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Lesione decoro architettonico: ultime sentenze

18 Novembre 2022
Lesione decoro architettonico: ultime sentenze

Alterazione e lesione del decoro architettonico dell’edificio condominiale; realizzazione di una veranda su di una terrazza a livello.

Il concetto di decoro architettonico

Il decoro architettonico del fabbricato sussiste a prescindere dal pregio (storico, artistico, culturale, ecc.) dell’edificio o dalla presenza sulla facciata di elementi ‘ornamentali’ o di dettaglio artistico; esso è posto a tutela dell’originaria armonia, simmetria e linearità dell’intero fabbricato, sicché è illecita ogni modificazione in pejus che obiettivamente determini una lesione all’originario aspetto decoroso del fabbricato.

Tribunale Pavia sez. III, 15/04/2022, n.539

Condominio: uso del bene comune

In tema di condominio è illegittimo l’uso particolare o più intenso del bene comune, ai sensi dell’art. 1102 c.c., ove si arrechi pregiudizio al decoro architettonico dell’edificio condominiale. L’art. 1102 c.c. non legittima pertanto qualsivoglia uso particolare del bene comune da parte del condomino. Esso segna, viceversa, i limiti cui tale uso soggiace e soprattutto (per quanto qui d’interesse) pone il principio del rispetto del decoro architettonico, quale condizione della legittimità dell’uso della cosa comune.

La disposizione codicistica invocata dal resistente, in conclusione, lungi dal comprovare la legittimità della sua condotta, fornisce un parametro per la valutazione della stessa, rimandando al tema che costituisce il nucleo del presente procedimento possessorio, cioè a dire al tema del rispetto del decoro architettonico, da parte del condomino, e della rilevanza della sua lesione.

Tribunale Brescia sez. III, 28/04/2021, n.1178

Configurabilità della lesione del decoro architettonico

In materia condominiale, ai fini della configurabilità della lesione del decoro architettonico del fabbricato si deve far riferimento non solo al singolo intervento ma, soprattutto, alla situazione in cui si trovava l’edificio prima dell’intervento stesso.

Non ha incidenza lesiva del decoro architettonico la realizzazione di un’opera modificativa compiuta da un condomino, quando sussista degrado di detto decoro a causa di preesistenti interventi modificativi di cui non sia stato preteso il ripristino. Difatti, ai sensi dell’articolo 1120, comma 4, del Cc la lesione del decoro architettonico di un fabbricato condominiale deve essere accertata considerando le condizioni preesistenti, con la conseguenza che una modifica non può essere ritenuta pregiudizievole se apportata a un edificio la cui estetica era stata già menomata da precedenti simili lavori.

Nel caso di specie, il Tribunale ha ritenuto che la sostituzione della porta originaria dell’appartamento con una porta blindata non possa essere tale da arrecare un pregiudizio estetico all’edificio, considerato che l’atrio condominiale era già stato modificato mediante la posa di elementi architettonici moderni.

Tribunale Trieste sez. I, 14/04/2021, n.217

Interessi della comunità e del singolo condomino

Se nella valutazione dell’alterazione del decoro, deve essere trovata una soluzione di equilibrio tra gli interessi contrapposti della comunità dei condomini e del singolo condomino che ha agito nella sua proprietà esclusiva, e se l’apprezzabilità dell’alterazione del decoro architettonico deve tradursi in un pregiudizio economico che comporti un deprezzamento sia dell’intero fabbricato che delle singole porzioni in esso comprese, la realizzazione di una porta-finestra non costituisce un intervento tale da violare il decoro architettonico dello stabile quando ad essere privilegiato sia l’interesse del condomino a poter beneficiare di maggiore luminosità all’interno del proprio appartamento. Sono, infatti, ormai noti i riflessi positivi della luce sul benessere psico-fisico dell’individuo, apportando la luce naturale non solo generici benefici alla qualità della vita, ma contribuendo in modo rilevante alla salute umana.

Tribunale Milano sez. XIII, 12/10/2020

Lesione del decoro architettonico: configurabilità

In tema di decoro architettonico, la giurisprudenza sovrappone il decoro all’estetica del fabbricato, data dall’insieme delle linee e delle strutture che connotano l’immobile stesso e gli imprimono una determinata, armonica fisionomia e una specifica identità; per eseguire una valutazione sulla configurabilità di lesione del decoro si deve far riferimento non solo al singolo intervento ma, soprattutto, alla situazione in cui si trovava l’edificio prima dell’intervento stesso; con la precisazione che non può avere incidenza lesiva del decoro architettonico di un edificio un’opera modificativa compiuta da un condomino, quando sussista degrado di detto decoro a causa di preesistenti interventi modificativi di cui non sia stato preteso il ripristino.

Tribunale Pisa, 05/10/2020, n.864

Accertamento della lesione del decoro architettonico

Ai sensi dell’art. 1120, comma 4, la lesione del decoro architettonico di un fabbricato condominiale deve essere accertata considerando le condizioni preesistenti, con la conseguenza che una modifica non può essere ritenuta pregiudizievole se apportata ad un edificio la cui estetica era stata già menomata da precedenti simili lavori .

Cassazione civile sez. II, 16/04/2019, n.10583

Quali sono le innovazioni che pregiudicano il decoro architettonico?

La chiusura del balcone, trasformato in veranda, e l’apertura di una finestra su un’altra facciata condominiale costituiscono un’innovazione non consentita ex art. 1120, comma 2, c.c., in quanto pregiudicano il decoro architettonico del fabbricato, sia cromaticamente (atteso il colore brillante della veranda, contrastante con le restanti superfici più opache) che, strutturalmente (alterando l’estetica dello stabile e l’alternanza di pieni e vuoti della facciata) a prescindere dal pregio artistico dell’edificio. L’azione volta al ripristino delle opere che pregiudicano il decoro architettonico va svolta nei confronti del proprietario attuale, anche se non è l’autore materiale delle opere stesse.

Corte appello Roma, 11/02/2019, n.964

Il regolamento condominiale

Premesso che il regolamento condominiale (pacificamente di natura contrattuale) aveva dato al concetto di decoro architettonico una definizione più rigorosa di quella accolta dall’art. 1120, e che il condomino agente per il rispetto del decoro architettonico, nella specie per l’abbattimento della tamponatura che aveva chiuso parte del porticato, deve sottostare all’insussistenza della lesione del decoro architettonico di un edificio quando già sussista degrado di detto decoro a causa di preesistenti interventi modificativi di cui non sia stato preteso il ripristino.

Corte appello Firenze sez. I, 16/02/2017, n.357

Lesione del decoro architettonico: valutazione

Il giudice, trovandosi a valutare se sussista lesione del decoro architettonico di un fabbricato condominiale, a cagione di un intervento operato dal singolo condomino sulla struttura, deve tenere anche conto delle condizioni nelle quali versava l’edificio prima del contestato intervento, potendosi anche giungere a ritenere che l’ulteriore innovazione non abbia procurato un incremento lesivo, ove lo stabile fosse stato decisamente menomato da precedenti lavori.

Cassazione civile sez. II, 08/05/2017, n.11177

Lesione del decoro architettonico: deprezzamento del fabbricato

In tema di condominio, la tutela del decoro architettonico è stata apprestata dal legislatore in considerazione della diminuzione del valore che la sua alterazione arreca all’ intero edificio e, quindi, anche alle singole unità immobiliari che lo compongono.

Pertanto, nelle relative controversie, il giudice del merito, per stabilire se in concreto vi sia stata lesione di tale decoro, oltre ad accertare se esso risulti leso o turbato, deve anche valutare se tale lesione o turbativa determini o meno un deprezzamento dell’intero fabbricato, essendo lecito il mutamento estetico che non cagioni un pregiudizio economicamente valutabile o che, pur arrecandolo, si accompagni a un’ utilità la quale compensi l’ alterazione architettonica che non sia di grave e appariscente entità.

Tribunale Bari sez. III, 24/02/2016, n.1000

Cosa deve intendersi per decoro architettonico del fabbricato?

Per “decoro architettonico del fabbricato”, ai fini della tutela prevista dall’art. 1120 c.c., deve intendersi l’estetica dell’edificio costituita dall’insieme delle linee e delle strutture ornamentali che ne costituiscono la nota dominante ed imprimono alle varie parti di esso una sua determinata, armonica fisbnomia, senza che occorra che si tratti di edifici di particolare pregio artistico.

Conseguentemente, non è possibile escludere a priori un’alterazione del decoro architettonico per il solo fatto che la realizzazione di una veranda su di una terrazza a livello interessi un appartamento posto non sulla facciata principale, bensì su quella interna, dell’edificio condominiale.

Cassazione civile sez. II, 29/01/2016, n.1718

Cos’è l’alterazione del decoro architettonico dell’edificio?

In tema di condominio, negli edifici, costituisce alterazione del decoro architettonico dell’edificio, ossia lesione dell’estetica dello stabile, la trasformazione di un balcone, o di una terrazza, in una veranda praticata tramite l’installazione di vetri e di una struttura in alluminio.

E’ nozione comune, infatti, che una simile operazione alteri, ossia peggiori, la sagoma dello stabile sicché per considerarla legittima è necessario dimostrare la mancanza di alterazione del decoro dell’edificio.

Cassazione civile sez. II, 04/12/2013, n.27224

Quando si esclude la lesione del decoro architettonico del fabbricato?

Ove il giudice del merito abbia, in linea di fatto, accertato che la trasformazione dei locali di proprietà del singolo condomino è stata effettuata solo mediante opere interne, sicché non essendovi stata alcuna variazione né ampliamento di volume dei locali originari non si è verificata nessuna compromissione per l’accesso al lastrico solare di proprietà condominiale, una tale motivazione vale a escludere la lesione del decoro architettonico del fabbricato che è logicamente incompatibile con l’insussistenza di modifiche esterne allo stabile. Né – ancora – rileva, ai fini del decoro architettonico, l’apposizione di tendaggi e stracci sul terrazzo dell’edificio e rimovibili.

Cassazione civile sez. VI, 30/01/2012, n.1326

L’installazione del condizionatore sulla facciata condominiale

L’installazione di motori dell’aria condizionata da parte del condomino in maniera ben visibile sulla facciata condominiale in corrispondenza dell’appartamento di proprietà, integra una lesione del decoro architettonico dello stabile.

Tribunale Roma sez. V, 04/10/2017, n.18652



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8 Commenti

  1. Salve, vorrei apportare qualche modifica nel mio appartamento, ma non vorrei che l’iniziativa fosse bloccata o impugnata in tribunale. Mi spiegate cosa vuol dire decoro architettonico?

    1. Come potrai intuire, quando si parla di decoro architettonico, evidentemente, ci si riferisce ad un bene immateriale. Non è infatti un’opera muraria, quali potrebbero essere le scale del palazzo oppure le mura perimetrali, ma si tratta della cosiddetta estetica del fabbricato, le cui caratteristiche, ai sensi di legge, vanno tutelate. Il Codice civile, in particolare, richiama il concetto di decoro architettonico a proposito delle innovazioni, cioè quelle modiche dei beni comuni, dirette al miglioramento della funzionalità dei medesimi. Si parla, quindi, di vere e proprie opere che possono essere realizzate soltanto con l’autorizzazione dell’assemblea condominiale: quest’ultima, però, mai potrebbe avallare innovazioni che in qualche modo alterino il decoro architettonico del condominio. È per questa ragione, quindi, che l’estetica di un fabbricato diventa un bene da proteggere ed un ostacolo pratico alla realizzazione di opere modificative della cosa comune. Per questo motivo, è importante rispondere alla domanda: cosa significa decoro architettonico? La risposta è stata data dalla giurisprudenza, cioè da quei magistrati, in primo luogo quelli della Cassazione, chiamati in causa a rispondere al predetto quesito. Secondo i giudici, il decoro architettonico va chiarito valutando nell’insieme gli elementi murari che caratterizzano l’estetica di un fabbricato: ad esempio, gli eventuali fregi, ma anche i semplici motivi architettonici; tutte parti in grado di definire l’armonia di un palazzo, anche se non di particolare pregio. Pertanto, se un’opera modificativa di un bene comune è in grado di alterare tutto ciò, essa è vietata e va rimossa.

  2. L’estetica di un condominio è protetta dalla legge? In quali casi l’opera di un condomino lede il decoro architettonico, cioè c’è violazione?

    1. Quando si parla di un bene immateriale come l’estetica di un fabbricato, con atteggiamento superficiale si potrebbe pensare che ogni cambiamento possa ledere il cosiddetto decoro architettonico: in fondo, qualsivoglia modifica di un bene comune sarebbe in grado di alterare le linee del medesimo. In realtà, la predetta conclusione è errata. La Suprema Corte chiarisce che la violazione descritta non avviene quando variano semplicemente le linee architettoniche di un palazzo, ma allorché l’opera realizzata sia stata idonea a mutare l’aspetto armonico del fabbricato. Seguendo queste affermazioni, quindi, l’istallazione di una canna fumaria sul retro di un condominio, peraltro nel rispetto delle linee del medesimo, non è in grado di alterare il decoro architettonico e, pertanto, non può essere rimossa. Oppure ancora, con una recente decisione, gli Ermellini hanno escluso che l’apertura di una finestra sulla parete condominiale possa rappresentare una trasformazione in senso negativo dell’estetica del fabbricato, lì dove il palazzo interessato sia stato già oggetto di precedenti mutamenti analoghi e senza che il condominio in questione abbia avanzato alcuna richiesta formale e giudiziale di ripristino dello stato dei luoghi. In pratica, i giudici hanno sottolineato che se il decoro architettonico è stato già leso da precedenti opere prive di alcuna contestazione, a maggior ragione quella in esame non può essere ritenuta illegittima. Pertanto, se intendi realizzare un’opera con la quale vai a modificare un bene comune, assicurati che non alteri la destinazione originaria della cosa, che non impedisca agli altri proprietari l’uso della stessa e che non danneggi l’estetica del condominio, mutando l’insieme armonico ed architettonico del palazzo. Se dovessero essere rispettate le predette condizioni, potrai procedere senza temere contestazioni o eventuali ripercussioni negative al tuo comportamento.

  3. Sono proprietario di immobile in condominio prevalentemente residenziale di 2 abitazioni e 2 ad uso diverso (questi con 250 millesimi complessivi) stile architettonico Liberty, bellissima facciata con balcone, ottime condizioni manutentive.

    Nel vano al piano terra vi è un bar, che ha ottenuto autorizzazione comunale a posare sulla pubblica via ad esso immediatamente antistante, pedana di ferro, occupata da panche e tavoli (tipo birreria) due ombrelloni, listelli in ferro, ecc.

    Il Regolamento vieta “ogni godimento che possa recare danno allo stabile ed agli abitanti di esso, che per effetto di rumori o per ragioni di ordine morale, igienico o palesemente turbativo dell’ordine della quiete, contrasti con il decoro ed il carattere della casa destinata ad uso civile abitazione”.

    Anche secondo la giurisprudenza, la pedana lede il decoro architettonico ed i proprietari abitazioni possono pretenderne la rimozione?

  4. Una vicina era intenzionata a far montare delle tende da sole di un colore assurdo. Il cosiddetto pugno in un occhio! se solo non l’avessimo bloccata a seguito di una chiacchierata nelle scale avrebbe fatto montare quell’orrore a nostra insaputa! Ma dico io, certa gente sa che bisogna parlarne in condominio e soprattutto, certa gente, sa cos’è il buon gusto? A queste domande mi rispondo da sola visto che o avuto a che fare con una vicina che non sa dov’è di casa e che ha tappezzato il balcone con ornamenti e centrini che non userei neppure pagata

  5. ho acquistato un appartamento nel 2021 con due verande con concessione edilizia rilasciat dal comune relativa alla legge del condono del 1985. Dopo oltre 35 anni il condominio nn ha eccepito nulla posso considerarla accettate dallo stesso?

  6. vorrei cambiare la porta blindata modificarla mettendoci i vetri x avere piu luce siamo 12 condomini ,il condominio si sviluppa sue due lati che si guardano posso cambiare il portincino

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