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Assegno circolare: ultime sentenze

8 Ottobre 2019
Assegno circolare: ultime sentenze

Le ultime sentenze su: titoli di credito; pagamento dell’assegno circolare; rifiuto di pagamento della banca; diligenza della banca negoziatrice; malafede del portatore dell’assegno; emissione di assegno circolare su richiesta di persona dichiarata fallita; decorrenza del termine di prescrizione per la restituzione dell’assegno circolare non incassato.

Riscossione assegno circolare oltre il termine

In materia di titoli di credito, l’assegno bancario si distingue nettamente da quello circolare che, invece, costituisce un titolo di credito all’ordine, emesso da un istituto di credito a ciò autorizzato dall’autorità competente, per un importo che sia disponibile presso di esso al momento dell’emissione e pagabile a vista presso tutti i recapiti indicati dall’emittente; ne consegue che, non potendo applicarsi analogicamente le disposizioni dettate, per l’assegno bancario, dagli artt. 32 e 35 del r.d. n. 1736 del 1933, ove l’assegno circolare venga presentato all’incasso oltre il termine previsto dal suddetto art. 32, la banca emittente non può legittimamente rifiutare il pagamento in attesa dell’autorizzazione del richiedente l’emissione del titolo.

(Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza che aveva rigettato la domanda di risarcimento del danno proposta dal beneficiario di alcuni assegni circolari nei confronti della banca emittente, la quale ne aveva rifiutato la liquidazione, in attesa dell’autorizzazione del richiedente, in ragione del fatto che erano stati presentati all’incasso a quasi un anno di distanza dalla loro emissione).

Cassazione civile sez. VI, 30/04/2019, n.11387

Falsificazione di un assegno circolare

In tema di falso in scrittura privata, a seguito dell’abrogazione dell’art. 485 c.p. e della nuova formulazione dell’art. 491 c.p. ad opera del d.lg. 15 gennaio 2016, n. 7, la condotta di falsificazione di un assegno circolare non rientra più tra quelle soggette a sanzione penale, integrando un mero illecito civile, atteso che detto assegno è per sua natura non trasferibile.

Cassazione penale sez. II, 27/03/2019, n.29567

Falsità in scrittura privata

La falsità commessa su un titolo di credito bancario munito della clausola di ‘non trasferibilità’, come nel caso dell’assegno circolare, rientra nella fattispecie di falsità in scrittura privata (art. 485 c.p.), ora depenalizzata, e non nel reato di falsità in testamento olografo, cambiale o titoli di credito (art. 491 c.p.), che invece sanziona la falsità commessa su cambiale o altro titolo di credito trasmissibile per girata o al portatore.

Cassazione penale sez. II, 05/03/2019, n.24165

Pagamento dell’assegno circolare

La banca negoziatrice dell’assegno circolare è tenuta a pagare il soggetto che, nel rispetto delle formalità e delle modalità stabilite dalla legge, sia legittimato a presentare il titolo, tratto su un’altra banca, per ottenerne l’incasso. Tuttavia nell’ambito di questa attività, la banca negoziatrice, deve utilizzare un grado di diligenza tecnica o specifica ai sensi dell’art. 1176, comma 2, c.c., particolarmente elevata, ovvero quella del c.d. “bonus argentarius” o dell’accorto banchiere. Grava infatti, sull’istituto di credito, un obbligo istituzionale e professionale di protezione di tutti i soggetti interessati al buon fine della sottostante operazione, dovendo garantire che il titolo di credito venga introdotto (e circoli) nel circuito bancario nel pieno rispetto delle regole legali che ne disciplinano la circolazione e l’incasso.

Tribunale Napoli sez. II, 22/01/2019, n.786

Emissione di un assegno circolare

In caso di emissione di assegno circolare su richiesta di persona già dichiarata fallita, l’inefficacia di tale atto, al pari di quella degli atti che determinano la successiva circolazione del titolo di credito – se compiuti in pagamento di un credito o di un debito del fallito – può essere dichiarata, ai sensi dell’art. 44 l.fall., nei confronti di tutti i creditori, ma solo a seguito di azione promossa dal curatore fallimentare, trattandosi di inefficacia relativa; in difetto di detta azione del curatore, la banca non può sottrarsi al pagamento dell’assegno circolare, invocando l’inopponibilità alla procedura concorsuale dei trasferimenti per girata del titolo, poichè essa, quando emette un assegno circolare, adempie ad un’obbligazione di provvista nei confronti del richiedente e contestualmente assume, ex artt. 82 e 83 del r.d. n. 1736 del 1933, un’obbligazione cambiaria nei confronti di chiunque risulterà legittimo portatore del titolo.

Cassazione civile sez. I, 12/10/2018, n.25558

Assegno circolare: ha natura di titolo di credito

L’assegno circolare, pur costituendo un mezzo di pagamento, in quanto il creditore non ha normalmente ragione di dubitare della regolarità e dell’autenticità del titolo e non ha un apprezzabile interesse a pretendere l’adempimento in denaro, conserva la natura di titolo di credito, la cui consegna non equivale al pagamento, essendo l’estinzione dell’obbligazione subordinata al buon fine dell’assegno, salvo che risulti una diversa volontà delle parti.

Tribunale Roma sez. XI, 01/08/2018, n.16021

Estinzione del reato e risarcimento del danno

Per il riconoscimento della causa estintiva del reato prevista dall’art. 162 ter c.p. la condotta riparatoria deve comprendere sia la compensazione dell’offesa del reato che il risarcimento del danno patrimoniale e morale.

(Nel caso di specie, si trattava di un’insolvenza fraudolenta per non aver pagato un biglietto di viaggio per l’importo di Euro 315,00 e avendo il difensore inviato euro 500,00 a mezzo di assegno circolare a titolo di risarcimento del danno, è stato ritenuto interamente riparato il danno con la conseguente estinzione del reato).

Corte appello Torino sez. I, 28/03/2018, n.2334

Termine di prescrizione per la restituzione dell’assegno circolare non incassato

Nel caso in cui un assegno circolare non sia stato effettivamente riscosso dal beneficiario, il diritto al rimborso della provvista da parte del richiedente l’emissione del titolo si prescrive nell’ordinario termine decennale, che decorre dal momento in cui esso può essere fatto valere, cioè dalla scadenza del termine di tre anni previsto dall’art. 84 del r.d. n. 1736 del 1933, entro cui si prescrive l’azione del beneficiario dell’assegno contro l’istituto bancario emittente, come è confermato dall’art. 1, comma 345 ter della l. n. 266 del 2005, che prevede il versamento degli assegni circolari non riscossi al Fondo per indennizzare i risparmiatori rimasti vittime di frodi finanziarie, soltanto dopo che sia scaduto il detto termine triennale.

Cassazione civile sez. I, 12/03/2018, n.5889

Assegno emesso dal fallito: può essere recuperato?

In caso di emissione di assegno circolare su richiesta di persona già dichiarata fallita, l’inefficacia di tale atto, al pari di quella degli atti che determinano la successiva circolazione del titolo di credito – se compiuti in pagamento di un credito o di un debito del fallito – può essere dichiarata, ai sensi dell’art. 44 l. fall., nei confronti di tutti i creditori, ma solo a seguito di azione promossa dal curatore fallimentare, trattandosi di inefficacia relativa; in difetto di detta azione del curatore, la banca non può sottrarsi al pagamento dell’assegno circolare, invocando l’inopponibilità alla procedura concorsuale dei trasferimenti per girata del titolo, poichè essa, quando emette un assegno circolare, adempie ad un’obbligazione di provvista nei confronti del richiedente e contestualmente assume, ex artt. 82 e 83 r.d. n. 1736/1933, un’obbligazione cambiaria nei confronti di chiunque risulterà legittimo portatore del titolo, ma solo il primo atto è inefficace e sempre che ricorrano le citate condizioni.

Cassazione civile sez. I, 06/02/2018, n.2821

Collegamento tra il postino e l’illecito incasso dell’assegno

Va assolta dal reato di peculato la portalettere quando dalla distinta di recapito risulta che l’assicurata contenente un assegno circolare è stata consegnata al destinatario, costituendo la consegna circostanza idonea a recidere il collegamento tra la dipendente di Poste Italiane e l’illecito incasso dell’assegno (nella specie l’assegno risulta essere stato incassato dal destinatario inteso come nominativo ma avente dati anagrafici completamente diversi dallo stesso che ha prontamente disconosciuto la firma di “girata” apposta sul titolo).

Tribunale S.Maria Capua V. sez. III, 09/11/2017, n.4640

Attenuante della riparazione del danno: quando si applica?

Ai fini della configurabilità dell’attenuante di cui all’art. 62 n. 6 cod. pen., qualora la persona offesa non abbia accettato il risarcimento, è necessario che l’imputato proceda ad offerta reale dell’indennizzo ai sensi degli artt. 1209 e ss. cod. civ., in modo che la somma sia a completa disposizione della persona offesa e che successivamente il giudice possa valutare l’adeguatezza e la riconducibilità ad una effettiva resipiscenza del reo.

(Nella fattispecie la S.C. ha respinto il ricorso dell’imputato evidenziando che non era stata fornita dalla difesa alcuna prova del fatto che la somma offerta a mezzo assegno circolare e rifiutata dalla parte offesa, fosse successivamente rimasta al di fuori della disponibilità del ricorrente).

Cassazione penale sez. II, 07/11/2017, n.56380

Irregolarità dell’assegno: prova la malafede del portatore?

In tema di circolazione di assegno circolare sussiste la responsabilità della banca, per violazione dell’obbligo di diligenza nella verifica della regolarità del titolo, anche se il prenditore lo abbia acquistato nel ragionevole dubbio o sospetto sulla sua regolare provenienza, non essendo configurabile in tale ipotesi la malafede, solo in presenza della quale l’art. 1994 c.c. consente di opporre al portatore l’acquisto del titolo a non domino.

(Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza di appello che aveva ritenuto provata la malafede del portatore dell’assegno sulla base del mero sospetto in ordine all’origine del titolo, manifestato con richiesta d’informazioni alla banca ed in considerazione del mancato esercizio di azioni giudiziali nei confronti del “tradens”).

Cassazione civile sez. I, 25/10/2017, n.25316


4 Commenti

  1. Salve, vorrei sapere se l’assegno circolare è più sicuro dell’assegno bancario. C’è il rischio di scopertura?

    1. Il rischio di scopertura appena visto per l’assegno bancario è inesistente nel caso di assegno circolare. Ed è proprio questa la principale differenza tra assegno bancario ed assegno circolare. L’assegno circolare, infatti, è un titolo di credito che ha un livello di sicurezza maggiore per il creditore. Vediamo perché. Per maggiori informazioni, leggi il nostro articolo: Qual è la differenza tra assegno bancario e assegno circolare? https://www.laleggepertutti.it/7769_qual-e-la-differenza-tra-assegno-bancario-e-assegno-circolare

  2. Come funziona l’assegno circolare? All’assegno circolare può essere apposta la clausola di non trasferibilità?

    1. Nell’assegno circolare esistono due soggetti che sono:
      l’emittente dell’assegno, vale a dire la banca che si impegna ad effettuare il pagamento all’atto della presentazione dell’assegno;
      il beneficiario, che è il soggetto a cui viene consegnato o inviato l’assegno e che lo presenterà in banca per la riscossione.
      Il beneficiario può anche disporre dell’assegno senza presentarlo alla banca per l’incasso, trasferendolo ad altri attraverso la girata. Tuttavia, anche all’assegno circolare può essere apposta la clausola di non trasferibilità che impedisce la circolazione dell’assegno, così che possa incassarlo solo il beneficiario. In questo caso si parla di assegno circolare non trasferibile.

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