Iva, aumenti e detrazioni in vista: ecco cosa ci aspetta da gennaio

28 Settembre 2019 | Autore:
Iva, aumenti e detrazioni in vista: ecco cosa ci aspetta da gennaio

L’Iva sarà rimodulata, ma il Governo promette che non supererà l’attuale 22%. Detrazioni estese, ma solo per chi paga in modi tracciabili evitando il contante.

23 miliardi di detrazioni in arrivo per i contribuenti italiani, ma solo se i pagamenti saranno effettuati in modi tracciabili, con carte o bonifico; Iva “rimodulata”, ma – assicura il premier Conte – «a beneficio degli italiani» e ribadisce «l’impegno solenne» a «disattivare le clausole di salvaguardia dell’Iva» scongiurando in modo definitivo l’aumento di almeno un punto che altrimenti scatterebbe dal 1 gennaio 2020.

Non ci sarà, insomma, l’aumento “selettivo” di cui si era parlato nei giorni scorsi, cioè per fasce di beni, prodotti o servizi; l’aliquota massima rimarrà invariata al 22% – con una penalizzazione per chi si ostina a utilizzare il contante, come vedremo subito – ma rimangono possibili ritocchi alle fasce minori, quelle attualmente del 10% e del 4% e forse un accorpamento con una nuova aliquota media ancora da stabilire.

Evitare l’aumento dell’Iva richiede però 23 miliardi di euro e il Governo sta predisponendo la manovra finanziaria per trovarli. Lunedì sarà pronta la Nadef, la nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza, che indicherà i provvedimenti e i dettagli della prossima legge di bilancio che il Parlamento dovrà approvare entro il 31 dicembre.

Intanto, già si sa che l’Iva cambierà introducendo un rimborso per chi acquisterà con moneta elettronica, una sorta di premio in favore di chi evita di pagare in denaro contante. Il nuovo termine a cui dovremo abituarci si chiama cashback: si tratta di una percentuale sul prezzo pagato che sarà restituita dopo l’acquisto, con accredito mensile in conto corrente dell’importo spettante. Ancora non si conoscono i valori di questo sconto posticipato, ma è verosimile che saranno tra il 2 ed il 3% dell’importo, con una differenziazione a seconda dei tipi di acquisto.

Con la manovra in arrivo, chi ad esempio va a cena al ristorante e paga col bancomat pagherà di Iva l’8%, tenuto conto del bonus che gli sarà riaccreditato, anziché la normale aliquota del 10% che non avrà deduzioni per chi invece pagherà in contanti e con la possibilità che questa aliquota “intermedia” possa aumentare di un punto percentuale con i prossimi provvedimenti.

Infatti, il Governo sta concentrando l’attenzione sui prodotti e servizi considerati a più alto rischio di evasione fiscale, come gli alberghi ed i soggiorni, la ristorazione, l’edilizia e le riparazioni, dove il sommerso secondo le stime arriva al 25%.

Così i provvedimenti in arrivo cercheranno di premiare chi pagherà in moneta elettronica – consentendo di tracciare l’operazione e renderla imponibile per l’esercente – anziché in contanti. Lo Stato finanzierebbe queste restituzioni ai contribuenti mediante l’aumento del gettito fiscale. Inoltre per favorire l’uso delle carte di pagamento le commissioni bancarie dovrebbero essere azzerate per le somme fino a 5 euro e ridotte per la fascia tra 5 e 25 euro.

Venendo alle detrazioni, anche qui ci sarà un premio per chi paga in modi tracciabili ma, a quanto trapela, non sarà introdotto in via generalizzata. La rivoluzione tracciata dal Governo con la “lotta al contante” procederà per gradi su questo delicato fronte delle deduzioni che vale decine di miliardi di euro e toccherà innanzitutto le spese sanitarie (oltre 18 miliardi di euro dichiarati dagli italiani e portati in deduzione attraverso la dichiarazione dei redditi).

Saranno, quindi, incentivati i pagamenti con Pos o bonifico bancario ai medici, alle strutture sanitarie ed anche alle badanti e agli altri addetti all’assistenza personale e infermieristica: nel 2018 sono stati 128 mila i contribuenti che hanno portato in detrazione del 19% le spese sostenute per assistere familiari, ottenendo uno sconto d’imposta medio di 1.877 euro. L’ipotesi su cui sta lavorando il Governo è quella di non concedere gli sconti d’imposta in maniera indiscriminata, ma di circoscrivere le detrazioni ai soli casi di non autosufficienza certificata e con un limite di reddito Isee entro i 40mila euro.

Gli altri settori che beneficeranno dei bonus fiscali saranno le spese per l’istruzione e per le attività sportive dei ragazzi, come le lezioni di danza, la palestra, i corsi di nuoto o altri sport; anche in questi casi alla condizione, ormai irrinunciabile, che i pagamenti vengano eseguiti in modalità tracciabili.

Per approfondire leggi anche aumento Iva per chi paga in contanti, sconti per chi usa la carta.



1 Commento

  1. Per prima cosa, qualcuno deve spiegare agli italiani sul perché le banche non hanno il POS e OBBLIGANO gli utenti che non posseggono un loro conto, a pagare in contanti. POI!!! Sull’IVA c’è un bel po da dire, perché come sempre la sinistra tende a colpire le persone più deboli, g
    anziani, poveri e bambini, per favorire le banche. Perché un anziano che non ha dimistichezza con le carte o che non possiede un conto, ecc., deve pagare più iva? La cosa vergognosa è che secondo loro i”CRIMINALI” sono gli altri

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