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Notifica Pec in base al Reginde o al Registro Ini-Pec?

29 Settembre 2019
Notifica Pec in base al Reginde o al Registro Ini-Pec?

A chi sta nel Reginde notifica valida solo a quell’indirizzo mail. «Non attendibile» l’elenco Ini Pec.

Ci sono numerosi modi per ricercare un indirizzo Pec dei soggetti tenuti ad avere la casella di posta certificata (ossia imprenditori, società e professionisti). Si possono consultare gli elenchi dell’ordine di appartenenza del professionista, il sito internet della società, lo stesso Google. I più scrupolosi sanno che esiste il registro Ini-Pec: leggi Come cercare indirizzi Pec di imprese e professionisti. C’è poi il Registro imprese e, infine, il Reginde, ossia il Registro generale degli indirizzi elettronici. Potrebbe anche capitare di trovarsi dinanzi a due indirizzi Pec differenti, magari uno non più usato, ma non aggiornato e l’altro, invece, attivo. Certo, in questi casi, fare una doppia notifica non costa nulla visto che parliamo di posta elettronica certificata. Ma se non ci si accorge del problema, si potrebbe cadere in una causa di nullità della notifica. Ecco che allora è intervenuta la Cassazione con due importanti ordinanze che saranno un faro per le comunicazioni formali d’ora in avanti. Alla Corte è stato chiesto se, in materia di indirizzo Pec, vale il Regine o il Registro Ini-Pec.

Immaginiamo che un avvocato effettui una notifica all’indirizzo Pec risultante dal registro Ini-Pec e che, solo al termine del processo, si scopra che l’indirizzo inserito, invece, nel Reginde è differente. Cosa succede in un’ipotesi del genere? Ecco cosa ha detto la Suprema Corte.

Per i soggetti i cui account sono inseriti nel Reginde, la notifica Pec dell’atto giudiziario è valida soltanto a quell’indirizzo contenuto nel registro generale gestito dal ministero della Giustizia, anche se il soggetto destinatario ha la disponibilità di altri recapiti di posta elettronica certificata. Diversamente, si configura la nullità per inosservanza delle disposizioni riguardanti la persona cui va consegnata la copia dell’atto.

Ed ancora, ha continuato la Suprema Corte, non si può eseguire la notifica all’indirizzo tratto da Ini Pec perché è un elenco «non attendibile».

La questione relativa a quale Pec utilizzare – se quelle del registro Ini-Pec o del Reginde – non è nuova. E sulla stessa si è formato già un contrasto giurisprudenziale.

La non attendibilità del registro Ini-Pec era già stata dichiarata dalla stessa Cassazione nel febbraio di quest’anno [2] secondo cui “per una valida notifica tramite Pec si deve estrarre l’indirizzo del destinatario solo dal pubblico registro Reginde e non dal pubblico registro Ini Pec”, che è l’indice nazionale indirizzi di posta elettronica certificata istituito dal ministero dello Sviluppo Economico.

Oggi, la Corte ribadisce lo stesso principio. La notifica effettuata presso un indirizzo Pec diverso da quello contenuto nel Reginde risulta invalida. È esclusa la mera irregolarità laddove non emerge in alcun modo il raggiungimento dello scopo della notifica stessa (così come succede con la notifica tradizionale a mezzo dell’ufficiale giudiziario). La regola si applica ai soggetti diversi da quelli inclusi in una serie di elenchi, fra i quali società, imprese e professionisti.

Esistono, però, anche due ordinanze di segno opposto [3], anch’esse di quest’anno e da noi già commentate nell’articolo: Notifica via Pec: vale l’indirizzo Ini-Pec o il RegInde? In questa occasione, i giudici supremi hanno, invece, affermato che può ritenersi valida la notifica effettuata all’account Ini-Pec della società destinataria in quanto indirizzo «pubblico informatico» che gli imprenditori hanno l’onere di attivare fin dall’iscrizione al registro della Camera di commercio. Con la prima delle due pronunce, la Corte ha ritenuto valida la notifica del ricorso del fallimento e del decreto con la fissazione dell’udienza prefallimentare effettuato dalla cancelleria all’indirizzo della società risultante dal registro Ini-Pec. È sufficiente far quindi riferimento all’indice degli indirizzi di posta elettronica certificata delle imprese e dei professionisti istituito dal ministero dello Sviluppo Economico per la validità della notifica a mezzo Pec.


note

[1] Cass. ord. n. 24110/19 e 24160/19 del 27.09.2019.

[2] Cass. sent. n. 3709/02019.

[3] Cass. ord. n. 9893/19 e 9897/19


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