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Guida senza cintura: ultime sentenze

26 Settembre 2019
Guida senza cintura: ultime sentenze

La multa è contestabile solo con querela di falso: non è possibile contrastare le dichiarazioni del vigile con la semplice opposizione al verbale.

Mancato uso della cintura di sicurezza: querela di falso

L’indicazione nel verbale del mancato uso della cintura di sicurezza da parte del trasgressore in quanto oggetto di constatazione visiva del pubblico ufficiale accertatore deve ritenersi assistita da fede privilegiata fino alla querela di falso ex art. 2700 poiché solo al giudizio di falso è riservata la proposizione e l’esame di ogni questione concernente l’alterazione nel verbale, pur se involontaria o dovuta a cause accidentali della realtà degli accadimenti e dell’effettivo svolgersi dei fatti.

Corte di cassazione, sezione II, ordinanza 16 settembre 2019 n. 22991

Il verbale di accertamento dei vigili per mancato uso della cintura di sicurezza fa piena prova

Quando il veicolo è in fila nel traffico, anche se momentaneamente in arresto, il conducente deve comunque aver indossato le cinture. La condizione di stasi, o di moto, del veicolo, in quanto necessariamente presupposta dalla contestazione relativa al mancato uso della cintura di sicurezza, costituisce oggetto diretto dell’accertamento eseguito dai verbalizzanti, e quindi non può essere posta in discussione se non attraverso la querela di falso.

Corte di Cassazione, sezione II, ordinanza 31 luglio 2018 n. 20230

Nel giudizio di opposizione ad ordinanza ingiunzione relativo al pagamento di una sanzione amministrativa è ammessa la contestazione e la prova unicamente delle circostanze di fatto della violazione che non sono attestate nel verbale di accertamento come avvenute alla presenza del pubblico ufficiale o rispetto alle quali l’atto non è suscettibile di fede privilegiata per una sua irrisolvibile contraddittorietà oggettiva, mentre è riservata al giudizio di querela di falso, nel quale non sussistono limiti di prova e che è diretto anche a verificare la correttezza dell’operato del pubblico ufficiale, la proposizione e l’esame di ogni questione concernente l’alterazione nel verbale, pur se involontaria o dovuta a cause accidentali, della realtà degli accadimenti e dell’effettivo svolgersi dei fatti. (Nella fattispecie, la Corte ha ritenuto assistita da fede privilegiata l’indicazione nel verbale del mancato uso della cintura di sicurezza da parte del trasgressore, in quanto oggetto diretto della constatazione visiva del pubblico ufficiale accertatore).

Corte di Cassazione, Sezioni Unite, sentenza 24 luglio 2009 n. 17355

In tema di sanzioni amministrative, il verbale di accertamento dell’infrazione fa piena prova, fino a querela di falso, con riguardo ai fatti attestati dal pubblico ufficiale come avvenuti in sua presenza e conosciuti senza alcun margine di apprezzamento, oppure da lui compiuti, nonché riguardo alla provenienza del documento dallo stesso pubblico ufficiale ed alle dichiarazioni delle parti. Non può essere, invece, attribuita la fede privilegiata né ai giudizi valutativi, né alla menzione di quelle circostanze relative ai fatti avvenuti in presenza del pubblico ufficiale che possono risolversi in suoi apprezzamenti personali, perché mediati dall’occasionale percezione sensoriale di accadimenti che si svolgono così repentinamente da non potersi verificare e controllare secondo un metro obiettivo (In applicazione del principio la S.C. ha ritenuto potersi attribuire pieno valore probatorio al verbale con cui gli agenti della polizia municipale avevano attestato che il conducente l’autovettura, al momento dell’ordine di fermata, non indossava la cintura di sicurezza, non potendosi ritenere che tale forma di constatazione fosse qualificabile come una mera sensazione)

Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 27 ottobre 2008 n. 25842

Riduzione del risarcimento assicurazione per vittima di incidente che non indossava le cinture di sicurezza 

In materia di responsabilità da sinistri derivanti dalla circolazione stradale, la ricostruzione delle modalità del fatto generatore del danno, la valutazione della condotta dei singoli soggetti che vi sono coinvolti, l’accertamento e la graduazione della colpa, l’esistenza o l’esclusione del rapporto di causalità tra i comportamenti dei singoli soggetti e l’evento dannoso, integrano altrettanti giudizi di merito, come tali sottratti al sindacato di legittimità se il ragionamento posto a base delle conclusioni sia caratterizzato da completezza, correttezza e coerenza dal punto di vista logico -giuridico (confermata la decisione dei giudici del merito che avevano diminuito del 30% il risarcimento spettante alla vittima di un sinistro, atteso che al momento dell’impatto non indossava la cintura di sicurezza).

Cassazione civile sez. VI, 27/08/2019, n.21747

In materia di responsabilità civile, in caso di mancata adozione delle cinture di sicurezza da parte di un passeggero, poi deceduto, di un veicolo coinvolto in un incidente stradale, verificandosi un’ipotesi di cooperazione nel fatto colposo, cioè di cooperazione nell’azione produttiva dell’evento, è legittima la riduzione proporzionale del risarcimento del danno in favore dei congiunti della vittima.

Cassazione civile sez. III, 27/03/2019, n.8443

L’omesso uso delle cinture di sicurezza del trasportato non è causa esclusiva del danno, ma concorrente alla condotta colposa nella conduzione del veicolo. Di detta concausa ne risponde, oltre al trasportato, nuovamente il conducente.

Cassazione civile sez. III, 30/01/2019, n.2531

Il conducente è responsabile dell’utilizzo delle cinture di sicurezza da parte del passeggero

La causazione del danno derivante da mancato utilizzo delle cinture di sicurezza è imputabile sia al conducente del veicolo che al passeggero che non le indossa, posto che il conducente è responsabile del loro utilizzo anche da parte del passeggero.

Cassazione civile sez. III, 30/01/2019, n.2531

Guida senza cintura di sicurezza: ricorso rigettato se non è dimostrata una patologia

In tema di violazione alle norme sulla circolazione stradale, qualora il conducente, trovato alla guida dalla Polizia municipale senza cintura di sicurezza allacciata, non faccia alcun riferimento alla specifica patologia (che potrebbe giustificare la guida senza cintura di sicurezza) durante la redazione del verbale, viola l’art. 172, commi 1 e 10 c.d.s..

Cassazione civile sez. VI, 04/12/2018, n.31264

Addetti alla vigilanza e esenzione dall’obbligo di indossare le cinture di sicurezza

Qualora non sia sufficientemente provata l’esistenza del caso fortuito, ai sensi dell’art. 141 C.d.A. il danno subito dal terzo trasportato è risarcito dall’impresa di assicurazione del veicolo sul quale era a bordo al momento del sinistro. In ogni caso, l’art. 172 del d.lg. n. 209 del 2005 integra una disposizione di ordine speciale tesa a regolare una specifica attività lavorativa “pericolosa” in ordine al rispetto dell’obbligo di indossare le cinture di sicurezza in una logica di bilanciamento con evidenti interessi di altra natura, come il consentire una più pronta reazione degli addetti alla vigilanza anche nel loro stesso interesse nel caso di attacchi al furgone o al mezzo vigilato. Tale normativa, pertanto, prevale sull’obbligo generale di cui all’art. 2087 c.c.

Tribunale Verona sez. I, 29/05/2018, n.1226

Omicidio colposo da sinistro stradale: il non uso da parte della vittima della cintura di sicurezza non esclude il nesso di causalità tra condotta del conducente ed evento

In tema di omicidio colposo conseguente a sinistro stradale, il mancato uso, da parte della vittima, della cintura di sicurezza non vale di per sé a escludere il nesso di causalità tra la condotta del conducente di un’autovettura – che, violando ogni regola di prudenza e la specifica norma del rispetto dei limiti di velocità, abbia reso inevitabile l’impatto con altra autovettura sulla quale viaggiava la vittima – e l’evento, non potendo considerarsi abnorme né del tutto imprevedibile il mancato uso delle cinture di sicurezza. (Nella specie, è stato dichiarato inammissibile il ricorso dell’imputato, sul rilievo che risultava accertata la “causalità della colpa”, intesa come introduzione, da parte del soggetto agente, del fattore di rischio poi concretizzatosi con l’evento, essendosi ricondotto l’incidente alla velocità eccessiva tenuta dall’imputato che gli aveva impedito di controllare il veicolo e di evitare l’impatto con quello guidato dalla vittima; mentre, in questa prospettiva, al comportamento colposo di quest’ultima – per il mancato allaccio delle cinture di sicurezza – non poteva attribuirsi carattere eccezionale e imprevedibile, in ossequio al principio secondo il quale l’utente della strada è responsabile anche del comportamento imprudente altrui purché questo rientri nel limite della prevedibilità).

Cassazione penale sez. IV, 26/04/2018, n.24379



9 Commenti

  1. Ma dopo tutti gli incidenti mortali che si vedono in giro, c’è ancora chi guida senza cintura di sicurezza? Ad un mio amico la cintura ha salvato la vita, a seguito di un incidente. Mentre un altro ragazzo che conoscevo, avrebbe potuto salvarsi se solo l’avesse usata, a seguito di un incidente dovuto ad un colpo di sonno alla guida. Non si scherza quando ci si mette al volante! Guidate responsabilmente, per la vostra salvezza e per quella altrui. E soprattutto, quando qualcuno viene nella vostra macchina, ricordategli di allacciarsi le cinture!

  2. Quante storie di tragiche morti dobbiamo sentire ancora affinché i conducenti indossino le cinture di sicurezza? La prima cosa che bisogna fare dopo essersi seduti sul sedile è allacciarsi le cinture! Non mettete proprio in moto l’auto se non lo fate!

  3. Chi guida deve chiedere ai passeggeri di allacciare le cinture di sicurezza, sia a quelli che siedono di dietro che a quello sul sedile anteriore.

  4. La multa per i passeggeri che non abbiano allacciato le cinture di sicurezza (sia per quelli che si trovano sui sedili posteriori che per quello accanto al conducente che viaggia davanti) va da 76 a 306 euro. È poi prevista la decurtazione di 5 punti dalla patente.

    1. Il conducente deve controllare che i passeggeri abbiano le cinture allacciate. In caso contrario, nell’ipotesi di un incidente stradale, il passeggero può pretendere il risarcimento anche dal guidatore che non pretende l’uso della cintura di sicurezza.Secondo la Cassazione , chi è al volante ha l’obbligo di far circolare il veicolo in condizioni di sicurezza. Egli, quindi, dovrà verificare non solo che la macchina sia idonea a circolare sotto un profilo tecnico, ma deve anche controllare che i passeggeri utilizzino il sistema di ritenzione. Attenzione però: su di lui grava solo l’obbligo di controllare chi si trova sul sedile anteriore. Non rientra, infatti, nella diligenza richiesta al guidatore, il controllo costante dei passeggeri sui sedili di dietro che comporterebbe di dover distogliere lo sguardo dalla strada per girarsi di 180 gradi.

    2. In caso di incidente stradale, il passeggero senza cintura ne risponde in parte con un concorso di colpa per aver violato consapevolmente il Codice della strada. L’altra parte di colpa, però, va al riconducente, in quanto non si è accertato del rispetto dell’obbligo. Ma ciò, come detto, vale solo se a farsi male è il trasportato sul sedile davanti, mentre sui sedili posteriori è impossibile pretendere un controllo costante del guidatore. Ne consegue che solo il passeggero sul sedile anteriore, che a seguito di un incidente dovesse subire delle lesioni fisiche, può citare in giudizio il conducente che, non pretendendo l’utilizzo dei sistemi di sicurezza, ha concorso al danno.

    1. È onere del conducente rifiutarsi di partire o far scendere chi non vuole allacciare la cintura ben sapendo che, se procede ugualmente, sarà chiamato a rispondere di eventuali lesioni del passeggero davanti.

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