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Scadenza contratto a termine, devo dare le dimissioni?

26 Settembre 2019 | Autore:
Scadenza contratto a termine, devo dare le dimissioni?

Il rinnovo del contratto a termine è automatico, oppure il rapporto di lavoro cessa alla scadenza senza necessità di licenziamento o dimissioni?

La disciplina del contratto a tempo determinato è stata modificata di recente, con l’entrata in vigore del decreto Dignità. In particolare, sono state previste una durata massima di 24 mesi e una causale obbligatoria, per i contratti superiori a 12 mesi e per ogni rinnovo contrattuale; sono inoltre previsti un massimo di 4 proroghe ed il pagamento di contributi previdenziali aggiuntivi.

Ma il rinnovo e la proroga del contratto a termine sono automatici? È necessario rassegnare le dimissioni, per il lavoratore che non intende proseguire nel rapporto, o licenziare, se a voler cessare il contratto è il datore di lavoro?

In altre parole, ti stai chiedendo: per la scadenza contratto a termine, devo dare le dimissioni?

Devi sapere che le recenti modifiche alla disciplina del contratto a termine non hanno cambiato la natura di questo particolare rapporto: si tratta di un rapporto di lavoro subordinato (dipendente) a tutti gli effetti, per il quale però è previsto un termine, cioè una scadenza.

Per il contratto a tempo indeterminato, invece, non è prevista una data di cessazione predefinita. Ma procediamo con ordine.

Come funziona il contratto a termine’

Il contratto a termine, o a tempo determinato, è un contratto di lavoro subordinato per il quale è stabilita una data di cessazione: questa data può essere prorogata, in base alla nuova disciplina, per un massimo di 4 volte.

Il contratto a termine può essere inoltre rinnovato: parliamo di rinnovo quando si attiva un nuovo contratto a tempo determinato, in riferimento a un dipendente che in precedenza è già stato inserito a termine; tra un rinnovo e l’altro deve essere previsto un periodo di pausa, pari a 10 o 20 giorni a seconda della durata del rapporto precedente, superiore o inferiore ai 6 mesi. La proroga, invece, consiste in una modifica della data iniziale di scadenza dello stesso contratto.

È obbligatorio indicare una causale se il contratto dura più di 12 mesi, per ogni rinnovo del contratto, o per le proroghe, se comportano il superamento della durata di 12 mesi del contratto.

Le causali possono consistere in:

  • ragioni temporanee ed oggettive, estranee all’ordinaria attività del datore di lavoro; tra queste rientra la necessità di sostituire un lavoratore;
  • ragioni connesse ad incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell’attività ordinaria.

In ogni caso, la durata complessiva dei rapporti a termine con la stessa azienda, rinnovi compresi, non può essere superiore a 24 mesi.

Il contratto a termine può proseguire di fatto:

  • per 30 giorni (se il contratto ha una durata inferiore a 6 mesi);
  • per 50 giorni (se il contratto ha una durata maggiore di 6 mesi).

In queste ipotesi, il lavoratore ha diritto a una maggiorazione della retribuzione per ogni giorno di continuazione del rapporto, pari al 20%, fino al decimo giorno successivo, ed al 40% per ciascun giorno ulteriore.

Il rinnovo del contratto a termine è automatico?

Né le proroghe, né i rinnovi del contratto a termine sono automatici, ma occorre un accordo tra il datore di lavoro ed il dipendente. Non è dunque vero che, se il datore di lavoro decide di prorogare il contratto o di rinnovarlo, il dipendente sia obbligato ad accettarlo, e non è vero nemmeno il contrario, cioè che il datore di lavoro sia obbligato a confermare il dipendente mediante proroga e rinnovo.

Alla scadenza del contratto a termine devo licenziare il dipendente?

Alla data di scadenza del contratto a tempo determinato, se manca un apposito accordo relativo a una proroga o un rinnovo, il rapporto di lavoro cessa.

Non è quindi necessario, per il datore di lavoro, intimare il licenziamento, né fornire il preavviso, né comunicare la cessazione ai servizi per l’impiego tramite modello Unilav. La data di cessazione, infatti, è già comunicata tramite modello Unilav al momento dell’assunzione, o dell’eventuale proroga del contratto.

È invece necessario intimare il licenziamento per giusta causa se si vuole cessare il contratto anticipatamente, prima della scadenza, oppure firmare una risoluzione consensuale (la risoluzione consensuale deve essere comunicata anche telematicamente).

Alla scadenza del contratto a termine devo rassegnare le dimissioni?

Come abbiamo osservato, il rapporto di lavoro a tempo determinato termina automaticamente alla scadenza: non è pertanto necessario, per il lavoratore, rassegnare le dimissioni o fornire il preavviso.

È, invece, necessario rassegnare le dimissioni, o firmare una risoluzione consensuale, se si vuole cessare prima della scadenza. Sia le dimissioni che la risoluzione consensuale devono essere comunicate telematicamente, attraverso il portale Clic Lavoro.



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2 Commenti

  1. mi hanno messo in conto il mancato preavviso o come risarcimento una mensilità lorda per i mesi che mancavano al 31 dicembre 2020 come risarcimento danni .
    e’ legale ?

    1. premetto che avevo chiesto il permesso al proprietario dell’azienda che aveva detto di si verbalmente .
      eravamo amici e mi sono fidato della sua parola.
      ora lo stipendio di gennaio non mi verra’ piu’ corrisposto ed inoltre l’azienda per cui dovevo andare a lavorare si e’ tirata indietro nei termini del contratto a tempo indeterminato .
      risultato mi hanno fatto licenziare , non mi hanno confermato l’assunzione dopo pochi giorni e non avro’ il mio stipendio…
      e’ legale ?

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