazione, dell’imputabilità soggettiva della condotta.

In siffatto quadro normativo, tutto incentrato su una rigorosa tipicità dell’illecito ambientale, alcuno spazio vi è per una responsabilità oggettiva, nel senso che per essere ritenuti responsabili della violazione dalla quale è scaturita la situazione di inquinamento, occorre quantomeno la colpa. E tale regola di imputabilità a titolo di dolo o colpa non ammette eccezioni, anche in relazione ad una eventuale responsabilità solidale del proprietario dell’area ove si è verificato l’abbandono e il deposito incontrollato di rifiuti sul suolo e nel suolo.

T.A.R. Salerno, (Campania) sez. II, 07/03/2022, n.644

Obbligo di rimozione rifiuti

In riferimento all’abbandono incontrollato di rifiuti sul suolo e nel suolo, l’obbligo di rimozione degli stessi grava principalmente sull’inquinatore ed in solido sul proprietario del terreno e sui titolari di diritti reali o personali di godimento sull’area; tuttavia, a questi ultimi nel momento in cui vi sia imputabile una condotta dolosa o colposa.

T.A.R. Trieste, (Friuli-Venezia Giulia) sez. I, 11/02/2022, n.91

Obbligo del proprietario dell’area inquinata di rimozione dei rifiuti abbandonati

n virtù dell’art. 192, d.lgs. n. 152/2006, l’obbligo di rimozione dei rifiuti grava in via principale sull’inquinatore e, in solido, sul proprietario del terreno e sui titolari di diritti reali o personali di godimento dell’area, qualora a costoro sia imputabile una condotta dolosa o colposa, da accertarsi previo contraddittorio, secondo il principio di matrice eurounitaria in materia ambientale per cui “chi inquina paga”.

La disposizione in questione è, infatti, chiara nell’imporre, in via solidale, le conseguenze ripristinatorie della condotta lesiva dell’ambiente anche al proprietario nell’eventualità in cui quest’ultimo si sia reso colpevole di inidonea vigilanza sui beni interessati dall’abbandono dei rifiuti. Ciò implica l’insufficienza della sola titolarità del diritto reale o di godimento sulle aree interessate, richiedendo, invero, il legislatore l’accertamento della sussistenza dell’elemento psicologico in ordine ai fatti contestati.

T.A.R. Trieste, (Friuli-Venezia Giulia) sez. I, 11/02/2022, n.91

Irrogazione della misura della bonifica

L’essere proprietario del fondo interessato da un fenomeno di abbandono di rifiuti non è di per sé sufficiente ai fini dell’irrogazione della misura della bonifica, occorrendo che la violazione sia imputabile al proprietario a titolo di dolo o di colpa, in base agli accertamenti effettuati e in contraddittorio con i soggetti interessati, dagli organi ed enti preposti al controllo.

T.A.R. Trieste, (Friuli-Venezia Giulia) sez. I, 11/02/2022, n.91

Rimproverabilità della condotta

La rimproverabilità della condotta che ha portato all’abbandono di rifiuti va accertata dagli organi di controllo mediante approfonditi accertamenti in contraddittorio con i soggetti interessati.

T.A.R. Trieste, (Friuli-Venezia Giulia) sez. I, 11/02/2022, n.91

Responsabilità ambientale

In materia d’individuazione di responsabilità ambientale per abbandono di rifiuti – considerate le esigenze di effettività della protezione dell’ambiente e ferma la doverosità degli accertamenti indirizzati a individuare con specifici elementi i responsabili dei fatti di contaminazione – l’imputabilità dell’inquinamento può avvenire non solo per condotte attive, ma anche omissive, rilevando, ai fini dell’applicazione dell’art. 192 del d.lgs. 152/2006, la mera trascuratezza, la superficialità o anche solo l’indifferenza dei soggetti tenuti per legge alla custodia del bene con riferimento all’omissione delle cautele necessarie volte ad impedire il concreto abbandono dei rifiuti.

T.A.R. Bari, (Puglia) sez. I, 26/01/2022, n.157

Deposito incontrollato di rifiuti e carattere permanente della condotta

Ogni qualvolta l’attività di abbandono ovvero di deposito incontrollato di rifiuti sia prodromica ad una successiva fase di smaltimento o di recupero del rifiuto stesso, caratterizzandosi essa, pertanto, come una forma, per quanto elementare, di gestione del rifiuto (della quale attività potrebbe dirsi che costituisce il “grado zero”), la relativa illiceità penale permea di sé l’intera condotta (quindi sia la fase prodromica che quella successiva), integrando, pertanto, una fattispecie penale di durata, la cui permanenza cessa soltanto con il compimento delle fasi ulteriori rispetto a quella di rilascio; tutto ciò con le derivanti conseguenze anche a livello di decorrenza del termine prescrizionale.

Nel caso in cui, invece, siffatta attività non costituisca l’antecedente di una successiva fase volta al compimento di ulteriori operazioni, aventi ad oggetto appunto lo smaltimento od il recupero del rifiuto, ma racchiuda in sé l’intero disvalore penale della condotta, non vi è ragione di ritenere che essa sia idonea ad integrare un reato permanente; ciò in quanto, essendosi il reato pienamente perfezionato ed esaurito in tutte le sue componenti oggettive e soggettive, risulterebbe del tutto irragionevole non considerarne oramai cristallizzati i profili dinamici fin dal momento dei rilascio del rifiuto, nessuna ulteriore attività e residuando alla descritta condotta di abbandono.

Cassazione penale sez. III, 13/01/2022, n.8088

La normativa sui rifiuti

La normativa sui rifiuti individua la responsabilità per il mancato rispetto di quanto contenuto nelle disposizioni e le conseguenze ripristinatorie della condotta lesiva dell’ambiente, in via solidale, del locatario e del proprietario colpevole di mancata vigilanza sui beni interessati dall’abbandono rifiuti.

T.A.R. Bari, (Puglia) sez. I, 11/01/2022, n.54

I presupposti di addebito della responsabilità

È illegittimo l’ordine di smaltimento dei rifiuti in mancanza di adeguata dimostrazione, sulla base di un’istruttoria completa e di un’esauriente motivazione, anche fondata su ragionevoli presunzioni o su condivisibili massime d’esperienza, dell’imputabilità a titolo di dolo o colpa dell’abbandono dei rifiuti anche degli stessi soci ovvero della disponibilità materiale dei beni e della sussistenza di un titolo giuridico che consenta (o imponga) l’amministrazione di un patrimonio nel quale sono compresi i beni immobili inquinati. La p.a., infatti, non può – senza aver instaurato un preventivo contraddittorio – far ricadere in via automatica sui soci non amministratori o legali rappresentanti di una società di capitali, soggetti distinti dalla società, gli obblighi gravanti sulla società stessa, in mancanza di adeguata dimostrazione della sussistenza in capo ai tali soggetti dei titoli d’imputazione.

T.A.R. Venezia, (Veneto) sez. II, 05/01/2022, n.20

Responsabilità del proprietario per la violazione del divieto di abbandono di rifiuti

È indubbio che la responsabilità del proprietario per la violazione del divieto di abbandono di rifiuti postuli l’accertamento di una sua condotta dolosa o colposa, essendo da escludere un’ipotesi legale di responsabilità oggettiva o di responsabilità per fatto altrui, ma è altrettanto indubbio che la responsabilità dell’inquinamento, per dolo o per colpa, possa sorgere anche a seguito di una condotta omissiva, oltreché di una condotta attiva; a tal fine, è necessario condurre un rigoroso accertamento per individuare il responsabile dell’inquinamento, che abbia posto in essere una condotta attiva o omissiva, nonché il nesso di causalità che lega il comportamento del responsabile all’effetto consistente nella contaminazione e tale accertamento presuppone un’adeguata istruttoria, non essendo configurabile una sorta di responsabilità oggettiva facente capo al proprietario o al possessore dell’immobile in ragione di tale sua qualità.

La responsabilità solidale del proprietario può essere imputabile a colpa omissiva, consistente nell’omissione delle cautele e degli accorgimenti che l’ordinaria diligenza suggerisce ai fini di un’efficace custodia e protezione dell’area, e segnatamente per impedire che su di essa possano essere depositati rifiuti.

T.A.R. Firenze, (Toscana) sez. II, 29/11/2021, n.1579

Abbandono di rifiuti: responsabilità ambientale

In tema d’individuazione di responsabilità ambientale per abbandono di rifiuti, l’imputabilità dell’inquinamento può avvenire non solo per condotte attive, ma anche omissive e la prova può essere data in via diretta o indiretta, nel senso che, in quest’ultimo caso, l’Amministrazione pubblica preposta alla tutela ambientale si può avvalere di presunzioni semplici di cui all’art. 2727 c.c..

T.A.R. Salerno, (Campania) sez. II, 21/01/2021, n.190

Abbandono di rifiuti speciali non pericolosi: casistica

Il deposito di materiali di risulta di attività edilizia in un terreno di proprietà del titolare dell’attività edile esercitata dallo stesso in assenza delle necessarie autorizzazioni, integra il reato di abbandono incontrollato di rifiuti speciali non pericolosi.

Tribunale Torre Annunziata, 10/11/2020, n.1410

Inquinamento e abbandono di rifiuti

In materia di inquinamento, il reato di cui all’art. 29-quaterdecies, comma 1, d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 – che sanziona l’esercizio delle attività di cui all’allegato VIII alla Parte Seconda, in mancanza dell’autorizzazione integrata ambientale o dopo che la stessa sia stata sospesa o revocata – può concorrere con il reato previsto dall’art. 256, comma 2, del medesimo decreto legislativo – che punisce l’abbandono o il deposito incontrollato di rifiuti, ovvero l’immissione dei medesimi nelle acque superficiali o sotterranee in violazione del divieto fissato dall’art. 192, commi 1 e 2 -, attesa la differenza strutturale tra le due fattispecie di reato e non contemplando il comma 2 dell’art. 256 la clausola di sussidiarietà presente, invece, nei commi 1 e 3.

Cassazione penale sez. III, 17/09/2020, n.32688

Abbandono di rifiuti: presupposti per la configurabilità del reato

In tema di gestione dei rifiuti, ai fini della configurabilità del reato di deposito incontrollato di rifiuti pericolosi non è necessario che tutti i rifiuti abbandonati siano pericolosi, essendo sufficiente accertare che tale ne sia almeno uno. L’abbandono di rifiuti costituisce reato solo se risulta provato che questo sia stato commesso dal titolare di un’impresa o dal responsabile di un ente; qualora la condotta tipica sia imputabile a soggetti terzi non è possibile ravvisare in capo ai proprietari del sito, ricettacolo di rifiuti, un’ipotesi di concorso nel reato.

La responsabilità del titolare dell’area sorge esclusivamente allorché si possa affermare una sua corresponsabilità con l’autore dell’abbandono illecito di rifiuti; quindi, nel caso di sversamento abusivo di rifiuti su di un’area, da parte di terzi ignoti, il titolare del diritto reale non può essere chiamato a rispondere se non viene individuato a suo carico un contributo causale consapevolmente fornito all’illecito abbandono effettuato da altri.

La semplice inerzia, conseguente all’abbandono di rifiuti da parte di terzi, ovvero la consapevolezza, da parte del proprietario del fondo, del fatto illecito del terzo non fa sorgere in capo a quest’ultimo una responsabilità di carattere omissivo, non ricorrendo un obbligo giuridico ex art. 40 comma 2 c.p. di impedire la realizzazione o il mantenimento dell’evento lesivo.

Tribunale Vicenza, 03/08/2020, n.566

Area interessata dall’abbandono dei rifiuti: responsabilità oggettiva del proprietario

Non è configurabile una responsabilità oggettiva a carico del proprietario o di coloro che a qualunque titolo abbiano la disponibilità dell’area interessata dall’abbandono dei rifiuti (nella specie, il TAR ha statuito che se ignoti abbandonano rifiuti a margine della strada, il Sindaco non può ordinare alla Provincia di ripristinare il guard rail danneggiato per limitare il passaggio dei trasgressori).

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. V, 19/08/2019, n.4368

Abbandono illecito di rifiuti: imputabilità

La disciplina prevista dall’art. 192 del D.Lgs. 152/2006 è improntata ad una rigorosa tipicità dell’illecito ambientale non essendoci spazio per una responsabilità oggettiva, in quanto l’imputabilità dell’abbandono illecito di rifiuti a titolo di dolo o colpa non ammette eccezioni, anche in relazione ad un’eventuale responsabilità solidale del proprietario dell’area.

Consiglio di Stato sez. II, 13/06/2019, n.3966

Reato di abbandono di rifiuti sul suolo: elementi costitutivi

In tema di abbandono dei rifiuti sul suolo, gli elementi costitutivi del reato di cui all’art. 255, comma 3, d.lg. 3 aprile 2006, n. 152 sono l’adozione di un’ordinanza sindacale di rimozione dei rifiuti, di smaltimento degli stessi e di ripristino dello stato dei luoghi, emessa ai sensi dell’art. 192, comma 3, del d.lg. citato, e la condotta di inottemperanza da parte dei suoi destinatari.

Cassazione penale sez. III, 04/06/2019, n.31310

Rimozione e smaltimento dei rifiuti abbandonati

La sanzione penale di cui all’art. 255, comma 3 , d.lg. n. 152 del 2006 è rivolta propriamente ai destinatari formali dell’ordinanza sindacale, mentre il precetto di cui all’art. 193, comma 3, è rivolto ai responsabili dell’abbandono di rifiuti e ai proprietari del terreno inquinato. Ma in ogni caso, spetta a costoro, per evitare di rendersi responsabili dell’inottemperanza, di ottenere l’annullamento dell’ordinanza sindacale per via amministrativa o per via giurisdizionale, o – al limite – di provare in sede penale di non essere proprietari del terreno né responsabili dell’abbandono, al fine di ottenere dal giudice penale la disapplicazione dell’ordinanza per illegittimità (cioè per mancanza dei presupposti soggettivi).

Cassazione penale sez. III, 07/05/2019, n.31291

Assenza di contaminazione del sito e procedure di bonifica

In assenza di contaminazione del sito (nei termini definiti dall’art. 240 comma 1, lett. e, T.U.A.) non sono applicabili le procedure di cui agli artt. 242 comma 2 ss. T.U.A. e quindi non è ammessa la messa in sicurezza permanente, configurandosi diversamente un’ipotesi di abbandono di rifiuti, con conseguente obbligo di rimozione e destinazione degli stessi agli impianti autorizzatori al trattamento.

T.A.R. Brescia, (Lombardia) sez. I, 08/04/2019, n.326

Deposito incontrollato di rifiuti

In tema di reati ambientali, il riferimento operato dall’art. 256, comma 2, d.lg. 3 aprile 2006, n. 152, quanto ai soggetti attivi del reato di abbandono o di deposito incontrollato di rifiuti, ai “responsabili di enti”, ricomprende coloro che sono preposti ad ogni tipologia di ente giuridico, anche di natura associativa e con finalità non lucrative, aventi o meno personalità giuridica.

(Fattispecie di reato ritenuto ascrivibile al rappresentante di un’associazione sportiva dilettantistica di tiro a volo, che aveva abbandonato in modo incontrollato i rifiuti derivanti da tale attività).

Cassazione penale sez. III, 21/03/2019, n.23794

Ingiunzione alla rimozione dei rifiuti abbandonati

Deve ritenersi che il Responsabile dell’ufficio tecnico comunale sia competente ad adottare, nei confronti di A.N.A.S., un’ingiunzione alla rimozione dei rifiuti abbandonati, non potendo tuttavia lo stesso adottare invece un ordine di bonifica, decontaminazione e risanamento igienico del sito; tali adempimenti, infatti, vanno oltre la gestione e pulizia delle strade e, essendo espressione di un rimedio sanzionatorio per la violazione del divieto di abbandono dei rifiuti, rientrano fra quelli attribuiti alla competenza del Sindaco.

Consiglio di Stato sez. V, 14/03/2019, n.1684

Controlli della PA per l’abbandono di rifiuti

I controlli che l’Amministrazione Pubblica svolge in merito all’abbandono di rifiuti devono essere effettuati in contraddittorio con i soggetti interessati, garantendo la partecipazione degli stessi alla fase di istruttoria amministrativa.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. V, 20/02/2019, n.950

Proprietario dell’area su cui sono abbandonati rifiuti: quando risponde di abbandono di rifiuti?

Il proprietario dell’area sulla quale sono stati rinvenuti rifiuti, da parte di terzi ignoti, non può essere chiamato a rispondere automaticamente della fattispecie di abbandono o deposito incontrollato di rifiuti sulla propria area, dovendo essere individuato a suo carico l’elemento soggettivo del dolo o della colpa, pertanto lo stesso non può essere destinatario di ordinanza sindacale di rimozione e rimessione in pristino.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. V, 15/01/2019, n.211

Responsabilità per inquinamento ambientale

In materia di inquinamento ambientale, l’art. 192 del Codice dell’ambiente prevede, unitamente ad una responsabilità di tipo commissivo a carico del responsabile dell’abbandono o del deposito dei rifiuti (tenuto alla rimozione dei rifiuti), una responsabilità solidale a carico del proprietario o di chi abbia a qualunque titolo la disponibilità dell’area interessata, ove ad esso sia imputabile l’abbandono dei rifiuti a titolo di dolo o colpa.

T.A.R. Cagliari, (Sardegna) sez. II, 28/12/2018, n.1068

Condotta illecita del terzo e responsabilità il proprietario

La condotta illecita del terzo, responsabile dell’abbandono di rifiuti in un luogo pubblico, non esonera da responsabilità il proprietario (rectius, il titolare di diritti reali o personali di godimento) che abbia tollerato, per trascuratezza, negligenza e incuria, la trasformazione del suo terreno in discarica abusiva, ovvero la proliferazione delle condotte illecite dei terzi, e dunque non è di per sé una causa che rende non imputabile al proprietario l’evento (la trasformazione del suo terreno in discarica abusiva) nè frattura il nesso di causalità tra la sua condotta colposa (id est, caratterizzata dalla trascuratezza e dall’incuria), quando costituisce un fatto prevedibile prevenibile.

Pertanto, l’art. 192, d.lg. n. 152 del 2006, qualora vi sia la concreta esposizione al pericolo che su un bene si realizzi una discarica abusiva di rifiuti anche per i fatti illeciti di soggetti ignoti, impone all’Amministrazione di disporre le misure ivi previste nei confronti del proprietario che, per trascuratezza, superficialità o anche indifferenza o proprie difficoltà economiche, nulla abbia fatto e non abbia adottato alcuna cautela volta ad evitare che vi sia in concreto l’abbandono dei rifiuti.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. V, 12/11/2018, n.6550

Adozione di un’ordinanza sindacale

Con l’art. 192, comma 3, d.lgs. n. 152 del 2006, il legislatore delegato ha inteso rafforzare e promuovere le esigenze di un’effettiva partecipazione allo specifico procedimento dei potenziali destinatari del provvedimento conclusivo; di conseguenza, la preventiva, formale comunicazione dell’avvio del procedimento per l’adozione dell’ordinanza sindacale volta a fronteggiare le situazioni di accertato abbandono o deposito incontrollato di rifiuti, costituisce un adempimento indispensabile al fine dell’effettiva instaurazione di un contraddittorio procedimentale con gli interessati, non potendosi, peraltro, applicare il temperamento che l’art. 21 octies, l. n. 241 del 1990 apporta alla regola generale dell’art. 7 della stessa legge.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. V, 06/11/2018, n.6448



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8 Commenti

  1. Nel mio condominio c’è un porcile. Mi spiegate come ci si può difendere dai condomini che lasciano la spazzatura nel cortile o negli altri spazi condominiali?

    1. Ogni condomino è tenuto a smaltire i rifiuti speciali in modo conforme alla normativa vigente e non può accatastare il materiale negli spazi condominiali. Il condominio può difendersi denunciando il responsabile. Basta anche una segnalazione alla polizia o ai carabinieri da parte dell’amministratore o di uno degli altri condomini: trattandosi, infatti, di un reato procedibile d’ufficio non è necessaria la querela. La Cassazione ha precisato che, se il comportamento viene ripetuto più volte – ossia l’abbandono dei rifiuti si svolge in più occasioni – non è neanche possibile disporre l’archiviazione del procedimento penale per “particolare tenuità del fatto” , con conseguente certa condanna per il colpevole. Non c’è solo la difesa penale. Chi abbandona rifiuti negli spazi di tutti i condomini si appropria di aree non sue violando la norma del Codice civile secondo cui ciascun condomino può servirsi delle parti comuni, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne ugualmente uso. Puoi trovare tutte le informazioni in questo articolo https://www.laleggepertutti.it/301041_abbandono-rifiuti-in-condominio-cosa-comporta

  2. Mi sono seccata della situazione intollerabile che si è creata nel mio condominio. Il mio vicino è scostumato e anche irrispettoso delle regole condominiali. In più con la spazzatura sta facendo un vero e proprio schifo. Se nel condominio il mio vicino viola le norme sulla differenziata, come viene punito?

    1. La gestione della spazzatura, secondo le regole della raccolta differenziata, può essere curata dallo stesso condominio in bidoni comuni. In tal caso, l’assemblea può autorizzare l’amministratore a comminare multe fino a 200 euro (800 in caso di recidiva) nei confronti del responsabile. Una soluzione di questo tipo, tuttavia, presuppone l’individuazione del responsabile: non ci deve cioè essere incertezza sulla sua identità. Pertanto, è ben possibile, nel rispetto delle norme sulla privacy, adottare un sistema di videosorveglianza. A tal fine, c’è bisogno di una delibera dell’assemblea di autorizzazione e di un cartello che avvisi i passanti della presenza della telecamera.

  3. Salve. sono alquanto allarmata. Ogni mattina vado a passeggiare con il mio cane così può fare i suoi bisognini. Andiamo molto presto così non c’è traffico e lui appena sveglio deve uscire. Stamattina, passeggiando con il mio cane ho visto un po’ di spazzatura abbandonata nella zona vicino casa mia. A chi devo segnalare la presenza dei rifiuti?

    1. Se per strada (nei boschi o in qualsiasi luogo) dovesse capitarti di vedere rifiuti abbandonati, avresti il dovere (oltre che il diritto) di segnalarlo alle autorità competenti al fine di tutelare l’ambiente e la tua stessa salute. In caso di rifiuti abbandonati il cittadino che li scopre può segnalarne la presenza:
      a voce (con dichiarazione che sarà trascritta dal pubblico ufficiale che la raccoglie);
      per iscritto (a mezzo raccomandata o con denuncia) da presentare alla polizia locale o al sindaco del comune nel quale sono stati rinvenuti i rifiuti.
      Sia la polizia che l’ufficio del sindaco rilasceranno una copia della denuncia con timbro di ricevuta: qualora essi non si adoperassero per rimuovere i rifiuti (se si tratta di rifiuti pericolosi o speciali) si può presentare la denuncia alla procura della repubblica competente (in base al comune in cui è avvenuto il ritrovamento). Affinché la denuncia sia efficace è importante allegare foto o video dei rifiuti rinvenuti ed essere più esaustivi e precisi possibili rispetto alla localizzazione dell’area, alla tipologia della zona, alla qualità e quantità dei rifiuti. In caso di discarica abusiva la situazione è un po’ diversa. La discarica (o centro di raccolta o di smaltimento) è quel luogo in cui stabilmente si svolge il procedimento di smaltimento di rifiuti. Proprio il fatto che lo smaltimento sia continuo e stabile differenzia la discarica dall’abbandono dei rifiuti che avviene in maniera occasionale e discontinua. Anche in questo caso, però, occorre fare una segnalazione come detto in precedenza, facendo ancora più attenzione ai dettagli ed alla relativa descrizione (in particolare dell’area in cui si trova questa discarica e delle zone che sono nella vicinanza, per esempio corsi d’acqua). Ricorda di specificare la tipologia dei rifiuti rinvenuti (carta, plastica, ferro) e la loro condizione (se sono coperti, interrati o esposti alle intemperie). La descrizione dettagliata, infatti, permette di capire subito se la discarica è autorizzata (ma, magari, non rispetta le regole) o se, addirittura, non è autorizzata (situazione ancora più grave).

  4. Il vicino di casa ha la terribile abitudine di sporcare il mio giardino. Sarà che vuole farmi dispetti perché è invidioso del mio praticello inglese tutto bello ordinato. Inomma, a me sta creando un danno. Cosa posso fare?

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