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Valore probatorio perizia di parte stragiudiziale

29 Settembre 2019
Valore probatorio perizia di parte stragiudiziale

Si può fare riparare la cosa danneggiata prima della Ctu lasciando al consulente tecnico d’ufficio il compito di quantificare i danni sulla base della Ctp?

La Cassazione, con una recente ordinanza [1], si è espressa sul valore probatorio della perizia di parte stragiudiziale. La Corte ha analizzato un interessante caso.

Il proprietario di un appartamento aveva fatto causa al condominio per delle infiltrazioni d’acqua provenienti dal terrazzo. Non potendo, però, stare dentro un appartamento umido e ammalarono, nel corso del giudizio aveva fatto eseguire le riparazioni di tasca propria, facendo prima redigere una perizia di parte che potesse certificare i danni e le spese sostenute. Nella successiva fase istruttoria della causa, il danneggiato aveva chiesto al giudice la nomina di un consulente tecnico (Ctu) per quantificare il risarcimento sulla base delle foto e della perizia di parte. Ma il giudice negava l’istanza per l’inutilità della Ctu essendo ormai mutato lo stato dei luoghi. Ha fatto bene il tribunale? La risposta è strettamente legata alla natura e al valore probatorio della perizia di parte stragiudiziale. Ecco qual è l’orientamento dei giudici supremi in merito.

Che valore ha la perizia di parte?

Come noto, il principio dell’«onere della prova» impone a chi inizia la causa di dimostrare i diritti di cui chiede tutela. La dottrina ritiene che le prove del processo civile siano “tipiche”: esse, cioè, sono solo quelle elencate dal Codice di procedura civile. Tra queste non c’è la perizia di parte.

La Corte conferma questa linea sostenendo che la consulenza tecnica di parte (Ctp) non ha pieno valore probatorio. Il consulente di parte, infatti, con la propria relazione, non ha altro che avvalorare la tesi del proprio cliente “corroborandola” con una serie di dati tecnici. Non importa, quindi, se la perizia di parte sia giurata. Ciò non cambia la sua natura.

Del resto, non ci vuole molto a cogliere il potenziale conflitto di interessi del Ctp il quale è un professionista privato pagato dal cliente e che, pertanto, può essere giustamente portato a sostenere le tesi di quest’ultimo, in barba a qualsiasi obiettività.

Già in passato, la Cassazione [2] aveva sostenuto questa tesi. In un precedente, leggiamo che «la perizia stragiudiziale non ha valore di prova nemmeno rispetto ai fatti che il consulente asserisce di aver accertato, ma solo di indizio, al pari di ogni documento proveniente da un terzo. Con la conseguenza che la valutazione della stessa è rimessa all’apprezzamento discrezionale del giudice di merito che, peraltro, non è obbligato in nessun caso a tenerne conto».

Peraltro, il giudice non è neanche tenuto a motivare il proprio dissenso rispetto alla Ctp nel momento della decisione.

C’è un precedente del tribunale di Parma che invece sembra lasciare un’apertura al valore probatorio della perizia stragiudiziale di parte [3]. Si legge, infatti, che «in tema di libera formazione del convincimento del giudice del merito, il giudice può porre a base della propria decisione, dandone adeguata motivazione, una perizia stragiudiziale di parte, anche se impugnata dall’avversario e, nonostante il suo valore di mera allegazione defensionale invece che di mezzo di prova legale, qualora da essa emergano dati o ritenuti rilevanti ai fini della decisione.

Ne deriva che il giudice può accogliere una domanda di nullità per apocrifia del testamento utilizzando una perizia (che accertava che il testamento era stato redatto sotto la guida predominante di una mano estranea che aveva condotto, dall’inizio alla fine, la mano del testatore nell’estensione dell’atto, predominando graficamente ed espressivamente su di essa) svolta su incarico non di una delle parti in giudizio ma di un organismo di mediazione.

Posso procedere alla riparazione prima della Ctu?

Dall’assenza di alcun valore probatorio della perizia di parte ne discende l’inutilità della Consulenza tecnica di ufficio una volta che il bene danneggiato sia stato ormai riparato dal suo proprietario. Il Ctu non può più valutare, infatti, né l’entità del danno né appurarne la causa.

La Cassazione, in definitiva, sottolinea che l’eventuale Ctu non può essere «eseguita in un contesto fattuale completamente alterato, avendo gli odierni ricorrenti eseguito incisivi lavori sull’immobile interessato dalle infiltrazioni condominiali”. Il consulente d’ufficio, “si sarebbe trovato ad operare in un contesto ambientale stravolto dal rifacimento dell’immobile, con conseguente inattendibilità della perizia eseguita».


note

[1] Cass. ord. n. 23555 del 23.09.2019.

[2] Cassazione civile sez. trib., 27/12/2018, n.33503 

[3] Tribunale Parma sez. I, 11/02/2019, n.251


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