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Reato di fuga: ultime sentenze

12 Ottobre 2019
Reato di fuga: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: reato di fuga; circolazione stradale; sinistro stradale; dovere di fermarsi sul posto dell’incidente; reato di mancata prestazione di assistenza in caso di sinistro; ricorso al criterio di verosimiglianza; danni alle persone.

Chi commette il reato di fuga?

Integra il reato di fuga, ex articolo 189 comma 6 del Codice della strada, la condotta di colui che effettua sul luogo del sinistro una sosta momentanea senza consentire la propria identificazione, né quella del veicolo. Ad affermarlo è la Cassazione che ribadisce la distinzione tra il reato di fuga dopo un investimento e quello di mancata prestazione dell’assistenza occorrente.

Cassazione penale sez. IV, 14/03/2019, n.25142

Reato di mancata prestazione di assistenza

Il reato di mancata prestazione di assistenza in caso di sinistro implica una condotta diversa rispetto a quella del reato di fuga, in quanto non è sufficiente la consapevolezza che dall’incidente possano essere derivate conseguenze per le persone, ma occorre che tal pericolo appaia essersi concretizzato in effettive lesioni dell’integrità fisica.

Cassazione penale sez. IV, 05/06/2019, n.37145

Mancata prestazione dell’assistenza in caso di incidente e fuga: differenze

Il reato di mancata prestazione dell’assistenza occorrente in caso di incidente, di cui all’art. 189 C.d.S., comma 7, implica una condotta ulteriore e diversa rispetto a quella del reato di fuga, previsto dal comma 6 del predetto art. 189, non essendo sufficiente la consapevolezza che dall’incidente possano essere derivate conseguenze per le persone, occorrendo invece che un tale pericolo appaia essersi concretizzato, almeno sotto il profilo del dolo eventuale, in effettive lesioni dell’integrità fisica.

Cassazione penale sez. IV, 23/01/2019, n.5914

Valutazione della prova indiziaria

In tema di valutazione della prova indiziaria, il ricorso al criterio di verosimiglianza e alle massime di esperienza conferisce al dato preso in esame valore di prova solo se può escludersi plausibilmente ogni spiegazione alternativa che invalidi l’ipotesi all’apparenza più verosimile.

(Nella specie – relativa ad una ipotesi di reato di fuga del conducente coinvolto in un sinistro stradale con feriti – la S.C. ha ritenuto immune da censure la sentenza impugnata che aveva condannato il conducente che aveva cagionato l’incidente, in quanto egli, successivamente al sinistro, si era recato a ritirare la targa del veicolo, perduta nel corso dell’incidente, senza manifestare, né in quella sede né nel processo, circostante potenzialmente idonee a scagionarlo).

Cassazione penale sez. IV, 13/04/2018, n.22790

Reato di fuga: la sosta momentanea esclude il reato?

Il delitto di fuga si configura anche nel caso in cui colui che, in occasione di un incidente stradale ricollegabile al suo comportamento e da cui sia derivato un danno alle persone, effettui sul luogo una sosta momentanea del tutto insufficiente alla sua identificazione e a quella del veicolo.

Cassazione penale sez. IV, 28/03/2018, n.18406

Chi risponde del reato di fuga?

In tema di circolazione stradale, risponde del reato previsto dall’art. 189, comma 6, cod. strada, (c.d. reato di fuga), il soggetto che, coinvolto in un sinistro con danni alle persone, effettui soltanto una sosta momentanea, senza fornire le proprie generalità.

(Nella specie la Corte ha ritenuto esente da vizi la sentenza che aveva affermato la responsabilità del conducente che, avendo investito due pedoni minorenni, era sceso dall’auto solo dopo che una persona che aveva assistito all’impatto si era posta davanti al mezzo indicando le vittime, e si era poi allontanato senza fornire le proprie generalità, stanti le rassicurazioni fornite dalle persone offese circa il proprio stato di salute, nonostante la violenza dell’urto idonea ad arrecare danno alle persone).

Cassazione penale sez. IV, 07/06/2017, n.42308

Fermarsi per pochi istanti: esclude il reato di fuga?

Integra il reato di cui all’art. 189, commi primo e sesto, C.d.S. (cosiddetto reato di “fuga”), la condotta di colui che – in occasione di un incidente ricollegabile al suo comportamento da cui sia derivato un danno alle persone – effettui sul luogo del sinistro una sosta momentanea (nella specie “per pochi istanti”), senza consentire la propria identificazione, né quella del veicolo.

Il dovere di fermarsi sul posto dell’incidente deve durare per tutto il tempo necessario all’espletamento delle prime indagini rivolte ai fini dell’identificazione del conducente stesso e del veicolo condotto, perché, ove si ritenesse che la durata della prescritta fermata possa essere anche talmente breve da non consentire né l’identificazione del conducente, né quella del veicolo, né lo svolgimento di un qualsiasi accertamento sulle modalità dell’incidente e sulle responsabilità nella causazione del medesimo, la norma stessa sarebbe priva di ratio e di una qualsiasi utilità pratica (nella specie l’imputato si era allontanato immediatamente dopo il sinistro, limitandosi a scambiare poche parole con la persona offesa, senza fornire le proprie generalità e senza accertarsi se avesse bisogno di aiuto).

Cassazione penale sez. IV, 30/05/2017, n.34382

Reato di fuga e omissione di soccorso: differenze

Nel reato di fuga previsto dall’articolo 189, comma 6, del Cds il dolo deve investire la sola inosservanza dell’obbligo di fermarsi in relazione all’evento dell’incidente stradale e non anche la constatazione dell’esistenza di un danno effettivo alle persone che vi risultino coinvolte.

Diversamente, nel reato di mancata prestazione dell’assistenza occorrente in caso di incidente di cui all’articolo 189, comma 7, del Cds, vi è una elemento ulteriore e diverso rispetto a quella del reato di fuga, non essendo sufficiente la consapevolezza che dall’incidente possano essere derivate conseguenze per le persone, ma occorrendo che un tale pericolo appaia essersi concretizzato, almeno sotto il profilo del dolo eventuale, in effettive lesioni dell’integrità fisica.

Nel caso di specie, l’imputato è stato riconosciuto responsabile solo del reato di cui all’articolo 189, comma 6, in quanto, dopo aver provocato l’incidente tamponando la parte posteriore della vettura che procedeva in senso opposto, lo stesso si allontanava senza fermarsi, non essendovi chiari e immediati segnali di lesioni per il conducente e i passeggeri del veicolo urtato.

Tribunale Frosinone, 19/04/2017, n.570

Presenza di un terzo: esclude la responsabilità di chi fugge?

Nel reato di fuga, il dolo deve investire non solo l’evento incidente, ma anche il danno alle persone e conseguentemente, la necessità del soccorso, che non costituisce una condizione di punibilità; tuttavia, la consapevolezza che la persona coinvolta nell’incidente ha bisogno di soccorso può sussistere anche sotto il profilo del dolo eventuale (respinta, nella specie, la tesi difensiva secondo cui la presenza sul luogo dell’incidente di una terza persona, che intervenne, avrebbe escluso la responsabilità dell’imputato).

Cassazione penale sez. IV, 13/04/2017, n.32114

Reato di fuga: il dolo

Nel reato di ‘fuga’ il dolo deve avere ad oggetto non soltanto la causazione di un incidente stradale ma anche l’aver provocato un danno alle persone.

Cassazione penale sez. IV, 06/05/2016, n.22718



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