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Nullatenente: pignoramento genitori

29 Settembre 2019
Nullatenente: pignoramento genitori

Madre e padre sono responsabili per i debiti del figlio? Rischiano l’ufficiale giudiziario e il pignoramento dei beni mobili, stipendi e case? Ecco quando c’è la possibilità di un pignoramento sui beni dei genitori.

I genitori di un nullatenente rischiano un pignoramento? Sono molti a crederlo e, in un certo senso, la risposta potrebbe anche essere affermativa in determinati contesti. Di certo, se hai letto la nostra guida Fino a che età i genitori sono responsabili dei figli saprai già che dei debiti del maggiorenne risponde solo quest’ultimo anche se ancora è a carico di mamma e papà ed è da questi mantenuto. Ed allora quando è possibile il pignoramento dei genitori di un nullatenente? Te lo spiegherò qui di seguito se mi dai meno di due minuti della tua giornata. In cambio, sarai in grado di capire i rischi del padre e della madre che ospitano un figlio pieno di debiti, fallito o che non ha pagato le tasse e con numerose cartelle esattoriali nel cassetto.

Genitori conviventi con il figlio: sono responsabili dei suoi debiti?

I genitori di un minorenne sono responsabili dei debiti da questi contratti. Allo stesso modo, sono tenuti a versare il risarcimento per ogni danno prodotto dal proprio figlio che non abbia compiuto ancora 18 anni. Anche in caso di reato commesso dal minorenne, l’obbligo di pagare il danneggiato grava sul padre e sulla madre del danneggiante (mentre la condanna penale ricade sul colpevole solo se ha più di 14 anni).

Per il figlio maggiorenne, invece, la regola si inverte: padre e madre non sono mai responsabili. Dunque, se un ragazzo di trent’anni apre un’azienda e dopo poco fallisce, se riceve le multe e non le paga, se non versa le tasse e subisce la notifica di una cartella esattoriale, alcuna conseguenza scatterà per i suoi genitori. I quali, pertanto, non hanno nulla da temere.

Pignoramento del figlio maggiorenne ospite dei genitori

Questa regola è pura teoria quando si passa alla pratica. La pratica è fatta di un ufficiale giudiziario che, in caso di pignoramento mobiliare, bussa alla porta di casa del debitore per effettuare il pignoramento. In questa sede, il pubblico ufficiale non è chiamato a verificare la proprietà dei beni presenti all’interno dell’abitazione. Difatti, la legge presume che tutto ciò che si trova presso la residenza del debitore sia di sua proprietà anche se questi è ospite di altre persone. Così, ad esempio, nonostante l’arredo di casa sia stato acquistato dai genitori (come del resto succede sempre), spetta a questi ultimi dimostrarlo con documenti attendibili se non vogliono vedersi portare via dall’ufficiale giudiziario la poltrona, il divano, il televisore, lo stesso contenuto di un’eventuale cassaforte.

Con quale prova i genitori potranno dimostrare la proprietà? Non certo gli scontrini di acquisto, in quanto non sono documenti nominativi. Lo saranno, invece, le fatture o gli estratti conto da cui è possibile risalire al conto corrente da cui è partito il pagamento.

Se i genitori hanno perso tali documenti, dovranno soccombere e il creditore potrà far pignorare i beni altrui che si trovano a casa del debitore. Ecco come, sul piano pratico, i genitori possono rispondere dei debiti del figlio, nullatenente o benestante che sia.

Pignoramento dello stipendio o della pensione dei genitori per il figlio nullatenente

La regola appena enunciata vale solo per il pignoramento di beni mobili. Per questi ultimi, infatti, non è possibile rintracciare con certezza la titolarità del bene. Diverso è il discorso per quanto riguarda il pignoramento degli altri beni come immobili (case, terreni) o crediti (conti correnti, stipendi, pensioni). Per questi ultimi, la titolarità risulta da registri pubblici, da atti notarili o da contratti. Sicché, la certezza della proprietà in capo ai genitori esclude ogni possibilità di aggressione dei beni di questi ultimi per i debiti del figlio maggiorenne.

In altre parole, il creditore non potrà mai pignorare gli immobili del padre o della madre del debitore, così come il loro stipendio o la pensione, neanche se il debitore è nullatenente e risulta mantenuto dai genitori. L’«essere a carico» non ha alcuna implicazione in materia di obbligazioni civili.



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