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Decreto ingiuntivo contro Pubblica Amministrazione

1 Novembre 2019 | Autore:
Decreto ingiuntivo contro Pubblica Amministrazione

Come procedere contro un ente pubblico debitore? Come funziona il ricorso per decreto ingiuntivo contro la PA? Cosa dice la legge sull’esecuzione forzata?

I cattivi debitori sono ovunque e, a volte, si celano anche dietro le sembianze più impensabili. Avresti mai detto che quel prestito fatto al tuo più caro amico non ti sarebbe mai stato restituito? Oppure che tuo cugino, bravissimo ragazzo, prima ti ha supplicato di dargli una somma di danaro e poi è scomparso? Ma non solo: società e imprese non sono debitori più affidabili; nemmeno la pubblica amministrazione lo è! Un tempo, un professionista che contrattava con un Comune o con altro ente pubblico era certo che sarebbe stato pagato: chi è più affidabile, infatti, dello Stato stesso? E, invece, non è così: nei tribunali si moltiplicano i casi di decreto ingiuntivo contro una pubblica amministrazione.

Ma perché l’ente pubblico tarda così tanto ad adempiere ai propri debiti, tanto da costringere il creditore a rivolgersi all’autorità giudiziaria? Non è facile dare una risposta a questa domanda: spesso i ritardi sono dovuti ai rallentamenti delle procedure interne; altre volte, invece, l’ente non è meno indebitato di un qualsiasi privato. Insomma: se hai un credito, le probabilità di dover ricorrere alle “maniere forti” (intendo quelle legali, per carità!) sono molto alte. Se quanto detto ti interessa e, soprattutto, vuoi saperne di più a proposito di come procedere con decreto ingiuntivo contro la pubblica amministrazione, allora sei nel posto giusto. Prosegui con la lettura.

Cos’è un decreto ingiuntivo?

Prima di procedere con l’analisi della procedura per decreto ingiuntivo contro una Pubblica Amministrazione, è bene che ti spieghi, seppur brevemente, cos’è e come funziona un decreto ingiuntivo.

Il decreto ingiuntivo è un provvedimento emanato dal giudice competente allorquando ricorrono alcune condizioni legate alla particolarità del credito.

In altre parole, il decreto ingiuntivo è un mezzo messo a disposizione dalla legge a favore di coloro che coloro che sono creditori di una somma liquida di danaro o di una determinata quantità di cose fungibili, ovvero di chi ha diritto alla consegna di una cosa mobile determinata [1].

In buona sostanza, si ricorre al decreto ingiuntivo quando il credito è certo, liquido ed esigibile, oltre che fondato su prova scritta (una scrittura privata, una fattura, ecc.). Inoltre, il credito deve aver ad oggetto il pagamento di una somma di danaro o la consegna una determinata quantità di cose che siano facilmente identificabili e quantificate, pronte per essere date al creditore.

Da quanto appena detto si comprende come non potrebbe essere chiesto un decreto ingiuntivo contro la pubblica amministrazione per ottenere, ad esempio, il risarcimento del danno provocato da un sinistro causato dal cattivo stato del manto stradale, in quanto in questa circostanza il debito della Pubblica Amministrazione andrebbe accuratamente provato e quantificato.

Nelle restanti ipotesi, possiamo dire che il decreto ingiuntivo è senza dubbio un ottimo strumento per poter recuperare le somme di cui è debitrice la Pubblica Amministrazione.

Il ricorso per decreto ingiuntivo

Se la Pubblica Amministrazione ti deve dei soldi e hai prova scritta del suo debito, potrai senza dubbio agire mediante ricorso per decreto ingiuntivo. La procedura è la seguente: il tuo avvocato dovrà preparare un atto (un ricorso, appunto) da presentare al giudice competente per valore e per territorio.

Al ricorso dovranno essere allegate le prove del tuo credito (ad esempio, se sei un professionista, il contratto di conferimento incarico e la fattura non pagata). Se vuoi sapere quanto costa un decreto ingiuntivo, ti rinvio alla lettura dell’articolo dedicato a questo specifico tema.

Se il giudice ritiene che sussistano i presupposti previsti dalla legge, emetterà un decreto ingiuntivo, cioè un provvedimento assunto senza contraddittorio tra le parti (utilizzando un’espressione latina, si dice inaudita altera parte) con il quale viene riconosciuto il diritto ad ottenere quanto ti spetta.

La notifica e l’opposizione al decreto ingiuntivo

Una volta emesso il decreto ingiuntivo, a pena di decadenza del medesimo, sarai obbligato a notificarlo entro sessanta giorni. Dal momento in cui ha ricevuto tale notificazione, la Pubblica Amministrazione ha quaranta giorni di tempo per adempiere spontaneamente, cioè per pagare quanto riportato nel decreto, oppure per presentare opposizione.

Di conseguenza, a seguito della notifica, entro sessanta giorni dall’emissione del decreto ingiuntivo, si potrà avere una delle seguenti situazioni:

  • la pubblica amministrazione paga entro il termine previsto dalla legge e, pertanto, potrai dirti soddisfatto;
  • la pubblica amministrazione propone opposizione entro quaranta giorni, ritenendo infondato il credito: così facendo, si darà l’avvio a un processo in piena regola, con regolare contraddittorio tra le parti. In questo nuovo giudizio dovrai dimostrare con ulteriori mezzi il proprio credito;
  • la pubblica amministrazione, entro quaranta giorni dalla notifica del decreto, non si oppone né adempie: in questa circostanza, il decreto ingiuntivo diviene esecutivo e il creditore può procedere coattivamente. Ciò significa che, espletato l’ulteriore adempimento della notifica del precetto, potrai procedere ad esecuzione forzata per ottenere quanto ti spetta.

La fase esecutiva contro la Pubblica Amministrazione

Ottenere un decreto ingiuntivo contro una Pubblica Amministrazione non comporta alcuna procedura straordinaria: dovranno semplicemente essere seguite le ordinarie norme del Codice di procedura civile.

I problemi maggiori sorgono nel momento in cui la Pubblica Amministrazione, non importandosi affatto del suo debito, continui a non pagare nonostante la notifica del decreto ingiuntivo. Terminati i quaranta giorni utili per proporre opposizione, infatti, il decreto ingiuntivo diviene definitivo e, pertanto, non sarà più contestabile.

Da questo momento, se vuoi ottenere ciò che ti spetta, dovrai cominciare la procedura esecutiva vera e propria, cioè il recupero coattivo delle somme che ti spettano. Di norma, il primo passo da compiere sarebbe la notifica del precetto, cioè di un atto con cui si intima al debitore di pagare entro dieci giorni, pena l’inizio dell’esecuzione forzata.

Quando il debitore è la Pubblica Amministrazione, però, le cose cambiano. La legge [2] dice, infatti, che contro tutte le pubbliche amministrazioni e gli enti pubblici non economici non è possibile agire se non sono trascorsi almeno centoventi giorni dalla notifica del titolo esecutivo. In altre parole, una volta che il decreto ingiuntivo è divenuto definitivo (e, quindi, rappresenta titolo esecutivo), dovrai notificarlo alla pubblica amministrazione, ma l’esecuzione forzata non potrà cominciare prima di centoventi giorni, né potrai, prima di questo termine, notificare il precetto, il quale sarebbe nullo.

Dunque, dalla notifica del titolo esecutivo (nel nostro caso, il decreto ingiuntivo non opposto) dovrai attendere almeno tre mesi prima di notificare il precetto e, poi, procedere con l’esecuzione forzata. Il termine da indicare nell’atto di precetto è sempre di dieci giorni.

In estrema sintesi, una volta ottenuto il titolo esecutivo (che potrebbe anche essere una sentenza, ma noi ci stiamo occupando specificamente del decreto ingiuntivo), non potrai mai cominciare l’esecuzione forzata contro la pubblica amministrazione se non sono trascorsi almeno centrotrenta giorni dalla notifica del titolo, in quanto:

  • almeno centoventi giorni devono decorrere dalla notifica del titolo esecutivo;
  • almeno dieci devono decorrere dalla notifica del precetto, da farsi necessariamente dopo lo spirare del primo termine di centoventi giorni.

note

[1] Art. 633 cod. proc. civ.

[2] Art. 14, comma prima, d.l. n. 669/1996 (come modificato dall’art. 147, l. n. 388/2000).

Autore immagine: Pixabay.com


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