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Reato di fuga: ultime sentenze

7 Luglio 2022
Reato di fuga: ultime sentenze

Fuga del conducente coinvolto in un sinistro stradale con feriti; dovere di fermarsi sul posto dell’incidente; mancata prestazione di assistenza.

Fuga dopo un incidente stradale con danno alle persone

In tema di reato di fuga dopo un incidente stradale con danno alle persone, le condotte sanzionate dall’articolo 189, commi 6 e 7, del Dlgs 285/1992 vanno interpretate non già formalisticamente ma teleologicamente, con riguardo allo scopo che il legislatore si è prefisso, che è quello di far sì che il destinatario del precetto (non in attuazione di un generico e incoercibile dovere morale o civico, ma in ottemperanza ad un obbligo di legge, variamente sanzionato), in primo luogo, si fermi per rendersi conto dell’accaduto e, successivamente, si metta in condizione di prestare assistenza ai feriti o, comunque, di essere identificato nella prospettiva di eventuali azioni risarcitorie, sempre che ciò risulti possibile.

Tribunale Taranto sez. I, 02/03/2022, n.326

Reato di mancata prestazione dell’assistenza e reato di fuga

In tema di circolazione stradale, il reato di mancata prestazione dell’assistenza occorrente in caso di incidente, di cui all’articolo 189, comma 7, del Cds, implica una condotta ulteriore e diversa rispetto a quella del reato di fuga, previsto dal comma 6 del medesimo articolo, non essendo sufficiente la consapevolezza che dall’incidente possano essere derivate conseguenze per le persone, occorrendo invece che un tale pericolo appaia essersi concretizzato, almeno sotto il profilo del dolo eventuale, in effettive lesioni dell’integrità fisica.

Nel caso di specie, il Tribunale ha ritenuto integrati entrambi i reati nei confronti dell’imputato il quale, dopo essere incorso in un sinistro stradale comunque ricollegabile al suo comportamento, consapevole del fatto che il conducente del veicolo coinvolto avesse riportate delle ferite, non ottemperava all’obbligo di fermarsi e prestare soccorso alla vittima continuando a guidare il proprio veicolo per allontanarsi dal campo del sinistro al fine di rimanere sconosciuto.

Tribunale Genova sez. I, 04/10/2021, n.3718

Fuga: natura di reato omissivo di pericolo

Il reato di fuga previsto dall’art. 189, comma 6, cod. strad. ha natura di reato omissivo di pericolo, in quanto volto ad imporre all’agente, sanzionandone l’inosservanza, l’obbligo di fermarsi in presenza di un incidente – di cui abbia percezione – riconducibile al suo comportamento e concretamente idoneo a produrre eventi lesivi, sicché, ai fini della sussistenza del reato, non è necessario riscontrare l’esistenza di un effettivo danno alle persone, peraltro neppure accertabile immediatamente nella sua sussistenza e consistenza.

(Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto che correttamente i giudici di merito avessero affermato la responsabilità dell’imputato in ragione delle specifiche modalità del sinistro, che egli aveva determinato omettendo di dare la dovuta precedenza, e della traiettoria tangente dei veicoli coinvolti, logicamente causativa di lesioni al conducente del mezzo investito).

Cassazione penale sez. II, 22/09/2021, n.42744

Fuga: dolo richiesto per la punibilità

Ai fini della configurabilità del reato di cui all’articolo 189 C.d.S., il dolo richiesto va apprezzato come eventualmente sussistente avendo riguardo alle circostanze fattuali del caso laddove queste, come percepite dall’agente, siano univocamente indicative di un incidente idoneo ad arrecare danno alle persone; il dolo richiesto per la punibilità può essere integrato anche dal solo dolo eventuale, non essendo necessario il dolo intenzionale.

Corte appello Ancona, 03/09/2021, n.1171

Reato di fuga e reato di omissione di assistenza

Mentre nel reato di “fuga” previsto dall’art. 189, comma 6, C.d.S., è sufficiente che si verifichi un incidente riconducibile al proprio comportamento che sia concretamente idoneo a produrre eventi lesivi, senza che debba riscontrarsi l’esistenza di un effettivo danno alle persone, per il reato di omissione di assistenza, di cui al comma 7, dello stesso articolo, si richiede che sia effettivo il bisogno dell’investito. L’effettività può ritenersi insussistente nel caso di assenza di lesioni o di morte o allorché altri abbia già provveduto e non risulti più necessario l’intervento dell’obbligato.

Certamente, l’assenza di lesioni o morte o la presenza di un soccorso prestato da altri non possono essere conosciute “ex post” dall’investitore, dovendo questi essersene reso conto in base ad obiettiva constatazione prima dell’allontanamento (nella specie, i danni riportati dalla vettura erano incompatibile con l’impossibilità per l’automobilista di non essersi accorto di avere tamponato un motociclo).

Cassazione penale sez. IV, 03/06/2021, n.24913

Fuga dopo un investimento

In tema di circolazione stradale, il reato di fuga dopo un investimento e quello di mancata prestazione dell’assistenza occorrente, previsti rispettivamente dai commi 6 e 7 dell’articolo 189 del CdS, configurano due fattispecie autonome e indipendenti, con diversa oggettività giuridica: la prima è finalizzata a garantire l’identificazione dei soggetti coinvolti nell’investimento e la ricostruzione delle modalità del sinistro; la seconda è volta ad assicurare il necessario soccorso alle persone rimaste ferite. Ne consegue che tra le due ipotesi criminose è ravvisabile un concorso materiale.

Nel caso di specie, il Tribunale ha ritenuto sussistenti entrambe le fattispecie, posto che l’imputata, dopo aver investito alla guida un bambino, non si era fermata al fine di verificare quanto fosse successo continuando la propria marcia, indifferente a quanto accaduto.

Tribunale Taranto sez. I, 08/02/2021, n.112

Reato di fuga: sussiste per l’utente coinvolto nel sinistro non responsabile

In tema di circolazione stradale, il reato di cui all’art. 189, commi 6 e 7, cod. strada è configurabile nei confronti dell’utente della strada coinvolto nel sinistro, pur se non responsabile dello stesso, in quanto l’incidente, che è comunque ricollegabile al suo comportamento, assume il valore di antefatto non punibile idoneo ad identificare il titolare di una posizione di garanzia al fine di proteggere gli altri utenti coinvolti dal pericolo derivante da un ritardato soccorso (nella specie un ciclista aveva colpito una vettura, riportando lesioni non gravi, e l’automobilista, in seguito condannato per il reato di fuga, si era fermato solo per pochi minuti e poi se ne era andato senza fornire le proprie generalità né accompagnare la persona offesa a casa o al Pronto Soccorso).

Cassazione penale sez. IV, 21/10/2020, n.29837

Ritornare sul luogo del sinistro dopo essersi allontanati

In caso di incidente con danni alle persone, il reato di fuga ex art. 189, comma 6, del Codice della Strada si perfeziona istantaneamente nel momento in cui il conducente del veicolo coinvolto viola l’obbligo di fermarsi, ponendo in essere, con il mero allontanamento, una condotta contraria al precetto di legge sicché a nulla rileva, ai fini della configurabilità della causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto, il comportamento post delictum di ritornare sul luogo dell’incidente.

Cassazione penale sez. IV, 23/09/2020, n.28304

Le dinamiche della fermata effettuata dall’agente

In tema di reato di fuga dopo un incidente stradale con danno alle persone, affinché il precetto dell’obbligo di fermarsi sia rispettato, occorre che l’agente effettui una fermata che, per le concrete modalità, gli consenta di rendersi conto dell’accaduto ed eventualmente mettersi in condizione di prestare assistenza ai feriti, e, comunque, di essere identificato ai fini della compiuta ricostruzione dell’accaduto e di eventuali azioni risarcitorie.

(Nella specie, in cui l’imputato si era fermato dopo aver investito un pedone ed era rimasto sul luogo dell’incidente fino all’arrivo dell’ambulanza, la Corte ha annullato la sentenza impugnata che aveva riconosciuto la responsabilità dell’imputato senza accertare se, nel dato contesto di fatto, fosse possibile o meno per lo stesso lasciare i propri dati identificativi alla donna ferita o ad altra persona, prima o dopo l’arrivo dell’ambulanza, e quanto tempo dopo l’incidente fosse sopraggiunta la polizia municipale, non essendo esigibile un’attesa senza termine dell’arrivo sul posto degli operatori di polizia).

Cassazione penale sez. IV, 11/02/2020, n.9212

L’immediato allontanamento del soggetto dal luogo dell’incidente

Per il reato di « fuga » occorre valutare il comportamento complessivo dell’agente, che si deve concretizzare nell’immediato (o quasi immediato) allontanamento del soggetto dal luogo dell’incidente.

Cassazione penale sez. IV, 11/02/2020, n.9212

Condotta omissiva istantanea e non frazionabile

La mancata fermata, punita dall’art. 189, comma 1, codice della strada, costituisce una condotta omissiva istantanea e non frazionabile, a cui, peraltro, non deve seguire alcun evento, sicché l’inadempimento all’obbligo giuridico collegato alla provocazione del sinistro si verifica immediatamente e non ne è configurabile, per la sua stessa struttura, una interruzione.

Cassazione penale sez. IV, 05/11/2019, n.46213

Sosta momentanea sul luogo del sinistro senza consentire la propria identificazione né quella del veicolo

Il reato di fuga, ex art. 189, commi 1 e 6, c.d.s., si concretizza nella condotta di colui che, in occasione di un incidente ricollegabile al suo comportamento da cui sia derivato danno a persone, effettui sul luogo del sinistro una sosta momentanea senza consentire la propria identificazione né quella del veicolo. Il dovere di fermarsi sul luogo dell’incidente infatti deve durare per tutto il tempo necessario allo svolgimento delle prime indagini per identificare il conducente e il veicolo coinvolto.

Cassazione penale sez. IV, 25/09/2019, n.43207

Reato di mancata prestazione di assistenza

Il reato di mancata prestazione di assistenza in caso di sinistro implica una condotta diversa rispetto a quella del reato di fuga, in quanto non è sufficiente la consapevolezza che dall’incidente possano essere derivate conseguenze per le persone, ma occorre che tal pericolo appaia essersi concretizzato in effettive lesioni dell’integrità fisica.

Cassazione penale sez. IV, 05/06/2019, n.37145

In tema di circolazione stradale, il reato di mancata prestazione dell’assistenza occorrente in caso di incidente, di cui all’art. 189, comma 7, cod. str., implica una condotta ulteriore e diversa rispetto a quella del reato di fuga, previsto dal comma 6 del predetto art. 189, non essendo sufficiente la consapevolezza che dall’incidente possano essere derivate conseguenze per le persone, occorrendo invece che un tale pericolo appaia essersi concretizzato, almeno sotto il profilo del dolo eventuale, in effettive lesioni dell’integrità fisica.

Cassazione penale sez. IV, 05/06/2019, n.37145

Reato di fuga: il danno arrecato alla vittima

In tema di circolazione stradale, l’elemento soggettivo del reato di cui all’art. 189 C.d.S., comma 6 (punito solo a titolo di dolo) ricorre quando l’utente della strada, al verificarsi di un incidente – idoneo a recar danno alle persone e riconducibile al proprio comportamento – ometta di fermarsi per prestare eventuale soccorso, non necessario per contro essendo che il soggetto agente abbia in concreto constatato il danno provocato alla vittima.

Cassazione penale sez. IV, 14/05/2019, n.23931

Chi commette il reato di fuga?

Integra il reato di fuga, ex articolo 189 comma 6 del Codice della strada, la condotta di colui che effettua sul luogo del sinistro una sosta momentanea senza consentire la propria identificazione, né quella del veicolo. Ad affermarlo è la Cassazione che ribadisce la distinzione tra il reato di fuga dopo un investimento e quello di mancata prestazione dell’assistenza occorrente.

Cassazione penale sez. IV, 14/03/2019, n.25142

Mancata prestazione dell’assistenza in caso di incidente e fuga: differenze

Il reato di mancata prestazione dell’assistenza occorrente in caso di incidente, di cui all’art. 189 C.d.S., comma 7, implica una condotta ulteriore e diversa rispetto a quella del reato di fuga, previsto dal comma 6 del predetto art. 189, non essendo sufficiente la consapevolezza che dall’incidente possano essere derivate conseguenze per le persone, occorrendo invece che un tale pericolo appaia essersi concretizzato, almeno sotto il profilo del dolo eventuale, in effettive lesioni dell’integrità fisica.

Cassazione penale sez. IV, 23/01/2019, n.5914

Valutazione della prova indiziaria

In tema di valutazione della prova indiziaria, il ricorso al criterio di verosimiglianza e alle massime di esperienza conferisce al dato preso in esame valore di prova solo se può escludersi plausibilmente ogni spiegazione alternativa che invalidi l’ipotesi all’apparenza più verosimile.

(Nella specie – relativa ad una ipotesi di reato di fuga del conducente coinvolto in un sinistro stradale con feriti – la S.C. ha ritenuto immune da censure la sentenza impugnata che aveva condannato il conducente che aveva cagionato l’incidente, in quanto egli, successivamente al sinistro, si era recato a ritirare la targa del veicolo, perduta nel corso dell’incidente, senza manifestare, né in quella sede né nel processo, circostante potenzialmente idonee a scagionarlo).

Cassazione penale sez. IV, 13/04/2018, n.22790

Sosta momentanea: esclude il reato di fuga?

Il delitto di fuga si configura anche nel caso in cui colui che, in occasione di un incidente stradale ricollegabile al suo comportamento e da cui sia derivato un danno alle persone, effettui sul luogo una sosta momentanea del tutto insufficiente alla sua identificazione e a quella del veicolo.

Cassazione penale sez. IV, 28/03/2018, n.18406

Chi risponde del reato di fuga?

In tema di circolazione stradale, risponde del reato previsto dall’art. 189, comma 6, cod. strada, (c.d. reato di fuga), il soggetto che, coinvolto in un sinistro con danni alle persone, effettui soltanto una sosta momentanea, senza fornire le proprie generalità.

(Nella specie la Corte ha ritenuto esente da vizi la sentenza che aveva affermato la responsabilità del conducente che, avendo investito due pedoni minorenni, era sceso dall’auto solo dopo che una persona che aveva assistito all’impatto si era posta davanti al mezzo indicando le vittime, e si era poi allontanato senza fornire le proprie generalità, stanti le rassicurazioni fornite dalle persone offese circa il proprio stato di salute, nonostante la violenza dell’urto idonea ad arrecare danno alle persone).

Cassazione penale sez. IV, 07/06/2017, n.42308

Fermarsi per pochi istanti: esclude il reato di fuga?

Integra il reato di cui all’art. 189, commi primo e sesto, C.d.S. (cosiddetto reato di “fuga”), la condotta di colui che – in occasione di un incidente ricollegabile al suo comportamento da cui sia derivato un danno alle persone – effettui sul luogo del sinistro una sosta momentanea (nella specie “per pochi istanti”), senza consentire la propria identificazione, né quella del veicolo.

Il dovere di fermarsi sul posto dell’incidente deve durare per tutto il tempo necessario all’espletamento delle prime indagini rivolte ai fini dell’identificazione del conducente stesso e del veicolo condotto, perché, ove si ritenesse che la durata della prescritta fermata possa essere anche talmente breve da non consentire né l’identificazione del conducente, né quella del veicolo, né lo svolgimento di un qualsiasi accertamento sulle modalità dell’incidente e sulle responsabilità nella causazione del medesimo, la norma stessa sarebbe priva di ratio e di una qualsiasi utilità pratica (nella specie l’imputato si era allontanato immediatamente dopo il sinistro, limitandosi a scambiare poche parole con la persona offesa, senza fornire le proprie generalità e senza accertarsi se avesse bisogno di aiuto).

Cassazione penale sez. IV, 30/05/2017, n.34382

Reato di fuga e omissione di soccorso: differenze

Nel reato di fuga previsto dall’articolo 189, comma 6, del Cds il dolo deve investire la sola inosservanza dell’obbligo di fermarsi in relazione all’evento dell’incidente stradale e non anche la constatazione dell’esistenza di un danno effettivo alle persone che vi risultino coinvolte.

Diversamente, nel reato di mancata prestazione dell’assistenza occorrente in caso di incidente di cui all’articolo 189, comma 7, del Cds, vi è una elemento ulteriore e diverso rispetto a quella del reato di fuga, non essendo sufficiente la consapevolezza che dall’incidente possano essere derivate conseguenze per le persone, ma occorrendo che un tale pericolo appaia essersi concretizzato, almeno sotto il profilo del dolo eventuale, in effettive lesioni dell’integrità fisica.

Nel caso di specie, l’imputato è stato riconosciuto responsabile solo del reato di cui all’articolo 189, comma 6, in quanto, dopo aver provocato l’incidente tamponando la parte posteriore della vettura che procedeva in senso opposto, lo stesso si allontanava senza fermarsi, non essendovi chiari e immediati segnali di lesioni per il conducente e i passeggeri del veicolo urtato.

Tribunale Frosinone, 19/04/2017, n.570

Presenza di un terzo: esclude la responsabilità di chi fugge?

Nel reato di fuga, il dolo deve investire non solo l’evento incidente, ma anche il danno alle persone e conseguentemente, la necessità del soccorso, che non costituisce una condizione di punibilità; tuttavia, la consapevolezza che la persona coinvolta nell’incidente ha bisogno di soccorso può sussistere anche sotto il profilo del dolo eventuale (respinta, nella specie, la tesi difensiva secondo cui la presenza sul luogo dell’incidente di una terza persona, che intervenne, avrebbe escluso la responsabilità dell’imputato).

Cassazione penale sez. IV, 13/04/2017, n.32114

Reato di fuga: il dolo

Nel reato di ‘fuga’ il dolo deve avere ad oggetto non soltanto la causazione di un incidente stradale ma anche l’aver provocato un danno alle persone.

Cassazione penale sez. IV, 06/05/2016, n.22718



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5 Commenti

  1. Posso capire la paura iniziale di aver provocato un incidente e di aver causato dei feriti. Ma con che coraggio una persona abbandona un’altra sapendo che può essere in fin di vita o può aver bisogno di pronto soccorso? Come si fa a darsi alla fuga?

  2. Io non mi capacito del coraggio che certe persone hanno a lasciare il luogo dell’incidente senza essersi accertate che gli altri automobilisti coinvolti nel sinistro stradale siano effettivamente sani e salvi

  3. Prima di essere automobilisti, siamo esseri umani e dovremmo avere un po’ di senso di umanità, altruismo e ragionare non solo razionalmente ma anche altruisticamente. Ammesso e non concesso che una persona abbia causato un incidente, prima di tutto deve verificare che non ci siano feriti e che l’altro conducente o i suoi passeggeri non abbiamo riportato lesioni, dopodiché si prende le sue responsabilità e si accerta dei danni che ha provocato alle auto.

  4. C’è chi preso dall’ansia e dal timore delle possibili conseguenze non pensa proprio all’altra auto e pensa soltanto a salvarsi la sua pellaccia. Intanto, non si rende conto che correndo via le conseguenze possono essere peggiori perché può scattare il reato di fuga ma anche quello di omissione di soccorso. La gente non ha affatto il senso civico

  5. Corri corri e poi magari pensando di fare il furbo vieni sorpreso dalle telecamere oppure nel frattempo l’automobilista vittima dell’incidente è riuscito a prendersi il numero di targa e paghi i danni successivamente, quando invece il comportarsi da persona responsabile e da bravo cittadino avrebbe magari portato ad un epilogo differente

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