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Risarcimento danni allagamento: ultime sentenze

20 Ottobre 2019
Risarcimento danni allagamento: ultime sentenze

Le ultime sentenze su: precipitazioni atmosferiche; eccezionalità dell’evento dannoso; responsabilità per danno alle cose custodite; tracimazione dell’impianto fognario pubblico; risarcimento del danno in caso di allagamento; condominio e allagamento dei locali di proprietà esclusiva; comportamento omissivo colposo del danneggiato.

Prova del caso fortuito atmosferico

In tema di deposito, l’eccezionalità ed imprevedibilità delle precipitazioni atmosferiche possono configurare caso fortuito o forza maggiore, idonei ad escludere la responsabilità per il danno verificatosi, solo quando costituiscano causa sopravvenuta autonomamente sufficiente a determinare l’evento ed ovviamente, secondo i principi generali in tema di onere della prova, grava sulla parte che invoca la sussistenza della forza maggiore allegare gli elementi di prova circa l’eccezionalità dell’evento dannoso.

(Nel caso di specie il tribunale accolto la domanda di risarcimento danni sul presupposto che la perduranza delle infiltrazioni nel tempo – che avevano determinato un’alternanza di allagamenti ed asciugature delle merci depositate – non era compatibile con un evento di forza maggiore che – per sua natura – deve essere eccezionale ed imprevedibile, tale da superare qualsiasi accorgimento da parte del soggetto. Il danno al prodotto, infatti, non si era verificato per un improvviso allagamento determinato dalla forza inarrestabile dell’acqua piovana, bensì da un lento e perdurante gocciolamento dal soffitto, protrattosi per più e più giorni).

Tribunale Milano sez. VII, 22/03/2019, n.2850

Tracimazione dell’impianto fognario pubblico a seguito di eventi atmosferici

È competente il giudice ordinario, e non il tribunale delle acque, a conoscere della domanda di risarcimento del danno aquiliano causato da una tracimazione dell’impianto fognario pubblico in conseguenza di eventi atmosferici.

(Nella specie, la S.C., in applicazione del principio della prospettazione, ha regolato la competenza in base alla domanda risarcitoria come formulata dall’attore, il quale aveva posto a fondamento di essa i danni subiti dalla propria vettura per il completo allagamento della carreggiata a seguito di un forte temporale, con conseguente rottura dei tombini della rete fognaria e mancato funzionamento delle pompe idrovore, senza dare rilievo alle contestazioni del convenuto, tali da attribuire il danno lamentato alla presenza di un muro costruito, per conto della Regione Lazio, allo scopo di contenimento delle acque del fiume Aniene).

Cassazione civile sez. VI, 01/03/2017, n.5261

Pioggia intensa: si considera caso fortuito?

La pioggia intensa e persistente, tale da assumere il carattere della eccezionale intensità, non può costituire un evento rientrare nel caso fortuito o nella forza maggiore specie in epoche, come quella attuale, in cui i dissesti idrogeologici richiedono maggior rigore.

(Fattispecie relativa all’azione di risarcimento dei danni subiti in seguito all’allagamento, verificatosi in occasione di un forte temporale, sia per esondazione di un vicino sottopasso, sia per precipitazioni da un tubo pluviale del condominio, di due locali condotti in locazione dalla ricorrente).

Cassazione civile sez. III, 24/03/2016, n.5877

Risarcimento dei danni causati da un’infiltrazione

Non può essere accolta la domanda di risarcimento dei danni causati da un’infiltrazione in un appartamento in quanto priva di riscontro probatorio ex art. 2697 c.c. poiché la perizia indica un piano diverso da quello reale ove lo stesso sia ubicato, i testimoni sono inattendibili e il danneggiato è diventato proprietario in epoca successiva all’allagamento e quindi non è in possesso del titolo per poter richiedere il risarcimento.

Tribunale Teramo, 18/02/2015, n.268

Risarcimento danni provocati dall’allagamento dei locali di proprietà esclusiva

Il condominio, e per esso il suo amministratore, ha l’obbligo di adottare tutte le misure necessarie ad evitare danni ai condomini ed ai terzi. Di conseguenza, il condomino che abbia subito danni dall’esondazione di acque, può rivalersi nei confronti della compagine condominiale per il risarcimento dei danni provocati dall’allagamento dei locali di proprietà esclusiva.

Cassazione civile sez. III, 21/03/2013, n.7103

Rifiuto del danneggiato di ricevere il pagamento parziale

La mancata accettazione della somma depone per la colpa del creditore laddove risulti che fin dalla data della relativa offerta essa fosse idonea a coprire l’intero importo capitale spettante a titolo di risarcimento dei danni, oltre ad interessi e spese, ovvero che tale rifiuto fosse contrario a buona fede, alla stregua di circostanze che incombe invero al debitore dedurre e dimostrare, e che debbono essere dal giudice di merito espressamente indicate nella motivazione a sostegno della ritenuta illegittimità del rifiuto del danneggiato di ricevere l’offerto pagamento parziale.

(Nella specie, relativa al risarcimento dei danni seguiti ad un allagamento, la Corte ha escluso al colpa dei creditori che non avevano accettato la somma parziale offerta, in quanto era nettamente inferiore a quella domandata e il debitore non aveva provveduto a dimostrare la fondatezza dell’illegittimità del rifiuto opposto al pagamento, né che tale rifiuto fosse contrario a buona fede).

Cassazione civile sez. III, 09/10/2012, n.17140

Allagamento di un cantiere

Ai fini dell’art. 1227 comma 1 c.c., sussiste il comportamento omissivo colposo del danneggiato ogni qual volta tale inerzia contraria a diligenza, a prescindere dalla violazione di un obbligo giuridico di attivarsi, abbia concorso a produrre l’evento lesivo in suo danno (nella specie, avente ad oggetto la domanda di risarcimento danni avanzata da una ditta di costruzioni in seguito all’allagamento di un cantiere dovuto allo straripamento di un canale scolmatore di proprietà del Comune, che presentava difetti di costruzione dell’argine del canale ed omessa manutenzione, la Corte ha escluso la sussistenza di un comportamento colposo dell’attrice, per avere questa omesso di alzare l’argine del canale scolmatore con una struttura in cemento armato alta cm. 110; a detta della Corte, infatti, tale condotta non era esigibile nei confronti dell’attrice, poiché l’avrebbe esposta al rischio di incorrere in un illecito civile per violazione del diritto di proprietà pubblica ed un illecito penale per la realizzazione di manufatti non previsti dalla concessione).

Cassazione civile sez. un., 21/11/2011, n.24406

Danni derivanti dalla condotta illecita dell’Amministrazione

Rientra nella giurisdizione ordinaria la domanda con cui il proprietario di fondi limitrofi ad una strada pubblica di nuova costruzione, deducendo che questa è stata realizzata senza adeguata regimentazione del deflusso delle acque meteoriche e che ciò ha comportato l’allagamento dei suoi terreni, chieda la modifica delle canalizzazioni per il deflusso stesso ed il risarcimento del danno causato dall’allagamento, dovendo poi il giudice del merito ritenere la propria competenza, qualora si chieda un risarcimento connesso a generica imperita od imprudente condotta non jure dei costruttori della strada pubblica, o quella speciale del tribunale regionale delle acque, se la domanda lamenti la violazione di regole tecniche nella costruzione delle opere idrauliche.

Cassazione civile sez. un., 20/03/2008, n.7442

Giurisdizione ordinaria e amministrativa

Sussiste il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo in relazione a domande di condanna ad un “facere” per la realizzazione di opere anti- allagamento, così come per la domanda di risarcimento dei danni subiti, in misura dei frutti perduti a causa degli allagamenti, trattandosi di domande risarcitorie pure, per lesioni alle posizioni proprietarie.

Consiglio di Stato sez. IV, 21/01/2005, n.99

Allagamento dell’alloggio: risarcimento danni

La permanenza nell’immobile locato dopo la scadenza, quando deriva dall’applicazione di provvedimenti legislativi di sospensione degli sfratti non si può qualificare come occupazione abusiva.

Ne segue, pertanto, che proposta dall’ex conduttore domanda da risarcimento dei danni a causa dell’allagamento dell’alloggio (provocato da infiltrazioni d’acqua ascrivibili a una terrazza sovrastante, nella disponibilità esclusiva del locatore), deve essere cassata la sentenza del giudice di merito che respinga una tale domanda sul rilievo che l’attore occupava abusivamente l’immobile.

Cassazione civile sez. III, 03/05/2000, n.5522

Allagamento dell’immobile per difetti di manutenzione degli scarichi fognari

Le acque nere convogliate nelle fognature urbane non rientrano nel novero delle acque pubbliche elencate nell’art. 1 t.u. 11 dicembre 1933 n. 1175, e la rete fognaria nella quale le acque medesime sono convogliate non può, pertanto, considerarsi opera pubblica, ai sensi dell’art. 140 lett. d) t.u. cit., con la conseguenza che è riservata alla cognizione del giudice ordinario, e non del tribunale regionale delle acque, la domanda di risarcimento dei danni subiti dal privato per l’allagamento del proprio immobile conseguente ad asseriti difetti di manutenzione degli scarichi fognari di proprietà comunale.

Cassazione civile sez. I, 26/01/1999, n.674


2 Commenti

  1. La mia cantina privata si è allagata. L’allagamento è stato provocato dalla rottura di una tubatura condominiale. L’amministratore ha provveduto a ripararla immediatamente, ma non ha fatto nulla per i danni che ho dovuto subire. Posso agire contro l’assicurazione del condominio, visto che è assicurato?

    1. La risposta è negativa. Devi sempre ricordarti che il soggetto responsabile del fatto accaduto è solo e soltanto il condominio. è a questi che devi rivolgere la tua legittima richiesta di risarcimento dei danni. Se l’amministratore, opportunamente interpellato, dovesse essere restio a darti qualsivoglia riscontro, così come l’assemblea dei condomini, non puoi che fare causa al condominio. Sarà quest’ultimo, una volta citato in giudizio, a chiamare in causa la propria assicurazione la quale, in base al contratto, provvederà ad indennizzarti se dovesse essere accertata la responsabilità condominiale e se l’evento dovesse rientrare tra quelli assicurati. In conclusione, se sei giustamente convinto delle tue ragioni, scrivi all’amministratore in modo formale (con una raccomandata, con una pec, tramite il tuo legale, ecc) ed attendi la sua risposta. In mancanza potrai sempre fare causa al condominio con un’azione legale dall’esito, molto probabilmente, scontato e positivo.

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