Trovato l’inganno delle multe sulle Ztl: ecco come annullarle

26 Settembre 2019
Trovato l’inganno delle multe sulle Ztl: ecco come annullarle

Contravvenzioni seriali illegittime quando la telecamera è messa a distanza troppo ravvicinata al cartello. La scritta “Varco Attivo” è ambigua e non può essere usata dal Comune. 

Se ti stai chiedendo come mai hai ricevuto una multa per passaggio sulle Ztl quando in realtà, l’ultima volta che hai visto il famigerato cartello “Varco attivo”, hai frenato poco prima di entrare nella zona a traffico limitato, è perché probabilmente il Comune ha piazzato la telecamera con ampio anticipo rispetto al dovuto. Ad accorgersi dell’inganno delle multe sulle Ztl sono stati due avvocati del foro di Cosenza (avvocati Marco Marino e Gaspare Aiello).

I due legali hanno notato un esponenziale incremento delle multe Ztl all’interno del capoluogo calabrese. Il Comune infatti – come molti altri stanno già facendo – ha installato, negli scorsi anni, una serie di telecamere a ridosso di strade ove, un tempo, l’accesso era libero. Gli automobilisti si sono trovati, di punto in bianco, a fare i conti con la nuova segnaletica. Inevitabile l’errore. Quanti sono riusciti a non farsi ingannare dall’abitudine hanno frenato all’ultimo minuto, prima di superare la linea ideale tracciata dalla segnaletica verticale (il cartello). Anche per loro, però, è stato troppo tardi: la telecamera ha, comunque, scattato la foto. E questo non perché fosse stata ormai commessa l’infrazione, ma in quanto l’obiettivo era stato appostato a pochi metri dal segnale.

Trovato l’inganno, fatto il ricorso. L’ufficio del giudice di pace di Cosenza ha rilevato l’erroneità delle multe dichiarandole tutte nulle (GdP Cosenza, sent. n. 1574/19).

Di qui, il principio affermato dalla magistratura: non sono valide le multe sulle Ztl se la telecamera è piazzata a meno di 80 metri dal cartello stradale. Lo spazio minimo serve a consentire all’automobilista di fare marcia indietro in tempo, senza dover frenare all’improvviso, cosa che potrebbe costituire un pericolo per la circolazione.

Vittoria per gli automobilisti e per il Codice della strada che, solo in questo modo, viene pienamente rispettato.

Non si possono creare disagi alla circolazione collocando le telecamere delle Ztl a pochi metri dal cartello solo per fare cassa. Il Comune, in tal caso, deve pagare le spese processuali al cittadino costretto a fare ricorso al giudice di pace per vedersi riconoscere i propri diritti. Peraltro – sottolinea la sentenza – la distanza adeguata tra lo strumento di rilevazione dell’infrazione e la segnaletica va accertata caso per caso, in funzione della velocità consentita.

C’è ancora spazio per un altro vizio di nullità: il segnale elettronico non deve riportare la scritta varco attivo che è equivoca perché lascia intendere che il passaggio sia libero (“varco” significa infatti “passaggio”). Questa estate è intervenuto sul punto il ministero dei Trasporti stabilendo che la dizione corretta deve essere Ztl attiva, laddove all’automobilista non è concesso il passaggio senza il pass; deve essere, invece, Ztl non attiva se il passaggio è libero.



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