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Vendita all’asta: ultime sentenze

23 Maggio 2021
Vendita all’asta: ultime sentenze

Turbata libertà degli incanti; illeciti edilizi ed effetto sanante in una procedura espropriativa; istanza di assegnazione in proprietà esclusiva e vendita del bene pignorato; provvedimento di aggiudicazione di un bene immobile; risarcimento danni.

Vendita all’asta di beni oggetto di pegno

In caso di vendita all’asta di un bene oggetto di pegno non si applica la normativa prevista per la vendita forzata e, in particolare, il disposto di cui all’art. 2922 c.c. che nega alla parte acquirente di far valer i vizi della cosa venduta, solo in quanto le cose ricevute in pegno non sono negoziabili liberamente dal creditore garantito, comunque tenuto al rispetto delle leggi sociali inerenti alle forme particolari di costituzione di pegno e agli istituti autorizzati a fare prestiti sopra pegni ex art. 2785 c.c.. Deve considerarsi lecita e meritevole di tutela ex art. 1322 c.c. la previsione regolamentare e convenzionale di escludere, anche in via implicita, il diritto del partecipante all’asta di far valere i diritti redibitori e la mancanza di qualità della cosa venduta ex art. 1490 e 1497 c.c. ricavabile in via implicita anche tramite il regolamento che la disciplina, fatta salva l’eccezione di vendita di aliud pro alio.

Cassazione civile sez. III, 13/05/2020, n.8881

Reato di turbata libertà degli incanti: configurabilità

Il reato di turbata libertà degli incanti ex art. 353 c.p. è configurabile in ogni situazione in cui vi sia una procedura di gara, anche quindi nell’ambito di una procedura esecutiva per la vendita all’asta di beni ricompresi nel fallimento.

Cassazione penale sez. VI, 03/10/2019, n.45434

Divisione ereditaria e vendita all’asta di beni immobili

Nel giudizio di divisione avente ad oggetto beni immobili, l’istanza di assegnazione in proprietà esclusiva e quella di vendita del bene sono da considerare fra loro antitetiche; ne consegue che, ove la parte che in precedenza abbia avanzato tale istanza, in sede di precisazione delle conclusioni, abbia formulato domanda di vendita, il giudice non può procedere all’assegnazione del bene in proprietà esclusiva, dovendosi presumere abbandonata la precedente istanza; né può assumere rilievo un’eventuale modifica di tali conclusioni formulata in sede di comparsa conclusionale, attesa la limitata funzione di quest’ultima, volta alla sola illustrazione delle conclusioni già assunte.

(Nella specie, in applicazione del principio, la S.C. ha cassato, per ultrapetizione, l’impugnata sentenza che aveva attribuito ai ricorrenti un cespite oggetto di divisione alla cui assegnazione avevano poi rinunciato in sede di precisazione delle conclusioni, invocandone la vendita all’asta).

Cassazione civile sez. II, 24/10/2018, n.26944

Aggiudicazione vendita all’asta

L’art. 73 della direttiva 2006/112/Ce deve essere interpretato nel senso che, in circostanze come quelle di cui al procedimento principale, il valore dei “crediti” utilizzati per piazzare offerte non è compreso nel corrispettivo percepito dal soggetto passivo in cambio delle cessioni di beni da esso effettuate a vantaggio degli utenti che si sono aggiudicati una vendita all’asta da esso organizzata o di quelli che hanno effettuato il loro acquisto tramite le funzioni “compra ora” o “sconto accumulato”.

Corte giustizia UE sez. V, 05/07/2018, n.544

La vendita all’asta nella procedura espropriativa

Nel nostro ordinamento giuridico non si rinviene alcun dato normativo positivo dal quale desumere che la vendita all’asta, nell’ambito di una procedura espropriativa, importerebbe effetto sanante degli eventuali illeciti edilizi realizzati; tale conclusione, peraltro, non può trarsi nemmeno facendo applicazione del principio generale del cd effetto purgativo derivante dalla natura di acquisto a titolo originario del bene, effetto che riguarda più propriamente i diritti, i pesi e le limitazioni legali gravanti sul bene, e non già lo stato di fatto materiale e antigiuridico in cui in ipotesi si trovi il bene; in effetti l’unico aspetto espressamente preso in considerazione dal legislatore, per l’ipotesi che il bene acquistato sia affetto da illeciti edilizi, riguarda la scansione dei tempi per attivare la procedura di sanabilità delle opere, disponendo, all’art. 40 ultimo comma, l. 28 febbraio 1985, n. 47, che la domanda di sanatoria può essere presentata entro centoventi giorni dall’atto di trasferimento dell’immobile purché le ragioni di credito, per cui si interviene o procede, siano di data anteriore all’entrata in vigore della succitata l. n. 47 del 1985.

Consiglio di Stato sez. IV, 02/05/2017, n.1996

Vendita all’asta degli immobili non divisibili per intero

Non ricorre l’ipotesi, pur prevista dall’art. 720 c.c., in cui è possibile comprendere immobili non divisibili per intero, con addebito dell’eccedenza, nella porzione di uno dei coeredi aventi diritto alla quota maggiore, o anche nelle porzioni di più coeredi, se questi ne richiedono congiuntamente l’attribuzione, atteso che il progetto divisionale da ultimo approntato contempla quote uguali, né più coeredi hanno chiesto di loro attribuire tali immobili per intero, di tal che è inevitabile disporre la vendita all’asta degli stessi.

Tribunale Bari sez. I, 27/06/2012, n.2338

Turbata libertà degli incanti

Il delitto di turbata libertà degli incanti (art. 353 c.p.) può essere commesso, oltre che con violenza, minaccia, doni, promesse, collusioni, anche attraverso “altri mezzi fraudolenti”, categoria nella quale rientra ogni genere di artificio, inganno, menzogna usati per alterare il regolare funzionamento e la libera partecipazione alla gara.

(Nella specie, la Corte ha riconosciuto sussistente il delitto nel caso di soggetti che, nell’ambito della procedura esecutiva per la vendita all’asta dei beni ricompresi nel fallimento dei genitori, sistematicamente procedevano, dopo ciascuna aggiudicazione provvisoria, ad offrire l’aumento del sesto sul prezzo determinato, facendo schizzare in alto il prezzo medesimo, con conseguente ritiro degli aggiudicatari provvisori, salvo poi non provvedere a saldare il prezzo, così determinando l’inizio di una nuova gara a prezzi ribassati).

Cassazione penale sez. VI, 15/05/2012, n.20211

Danno da perdita degli effetti favorevoli del pignoramento dell’unico bene del debitore

Il danno patito dal creditore procedente che, per errore del giudice dell’esecuzione (nella specie, consistito nella indebita dichiarazione di estinzione del giudizio di esecuzione), abbia visto vanificare gli effetti del pignoramento dell’unico bene sul quale il creditore si sarebbe potuto soddisfare, consistendo in un danno futuro (pari alla perduta possibilità di soddisfare il proprio credito sui beni pignorati), deve essere liquidato in via equitativa ai sensi degli art. 1226 e 2056 c.c., tenendo conto di tutte le circostanze del caso concreto.

(Nella specie, la S.C. ha stabilito, in omaggio al principio espresso, che il giudice di merito correttamente aveva attribuito rilievo alla massima d’esperienza secondo cui la vendita all’asta del bene pignorato avviene normalmente ad un prezzo inferiore al suo valore commerciale).

Cassazione civile sez. III, 14/06/2011, n.12960

Natura demaniale del bene pignorato

Nonostante di un bene pignorato sia stata riconosciuta la natura demaniale, il lungo decorso del termine da tale riconoscimento, l’inerzia dell’amministrazione locale ai contatti sollecitati dalla cancelleria, l’assenza di opposizioni avverso la pignorabilità del bene, il rilascio del permesso per la costruzione di un fabbricato sul fondo pignorato e la relativa autorizzazione di abitabilità, ne legittimano la vendita all’asta.

Tribunale Ascoli Piceno, 10/02/2011

Procura speciale per la partecipazione a vendite all’incanto

La delega per partecipare ad una vendita all’asta per persona da nominare non è un atto rispetto al quale l’avvocato ha poteri certificatori: infatti il potere certificatorio – penalmente tutelato dall’art 481 c.p. – è conferito in via eccezionale al difensore per gli atti introduttivi o partecipativi di procedimenti giudiziari specificatamente indicati e tra questi certamente non rientra il mandato previsto dall’art. 579 c.p.c. per la partecipazione ad un’asta.

Tribunale Monza, 17/05/2010

Giurisdizione giudice ordinario

Appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario la controversia avente ad oggetto la richiesta di risarcimento danni per illegittima procedura di vendita all’asta di immobili appartenenti alla regione non rientrando nelle ipotesi per le quali gli artt. 6 e 7 attribuiscono al giudice amministrativo giurisdizione esclusiva.

T.A.R. Potenza, (Basilicata), 14/10/2006, n.713



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