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Invalidità civile e iscrizione alle categorie protette

5 Ottobre 2019
Invalidità civile e iscrizione alle categorie protette

Mio figlio, oggi 35enne, ha subito un intervento di mastoidectomia radicale all’orecchio dx all’età di 12 anni. In pratica sente dal solo orecchio sx. Ci è stato detto che il suo stato non prevede il diritto ad alcuna forma di invalidità.

Secondo voi ci sarebbero i presupposti per l’iscrizione alle Liste Protette e come fare per presentare eventuale domanda?

Il quesito posto dal lettore riguarda l’invalidità civile e i presupposti per l’iscrizione alle categorie protette.

Secondo il nostro ordinamento giuridico (legge n. 68 del 12.03.1999), per ottenere l’iscrizione all’interno delle categorie protette occorre essere affetti da disabilità. Per la legge, in tale categoria rientrano:

  • coloro a cui è riconosciuta un’invalidità civile pari almeno al 46%;
  • gli invalidi del lavoro con percentuale minima di invalidità pari o superiore al 34%;
  • i non vedenti;
  • gli invalidi di guerra e di servizio;
  • non udenti, ossia gli individui colpiti da sordità dalla nascita o prima dell’apprendimento della lingua parlata, purché la sordità non sia di natura esclusivamente psichica o dipendente da causa di guerra, di lavoro o di servizio.

Poiché nel caso prospettato non sembrano ricorrere le condizioni per la sordità di cui parla la legge, l’unica possibilità è quella di ottenere l’invalidità civile. Per fare ciò, bisogna recarsi dal proprio medico di famiglia per la compilazione online del certificato medico introduttivo, affinché sia attestata la patologia invalidante. Bisogna poi trasmettere telematicamente il certificato medico all’Inps, accedendo direttamente alla propria area personale mediante codice pin oppure tramite patronato o associazioni di categoria.

Ricevuta la domanda, l’Inps provvederà a fissare la visita medica di accertamento presso la commissione Asl integrata da un medico Inps. La commissione medica dovrà valutare la gravità della patologia sulla scorta delle tabelle ministeriali (Decreto Ministeriale del 05.02.1992), cioè di una griglia elaborata dallo Stato all’interno della quale ci sono tutte le patologie e il grado di invalidità (fisso o variabile) ad esse ricondotte.

A seguito della visita, se la commissione non concede l’invalidità o la riconosce in misura non soddisfacente, è possibile fare ricorso in tribunale entro il termine di sei mesi dalla notifica dell’esito delle visita. Il ricorso va presentato al tribunale territorialmente competente e consiste nella richiesta della nomina di un consulente tecnico d’ufficio (un medico legale) che rivaluti le condizioni di salute del ricorrente: è il cosiddetto accertamento tecnico preventivo (atp).

Nel caso di ulteriore esito negativo, è ancora possibile impugnare la perizia sfavorevole entro trenta giorni e procedere, nei successivi trenta giorni, con un ricorso di merito nel quale bisogna contestare specificamente le risultanze della visita ed, eventualmente, chiedere al giudice il rinnovo delle operazioni peritali (cioè, una nuova consulenza tecnica). Sarà poi il tribunale, con sentenza, a stabilire se l’invalidità spetti o meno e in che percentuale.

Scorrendo la tabella ministeriale di cui si è fatto cenno sopra, in effetti le patologie dell’apparato uditivo non conferiscono il diritto ad un grado importante di invalidità, a meno che non si tratti di perdita uditiva bilaterale superiore a 275 db sull’orecchio migliore (invalidità fissa del 65%) o di sordomutismo o sordità prelinguale da perdita uditiva grave bilaterale con evidenti fonologopatie audiogene (invalidità fissa dell’80%). Va comunque detto che solamente un medico può esprimersi con cognizione di causa su questo punto.

Nel caso in cui dovesse essere riconosciuta un’invalidità civile pari almeno al 46%, per ottenere l’inserimento all’interno delle categorie protette non occorre altro che iscriversi alle liste di collocamento mirato presso il centro per l’impiego presente nella provincia di residenza (ex centri di collocamento).

In pratica, non basterà altro che recarsi presso un centro per l’impiego e chiedere l’iscrizione al collocamento mirato. Per iscriversi è necessario avere almeno quindici anni e non aver ancora raggiunto l’età pensionabile, essere disoccupati ed essere in possesso della certificazione di invalidità civile.

Le aziende potranno assumere chi fa parte delle categorie protette attraverso due modalità:

  • per chiamata nominativa, individuando direttamente il lavoratore da assumere;
  • per chiamata numerica attraverso le liste del Centro dell’Impiego.

Gli iscritti agli elenchi possono, inoltre, partecipare a tutti i concorsi pubblici, beneficiando in alcuni casi di un tempo extra per lo svolgimento della prova concorsuale.

Articolo tratto da una consulenza dell’avvocato Mariano Acquaviva


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