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Indennità di disoccupazione agricola: ultime sentenze

10 Ottobre 2019
Indennità di disoccupazione agricola: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: indennità di disoccupazione agricola; assicurazione per la disoccupazione; trattamento speciale di disoccupazione agricola; domanda giudiziale volta ad ottenere la riliquidazione dell’indennità di disoccupazione agricola; falsa dichiarazione ai fini dell’ottenimento dell’indennità di disoccupazione; equo indennizzo per la durata irragionevole del processo.

Quali sono i presupposti per l’iscrizione negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli? Quali sono le condizioni per il riconoscimento dell’indennità di disoccupazione agricola? Per maggiori informazioni, leggi le ultime sentenze.

Indennità di disoccupazione agricola

In tema di indennità di disoccupazione agricola, l’iscrizione negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli costituisce presupposto per l’attribuzione della prestazione previdenziale, che, pertanto, non può essere riconosciuta in difetto di impugnazione del provvedimento amministrativo di esclusione da tali elenchi nel termine decadenziale di cui all’art. 22 del d.l. n. 7 del 1970, conv. con modif. in l. n. 83 del 1970.

Cassazione civile sez. VI, 04/03/2019, n.6229

Indennità di disoccupazione agricola e modalità di calcolo della prestazione

In tema di indennità di disoccupazione agricola, per le modalità di calcolo della prestazione – nella specie, percepita nel 2006 – si deve utilizzare, “ratione temporis”, la misura del salario medio convenzionale, fissato con decreto ministeriale, che continua ad operare per gli operai agricoli per i quali l’esclusione dall’ambito applicativo del d.l. n. 463 del 1983, conv. con modif. in l. n. 638 del 1983, è risultata confermata dalle successive disposizioni, introdotte con il d.l. n. 338 del 1989, conv. con modif. in l. n. 389 del 1989; l’individuazione di regole diverse per la contribuzione dovuta dal datore di lavoro e per la contribuzione da valorizzare per la misura delle prestazioni spettanti ai lavoratori, specie quanto alle prestazioni temporanee, trova fondamento nelle basi fondanti del sistema previdenziale, di tutela del singolo lavoratore e di solidarietà di ciascun lavoratore nei confronti degli altri, con la conseguenza che il contemperamento della detta duplice esigenza è affidato alla discrezionalità del legislatore senza necessità alcuna che tutti i contributi versati dal datore di lavoro per ciascuna assicurazione sociale in favore del singolo lavoratore si tramutino, automaticamente, nell’importo della prestazione a questi dovuta.

Cassazione civile sez. lav., 26/04/2018, n.10143

Assicurazione obbligatoria per i lavoratori dipendenti addetti al settore agricolo

In materia di assicurazione obbligatoria per i lavoratori dipendenti addetti al settore agricolo, presupposto indispensabile per l’iscrizione negli elenchi nominativi e quindi per l’instaurazione del rapporto assicurativo (da cui poi discende il diritto a percepire l’indennità di disoccupazione agricola e di maternità) è lo svolgimento di un’attività lavorativa subordinata per almeno cinquantuno giornate nell’anno di riferimento, la cui prova, unitamente a tutti gli altri requisiti previsti dalla legge (e tra essi, ovviamente, quelli concernenti il carattere subordinato della prestazione stessa) dev’essere fornita dall’interessato.

Tribunale Caltanissetta sez. lav., 15/03/2018, n.122

Trattamento speciale di disoccupazione agricola al lavoratore straniero

Il trattamento speciale di disoccupazione agricola è diretto ad indennizzare la precarietà, la discontinuità o stagionalità dell’attività svolta ed è legato ad un meccanismo di calcolo in base al quale l’indennità aumenta (non diminuisce) in relazione al numero di giornate lavorate effettuate (fino ad un certa soglia); mentre ai fini del riconoscimento del trattamento neppure è previsto l’onere dell’iscrizione all’ufficio di collocamento (essendo l’integrazione corrisposta per il lavoro già svolto nell’anno precedente).

Più in generale, la mancanza di involontarietà dello stato di disoccupazione o addirittura lo stato di occupazione all’estero non possono dedursi dalla semplice assenza del lavoratore dallo Stato (tanto meno per il lavoratore migrante che torna brevemente al proprio paese di origine, da cui era partito per mancanza di lavoro).

Cassazione civile sez. lav., 18/09/2017, n.21564

Riliquidazione dell’indennità di disoccupazione agricola

Al ricorso giudiziale volto ad ottenere la riliquidazione dell’indennità di disoccupazione agricola, per asserita erronea individuazione della base di calcolo, non si applica la decadenza di cui al combinato disposto degli artt. 47 del d.P.R. n. 639 del 1970 e 6 del d.l. n. 103 del 1991, conv., con modif., dalla l. n. 166 del 1991, in quanto la domanda giudiziale è rivolta ad ottenere solo il suo adeguamento a quello dovuto.

Ne consegue che, qualora il giudice di merito abbia dichiarato la detta decadenza in forza del criterio della cd. ragione più liquida, senza esaminare la spettanza del diritto oggetto di lite, l’esclusione in sede di legittimità della decadenza comporta la cassazione della sentenza e la decisione ai sensi dell’art. 384, comma 2, c.p.c., non ostandovi il rilievo d’ufficio della questione relativa all’inserimento della quota di t.f.r. nella base di calcolo dell’indennità, non trattandosi di giudicato implicito, bensì di assorbimento cd. improprio che non impone l’impugnazione da parte del soggetto vittorioso in appello.

Cassazione civile sez. lav., 19/06/2017, n.15064

Truffa ai danni di un ente pubblico e falsa dichiarazione

È integrato il reato di truffa ai danni di un ente pubblico aver dichiarato falsamente di aver svolto attività lavorativa per alcune giornate presso un’azienda agricola al fine di ottenere l’indennità di disoccupazione per le giornate non lavorative mentre era stato accertato che l’azienda agricola nell’anno in questione non aveva lavorato a causa di un’annata sfavorevole.

Tribunale Torre Annunziata sez. I, 25/02/2016, n.112

Tempo ragionevole e riparazione per l’eccessiva durata dei processi

In tema di equo indennizzo per durata irragionevole del processo, l’esiguità del valore monetario del giudizio presupposto – inferiore ai cinquecento euro – non esclude la tutela indennitaria di cui alla legge 24 marzo 2001, n. 89, se l’apprezzamento concreto della fattispecie, anche alla stregua della condizione socio-economica dell’istante, faccia emergere un effettivo interesse alla decisione, come nel caso in cui il giudizio presupposto riguardi una prestazione di natura assistenziale (nella specie, rivalutazione dell’indennità di disoccupazione agricola).

Cassazione civile sez. VI, 09/06/2015, n.11936

Pagamento dell’indennità di disoccupazione agricola

Nel rito del lavoro, ove la parte abbia espressamente e incondizionatamente limitato, nelle conclusioni del ricorso, la propria richiesta (nella specie, di pagamento dell’indennità di disoccupazione agricola) ad una sola annualità, non assume rilievo che, nel corpo dell’atto, abbia dedotto la sua prestazione lavorativa anche per altre annualità, dovendovi essere omogeneità tra le allegazioni esposte nel contenuto complessivo del ricorso e la richiesta formulata nelle conclusioni, dalla quale il giudice non può d’ufficio, in contrasto con l’art. 112 cod. proc. civ., pronunciarsi in difformità.

Cassazione civile sez. lav., 10/09/2013, n.20727

Sospensione del processo

In materia di rapporto tra giudizi civili e processo penale, fuori dal caso in cui i giudizi di danno possono proseguire davanti al giudice civile ai sensi dell’art. 75, comma 2, c.p.p., il processo può essere sospeso se tra processo penale e altro giudizio ricorra il rapporto di pregiudizialità indicato dall’art. 295 c.p.c. o se la sospensione sia prevista da altra specifica norma, e sempre che la sentenza penale esplichi efficacia di giudicato nell’altro giudizio, ai sensi degli art. 651, 652 e 654 c.p.p.

(Sulla base di tale principio la S.C. ha annullato, per mancanza di un rapporto di pregiudizialità, l’ordinanza di sospensione del processo civile avente ad oggetto il giudizio civile di pagamento dell’indennità di disoccupazione agricola in attesa della definizione del processo penale a carico del datore di lavoro per truffa aggravata ai danni dell’ente previdenziale per fittizietà del lavoro agricolo denunciato, non potendo formarsi in ambito penale un giudicato avente efficacia in sede civile tra parti diverse, ossia l’Inps ed il lavoratore).

Cassazione civile sez. VI, 21/06/2012, n.10417

Declaratoria di cessazione della materia del contendere

Qualora il giudice di primo grado abbia dichiarato cessata la materia del contendere sull’oggetto principale della domanda (nella specie, differenze a saldo dell’indennità di disoccupazione agricola), è onere della parte, che abbia interesse alla pronuncia su un accessorio (nella specie, il riconoscimento degli interessi anatocistici), impugnare specificamente la declaratoria di cessazione della materia del contendere, non essendo sufficiente che essa denunci l’omissione di pronuncia sull’accessorio medesimo.

Cassazione civile sez. VI, 20/04/2012, n.6304

Diritto all’indennità di disoccupazione agricola

L’autorità del giudicato sostanziale opera solo entro i rigorosi limiti degli elementi costitutivi dell’azione e presuppone che tra la causa precedente e quella in corso vi sia identità di soggetti, petitum e causa petendi; ne consegue che la sentenza che riconosce il diritto dell’assicurata a beneficiare dell’indennità di disoccupazione agricola non può avere efficacia di giudicato nel giudizio relativo all’indennità per l’astensione obbligatoria conseguente alla maternità, perché tra l’assicurazione contro la disoccupazione e la tutela previdenziale della maternità non è configurabile un unitario rapporto fondamentale, attesa la diversità tra le due discipline.

Cassazione civile sez. lav., 20/04/2011, n.9043

Concessione dell’indennità di disoccupazione agricola: requisiti richiesti

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 32, comma 1, l. 29 aprile 1949, n. 264, censurato, per violazione degli artt. 3, comma 1, e 38, comma 2, Cost., in quanto, nell’estendere ai lavoratori agricoli l’obbligo dell’assicurazione contro la disoccupazione involontaria, prevede che l’indennità di disoccupazione agricola è riconosciuta a tali lavoratori alla duplice condizione che essi risultino iscritti negli elenchi nominativi dei lavoratori dell’agricoltura per almeno un anno oltre che per quello per il quale è richiesta l’indennità e abbiano conseguito nell’anno per il quale è richiesta l’indennità e nell’anno precedente un accredito complessivo di almeno 102 contributi giornalieri.

La questione è sollevata sulla base di un presupposto interpretativo — quello per cui la norma censurata deve essere interpretata nel senso che l’«accredito complessivo di almeno 102 contributi giornalieri», il cui conseguimento costituisce condizione necessaria per il riconoscimento dell’indennità di disoccupazione agricola, non possa essere conseguito in uno solo dei due anni di riferimento, ma debba essere necessariamente conseguito in parte nell’uno e in parte nell’altro di tali anni — erroneo, atteso che il tenore letterale della disposizione censurata non solo non preclude l’opposta interpretazione secondo cui i menzionati 102 contributi giornalieri possono essere accreditati al lavoratore anche in uno solo dei due anni per il quale è richiesta l’indennità e nell’anno precedente, ma, al contrario, la conferma come quella corretta, richiedendo un accredito «complessivo» di 102 contributi giornalieri.

Alla stessa conclusione — fondata su comuni canoni ermeneutici — si giunge, del resto, anche considerando che, tra le possibili interpretazioni della disposizione censurata, deve essere preferita quella che risulta conforme a Costituzione; e, attribuendo alla disposizione censurata il significato prospettato, deve escludersi che la disciplina dell’indennità di disoccupazione da essa dettata per i lavoratori agricoli a tempo indeterminato si traduca in un trattamento incongruo per questi ultimi, tale da privarli, nelle ipotesi in cui la cessazione involontaria del loro rapporto di lavoro intervenga a ridosso della conclusione dell’anno di riferimento, del diritto al sostegno previdenziale, e che essa, per tale privazione, discrimini i detti lavoratori agricoli rispetto alla generalità degli altri lavoratori a tempo indeterminato (sent. n. 53 del 2017).

Corte Costituzionale, 14/07/2017, n.194


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