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Produzione documenti falsi: denuncia datore di lavoro

5 Ottobre 2019
Produzione documenti falsi: denuncia datore di lavoro

Ho vinto una causa di lavoro per licenziamento illegittimo. Il motivo nel mio caso era la soppressione del posto di lavoro, inserendomi però nel reparto amministrativo del quale non facevo parte essendo io nel reparto vendite. La controparte ha proposto appello ed ha allegato al ricorso il mio LUL sul quale risulto essere inquadrata come responsabile personale. Hanno modificato tutti i Lul e ne ho le prove. Essendo documenti presentati al giudice, vorrei fare una segnalazione al DPL per LUL infedele, ma anche una querela al CDL per aver presentato documenti contraffatti per arrecarmi un danno. La querela la devo presentare allo stesso giudice del procedimento di licenziamento o devo fare una denuncia diversa? Mi potete consigliare che azioni posso fare anche per chiedere i danni?

L’idea di presentare una querela/denuncia agli organi di vigilanza e tutela dei lavoratori è sicuramente buona, siccome permette ai controllori di avviare le indagini e, quindi, punire il comportamento scorretto del datore di lavoro.

La denuncia dovrebbe essere presentata all’ufficio di vigilanza della direzione provinciale competente, e non dinanzi al giudice civile che ha deciso la causa in primo grado, quest’ultimo essendo competente a risolvere le controversie tra le parti processuali.

Con ogni probabilità, l’ufficio di vigilanza, una volta conosciuta la pendenza del giudizio civile (l’appello), procederà con le indagini, ma attenderà l’esito di quel procedimento, e dell’attività istruttoria eseguita, al fine di evitare che, una volta emessa la sanzione, si ritrovi dinanzi ad una sentenza della corte d’appello che attesti la veridicità dei documenti.

Infatti, in questa ipotesi, si troverebbe dinanzi ad un provvedimento del giudice contrastante con la sanzione impartita, col rischio di subire l’impugnativa da parte del datore di lavoro, avverso la sanzione stessa.

Ad ogni modo, queste denunce hanno come obiettivo quello di ottenere una sanzione pubblica dell’azienda, per essere stata scorretta nei confronti del proprio lavoratore; sanzione che, tuttavia, non Le darà un ristoro economico per aver subìto un appello ingiusto.

In questo caso, l’unica soluzione sarà quella di difendersi nel giudizio di appello, dimostrando la falsità dei documenti prodotti da controparte e chiedendo al giudice la condanna della società ai sensi dell’art.96 del codice di procedura civile, intitolato responsabilità aggravata, secondo il quale, se risulta che la parte soccombente ha agito in giudizio con mala fede o colpa grave, il giudice, su istanza dell’altra parte, la condanna, oltre che alle spese, al risarcimento dei danni, che liquida, anche di ufficio, nella sentenza.

Così agendo, Lei otterrebbe all’interno dello stesso giudizio d’appello, il risarcimento dei danni patiti da quei documenti prodotti in malafede.

Dal punto di vista penale, invece, la produzione di un documento falso non è più considerato reato. L’articolo 485 recitava testualmente: “Chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, forma, in tutto o in parte, una scrittura privata falsa, o altera una scrittura privata vera, è punito, qualora ne faccia uso o lasci che altri ne faccia uso, con la reclusione da sei mesi a tre anni. Si considerano alterazioni anche le aggiunte falsamente apposte a una scrittura vera, dopo che questa fu definitivamente formata”.

Tuttavia, con il decreto legislativo n.7 del 15 gennaio 2016, questa norma è stata abrogata, riconducendo le condotte di questo tipo tra gli illeciti civili.

Pertanto, riassumendo, il mio consiglio è quello di:

  • costituirsi nell’appello proposto da controparte, provando – con la documentazione che ha allegato in questa consulenza – la falsità dei documenti prodotti e chiedendo la condanna, oltre che alle spese legali, al risarcimento del danno ai sensi dell’art. 96 del codice di procedura civile;
  • presentare una denuncia al DTL e al CDL competente, rappresentando quello che è successo, corredato dai documenti in Suo possesso, al fine di ottenere una sanzione di tipo pubblico nei loro confronti.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Salvatore Cirilla


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