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Frode processuale: ultime sentenze

31 Gennaio 2022
Frode processuale: ultime sentenze

Causa di esclusione della colpevolezza; situazione di pericolo; documentazione fraudolentemente modificata; artifici e raggiri volti a trarre in inganno il giudice.

Abuso del processo e frode della funzione 

L’abuso del processo consiste in un vizio per sviamento della funzione ovvero in una frode della funzione e si realizza allorché un diritto o una facoltà processuali vengono esercitati per scopi diversi da quelli per i quali l’ordinamento processuale astrattamente li riconosce, con la conseguenza che la parte che ha perpetrato tale abuso non può invocare la tutela di interessi che non sono stati lesi e che non erano in realtà effettivamente perseguiti.

(In applicazione di tale principio, la Corte ha ravvisato un comportamento abusivo nella condotta degli indagati che avevano strumentalmente eccepito, solo in sede di legittimità, la nullità dell’avviso di fissazione dell’udienza di riesame per violazione delle norme procedimentali, alla cui verificazione gli stessi avevano dolosamente dato causa).

Cassazione penale sez. V, 17/03/2021, n.20891

Frode processuale: evento mediato ed evento finale

Nella frode processuale, volta a tutelare l’amministrazione della giustizia, l’evento mediato è rappresentato dall’errore in cui, per effetto dell’inganno posto in essere dal soggetto agente, incorrono il giudice o il perito. L’evento finale è rappresentato dall’adozione di un giudizio, il provvedimento giurisdizionale o la perizia, il cui contenuto è diverso da quello che il giudice o il perito avrebbero adottato se non fossero stati ingannati. Il provvedimento del giudice può tradursi in una modifica per il patrimonio di una delle parti, ma tale eventualità non può equipararsi all’atto di disposizione patrimoniale compiuto dalla vittima della truffa.

Corte appello Napoli sez. III, 22/10/2019, n.6429

Frode processuale: esclusione della colpevolezza

In tema di frode processuale, la causa di esclusione della colpevolezza di cui all’art. 384, comma 1, c.p. è applicabile anche quando la situazione di pericolo, per la libertà o l’onore proprio o dei propri congiunti, sia stato volontariamente cagionato dall’autore del reato.

Cassazione penale sez. VI, 14/02/2019, n.15327

Quando non si configura il reato di frode processuale?

Il reato di frode processuale, previsto dall’art. 374 cod. pen., non è configurabile qualora la condotta ingannatoria consista nella consegna al consulente tecnico d’ufficio di documentazione fraudolentemente modificata che, tuttavia, risulti irrilevante rispetto all’oggetto dell’accertamento e, pertanto, inidonea ad incidere sulle concrete valutazione e determinazioni del consulente.

Cassazione penale sez. VI, 28/09/2017, n.51681

Frode processuale e divieto di analogia in malam partem

Sono penalmente irrilevanti gli artifici e raggiri contenuti in una domanda giudiziale (c.d. truffa processuale) volti a trarre in inganno il giudice circa l’esistenza di un sinistro dal quale sarebbero derivate gravi lesioni; la fattispecie non rientra nell’ipotesi di frode processuale in virtù del divieto di analogia in malam partem.

Cassazione penale sez. II, 10/05/2016, n.21611

Immutazione dei luoghi

L’immutazione dei luoghi integra il delitto di frode processuale ogni qual volta sia percepibile soltanto grazie ad un esame non superficiale e possa sfuggire, pertanto, al controllo di una persona non particolarmente esperta, risultando invece irrilevante solo quando la stessa sia talmente grossolana e così agevolmente percepibile a prima vista, da escludere qualsiasi potenzialità ingannatoria.

(Fattispecie relativa ad immutazione dei luoghi, consistita nell’abbattimento e nella ricostruzione di alcuni muri portanti, finalizzata a trarre in inganno il consulente tecnico di ufficio nominato dal giudice civile in un procedimento per accertamento tecnico preventivo, introdotto per lamentate lesioni strutturali della proprietà).

Cassazione penale sez. VI, 04/02/2016, n.9956

Frode processuale: trarre in inganno il giudice o il perito

Ai fini della configurabilità del delitto di frode processuale, è necessario che, precedentemente alla sua realizzazione, sia stato commesso un reato, in relazione al quale l’autore della condotta pone in essere le condotte di immutazione artificiosa dei luoghi, delle cose o delle persone, con lo scopo di trarre in inganno il giudice o il perito.

Cassazione penale sez. V, 18/12/2015, n.4058

Consulenza ctu e configurabilità del reato di frode processuale

La condotta consistita nella sostituzione di una rete metallica sul lastrico solare con pilastri in muratura di altezza pari alla rete stessa, perpetrata nel corso di un giudizio civile successivamente alla consulenza di un c.t.u., non è idonea a integrare il reato di frode processuale di cui all’art. 374 c.p. poiché tale immutazione dei luoghi risulta talmente grossolana da essere agevolmente percepibile.

Ufficio Indagini preliminari Bari, 11/02/2015

Frode processuale: quando l’immutazione dei luoghi non integra il reato?

In tema di frode processuale, l’immutazione dei luoghi non integra il reato se sia grossolana e tale da essere percepita a prima vista. (Nel caso di specie, si trattava di una azione civile promossa dai querelanti per far accertare l’inesistenza di una servitù di veduta e di accesso sulla strada, laddove i querelati avevano realizzato pilastri in muratura della rete pari a quella metallica che il consulente tecnico d’ufficio aveva immediatamente constatato).

Tribunale Bari sez. uff. indagini prel., 11/02/2015

Documento falso

La produzione al giudice del giudizio civile di un documento falso, astrattamente qualificabile alla stregua dell’artifizio, non integra il reato di frode processuale, non avendo la potenzialità di determinare l’atto di disposizione patrimoniale da parte della vittima.

Ufficio Indagini preliminari Chieti, 08/03/2012

Delitto di frode processuale e violazione della pubblica custodia di cose

Il delitto di frode processuale può concorrere formalmente con quello di violazione della pubblica custodia di cose stante la diversità dei beni giuridici tutelati dalle rispettive norme incriminatrici, qualora l’immutazione dello stato della cosa in custodia venga realizzata attraverso la sua sottrazione, soppressione, distruzione, dispersione o deterioramento.

Cassazione penale sez. V, 07/03/2012, n.20720

Preservare la veridicità della prova

È infondata la q.l.c., sollevata in riferimento agli art. 3 e 27 cost., dell’art. 372 c.p. nella parte in cui prevede come minimo edittale la reclusione di due anni.

(La Corte, ritenuto che l’inasprimento della pena determinato dall’art. 11, comma 2 d.l. n. 306 del 1992, conv., con modificazioni, dalla l. n. 356 del 1992, sia stato dettato dalla necessità di preservare la veridicità della prova soprattutto in relazione all’attuale modello di processo penale di tipo tendenzialmente accusatorio, ha escluso che la determinazione del minimo edittale per il delitto di falsa testimonianza violi il principio di ragionevolezza o di proporzionalità, nonché la disparità di trattamento ravvisata tra il trattamento sanzionatorio relativo ai reati di frode processuale, favoreggiamento personale, simulazione di reato e calunnia e quello previsto per il delitto “de quo”).

Corte Costituzionale, 12/02/2010, n.47

Immutazione dei luoghi oggetto di una causa civile

L’immutazione dei luoghi integra il delitto di frode processuale ogni qual volta sia percepibile soltanto grazie ad un esame non superficiale e possa sfuggire, pertanto, al controllo di una persona non particolarmente esperta, risultando invece irrilevante solo quando la stessa sia talmente grossolana e così agevolmente percepibile a prima vista, da escludere qualsiasi potenzialità ingannatoria.

(Fattispecie relativa all’immutazione dei luoghi oggetto di una causa civile, al fine di trarre in inganno il perito nell’espletamento delle indagini affidategli dal giudice, attraverso l’allagamento del terrazzo condominiale e l’occlusione del canale pluviale, in modo da favorire infiltrazioni d’acqua e di umidità nel sottostante appartamento dell’imputato).

Cassazione penale sez. VI, 16/12/2009, n.8981

Opposizione alla richiesta di archiviazione proposta dal danneggiato dal reato

Non è legittimato a proporre opposizione alla richiesta di archiviazione il privato che risenta di un pregiudizio per il delitto di frode processuale, trattandosi di fattispecie incriminatrice lesiva dell’interesse della collettività al corretto funzionamento della giustizia, relativamente al quale l’interesse del privato assume un rilievo solo riflesso e mediato, tale da non consentire l’attribuzione della qualità di persona offesa, ma solo quella di persona danneggiata dal reato.

Cassazione penale sez. VI, 10/04/2008, n.17631



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