Diritto e Fisco | Articoli

Posso tenere le galline in cortile?

30 Settembre 2019 | Autore:
Posso tenere le galline in cortile?

C’è qualche legge che vieta di mettere un pollaio in giardino o in uno spazio del condominio? Ci vuole l’autorizzazione dell’Asl?

Ti piacciono le uova fresche, vero? E anche un buon brodo fatto in casa, che è tutta un’altra cosa. Allora, perché non avere a portata di mano la materia prima? Pensa alla comodità di non dover andare al supermercato quando hai voglia di una frittata con le verdure, di una semplice omelette o di un’ottima tortilla spagnola di patate: vai dalle tue galline, prendi dalla cova le uova che hanno fatto in giornata, e via cucinando. Ma forse hai escluso questa idea perché vivi in un condominio o perché, pur avendo lo spazio all’aperto, temi che il vicino abbia da dire. Se ti sei chiesto qualche volta «posso tenere le galline in cortile?» perché ti piacerebbe allevare quei quattro o cinque volatili a uso domestico, non disperare: rispettando certe regole, tutto è possibile. Anche la frittata casalinga, volendo.

Ammesso e non concesso che i vicini siano contenti della presenza di galline nei paraggi (magari vengono da te a prendere le uova, perché più fresche), c’è un aspetto da non sottovalutare quando ci si chiede se è possibile tenere le galline in cortile. Riguarda proprio la natura stessa dell’animale: la normativa riconosce il diritto al possesso di animali domestici e di compagnia. Non si pensi solo al cane o al gatto, ma anche alla gallina. Sì, perché il volatile in questione, per quanto rumoroso al momento di fare l’uovo, può essere classificato come animale domestico e di compagnia. Il che ti agevola nel momento in cui pretendi di averlo in casa.

Tuttavia, la questione non è semplice: si sono dei regolamenti che vanno consultati e delle condizioni da rispettare per tenere le galline in cortile, che si tratti o meno di un contesto condominiale. Vediamo quali sono.

Galline in cortile: sono animali domestici?

Primo problema da risolvere per sapere se puoi tenere le galline in cortile: classificare in modo corretto la gallina medesima. È importante perché, come si diceva, la normativa prevede il diritto di avere degli animali domestici.

L’Accordo Stato-Regioni del 2003 [1] definisce animale di compagnia quello «tenuto, o destinato ad essere tenuto, dall’uomo per compagnia o affezione senza fini produttivi od alimentari, compresi quelli che svolgono attività utili all’uomo». Questo significa che se in cortile metti un allevamento di vitelli destinati alla macellazione o una batteria di polli o di galline che finiranno sui banconi del supermercato, questi animali non vengono considerati domestici o di compagnia. Ma se tieni quattro galline in cortile per uso domestico, cioè per consumare in famiglia le uova o per fare il brodo a Natale con la gallina più vecchia, allora possono essere considerati tali.

Sul diritto ad avere in casa una gallina esiste perfino una Convenzione del Consiglio d’Europa per la protezione degli animali di compagnia, ratificata in Italia nel 2010 [2], che recita: «Per animale domestico di intende qualsiasi animale tenuto in particolare dall’uomo nella sua famiglia per divertimento e compagnia privati». Insomma, c’è chi si tiene un cane e chi una gallina.

Galline in cortile: il regolamento del condominio

Classificata la gallina, vediamo ora dove la si può mettere a covare. Se abiti in condominio, puoi tenere le galline in cortile?

Nel 2013, il Codice civile ha stabilito quanto segue: «Le norme del regolamento del condominio non possono vietare di possedere o detenere animali domestici» [3]. Ora, appurato che le nostre galline sono degli animali domestici, ogni clausola che non consentisse di averle con te sarebbe nulla.

Stai attento, però. Un conto è che la normativa in vigore ti consenta di tenere le galline in cortile. Un altro discorso è che tu non tenga conto delle esigenze del vicinato. Quindi, devi stare attento a ciò che può provocare quello che la legge chiama «deterioramento, distruzione, deturpamento o imbrattamento delle cose mobili o immobili altrui». Insomma, devi cercare in ogni modo di non disturbare e di non sporcare o non rovinare le cose dei vicini e le cose comuni.

Tuttavia, questa norma non è retroattiva. Significa che se vivi in un condominio da prima del 2013 e il regolamento già prevedeva il divieto di tenere degli animali domestici, la regola rimane valida: dovrai andare a prendere le uova al supermercato.

Gli spazi in condominio

Ammesso e non concesso (di nuovo) che tu possa tenere le galline nel cortile del condominio perché il regolamento non te lo vieta, dovrai rispettare delle regole ben precise, prima che la passione per questo animale e la voglia di uova fresche ti facciano fare una bella frittata. Di quelle dal retrogusto amaro, però.

Bisogna, ad esempio, controllare che le galline abbiano lo spazio adeguato nel cortile del condominio, cioè almeno 4 metri quadri a capo secondo lo standard dell’allevamento biologico o qualcosina in meno per quelle di dimensioni più ridotte. Considera che chi non rispetta le esigenze degli animali rischia di incorrere in due reati: quello di maltrattamento [4] e quello che punisce chiunque causi delle sofferenze ad un animale [5].

Occorre anche rispettare le norme igienico-sanitarie e, pertanto, realizzare una struttura in cui tenere le galline. Di conseguenza, bisognerà costruire un pollaio tenendo conto del parere dell’assemblea del condominio e delle disposizioni del Comune in materia.

Galline in cortile: la normativa nazionale

Indipendentemente dal fatto che tu abiti in condominio o meno, ci sono delle leggi da rispettare se vuoi tenere le galline in cortile.

La normativa nazionale [6] stabilisce le regole che riguardano la salute degli animali. In particolare, impone la registrazione presso il servizio veterinario dell’Asl nella quale vanno indicate, tra le altre cose, l’ubicazione del pollaio domestico, il numero degli animali che si intende allevare e la finalità dell’allevamento, cioè se è per consumo domestico.

Il modulo va consegnato anche per tenere una sola gallina in cortile, dopodiché verrà attribuito al pollaio un codice.

Galline in cortile: la normativa comunale

Se la normativa nazionale si occupa della salute degli animali, quella comunale è orientata verso la salute dei cittadini che vivono a contatto diretto o indiretto con gli animali domestici e, quindi, anche con le galline.

Questo significa che non esiste una regola in materia valida per tutti ma che ogni consiglio comunale adotta la sua, con apposita delibera in cui vengono fissati i regolamenti di igiene e sanità pubblica ed i regolamenti edilizi che interessano l’eventuale costruzione di un pollaio.

I Comuni, pertanto, possono decidere qualsiasi cosa: dal divieto assoluto a tenere le galline in cortile a dare l’autorizzazione a determinate condizioni. Conviene, dunque, informarsi presso il proprio Municipio circa il regolamento in proposito.

Galline in cortile: ci vuole l’autorizzazione dell’Asl?

Non solo leggi nazionali o regolamenti comunali: quando si vuole tenere le galline in cortile, bisogna sapere anche che cosa dice l’Asl: ci vuole l’autorizzazione per questioni di igiene pubblica?

Per il privato cittadino che, come te, vuole qualche volatile attorno a casa in modo da avere a portata di mano le uova fresche, l’Azienda sanitaria consente di allevare fino ad un massimo di 10 galline senza l’obbligo di richiedere alcun permesso. Sempre che – attenzione – gli animali siano destinati all’autoconsumo di carne e uova e non alla vendita.

Se non si abita in condominio (le regole le abbiamo viste prima) ma si dispone di un giardino o di uno spazio, comunque, all’esterno dell’abitazione (non vorrai tenere le galline in camera da letto, anche se il gallo potrebbe servire come sveglia ogni mattina), il pollaio deve trovarsi ad almeno 10 metri dal confine con la proprietà del vicino. Inoltre, bisogna tenerlo sempre pulito, in modo da evitare dei problemi di igiene e di cattivi odori. In caso contrario, il vicino sarebbe autorizzato a presentare il relativo reclamo all’Asl.

C’è, poi, il problema del rumore: mentre è possibile insegnare ad un cane a non abbaiare, risulta piuttosto complicato fare altrettanto con una gallina che, quando fa l’uovo, urla a squarciacollo. Il che potrebbe risultare fastidioso al vicino.

A questo proposito, il Codice civile dice che chiunque voglia contestare un inquinamento acustico deve dimostrare che si tratta di un fenomeno oggettivo e non soggettivo [7]. Significa che quello che disturba me può disturbare anche tutti gli altri e che, quindi, non sono io ad essere troppo paranoico. È la differenza tra la tolleranza e la tollerabilità. E la normativa definisce tollerabile quel rumore in grado di registrare una differenza massima di 3 decibel tra il normale rumore di fondo (il traffico cittadino, ad esempio) e quello con l’aggiunta della presunta fonte di inquinamento acustico (il traffico cittadino più le galline, per intendersi).

In altre parole: se tra le 6 del mattino e le 23 la differenza tra il normale rumore e quello provocato dalle galline non supera i 3 decibel, nessuno può dire nulla. Teoricamente, tra le 11 di sera e le 6 del mattino le galline dormono, quindi il problema non si pone.

Se, comunque, il vicino continua a lamentarsi, hai due possibilità: la prima, chiamare l’Arpa, cioè l’Agenzia regionale per l’ambiente, e chiedere di effettuare un test acustico in modo da certificare che sei a norma. La seconda: regalare una volta alla settimana qualche uovo al vicino.


note

[1] DPCM del 28.02.2003.

[2] Art. 1 legge n. 210/2010.

[3] Art. 1138 cod. civ.

[4] Art. 544-ter cod. pen.

[5] Art. 727 cod. pen.

[6] Dlgs. n. 158/2006 del 16.03.2006.

[7] Art. 844 cod. civ.


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube