Salute e benessere | Articoli

Dieta chetogenica: pro e contro

25 Ottobre 2019 | Autore: Federica Guzzi
Dieta chetogenica: pro e contro

Cos’è la dieta chetogenica? Quali sono le differenze rispetto alla dieta mediterranea? Come si fa? Quali sono i pro e i contro? In quali casi è indicata e in quali no? Per scoprirlo prosegui nella lettura.

Al termine dell’estate, ci si ritrova immancabilmente con qualche chilo di troppo addosso. Colpa dei gelati, delle serate “ad alto tasso alcolico”, degli aperitivi in spiaggia o dei cornetti caldi a colazione. Ora più che mai, si sente il bisogno di correre ai ripari. Così settembre diventa il mese dell’assalto alle palestre e a tutto ciò che può far perdere peso nel minor tempo possibile. Integratori, barrette che si sostituiscono ai pasti principali, erbe “miracolose” in grado di far perdere un chilo al giorno, guaine modellanti e chi più ne ha più ne metta.

Come se non bastasse, molti ricorrono alle diete “fai da te”, magari trovate su internet, che promettono di ottenere ottimi risultati in pochissime settimane. In questi casi, è bene mantenere la calma e non farsi prendere dal panico. Bisogna sì adoperarsi per dimagrire, ma occorre farlo con intelligenza e soprattutto “in sicurezza”: il rischio di incorrere in gravi pericoli per la salute, purtroppo, è sempre dietro l’angolo.

Tra le varie diete del momento, la più gettonata è sicuramente quella che, durante i 21 giorni di trattamento, prevede un dimagrimento rapido mediante l’eliminazione di zuccheri e carboidrati: la dieta chetogenica. Ma attenzione, questa dieta non è priva di rischi e controindicazioni. Se vuoi saperne di più, capire come funziona, quali sono i suoi pro e contro, scoprire chi può farla e chi invece no, continua a leggere il mio articolo.

Cos’è la dieta chetogenica?

La dieta chetogenica è una dieta che induce nell’organismo la formazione di sostanze acide definite “corpi chetonici” (da cui il nome) come il beta-idrossibutirrato, l’acido acetacetico e l’acetone. La produzione di corpi chetonici avviene quando si assume una quantità molto bassa o nulla di zuccheri: ad esempio, in caso di digiuno o di dieta molto ricca di grassi.

Il corpo umano è previdente: sa bene che la sua sopravvivenza dipende dalla capacità di ricavare energia. Così quando viene a mancare il glucosio, che è la fonte principale di energia per l’intero organismo e ancor di più per il cervello, il corpo inizia ad utilizzare come “combustibile” i corpi chetonici (prodotti dal fegato).

ll principio del meccanismo della dieta chetogenica è proprio questo: limitare la disponibilità di carboidrati per costringere il nostro corpo ad utilizzare grassi e chetoni.

Molti organi e tessuti riescono a “cibarsi” dei grassi contenuti nell’organismo; il cervello, però, non ci riesce, così utilizza i corpi chetonici per sopperire al suo fabbisogno energetico.

Per tale motivo, il processo di chetosi diventa una forma di adattamento messa in atto dal corpo umano per garantire al cervello il nutrimento necessario quando i carboidrati non sono disponibili.

Differenze tra dieta mediterranea e dieta chetogenica

Medici e nutrizionisti consigliano sempre di variare ed alternare la scelta dei cibi in modo tale da garantirsi una dieta completa ed equilibrata nell’apporto dei vari nutrienti (proteine, grassi e carboidrati). Nella dieta mediterranea, ad esempio, i grassi rappresentano una percentuale non superiore al 30% e gli zuccheri il 50-60% dell’energia il che si traduce mediamente in un apporto minimo di 200 grammi di zuccheri al giorno.

Durante la dieta chetogenica, alcuni alimenti possono essere consumati con maggiore frequenza, altri invece devono essere ridotti o eliminati del tutto.

Per non creare confusione, gli alimenti sono stati inseriti in cinque gruppi alimentari:

  • gruppo 1: pane, pasta, riso, avena, orzo, farro e patate;
  • gruppo 2: frutta, ortaggi e legumi freschi;
  • gruppo 3: latte, yogurt, latticini e formaggi;
  • gruppo 4: carne, pesce, uova e legumi secchi;
  • gruppo 5: grassi da condimento (di origine vegetale e animale).

Una corretta dieta mediterranea prevede che i cibi ad essere consumati in maggior quantità siano quelli del primo gruppo, poi quelli del secondo e via discorrendo, fino ad arrivare agli alimenti del quinto gruppo che dovrebbero essere invece consumati con minor frequenza.

Al contrario, la dieta chetogenica è una dieta terapeutica e, pertanto, non valgono le regole su cui si basa la dieta equilibrata che segue il modello alimentare mediterraneo. Nella dieta chetogenica, i grassi rappresentano l’87-90% delle calorie e gli zuccheri meno del 5%, per cui il contenuto è ridotto fino ad un minimo di 10 grammi al giorno.

Questo non deve spaventare perché l’organismo si può adattare ad una dieta povera di carboidrati, ma occorre tenere presente che quest’ultima va sempre impostata e controllata dal nutrizionista e dal dietologo.

La dieta chetogenica si può seguire per un massimo di 21 giorni. Al termine, viene solitamente prescritta una “dieta di transizione” dalla durata di 10 giorni circa durante i quali vengono gradualmente reintrodotti zuccheri e carboidrati.

Caratteristiche della dieta chetogenica

Nella dieta chetogenica la rappresentatività dei vari gruppi alimentari cambia: i gruppi 1 e 5 sono quelli maggiormente chiamati in causa proprio per il “ribaltamento” in quantità e qualità dei nutrienti.

Vediamo, dunque, cosa succede per ogni gruppo alimentare.

Alimenti del gruppo 1

Tra gli alimenti del gruppo 1 ci sono: riso, pasta, pane, prodotti da forno, grissini, fette biscottate, crackers, biscotti, brioches, pizza, farina, semolino, polenta, mais, avena, cereali soffiati e patate.

Questi alimenti costituiscono per l’uomo la più importante fonte di carboidrati (quindi di energia) e allo stesso tempo di vitamine del complesso B. Nella versione integrale risultano ricchi in fibre. Essendo questi alimenti ricchi di zuccheri, ne consegue che durante tutto il periodo di trattamento, dovranno essere ridotti al minimo o eliminati del tutto.

Recentemente, sono stati messi in commercio prodotti a ridotto tenore di carboidrati utilizzati soprattutto per coadiuvare il dimagrimento. È bene però ricordare che l’elevato contenuto di proteine di tali prodotti comporta un basso rapporto chetogenico: quindi l’utilizzo al di fuori di un programma dietetico controllato può compromettere il mantenimento di un livello ottimale di chetosi e azzerare il processo.

Alimenti del gruppo 2

Tra gli alimenti del gruppo 2 vi sono: frutta, ortaggi e legumi freschi.

Questi alimenti sono fonte di fibre, di vitamina C (agrumi, fragole, kiwi), di sali minerali, di sostanze antiossidanti e acqua. Durante la dieta chetogenica, l’assunzione di questi cibi viene drasticamente ridotta, soprattutto per quanto riguarda la frutta, più zuccherina rispetto alla verdura. Anche i legumi vengono eliminati poiché molto ricchi in amido e proteine. Per compensare la scarsa assunzione di vitamine e fibre alimentari, medici e nutrizionisti sono soliti prescrivere integratori per non incorrere in effetti collaterali quali ad esempio crampi muscolari (soprattutto ai polpacci).

Alimenti del gruppo 3

Tra gli alimenti del gruppo 3: latte, yogurt, latticini e i formaggi.

Il compito principale di questi alimenti è soprattutto quello di fornire calcio in forma altamente biodisponibile, ovvero rapidamente assorbibile dall’organismo. Gli alimenti di questo gruppo contengono inoltre proteine di ottima qualità biologica, vitamine (soprattutto B, D e A ) e grassi di origine animale.

Nella dieta chetogenica questo gruppo è molto ben rappresentato soprattutto dai formaggi più grassi.

Alimenti del gruppo 4

Tra gli alimenti del gruppo 4: carne, pesce, uova e legumi secchi.

La funzione principale di questo gruppo è quella di fornire proteine, vitamine del complesso B ed oligoelementi. Troveremo quindi sia la carne che il pesce fresco e molto spesso i salumi che hanno la caratteristica di essere maggiormente ricchi in grasso quindi particolarmente adatti a questa dieta. I legumi secchi invece sono esclusi durante la dieta chetogenica poiché ricchi di carboidrati.

Alimenti del gruppo 5

Tra gli alimenti del gruppo 5 ci sono i grassi da condimento.

Giocano un ruolo fondamentale perché fonte di energia, acidi grassi essenziali e vitamine liposolubili utili nel favorire l’assorbimento dei nutrienti. Un ulteriore aspetto importante da non trascurare è che i grassi contribuiscono ad esaltare la palatabilità e la componente aromatica dei cibi.

Si suddividono in grassi di origine vegetale (in particolare l’olio extravergine d’oliva) e di origine animale (come burro, panna, lardo, strutto, ecc). Nell’elaborazione della dieta chetogenica si cerca, ove possibile, di privilegiare i grassi di origine vegetale.

Nella dieta chetogenica, si consumeranno, quindi, in maggior quantità gli alimenti del gruppo 5, fino ad arrivare a quelli del gruppo 2 che andranno invece assunti con più parsimonia.

Gli alimenti del gruppo 1 saranno, invece, eliminati del tutto.

I pro

Se l’obiettivo è quello di perdere peso, magari in poco tempo, la dieta chetogenica si rivela essere davvero efficace. In assenza di zuccheri, infatti, l’organismo è obbligato a spendere più calorie per convertire grassi e proteine in glucosio (il nostro carburante).

Allo stesso tempo, grazie ad un equilibrato apporto di proteine, grassi e fibre, viene stimolata la secrezione di ormoni adibiti allo smaltimento dei grassi e alla riduzione del “senso di fame”.

Tuttavia, la perdita di peso iniziale è dovuta solo al consumo delle scorte di glucosio dell’organismo (il glicogeno) e alla perdita di acqua.

Infatti, affinché le riserve di grasso possano essere intaccate e successivamente smaltite dovranno passare alcuni giorni dall’inizio della dieta: solo in seguito si avrà il dimagrimento vero e proprio.

Ecco perché è necessario evitare di concedersi strappi alla regola: ogni qualvolta si assumono, anche inconsapevolmente, zuccheri o alimenti del primo gruppo, il processo riparte da zero, vanificando tutti i sacrifici fatti.

I contro

Eliminare completamente carboidrati e zuccheri (glucosio) dalla dieta ha notevoli controindicazioni.

Il glucosio è, infatti, indispensabile per la sopravvivenza dell’organismo, perché è l’unica possibile fonte di energia per il sistema nervoso centrale e per il funzionamento dei globuli rossi.

Il nostro organismo, però, è progettato per adattarsi anche alle eventuali “situazioni di carestia”. Il risultato è che in assenza di zuccheri, le cellule iniziano ad ottimizzare la loro capacità di utilizzare, come fonte di energia, i grassi al posto del glucosio.

Questo meccanismo porta alla formazione dei corpi chetonici, che possono essere considerati scorie tossiche.

Le piccole quantità di queste molecole che vengono prodotte durante il normale metabolismo sono smaltite da reni e polmoni, ma in caso di carenza estrema di glucosio i corpi chetonici si accumulano nel sangue, portando a una diminuzione del suo pH che, se troppo elevata, può indurre coma e morte.

La mancanza di glucosio stimola anche la degradazione delle proteine per ottenere energia, con conseguente sovraccarico di lavoro per il fegato e i reni.

Di conseguenza, un ricorso prolungato alla dieta chetogenica aumenta anche il rischio di uremia (presenza di sangue nelle urine) e di problemi renali.

Altri rischi molto comuni sono:

  • la disidratazione;
  • la perdita di elettroliti (minerali che si trovano nei liquidi del corpo necessari per la salute dell’organismo);
  • carenza di fibre, calcio e vitamine;
  • la gotta (malattia del metabolismo caratterizzata da frequenti attacchi di artrite infiammatoria acuta).

Inoltre, se alla dieta chetogenica si abbina l’attività fisica, i pericoli sono ancora maggiori: il movimento aumenta il fabbisogno di glucosio e, quindi, stimola la produzione dei corpi chetonici.

Quando è indicata la dieta chetogenica

La dieta chetogenica viene consigliata alle persone che hanno difficoltà a perdere peso ma è anche indicata come trattamento alternativo a quello farmacologico in pazienti epilettici e in persone affette da malattie neurodegenerative.

La dieta chetogenica infatti, grazie alla sua fisiologica azione a livello del sistema nervoso centrale, può essere considerata alla stregua di un farmaco.

Questo tipo di dieta trova largo impiego anche nei casi gravi di obesità o di obesità refrattaria, ad esempio nei pazienti che devono perdere velocemente peso per sottoporsi ad un intervento chirurgico oppure per prepararsi alla chirurgia bariatrica. Una moderata chetosi può offrire vantaggi anche in caso di diabete di tipo 2, sindrome metabolica e fegato grasso.

Quando è controindicata la dieta chetogenica

La dieta chetogenica è controindicata nelle donne in gravidanza e allattamento, nelle persone che soffrono di insufficienza epatica, cardiaca o renale, nei giovani malati di diabete di tipo 1, nei soggetti con disturbi psichici e comportamentali (anoressia, abuso di alcol e droghe), e in chi ha avuto da poco un infarto.


Di Federica Guzzi


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA