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Opposizione estratto di ruolo: ultime sentenze

10 Ottobre 2019
Opposizione estratto di ruolo: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: contributi previdenziali iscritti a ruolo; opposizione all’esecuzione; giudizio di accertamento negativo del credito contributivo; litisconsorzio necessario tra l’ente creditore e l’agente della riscossione; notifica della cartella di pagamento; competenza territoriale del giudice dell’esecuzione e infondatezza dell’eccezione di incompetenza per territorio. 

Riscossione contributi previdenziali e opposizione all’esecuzione

In tema di riscossione dei contributi previdenziali mediante iscrizione a ruolo, nel giudizio proposto dal debitore con le forme dell’opposizione all’esecuzione per l’accertamento negativo del credito risultante dall’estratto di ruolo, lamentando la mancata notifica della cartella esattoriale o dell’avviso di addebito senza tuttavia far valere vizi dell’azione esecutiva, non è configurabile un’ipotesi di litisconsorzio necessario tra l’ente creditore e il concessionario del servizio di riscossione, dovendosi attribuire alla chiamata in causa del concessionario prevista dall’art. 24, comma 5, del d.lgs. n. 46 del 1999, il valore di una mera “litis denuntiatio”, intesa a rendere nota la pendenza della controversia ed estendere gli effetti del futuro giudicato; né trova applicazione l’art. 39 del d.lgs. n. 112 del 1999, trattandosi di norma eccezionale che prevede a carico del concessionario l’onere di chiamare in causa l’ente creditore solo quando si discuta di vizi formali degli atti esecutivi e, al contempo, del merito della pretesa creditoria.

(Nella specie, relativa ad una ipotesi in cui il debitore, ottenuto il rilascio dell’estratto di ruolo dall’agente della riscossione, aveva evocato in giudizio solo quest’ultimo e aveva chiesto dichiararsi l’avvenuta prescrizione della pretesa contributiva dell’ente previdenziale, senza lamentare l’invalidità di alcun atto esecutivo, la S.C. ha confermato la decisione di merito che aveva rigettato la domanda per difetto di legittimazione passiva, senza ravvisare la necessità di integrare il contraddittorio nei confronti dell’ente).

Cassazione civile sez. lav., 19/06/2019, n.16425

Estratto di ruolo contributivo

In materia di riscossione di crediti previdenziali, qualora la cartella di pagamento sia stata regolarmente notificata, è inammissibile per carenza d’interesse ad agire l’opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c., proposta avverso l‘estratto di ruolo contributivo e diretta a far valere fatti estintivi sopravvenuti (nella specie, la prescrizione del credito), difettando una minaccia attuale di atti esecutivi ed essendo ben possibile che intervenga l’eliminazione del credito in via di autotutela mediante sgravio della pretesa contributiva.

Cassazione civile sez. VI, 07/03/2019, n.6723

Opposizione alla cartella esattoriale

In materia di opposizione alla cartella esattoriale, l’ente previdenziale ben può versare in atti l’estratto del ruolo dal quale è agevole verificare l’eventuale presenza di atti interruttivi della prescrizione del diritto di riscossione (nel caso di specie, è stata respinta la richiesta di chiamata in causa del concessionario alla riscossione, Equitalia, da parte dell’ente previdenziale Inail a causa della sua mera valenza esplorativa in assenza, nell’apparato probatorio, dell’estratto ruolo).

Tribunale Milano sez. lav., 05/07/2018, n.1854

Opposizione a cartella esattoriale e competenza territoriale

L’eccezione di incompetenza per territorio risulta infondata, atteso che nel caso de quo, trattandosi di un giudizio di opposizione all’esecuzione, incardinato ex articolo 615 cod. proc. civ. a seguito di impugnazione di un estratto di ruolo relativo a cartella esattoriale, l’individuazione della competenza territoriale del giudice dell’esecuzione, deve essere effettuata con riferimento all’articolo 27 cod. proc. civ., tenuto conto del contenuto dell’articolo 480, terzo, cod. proc. civ. dovendosi la cartella esattoriale equiparare all’atto di precetto.

Pertanto, la competenza territoriale è da individuarsi nel luogo in cui deve effettuarsi l’esecuzione che coincide, in mancanza di altre idonee indicazioni, nel luogo di domicilio del debitore. Sussisteva, quindi, la competenza territoriale del Giudice di pace adito nel giudizio di primo grado e l’appello si rivela infondato sul punto.

Tribunale Torre Annunziata sez. III, 24/05/2018, n.1264

L’opposizione a cartella esattoriale su contributi previdenziali iscritti a ruolo

In tema di opposizione a cartella esattoriale relativa a contributi previdenziali iscritti a ruolo, ove sia dedotta l’irregolarità formale della cartella, che, essendo un estratto del ruolo, costituisce titolo esecutivo ai sensi dell’art. 49 D.P.R. n. 602 del 1973, l’opposizione deve essere qualificata come opposizione agli atti esecutivi, per la quale è applicabile l’art. 29, comma 2, del D.Lgs. n. 46 del 1999 che rinvia, per la relativa regolamentazione, alle forme ordinarie, e non l’art. 24 del medesimo D.Lgs. n. 46 del 1999, che prevede il diverso termine di quaranta giorni e riguarda l’opposizione nel merito della pretesa azionata, con applicazione del termine generale previsto dall’art. 617 c.p.c.

Tribunale Roma sez. lav., 05/03/2018, n.1654

Iscrizione a ruolo di una pretesa creditoria di natura previdenziale

In tema di ammissione allo stato passivo, l’iscrizione a ruolo di una pretesa creditoria di natura previdenziale non consente l’applicazione del meccanismo dell’ammissione con riserva, prevista dagli artt. 87 e 88 del D.P.R. n. 602 del 1973, il quale opera esclusivamente con riferimento ai crediti di natura tributaria,attesa la riserva di giurisdizione ad essi applicabile.

Al contrario l’accertamento del credito previdenziale è assoggettato alla giurisdizione del giudice ordinario il quale la esercita secondo le competenze e le procedure previste dalla legge mediante l’insinuazione e l’eventuale opposizione allo stato passivo, dovendo anche escludersi, una volta intervenuta la notifica della cartella (ossia dell’estratto al ruolo) al curatore (o al commissario straordinario nell’amministrazione straordinaria, che questi ultimi siano tenuti all’impugnazione ex art. 24, comma 5, d.lgs n.46 del 1999 davanti al giudice del lavoro.

Cassazione civile sez. I, 12/12/2017, n.29806

Opposizione agli atti esecutivi

In tema di opposizione a cartella esattoriale relativa a contributi previdenziali iscritti a ruolo, ove sia dedotta l’irregolarità formale della cartella, che, essendo un estratto del ruolo, costituisce titolo esecutivo ai sensi dell’art. 49 D.P.R. n. 602/1973, l’opposizione deve essere qualificata come opposizione agli atti esecutivi, per la quale è applicabile l’art. 29, comma 2, del d.lgs. n. 46 del 1999 che rinvia, per la relativa regolamentazione, alle forme ordinarie, e non l’art. 24 del medesimo decreto, che prevede il diverso termine di quaranta giorni e riguarda l’opposizione nel merito della pretesa azionata, con applicazione del termine generale previsto dall’art. 617 c.p.c..

Tribunale Roma sez. lav., 30/10/2017, n.8815

L’opposizione prima dell’inizio dell’esecuzione

In tema di opposizione a cartella esattoriale relativa a contributi previdenziali iscritti a ruolo, ove sia dedotta l’irregolarità formale della cartella, che, essendo un estratto del ruolo, costituisce titolo esecutivo ai sensi dell’art. 49 d.P.R. n. 602 del 1973, l’opposizione deve essere qualificata come opposizione agli atti esecutivi, per la quale è applicabile l’art. 29, comma 2, d.lg. n. 46 del 1999 (che rinvia, per la relativa regolamentazione, alle forme ordinarie), e non l’art. 24 del medesimo decreto (che prevede il diverso termine di quaranta giorni e riguarda l’opposizione, nel merito della pretesa azionata).

Ne consegue che l’opposizione prima dell’inizio dell’esecuzione deve proporsi entro cinque giorni dalla notifica della cartella, e che è irrilevante la mancata indicazione, nella cartella, del termine predetto, in quanto l’obbligo di indicazione dei termini e delle modalità di impugnazione della cartella, di cui all’art. 1, comma 2, del d.m. 28 giugno 1999, deve intendersi riferito solo alle impugnazioni sul merito della pretesa azionata.

Tribunale Monza sez. lav., 26/11/2015, n.511

Riscossione mediante iscrizione a ruolo delle entrate non tributarie

In tema di riscossione mediante iscrizione a ruolo delle entrate non tributarie ai sensi del d.lgs. n. 46 del 1999, la contestazione dell’assoluta indeterminatezza per mancanza di motivazione della cartella di pagamento integra un’opposizione agli atti esecutivi di cui all’art. 29, comma 2, del d.lgs. n. 46 cit., per la cui regolamentazione rinvia alle forme ordinarie, poiché è diretta a far valere un vizio di forma dell’atto esecutivo, sicché, prima dell’inizio dell’esecuzione, l’opposizione va proposta entro il termine di venti giorni decorrente dalla notificazione della cartella che contiene un estratto del ruolo costituente titolo esecutivo, ai sensi dell’art. 49 del d.P.R. n. 602 del 1973.

Cassazione civile sez. III, 19/10/2015, n.21080

Opposizione avverso l’avviso di pagamento

In tema di sanzioni amministrative, l’opposizione avverso l’avviso di pagamento fondata su motivi di natura formale (nella specie il mancato rispetto dei termini di notifica della cartella di pagamento, costituente estratto del ruolo, ex art. 25 del d.P.R. n. 602 cit.), configura un’opposizione agli atti esecutivi, da proporre, ai sensi dell’art. 617 c.p.c., nelle forme ordinarie e nel termine perentorio di venti giorni dalla notifica della cartella, a pena di inammissibilità dell’opposizione.

Tribunale Siena, 29/07/2014, n.406

Estratto del ruolo esattoriale

La notifica di una cartella esattoriale – costituente titolo esecutivo in quanto estratto del ruolo esattoriale – apre la possibilità di una opposizione agli atti esecutivi per vizi formali e l’opposizione sul merito destinato a concludersi con un accertamento circa l’esistenza e la misura dei crediti iscritti a ruolo e portati nella cartella, non diversamente da quanto accade nelle opposizioni a precetto, nel quale accertata l’eccessività della somma portata a precetto non travolge questo per l’intero ma ne determina la nullità o l’efficacia parziale per la somma eccedente con la conseguenza che l’intimazione rimane valida per la somma effettivamente dovuta alla cui determinazione provvede il giudice, investito di poteri di cognizione ordinaria.

Tribunale Roma sez. II, 03/10/2013, n.19816


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