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Prova sms: ultime sentenze

8 Ottobre 2019
Prova sms: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: efficacia probatoria degli sms; processo civile; documento e prova documentale; effetti del disconoscimento; attività di captazione delle comunicazioni; sms fotografato dalla polizia giudiziaria sul display del cellulare; configurabilità del reato di atti persecutori e stalking.

Valore probatorio degli sms nel processo civile

Nel processo civile gli sms e le mail hanno piena efficacia di prova. Per il disconoscimento di queste comunicazioni colui contro il quale esse sono prodotte deve dimostrare, con elementi concreti e in maniera circostanziata ed esplicita, la non rispondenza con la realtà.

A ribadire tale regola è la Cassazione respinge il ricorso di un padre separato “condannato” a pagare la sua quota di retta dell’asilo nido del figlio, sulla base di un sms nel quale aderiva all’iniziativa dell’iscrizione presa dalla madre del bambino. Per la Corte sia gli sms che le mail hanno lo stesso valore di prova che l’articolo 2712 del codice civile attribuisce alle riproduzioni informatiche.

Cassazione civile sez. I, 17/07/2019, n.19155

Sms: può formare piena prova di fatti e cose rappresentate?

Lo “short message service” (“SMS”) contiene la rappresentazione di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti ed è riconducibile nell’ambito dell’art. 2712 c.c., con la conseguenza che forma piena prova dei fatti e delle cose rappresentate se colui contro il quale viene prodotto non ne contesti la conformità ai fatti o alle cose medesime.

Tuttavia, l’eventuale disconoscimento di tale conformità non ha gli stessi effetti di quello della scrittura privata previsto dall’art. 215, comma 2, c.p.c. poiché, mentre, nel secondo caso, in mancanza di richiesta di verificazione e di esito positivo della stessa, la scrittura non può essere utilizzata, nel primo non può escludersi che il giudice possa accertare la rispondenza all’originale anche attraverso altri mezzi di prova, comprese le presunzioni. (Nella specie, veniva in questione il disconoscimento della conformità ad alcuni “SMS” della trascrizione del loro contenuto).

Cassazione civile sez. II, 21/02/2019, n.5141

Sms fotografato sul display del cellulare: è utilizzabile senza il sequestro dell’apparecchio?

In tema di prove, qualora non sia in corso un’attività di captazione delle comunicazioni, il testo di un messaggio sms, fotografato dalla polizia giudiziaria sul display dell’apparecchio cellulare su cui esso è pervenuto, ha natura di documento la cui corrispondenza all’originale è asseverata dalla qualifica soggettiva dell’agente che effettua la riproduzione, ed è, pertanto, utilizzabile anche in assenza del sequestro dell’apparecchio.

Cassazione penale sez. I, 20/02/2019, n.21731

Sms: sono prova dell’adulterio?

In tema di separazione giudiziale dei coniugi, la prova dell’adulterio (nella specie, del marito) ben può fondarsi su messaggi (Sms) estratti dal telefono cellulare dell’uomo, di cui la moglie è entrata in possesso, essendo recessivo, rispetto al diritto di difesa in giudizio, quello alla inviolabilità della corrispondenza.

Tribunale Roma, 17/05/2017

Comunicazioni sms: sono elementi indiziari?

Non è possibile ritenere che le comunicazioni sms siano elementi indiziari tali da far ritenere che la parte attrice abbia soddisfatto l’onere su di essa gravante quanto alla sussistenza del rapporto di mutuo: infatti, l’assoluta incertezza dell’importo impedisce di concludere nel senso che, muovendo da detti sms, emerga un quadro grave, preciso e concordante ai sensi e per gli effetti dell’art. 2729 c.c., essendo, al più, possibile ritenere che il convenuto si sia riconosciuto debitore di un importo ben minore.

Inoltre, essendo stata proposta in via principale una domanda fondata su titolo contrattuale, con pretesa rigettata per non aver la parte attrice fornito prove sufficienti ai fini dell’accoglimento di tale domanda, ne consegue l’inammissibilità dell’azione generale di arricchimento ex art. 2041 c.c. e ciò per il carattere sussidiario di essa previsto dall’art. 2042 c.c.

Tribunale Monza sez. II, 17/12/2015, n.3111

Stalking e messaggi sms di minaccia

Ai fini della configurabilità del reato di atti persecutori, non è necessario che la vittima prospetti espressamente e descriva con esattezza uno o più degli eventi alternativi del delitto, potendo la prova di essi desumersi dal complesso degli elementi fattuali altrimenti acquisiti e dalla condotta stessa dell’agente.

(Fattispecie in cui la S.C. ha ritenuto irrilevante il fatto che la persona offesa non avesse riferito espressamente di essere impaurita, alla luce dei certificati medici delle lesioni subite, delle annotazioni di polizia giudiziaria sul suo stato di esasperazione e spavento, e dei messaggi sms di minaccia.)

Cassazione penale sez. V, 06/10/2015, n.47195

Prova nel processo penale: intercettazioni di conversazioni o comunicazioni

In materia di distruzione delle registrazioni delle conversazioni telefoniche intercettate e ritenute irrilevanti ai fini del procedimento, richiesta dall’interessato a tutela della propria riservatezza, è di norma necessario, prima di decidere sull’istanza, che sia esaurita la procedura prevista dall’art. 268 c.p.p., con il deposito degli atti e l’ascolto dei contenuti delle conversazioni funzionale alla relativa trascrizione.

Ciò però non esclude che si possa provvedere anche prima, sempre nel contraddittorio delle parti, allorquando la richiesta di distruzione riguardo il contenuto di sms, che non si ascoltano ma si leggono, e il cui contenuto sia integralmente riportato nei verbali delle operazioni delle intercettazioni.

Cassazione penale sez. VI, 09/07/2014, n.39938

Invio di un sms lesivo e prova della diffamazione

In tema di delitti contro l’onore, l’elemento psicologico della diffamazione consiste non solo nella consapevolezza di pronunziare o di scrivere una frase lesiva dell’altrui reputazione, ma anche nella volontà che la frase denigratoria sia conosciuta da più persone, essendo pertanto necessario che l’autore della diffamazione comunichi con almeno due persone ovvero con una sola persona, ma con modalità tali che detta notizia venga sicuramente a conoscenza di altri, evento che egli deve rappresentarsi e volere (cassata la sentenza di condanna emessa nei confronti di una madre che aveva inviato un sms lesivo alla figlia, atteso che mancava la prova che l’sms avesse come destinatari soggetti terzi e diversi dalla figlia, dal momento che la divulgazione del contenuto denigratorio ad altre persone era stata posta in essere direttamente e consapevolmente dalla figlia).

Cassazione penale sez. V, 15/04/2014, n.22853

Stalking: esibizione di lettere ed sms

Anche se non è necessario, ai fini dell’ammonimento, che si sia raggiunta la prova della condotta in questione, essendo sufficiente fare riferimento ad elementi dai quali è possibile desumere un comportamento persecutorio o gravemente minaccioso che ha ingenerato nella vittima un forte stato di ansia e di paura, è indubbio che per la formazione di un prudente convincimento circa la fondatezza dell’istanza il questore non potrà limitarsi a raccogliere l’esposizione dei fatti da parte della presunta vittima, senza cercare un riscontro agli stessi.

(Nella fattispecie, il provvedimento richiama solamente la prospettazione dei fatti dell’istante, richiamandosi genericamente ad accertamenti eseguiti dalla Questura, senza peraltro fornire elementi sulla cui base si possano individuare, mentre la mancata richiesta di esibire lettere ed sms, pretesamente ricevuti in numero cospicuo e persecutorio, la mancata audizione dell’ammonendo e delle persone informate dei fatti – che quest’ultimo indicava nelle proprie memorie -, evidenziano la deficitaria attività istruttoria espletata al fine di verificare l’attendibilità delle dichiarazioni rese dalla denunciante).

T.A.R. Bolzano, (Trentino-Alto Adige) sez. I, 11/03/2013, n.87


5 Commenti

  1. Buongiorno redazione della legge per tutti. ho un dubbio relativo all’uso dell’sms come prova in un processo. poi, che fine fa il cellulare?

  2. Temo che mia moglie abbia un amante… sto cefcando di studiare tutte le sue mosse e verificare i suoi accessi su whatsapp. ultimamente è molto sfuggente e temo che abbia un altro. non ha amai tempo per chiamarmi, inviarmi sms, ma alla fine la trovo sempre online… vorrei spiare il suo cellulare, ma lei lo porta sempre con se. Mettiamo che lei lo lascia incustodito… ed io magari dovessi trovare un messaggio ambiguo o magari esplicito. lo so, posso apparire molto geloso e un po’ insicuro, ma non so che fare, non capisco il suo atteggiamento e lei dice che è tutto a posto… ho una domanda da farvi. l’sms può essere usato come prova di tradimento?

    1. E’ copiosa la giurisprudenza che ha affrontato il problema del tradimento dimostrabile tramite un sms hot ricevuto dall’amante. Il punto, però, è se il coniuge sia legittimato a “sbirciare” nell’altrui cellulare per poter provare di essere stato tradito. Secondo il tribunale di Roma, nella causa di separazione, il coniuge può produrre gli sms presi dal cellulare dell’altro facendo scattare l’addebito per infedeltà. Più compromettenti di Facebook, ci sono, quindi, i messaggini acquisiti dallo smartphone lasciato incustodito, utilizzabili come prova del tradimento. La spiegazione è abbastanza semplice: il vincolo del matrimonio implica un affievolimento della sfera di privacy, imposto dalla condivisione di spazi, e quindi sarebbe tutt’altro che illecito andare a frugare nella corrispondenza altrui. O, almeno, sul cellulare. La creazione di un ambito comune di convivenza determina un’implicita manifestazione di consenso alla conoscenza di dati e comunicazione di natura anche personale. Insomma: non può ritenersi illecita la scoperta casuale della relazione extraconiugale tramite gli sms del telefonino lasciato per casa. A sposare la stessa interpretazione era stata, un anno prima, la Corte di Appello di Trento secondo cui la prova del tradimento può essere data tramite la scoperta, sul cellulare, degli sms dell’amante. Ma come far entrare questa prova nel processo? È necessario acquisire il telefonino o bisogna provvedere alle trascrizioni? Nulla di tutto ciò: a riportare il testo del messaggio può essere chi lo legge, tramite la prova testimoniale. Facciamo un esempio. Mario scopre l’sms dell’amante della moglie sul telefono di questa. Fa vedere il cellulare incriminato a un suo parente che in quel momento è accanto a lui e quest’ultimo poi deporrà come testimone. Interessante è anche una sentenza del tribunale di Torino secondo cui è possibile produrre in giudizio i messaggi telefonici e quelli di posta elettronica anche se ottenuti in violazione delle norme di legge sulla privacy. Questo, in pratica, significa che chi, per esempio, entrando nell’altrui casella di posta elettronica o clonando/intercettando l’account WhatsApp sia riuscito a intercettare una conversazione, può portare tali prove sul banco del giudice per far valere un proprio diritto. Potrebbe essere, per esempio, un atto di infedeltà del dipendente verso il datore di lavoro, o un tradimento coniugale. Secondo la pronuncia, il Codice di procedura civile non contiene alcuna norma che vieti l’utilizzo di prove acquisite in modo illecito, ossia commettendo un reato contro l’altrui privacy. Al massimo, il singolo giudice, chiamato a decidere del singolo caso, dovrà valutare, di volta in volta, il bilanciamento tra i due interessi in conflitto: quello della riservatezza e quello del diritto alla difesa.

  3. Come si utilizzano gli sms nel processo penale? Come funziona il meccanismo per acquisire le prove? Mi spiegate per favore?

    1. C’è da dire che esiste una notevole differenza tra il processo civile e quello penale. In quest’ultimo c’è maggiore elasticità per quanto riguarda le prove. In particolare, il Codice di procedura penale [Art. 234 cod. proc. pen. https://www.laleggepertutti.it/codice-proc-penale/art-234-cod-proc-penale-prova-documentale ] consente l’acquisizione di scritti o di altri documenti che rappresentano fatti, persone o cose mediante la fotografia, la cinematografia, la fonografia o qualsiasi altro mezzo.

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