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L’esecuzione forzata degli obblighi di fare

26 Ottobre 2019 | Autore:
L’esecuzione forzata degli obblighi di fare

Come ottenere giustizia se chi si era obbligato con noi a fare qualcosa non adempie spontaneamente.

A molti sarà capitato di stipulare un contratto e restare poi alquanto sorpresi dal fatto che la controparte non eseguiva la propria prestazione. Mi metto ad esempio d’accordo con una ditta perché esegua una pitturazione delle pareti di casa e questa ditta non si presenta nella data concordata. Oppure stipulo un contratto con una ditta specializzata in traslochi e nel luogo e nel giorno concordati non si vede nemmeno l’ombra degli operai della ditta stessa. Gli esempi potrebbero essere tantissimi e sicuramente, chi più chi meno, ci siamo tutti trovati in una situazione del genere. Che fare in questi casi? Naturalmente, costituisce un illecito dal punto di vista civile non adempiere ai propri obblighi derivanti da un contratto. La parte che subisce un torto di questo tipo se ha interesse ad ottenere, anche se con ritardo, la prestazione concordata, può scegliere la via della cosiddetta esecuzione forzata degli obblighi di fare. Si tratta, in parole semplici, di rivolgersi ad un giudice affinché ordini al soggetto obbligato di eseguire, a sue spese, quella prestazione che aveva assunto l’obbligo di fare.

Occorre fin da subito precisare che la fase della cosiddetta esecuzione forzata è un po’ come il secondo tempo di una partita. Infatti, prima di poter chiedere al giudice di ordinare alla nostra controparte di eseguire a sue spese la prestazione che si era obbligato a fare (ad esempio, pitturare le pareti di casa o eseguire il trasloco dei nostri mobili), è necessario ottenere una sentenza che condanni il nostro avversario a fare quella prestazione.

Dunque, tornando alla metafora della partita, il primo tempo è il processo che si conclude con la sentenza che accerta che il nostro avversario si era obbligato a pitturare casa o a fare il trasloco dei nostri mobili e lo condanna ad eseguire quella prestazione, mentre il secondo tempo è il processo esecutivo, cioè la fase dell’esecuzione forzata, nella quale viene chiesto al giudice di stabilire il modo in cui il nostro avversario dovrà eseguire l’obbligo di fare (la pitturazione o il trasloco) indicato nella sentenza. Nell’articolo che segue, chiariremo più in dettaglio gli aspetti dell’esecuzione forzata degli obblighi di fare.

Come si avvia l’esecuzione forzata di un obbligo di fare?

Ipotizziamo, come abbiamo anticipato nell’introduzione, di avere concluso un accordo con una ditta perché venga eseguita la pitturazione delle pareti del nostro appartamento.

Se nel giorno concordato, senza nessun preavviso e con nostra grande sorpresa, nessuno della ditta si presenta come dovremo comportarci? Chiaramente, cercheremo di contattare la ditta e chiederemo spiegazioni. Ma se, nonostante i nostri sforzi, la pitturazione restasse un miraggio? In quel caso, se volessimo ottenere la pitturazione concordata proprio da quella ditta a cui, magari, avevamo dato anche un consistente acconto, non ci resterà che rivolgerci ad un legale e, se necessario, avviare una causa per ottenere, sulla base del contratto stipulato, una sentenza che condanni la ditta ad eseguire la pitturazione.

Infatti, come abbiamo anticipato nell’introduzione, l’esecuzione forzata degli obblighi di fare è una procedura che necessita, per essere avviata, del cosiddetto titolo esecutivo.

Questo vuol dire che senza un titolo esecutivo non è possibile avviare la procedura di esecuzione forzata degli obblighi di fare: ed il titolo esecutivo non è altro che una sentenza ottenuta al termine di un processo in cui il giudice ha accertato che esiste l’obbligo della ditta di eseguire la pitturazione delle pareti del nostro appartamento e, di conseguenza, la condanna ad eseguirla.

Solo dopo aver ottenuto la sentenza di condanna (cioè il titolo esecutivo), potremo avviare la successiva fase dell’esecuzione forzata dell’obbligo di fare (ovviamente se la nostra controparte non avrà eseguito la pitturazione nemmeno dopo che avrà ricevuto dal nostro avvocato la notifica della sentenza che la condanna a farla).

Il nostro avvocato ottiene dal giudice una sentenza che condanna la ditta avversaria ad eseguire la pitturazione delle nostre stanze, ma la ditta continua a non eseguire nemmeno la condanna contenuta nella sentenza: in questo caso, saremo obbligati, se vorremo che la pitturazione sia finalmente eseguita, a dare avvio alla fase dell’esecuzione forzata

L’esecuzione forzata di un obbligo di fare presuppone una sentenza di condanna ad eseguire quell’obbligo

In cosa consiste l’esecuzione forzata di un obbligo di fare?

Per la legge [1], come abbiamo già evidenziato, chi intende ottenere l’esecuzione forzata di una sentenza che contenga la condanna del nostro avversario a fare ciò che aveva l’obbligo di fare (ad esempio a pitturarci la casa) deve:

  • innanzitutto, aver notificato all’avversario sia la sentenza stessa che il cosiddetto atto di precetto (che è un atto, predisposto dall’avvocato e notificato dall’ufficiale giudiziario, che intima la controparte ad eseguire la prestazione indicata nella sentenza);
  • poi, chiedere con ricorso al giudice della fase di esecuzione che siano concretamente determinate le modalità dell’esecuzione, cioè le modalità con cui dovrà essere eseguita la pitturazione.

In pratica, al termine della fase di esecuzione forzata il giudice, dopo aver sentito la parte obbligata (che nel nostro esempio è la ditta obbligata ad eseguire la pitturazione), emetterà un provvedimento (ordinanza) con cui:

  • designerà l’ufficiale giudiziario che procederà all’esecuzione (è il pubblico ufficiale che concretamente sovraintende alla esecuzione);
  • designerà le persone che devono procedere al compimento dell’opera che non è stata eseguita (cioè, nel nostro esempio, alla pitturazione).

Durante la fase in cui viene eseguita l’opera, l’ufficiale giudiziario può farsi anche assistere dalla forza pubblica e può chiedere al giudice tutte le autorizzazioni necessarie per superare eventuali difficoltà pratiche.

Infine, di tutte le spese che sono state necessarie per eseguire l’opera (la pitturazione, ad esempio) si può ottenere una nota spese vistata dall’ufficiale giudiziario e che poi va presentata al giudice dell’esecuzione chiedendo che venga emesso un decreto ingiuntivo a carico di chi avrebbe dovuto eseguire l’opera (cioè la ditta obbligata alla pitturazione).

L’ufficiale giudiziario nominato al giudice procede all’esecuzione forzata

note

[1] Art. 612 cod. proc. civ.


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