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Autocalunnia: ultime sentenze

24 Marzo 2021
Autocalunnia: ultime sentenze

Le ultime sentenze su: reato di autocalunnia; prova della responsabilità penale; dichiarazioni autoaccusatorie; presentazione della falsa denuncia; ritrattazione dell’originaria mendace denuncia; valutazione del fatto e della prova.

Quando si configura il reato di autocalunnia? Chi sono i responsabili del reato? A rispondere del reato di autocalunnia sono sia chi si accusa falsamente di un reato che il vero colpevole. Per saperne di più, leggi le ultime sentenze.

Chi risponde del reato di autocalunnia?

Nel reato di autocalunnia risponde non solo chi si accusa falsamente di un reato ma altresì il vero colpevole del reato. (Nel caso di specie, si trattava di un omicidio stradale laddove il passeggero affermava di essere stato il conducente del mezzo che aveva investito il pedone).

Ufficio Indagini preliminari La Spezia, 28/05/2019, n.174

Responsabilità del magistrato: quando è esclusa?

In tema di responsabilità civile del magistrato, l’art. 2 della legge 13 aprile 1988, n. 117 (nella formulazione anteriore alla novella della legge 27 febbraio 2015, n. 18, ratione temporis applicabile alla fattispecie), nel fissare i presupposti della domanda risarcitoria contro lo Stato per atto commesso con dolo o colpa grave dal magistrato nell’esercizio delle sue funzioni, esclude che possa dar luogo a responsabilità l’attività di interpretazione di norme di diritto, ovvero di valutazione del fatto e della prova, con clausola di salvaguardia che non tollera letture riduttive, in quanto giustificata dal carattere fortemente valutativo dell’attività giudiziaria e dall’esigenza di attuare compiutamente l’indipendenza del giudice.

(In applicazione di tale principio, la S.C. ha escluso la responsabilità del P.M. per aver richiesto il rinvio a giudizio per il reato di autocalunnia di un soggetto che aveva reso dichiarazioni falsamente autoaccusatorie ad un privato cittadino, non tenuto a riferire all’Autorità giudiziaria).

Cassazione civile sez. III, 19/01/2018, n.1266

La confessione

La confessione può costituire anche l’unica prova della responsabilità penale, indipendentemente dai riscontri esterni, non essendo suscettibili di applicazione analogica i limiti previsti dall’art. 192 per la chiamata in correità purché il giudice escluda logicamente che si sia in presenza di un’autocalunnia o vi sia stata la costrizione dell’interessato.

(Nel caso di specie, le dichiarazioni confessorie, che riguardavano una rapina di un’autovettura, puntuali ed intrinsecamente attendibili, erano state rese in un interrogatorio più vasto dinnanzi a magistrati della D.D.A. ed erano finalizzate alla collaborazione con l’Autorità Giudiziaria).

Ufficio Indagini preliminari S.Maria Capua V., 03/05/2016, n.378

Casi di non punibilità

Non è punibile per i reati di falsa testimonianza, calunnia e autocalunnia, ai sensi dell’art. 384 c.p., il testimone che ribadisca nel processo le dichiarazioni autoaccusatorie e accusatorie precedentemente rese, non essendo tenuto a modificare le false affermazioni originariamente riferite.

Cassazione penale sez. VI, 16/07/2013, n.30830

Ai sensi dell’art. 384 c.p., non è punibile per il reato di cui all’art. 372 e 369 c.p., chi renda falsa testimonianza per sottrarsi al pericolo di essere incriminato per il reato di calunnia (o autocalunnia) precedentemente commesso.

Cassazione penale sez. VI, 16/07/2013, n.30830

Simulazione di reato

In tema di simulazione di reato, la ritrattazione della originaria mendace denuncia non produce effetti sulla punibilità, salvo che intervenga nell’immediatezza della denuncia stessa ed impedisca così in radice l’inizio di un procedimento penale.

(La Corte ha precisato che la ritrattazione della ritrattazione, ove l’originaria denuncia sia veridica, non produce parimenti effetti sulla punibilità del delitto di autocalunnia costituito dalla prima ritrattazione).

Cassazione penale sez. VI, 25/02/2008, n.30887

Simulazione oggettiva di reato e delitto di autocalunnia

La simulazione oggettiva di reato resta assorbita nel delitto di calunnia o di autocalunnia quando la predisposizione degli elementi idonei alla falsa rappresentazione sia fin dall’origine diretta unicamente a rendere più attendibile la falsa incolpazione, convogliando le indagini verso il terzo o verso se stesso onde indicare l’uno o l’altro autore del reato simulato con una progressiva attività criminosa. Quando, invece, l’agente pone in essere due attività indipendenti e distinte, si determina il concorso dei reati indicati.

Tribunale Bari sez. I, 19/11/2007

Ritrattazione dell’incolpazione

Nel delitto di autocalunnia la “ritrattazione” dell’incolpazione è idonea ad elidere l’offensività dell’azione solo se interviene senza soluzione di continuità con la presentazione della falsa denuncia e nel medesimo contesto, prima cioè che l’amministrazione della giustizia sia in qualche modo sviata od ostacolata; in tal caso, viene meno il carattere lesivo della stessa condotta autocalunniatrice per inidoneità dell’azione, ai sensi dell’art. 49 c.p.

Cassazione penale sez. VI, 14/05/2003, n.37016

Chi commette il reato di autocalunnia?

Commette autocalunnia e non favoreggiamento personale chi, pur di giovare al vero autore di un delitto che è stato già commesso, si addebita elementi, sia pure esclusivamente materiali del fatto, che lo espongono alla instaurazione del procedimento penale, ciò in quanto il delitto di autocalunnia è ipotesi specifica rispetto al titolo generico e sussidiario del favoreggiamento personale, che può applicarsi solo quando il fatto che lo costituisce non sia espressamente previsto da altra norma.

Cassazione penale sez. VI, 24/09/2003, n.44737

Condotta criminosa

Il delitto di autocalunnia, in quanto reato di pericolo, presuppone che la condotta criminosa renda in concreto possibile l’inizio di un procedimento penale e perciò non metta in moto la macchina della giustizia una direzione falsata (Fattispecie in cui è stato escluso il reato di cui all’art. 369 c.p. perché le dichiarazioni autoindizianti, rese dal soggetto alla polizia giudiziaria, sono state ritenute inattendibili ed “ictu oculi” del tutto inidonee a fuorviare il regolare espletamento della attività di indagine).

Tribunale Perugia, 29/11/2001

Applicazione della pena

In sede di applicazione di pena ex art. 444 c.p.p. (per i reati di falso ex art. 483 c.p. e di abuso edilizio ex art. 20 lett. c) l. n. 47 del 1985) l’ulteriore ravvisabilità degli estremi del reato di autocalunnia, per i fatti penalmente rilevanti esposti nella dichiarazione sostitutiva di atto notorio ex art. 4 l. n. 15 del 1968 da allegarsi all’istanza di condono, come risalenti a data anteriore ed in realtà avvenuti successivamente, rende opportuna – pur accogliendo l’istanza di patteggiamento ed applicando la pena per i reati formalmente contestati – la trasmissione degli atti alla competente procura affinché valuti se procedere ulteriormente per il reato di autocalunnia.

Pretura Firenze, 13/01/1997

Concorso tra i reati di autocalunnia e falsa testimonianza

È ammissibile il concorso tra i reati di autocalunnia e falsa testimonianza ex artt. 369 e 372 c.p., avendo essi una diversa obiettività giuridica, in quanto lesivi di interessi dell’attività giudiziaria di specie diversa.

Cassazione penale sez. VI, 13/11/1989



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2 Commenti

  1. Nel reato di autocalunnia, se ho capito bene, una persona si incolpa di un reato che non ha commesso. Ma una persona può accusarsi perché è stata costretta, istigata, consigliata da altre persone? Grazie per i vostri consigli legali sempre chiari

    1. Il reato di autocalunnia consiste nell’incolparsi di un reato che non si è commesso. Il più delle volte, però, accade che tale determinazione (cioè, la volontà di accusarsi) maturi a seguito del consiglio o addirittura dell’istigazione di altre persone. Facciamo un esempio. Il giovane Tizio investe un pedone e poi fugge via. I genitori, pur di aiutarlo, decidono di mentire e, di comune accordo, il padre si assume la responsabilità dell’accaduto: va alla polizia e dice che era alla guida al momento dell’incidente. Orbene, nel caso appena prospettato, se è certo che il padre di Tizio risponderà di autocalunnia, quale sarà la sorte della madre, la quale ha suggerito e acconsentito che il marito si accollasse la responsabilità? Ebbene, in tutti i casi come quello appena esemplificato, quando c’è l’accordo tra più persone affinché una di esse si accusi falsamente davanti alle autorità, scatta anche per le altre il delitto di concorso nel reato di autocalunnia. Esaminiamo ora un’ipotesi leggermente diversa: riprendendo l’esempio appena fatto, supponiamo che la madre di Tizio, senza nulla dire, vada a denunciare il marito per l’incidente occorso. Questi, contattato dalle autorità, pur non essendosi accordato precedentemente con la moglie, per salvare il figlio decide di non dire la verità e di accettare la falsa accusa. Cosa accade in questa circostanza? Ebbene, succede che, in assenza di accordo con il falso accusato, la madre di Tizio risponderà del più grave delitto di calunnia, mentre il padre di autocalunnia. Puoi trovare maggiori informazioni nel nostro articolo sul reato di autocalunnia https://www.laleggepertutti.it/231773_il-reato-di-autocalunnia

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