L’esperto | Articoli

Reato di appropriazione indebita: ultime sentenze

13 Dicembre 2021
Reato di appropriazione indebita: ultime sentenze

Conseguimento di un ingiusto profitto; remissione della querela; delitto di appropriazione indebita aggravata; mancanza della prova del dolo specifico.

Appropriazione indebita: quando non si configura?

Non integra il delitto di appropriazione indebita la condotta di colui che trattenga un bene altrui legittimamente detenuto in ragione di un pregresso rapporto obbligatorio, a meno che egli non compia sulla cosa atti di disposizione che rivelino l’intenzione di convertire il possesso in proprietà.

Tribunale Frosinone, 26/07/2021, n.1292

Appropriazione indebita di beni ereditati

Integra il reato di appropriazione indebita l’aver trattenuto la somma spettante ad altri a titolo di eredità, motivandola dietro una compensazione delle spese effettuate e in qualche modo riconducibili all’eredità, non meglio specificate od individuate.

Tribunale Cassino, 21/07/2021, n.547

Pagamento effettuato per errore e reato di appropriazione indebita

Il reato di appropriazione indebita sussiste solo quando il denaro consegnato dalla vittima al potenziale autore del reato abbia una precisa destinazione che il reo violi, appropriandosene indebitamente; altrimenti, e cioè quando la consegna del denaro o dei beni è avvenuta senza che gli stessi avessero specifica destinazione di scopo, non sussiste la violazione di carattere penale bensì può configurarsi un mero inadempimento di carattere civilistico. In caso di pagamento effettuato per errore, la somma ricevuta dall’accipiens non ha una precisa destinazione ma entra a far parte del suo patrimonio e, pur sussistendo certamente un obbligo di restituzione dell’indebito, la condotta dello stesso che se ne appropri e non effettui la restituzione non integra la fattispecie di appropriazione indebita. Invero, per sua definizione, il pagamento di una fattura per errore determina il trasferimento della proprietà del denaro al soggetto che la riceve senza che vi sia consegna con vincolo di destinazione (fattispecie relativa ad un pagamento effettuato per errore perché ripetitivo di altro bonifico precedente).

Cassazione penale sez. II, 08/07/2021, n.32592

Appropriazione indebita: casistica

Vi è responsabilità per il reato di appropriazione indebita da parte del conduttore che si sia appropriato di mobili e suppellettili di proprietà del locatore, cercando di dissimulare tale circostanza delittuosa con un asserito deterioramento dei beni per il quale è necessitato disfarsi degli stessi. Non trova applicazione l’esimente della tenuità del fatto in relazione alla valutazione del valore dei beni sottratti ed al comportamento tenuto in giudizio dall’imputato.

Tribunale Udine, 21/06/2021, n.1174

Appropriazione indebita: configurabilità

È ravvisabile il reato di appropriazione indebita allorché il dipendente dell’istituto di credito abbia concesso un fido al cliente, con violazione, in accordo con lo stesso, delle norme sugli affidamenti stabiliti dall’istituto, sostanziandosi la condotta suddetta in un’arbitraria disposizione dei beni dell’istituto a profitto di terzi.

Al riguardo, la sussistenza di possibili rientri da parte del cliente o l’esistenza di parziali garanzie pure offerte non vale ad accreditare la sussistenza di un “rischio di impresa” giustificativo la natura delle operazioni ed escludente la fattispecie penale poiché la violazione delle norme interne ovvero il superamento delle proprie competenze integra l’ipotesi sotto il profilo oggettivo, residuando, quindi, l’obbligo di valutare la sussistenza del dolo ricavabile dalle modalità delle operazioni e in particolare dalla reiterazione delle condotte e dalla entità degli affidamenti, oltre che dai rapporti tra clienti affidati e funzionari dell’istituto.

Cassazione penale sez. II, 08/06/2021, n.30304

Appropriazione indebita: natura, momento consumativo e querela

Il reato di appropriazione indebita è reato istantaneo che si consuma con la prima condotta appropriativa nel momento in cui l’agente compie un atto di dominio sulla cosa con la volontà espressa o implicita di tenere questa come propria, con la conseguenza che il momento in cui la persona offesa viene a conoscenza del comportamento illecito è irrilevante ai fini della individuazione della data di consumazione del reato e di inizio della decorrenza del termine di prescrizione. Il termine per la proposizione della querela decorre, però, non dal momento della consumazione del reato bensì dal momento in cui la persona offesa ha raggiunto la piena cognizione di tutti gli elementi che consentono la valutazione dell’esistenza del reato.

Cassazione penale sez. II, 24/03/2021, n.15589

Appropriazione indebita: oggetto della condotta

Ai fini della configurabilità del reato di appropriazione indebita, qualora oggetto della condotta sia il denaro, occorre che il soggetto agente violi, mediante l’utilizzo personale, la specifica destinazione di scopo ad esso impressa dal proprietario al momento della consegna. Non è perciò sufficiente il mero inadempimento all’obbligo di restituire somme in qualunque forma ricevute. Nel caso di specie, il Tribunale ha escluso la responsabilità penale nei confronti dell’amministratore unico di una società il quale aveva ricevuto per errore un bonifico bancario dall’amministratore di condominio, con il quale intratteneva rapporti lavorativi relativamente ad altro condominio, configurandosi in tal caso un mero obbligo civilistico di restituzione dell’indebito.

Tribunale Lecce sez. I, 17/02/2021, n.299

Furto e appropriazione indebita: differenza

Ai fini della configurabilità del reato di furto piuttosto che di quello di appropriazione indebita, ciò che è decisiva è l’indagine circa il potere di disponibilità sul bene da parte dell’agente: se questo sussiste, il mancato rispetto dei limiti in ordine all’utilizzabilità del bene integra il reato di appropriazione indebita; in caso contrario, è configurabile il reato di furto; ciò perché, quando sussiste un semplice rapporto materiale con la cosa, determinato da un affidamento condizionato e conseguente ad un preciso rapporto di lavoro, soggetto ad una specifica regolamentazione, che non attribuisca all’agente alcun potere di autonoma disponibilità sulla cosa stessa, si ricade nell’ipotesi di furto e non di appropriazione indebita.

Cassazione penale sez. V, 25/09/2020, n.33105

Appropriazione indebita e rivelazione di segreti industriali

E’ configurabile il concorso formale tra il reato di appropriazione indebita e quello, avente diversa oggettività giuridica, di rivelazione di segreti industriali, quando le informazioni tutelate da privativa illegittimamente acquisite abbiano una propria intrinseca rilevanza economica.

Cassazione penale sez. V, 22/09/2020, n.3000

Remissione della querela

In tema di revisione, la remissione di querela, intervenuta in pendenza del giudizio ed acquisita al fascicolo processuale senza essere valutata ai fini della decisione, rientra nel concetto di “prova nuova”, rilevante ai sensi dell’art. 630, lett. c), c.p.p.

(Fattispecie in cui è stata annullata la decisione della corte d’appello che aveva ritenuto inammissibile la richiesta di revisione sul presupposto che la remissione non integrasse una “prova nuova”, senza neppure acquisire il fascicolo del giudizio di cognizione, dal cui esame sarebbe emerso che la remissione di querela e l’accettazione, pur essendo state acquisite al fascicolo del dibattimento, non erano state valutate, neppure implicitamente, nella sentenza di condanna).

Cassazione penale sez. VI, 01/07/2020, n.24435

Materiale disponibilità delle somme ricevute sul proprio conto

L’elemento oggettivo del reato di appropriazione indebita è integrato dalla materiale disponibilità delle somme ricevute sul proprio conto, non spettanti integralmente all’imputato il quale pone in essere una condotta eccedente il proprio possesso e incompatibile con il diritto del proprietario di una quota della somma, determinando in tal modo l’evento del reato.

Tribunale Frosinone, 19/05/2020, n.484

Quando si configura il reato di appropriazione indebita?

La fattispecie di cui all’articolo 646 del Cp sanziona penalmente il fatto di chi, avendo l’autonoma disponibilità della res, dia alla stessa una destinazione incompatibile con il titolo e le ragioni che ne giustificano il possesso, anche nel caso in cui si tratti di una somma di denaro. Affinché si possa configurare il reato di appropriazione indebita, perciò, occorre che l’agente abbia avuto la libera disponibilità dei beni contestati e che poi se ne sia·appropriato intervertendo il possesso.

Nella fattispecie, il tribunale ha ritenuto integrato il reato de quo, con le aggravanti dell’abuso di relazione d’ufficio e dell’aver causato alla persona offesa dal reato un danno patrimoniale di rilevante entità, in quanto l’imputato, al fine di procurarsi un ingiusto profitto, si era appropriato di una ingente somma di denaro, di cui aveva la disponibilità in qualità di dipendente addetto alla contabilità di una società, omettendo l’imputazione del pagamento al cliente che effettivamente aveva corrisposto la somma ed omettendo, altresì, il versamento delle somme ricevute per contanti.

Tribunale Campobasso, 07/02/2019, n.55

Chi commette appropriazione indebita?

Integra il reato di appropriazione indebita di un bene ricevuto dall’agente in uso, la condotta della mancata restituzione dopo la risoluzione del contratto e la richiesta di restituzione.

(Nel caso di specie, l’imputata aveva utilizzato un pianoforte che di cui aveva il possesso in virtù di regolare contratto di noleggio, nel corso del quale aveva arbitrariamente interrotto i pagamenti dei canoni pattuiti tanto che la società non legge attrice ne aveva richiesto la restituzione).

Tribunale Terni, 22/05/2019, n.527

Quando è esclusa l’appropriazione indebita?

Non integra il reato di appropriazione indebita la condotta della parte vincitrice di una causa civile che trattenga la somma liquidata dal giudice a proprio favore a titolo di refusione delle spese legali, rifiutando di consegnarla al proprio avvocato.

Cassazione penale sez. II, 03/05/2019, n.27829

Appropriazione indebita aggravata

In tema di successione delle leggi, in considerazione della natura mista (sostanziale e processuale) dell’istituto della querela, deve applicarsi il disposto dell’articolo 2, comma 4, del Cp, secondo il quale “Se la legge del tempo in cui fu commesso il reato e le posteriori sono diverse, si applica quella le cui disposizioni sono più favorevoli al reo”.

Pertanto, a seguito delle modificazione al regime di procedibilità introdotte con il decreto legislativo 10 aprile 2018 n. 36, nei procedimenti in corso per il delitto di appropriazione indebita aggravata ex articolo 61, numero 11, del Cp, la remissione della querela comporta l’obbligo di declaratoria di non procedibilità ex articolo 129 del Cpp ove non ricorrano altre circostanze aggravanti a effetto speciale.

Cassazione penale sez. II, 17/04/2019, n.21700

Condotta del conduttore di un appartamento

Integra il reato di appropriazione indebita la condotta del conduttore di un appartamento che asporti dall’immobile oggetto di locazione i relativi arredi, senza che, ai fini della sussistenza dell’illecito, sia necessaria la formale richiesta di restituzione da parte del locatore, essendo sufficiente che a detti beni sia stata data dall’agente una diversa destinazione rispetto a quella originaria.

Cassazione penale sez. II, 09/04/2019, n.23176

Appropriazione indebita aggravata: procedibilità di ufficio

Solo in presenza di aggravanti ad effetto speciale continua a sussistere la procedibilità di ufficio per il reato di appropriazione indebita aggravata ex art. 61 c.p., n. 11; in tutti gli altri rimanenti casi la procedibilità è a querela di parte.

Cassazione penale sez. II, 20/03/2019, n.21491

Mancata restituzione dell’auto noleggiata

Integra il delitto di appropriazione indebita l’omessa restituzione della cosa da parte del detentore al legittimo proprietario, se dal comportamento tenuto dal detentore si rilevi, per le modalità del rapporto con la cosa, un’oggettiva interversione del possesso (riconosciuta la responsabilità per l’imputato che non aveva restituito le auto noleggiate sulla base di regolare contratto).

Cassazione penale sez. II, 12/03/2019, n.20225

Reato commesso contro il condominio

Il condominio non è un soggetto giuridico dotato di una personalità distinta da quella dei suoi partecipanti, ma uno strumento di gestione collegiale degli interessi comuni dei condomini attraverso il quale deve esprimersi la volontà di sporgere querela; ne consegue che la presentazione di quest’ultima, in relazione ad un reato commesso in danno al patrimonio condominiale, presuppone uno specifico incarico conferito all’amministratore dall’assemblea dei condomini.

Tale situazione non esclude che il singolo condomino sia legittimato o meno a sporgere querela nei confronti dell’autore del reato commesso contro il condominio (nel caso di specie, si trattava di appropriazione indebita a carico dell’amministratore e, pertanto, tale indicato singolo diritto, viene riconosciuto, exart. 120 c.p., quando il condomino sia “persona offesa dal reato”).

Tribunale Pordenone, 06/03/2019

Prova del dolo specifico

Non integra il reato di appropriazione indebita, in mancanza della prova del dolo specifico di conseguire un ingiusto profitto o un vantaggio che si ponga come “danno patrimoniale” cagionato alla società, il trattenimento a titolo di compenso, da parte dell’amministratore di una società di capitali, di somme ricevute dai debitori sociali.

Cassazione penale sez. II, 01/03/2019, n.19147

Uso indebito della cosa

Sussiste il reato di appropriazione indebita, anche nell’ipotesi di uso indebito della cosa; quello che conta è che l’uso indebito del bene, sia avvenuto trascendendo completamente – come nel caso di specie – i limiti del titolo in virtù del quale l’agente deteneva in custodia il bene, di modo che l’atto comporti un impossessamento, sia pure temporaneo, del bene, determinandosi così quell’inversione del possesso che costituisce l’elemento oggettivo della struttura del reato.

Cassazione penale sez. II, 06/02/2019, n.24471

Distrazione di somme aziendali e reato di appropriazione indebita

Non integra il reato di appropriazione indebita, ma una mera condotta di distrazione non rilevante ai sensi dell’art. 646 c.p., non rappresentando una violazione di tale previsione il compimento, da parte dell’amministratore di una società di capitali, di atti di disposizione patrimoniale comunque idonei a soddisfare anche indirettamente l’interesse sociale, e non un interesse esclusivamente personale del disponente.

Non integra il reato di appropriazione indebita la condotta dell’amministratore di una società che dispone in bilancio accantonamenti a titolo di compenso, ancora non determinato, nel suo ammontare, per l’attività svolta in tale qualità, in quanto l’atto compiuto non è volto al conseguimento di un ingiusto profitto o di un vantaggio che si ponga come “danno patrimoniale” cagionato alla società, bensì ad assicurare il soddisfacimento di un diritto soggettivo perfetto.

Cassazione penale sez. IV, 30/01/2019, n.27539



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube