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L’esperto | Articoli

Abbandono rifiuti: ultime sentenze

7 Ottobre 2019
Abbandono rifiuti: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: reato di abbandono dei rifiuti; trasformazione del terreno in una discarica abusiva; reato di inquinamento ambientale; responsabilità del proprietario del terreno; condotta illecita del terzo; abbandono incontrollato di rifiuti.

Area interessata dall’abbandono dei rifiuti: responsabilità oggettiva del proprietario

Non è configurabile una responsabilità oggettiva a carico del proprietario o di coloro che a qualunque titolo abbiano la disponibilità dell’area interessata dall’abbandono dei rifiuti (nella specie, il TAR ha statuito che se ignoti abbandonano rifiuti a margine della strada, il Sindaco non può ordinare alla Provincia di ripristinare il guard rail danneggiato per limitare il passaggio dei trasgressori).

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. V, 19/08/2019, n.4368

Abbandono illecito di rifiuti: imputabilità

La disciplina prevista dall’art. 192 del D.Lgs. 152/2006 è improntata ad una rigorosa tipicità dell’illecito ambientale non essendoci spazio per una responsabilità oggettiva, in quanto l’imputabilità dell’abbandono illecito di rifiuti a titolo di dolo o colpa non ammette eccezioni, anche in relazione ad un’eventuale responsabilità solidale del proprietario dell’area.

Consiglio di Stato sez. II, 13/06/2019, n.3966

Reato di abbandono di rifiuti sul suolo: elementi costitutivi

In tema di abbandono dei rifiuti sul suolo, gli elementi costitutivi del reato di cui all’art. 255, comma 3, d.lg. 3 aprile 2006, n. 152 sono l’adozione di un’ordinanza sindacale di rimozione dei rifiuti, di smaltimento degli stessi e di ripristino dello stato dei luoghi, emessa ai sensi dell’art. 192, comma 3, del d.lg. citato, e la condotta di inottemperanza da parte dei suoi destinatari.

Cassazione penale sez. III, 04/06/2019, n.31310

Rimozione e smaltimento dei rifiuti abbandonati

La sanzione penale di cui all’art. 255, comma 3 , d.lg. n. 152 del 2006 è rivolta propriamente ai destinatari formali dell’ordinanza sindacale, mentre il precetto di cui all’art. 193, comma 3, è rivolto ai responsabili dell’abbandono di rifiuti e ai proprietari del terreno inquinato. Ma in ogni caso, spetta a costoro, per evitare di rendersi responsabili dell’inottemperanza, di ottenere l’annullamento dell’ordinanza sindacale per via amministrativa o per via giurisdizionale, o – al limite – di provare in sede penale di non essere proprietari del terreno né responsabili dell’abbandono, al fine di ottenere dal giudice penale la disapplicazione dell’ordinanza per illegittimità (cioè per mancanza dei presupposti soggettivi).

Cassazione penale sez. III, 07/05/2019, n.31291

Assenza di contaminazione del sito e procedure di bonifica

In assenza di contaminazione del sito (nei termini definiti dall’art. 240 comma 1, lett. e, T.U.A.) non sono applicabili le procedure di cui agli artt. 242 comma 2 ss. T.U.A. e quindi non è ammessa la messa in sicurezza permanente, configurandosi diversamente un’ipotesi di abbandono di rifiuti, con conseguente obbligo di rimozione e destinazione degli stessi agli impianti autorizzatori al trattamento.

T.A.R. Brescia, (Lombardia) sez. I, 08/04/2019, n.326

Reato di abbandono e deposito incontrollato di rifiuti

In tema di reati ambientali, il riferimento operato dall’art. 256, comma 2, d.lg. 3 aprile 2006, n. 152, quanto ai soggetti attivi del reato di abbandono o di deposito incontrollato di rifiuti, ai “responsabili di enti”, ricomprende coloro che sono preposti ad ogni tipologia di ente giuridico, anche di natura associativa e con finalità non lucrative, aventi o meno personalità giuridica.

(Fattispecie di reato ritenuto ascrivibile al rappresentante di un’associazione sportiva dilettantistica di tiro a volo, che aveva abbandonato in modo incontrollato i rifiuti derivanti da tale attività).

Cassazione penale sez. III, 21/03/2019, n.23794

Ingiunzione alla rimozione dei rifiuti abbandonati

Deve ritenersi che il Responsabile dell’ufficio tecnico comunale sia competente ad adottare, nei confronti di A.N.A.S., un’ingiunzione alla rimozione dei rifiuti abbandonati, non potendo tuttavia lo stesso adottare invece un ordine di bonifica, decontaminazione e risanamento igienico del sito; tali adempimenti, infatti, vanno oltre la gestione e pulizia delle strade e, essendo espressione di un rimedio sanzionatorio per la violazione del divieto di abbandono dei rifiuti, rientrano fra quelli attribuiti alla competenza del Sindaco.

Consiglio di Stato sez. V, 14/03/2019, n.1684

Controlli della PA per l’abbandono di rifiuti

I controlli che l’Amministrazione Pubblica svolge in merito all’abbandono di rifiuti devono essere effettuati in contraddittorio con i soggetti interessati, garantendo la partecipazione degli stessi alla fase di istruttoria amministrativa.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. V, 20/02/2019, n.950

Proprietario dell’area su cui sono abbandonati rifiuti: quando risponde di abbandono di rifiuti?

Il proprietario dell’area sulla quale sono stati rinvenuti rifiuti, da parte di terzi ignoti, non può essere chiamato a rispondere automaticamente della fattispecie di abbandono o deposito incontrollato di rifiuti sulla propria area, dovendo essere individuato a suo carico l’elemento soggettivo del dolo o della colpa, pertanto lo stesso non può essere destinatario di ordinanza sindacale di rimozione e rimessione in pristino.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. V, 15/01/2019, n.211

Responsabilità per inquinamento ambientale

In materia di inquinamento ambientale, l’art. 192 del Codice dell’ambiente prevede, unitamente ad una responsabilità di tipo commissivo a carico del responsabile dell’abbandono o del deposito dei rifiuti (tenuto alla rimozione dei rifiuti), una responsabilità solidale a carico del proprietario o di chi abbia a qualunque titolo la disponibilità dell’area interessata, ove ad esso sia imputabile l’abbandono dei rifiuti a titolo di dolo o colpa.

T.A.R. Cagliari, (Sardegna) sez. II, 28/12/2018, n.1068

Condotta illecita del terzo e responsabilità il proprietario

La condotta illecita del terzo, responsabile dell’abbandono di rifiuti in un luogo pubblico, non esonera da responsabilità il proprietario (rectius, il titolare di diritti reali o personali di godimento) che abbia tollerato, per trascuratezza, negligenza e incuria, la trasformazione del suo terreno in discarica abusiva, ovvero la proliferazione delle condotte illecite dei terzi, e dunque non è di per sé una causa che rende non imputabile al proprietario l’evento (la trasformazione del suo terreno in discarica abusiva) nè frattura il nesso di causalità tra la sua condotta colposa (id est, caratterizzata dalla trascuratezza e dall’incuria), quando costituisce un fatto prevedibile prevenibile.

Pertanto, l’art. 192, d.lg. n. 152 del 2006, qualora vi sia la concreta esposizione al pericolo che su un bene si realizzi una discarica abusiva di rifiuti anche per i fatti illeciti di soggetti ignoti, impone all’Amministrazione di disporre le misure ivi previste nei confronti del proprietario che, per trascuratezza, superficialità o anche indifferenza o proprie difficoltà economiche, nulla abbia fatto e non abbia adottato alcuna cautela volta ad evitare che vi sia in concreto l’abbandono dei rifiuti.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. V, 12/11/2018, n.6550

Adozione di un’ordinanza sindacale

Con l’art. 192, comma 3, d.lgs. n. 152 del 2006, il legislatore delegato ha inteso rafforzare e promuovere le esigenze di un’effettiva partecipazione allo specifico procedimento dei potenziali destinatari del provvedimento conclusivo; di conseguenza, la preventiva, formale comunicazione dell’avvio del procedimento per l’adozione dell’ordinanza sindacale volta a fronteggiare le situazioni di accertato abbandono o deposito incontrollato di rifiuti, costituisce un adempimento indispensabile al fine dell’effettiva instaurazione di un contraddittorio procedimentale con gli interessati, non potendosi, peraltro, applicare il temperamento che l’art. 21 octies, l. n. 241 del 1990 apporta alla regola generale dell’art. 7 della stessa legge.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. V, 06/11/2018, n.6448


8 Commenti

  1. Nel mio condominio c’è un porcile. Mi spiegate come ci si può difendere dai condomini che lasciano la spazzatura nel cortile o negli altri spazi condominiali?

    1. Ogni condomino è tenuto a smaltire i rifiuti speciali in modo conforme alla normativa vigente e non può accatastare il materiale negli spazi condominiali. Il condominio può difendersi denunciando il responsabile. Basta anche una segnalazione alla polizia o ai carabinieri da parte dell’amministratore o di uno degli altri condomini: trattandosi, infatti, di un reato procedibile d’ufficio non è necessaria la querela. La Cassazione ha precisato che, se il comportamento viene ripetuto più volte – ossia l’abbandono dei rifiuti si svolge in più occasioni – non è neanche possibile disporre l’archiviazione del procedimento penale per “particolare tenuità del fatto” , con conseguente certa condanna per il colpevole. Non c’è solo la difesa penale. Chi abbandona rifiuti negli spazi di tutti i condomini si appropria di aree non sue violando la norma del Codice civile secondo cui ciascun condomino può servirsi delle parti comuni, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne ugualmente uso. Puoi trovare tutte le informazioni in questo articolo https://www.laleggepertutti.it/301041_abbandono-rifiuti-in-condominio-cosa-comporta

  2. Mi sono seccata della situazione intollerabile che si è creata nel mio condominio. Il mio vicino è scostumato e anche irrispettoso delle regole condominiali. In più con la spazzatura sta facendo un vero e proprio schifo. Se nel condominio il mio vicino viola le norme sulla differenziata, come viene punito?

    1. La gestione della spazzatura, secondo le regole della raccolta differenziata, può essere curata dallo stesso condominio in bidoni comuni. In tal caso, l’assemblea può autorizzare l’amministratore a comminare multe fino a 200 euro (800 in caso di recidiva) nei confronti del responsabile. Una soluzione di questo tipo, tuttavia, presuppone l’individuazione del responsabile: non ci deve cioè essere incertezza sulla sua identità. Pertanto, è ben possibile, nel rispetto delle norme sulla privacy, adottare un sistema di videosorveglianza. A tal fine, c’è bisogno di una delibera dell’assemblea di autorizzazione e di un cartello che avvisi i passanti della presenza della telecamera.

  3. Salve. sono alquanto allarmata. Ogni mattina vado a passeggiare con il mio cane così può fare i suoi bisognini. Andiamo molto presto così non c’è traffico e lui appena sveglio deve uscire. Stamattina, passeggiando con il mio cane ho visto un po’ di spazzatura abbandonata nella zona vicino casa mia. A chi devo segnalare la presenza dei rifiuti?

    1. Se per strada (nei boschi o in qualsiasi luogo) dovesse capitarti di vedere rifiuti abbandonati, avresti il dovere (oltre che il diritto) di segnalarlo alle autorità competenti al fine di tutelare l’ambiente e la tua stessa salute. In caso di rifiuti abbandonati il cittadino che li scopre può segnalarne la presenza:
      a voce (con dichiarazione che sarà trascritta dal pubblico ufficiale che la raccoglie);
      per iscritto (a mezzo raccomandata o con denuncia) da presentare alla polizia locale o al sindaco del comune nel quale sono stati rinvenuti i rifiuti.
      Sia la polizia che l’ufficio del sindaco rilasceranno una copia della denuncia con timbro di ricevuta: qualora essi non si adoperassero per rimuovere i rifiuti (se si tratta di rifiuti pericolosi o speciali) si può presentare la denuncia alla procura della repubblica competente (in base al comune in cui è avvenuto il ritrovamento). Affinché la denuncia sia efficace è importante allegare foto o video dei rifiuti rinvenuti ed essere più esaustivi e precisi possibili rispetto alla localizzazione dell’area, alla tipologia della zona, alla qualità e quantità dei rifiuti. In caso di discarica abusiva la situazione è un po’ diversa. La discarica (o centro di raccolta o di smaltimento) è quel luogo in cui stabilmente si svolge il procedimento di smaltimento di rifiuti. Proprio il fatto che lo smaltimento sia continuo e stabile differenzia la discarica dall’abbandono dei rifiuti che avviene in maniera occasionale e discontinua. Anche in questo caso, però, occorre fare una segnalazione come detto in precedenza, facendo ancora più attenzione ai dettagli ed alla relativa descrizione (in particolare dell’area in cui si trova questa discarica e delle zone che sono nella vicinanza, per esempio corsi d’acqua). Ricorda di specificare la tipologia dei rifiuti rinvenuti (carta, plastica, ferro) e la loro condizione (se sono coperti, interrati o esposti alle intemperie). La descrizione dettagliata, infatti, permette di capire subito se la discarica è autorizzata (ma, magari, non rispetta le regole) o se, addirittura, non è autorizzata (situazione ancora più grave).

  4. Il vicino di casa ha la terribile abitudine di sporcare il mio giardino. Sarà che vuole farmi dispetti perché è invidioso del mio praticello inglese tutto bello ordinato. Inomma, a me sta creando un danno. Cosa posso fare?

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