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Lesione decoro architettonico: ultime sentenze

20 Ottobre 2019
Lesione decoro architettonico: ultime sentenze

Le ultime sentenze su: alterazione e lesione del decoro architettonico dell’edificio condominiale; tutela del decoro architettonico; realizzazione di una veranda su di una terrazza a livello.

Il regolamento condominiale  e il decoro del condominio

Premesso che il regolamento condominiale (pacificamente di natura contrattuale) aveva dato al concetto di decoro architettonico una definizione più rigorosa di quella accolta dall’art. 1120, e che il condomino agente per il rispetto del decoro architettonico, nella specie per l’abbattimento della tamponatura che aveva chiuso parte del porticato, deve sottostare all’insussistenza della lesione del decoro architettonico di un edificio quando già sussista degrado di detto decoro a causa di preesistenti interventi modificativi di cui non sia stato preteso il ripristino.

Corte appello Firenze sez. I, 16/02/2017, n.357

Lesione del decoro architettonico: deprezzamento del fabbricato

In tema di condominio, la tutela del decoro architettonico è stata apprestata dal legislatore in considerazione della diminuzione del valore che la sua alterazione arreca all’ intero edificio e, quindi, anche alle singole unità immobiliari che lo compongono.

Pertanto, nelle relative controversie, il giudice del merito, per stabilire se in concreto vi sia stata lesione di tale decoro, oltre ad accertare se esso risulti leso o turbato, deve anche valutare se tale lesione o turbativa determini o meno un deprezzamento dell’intero fabbricato, essendo lecito il mutamento estetico che non cagioni un pregiudizio economicamente valutabile o che, pur arrecandolo, si accompagni a un’ utilità la quale compensi l’ alterazione architettonica che non sia di grave e appariscente entità.

Tribunale Bari sez. III, 24/02/2016, n.1000

Lesione del decoro architettonico e facciate interne dell’edificio condominiale

Per “decoro architettonico del fabbricato”, ai fini della tutela prevista dall’art. 1120 c.c., deve intendersi l’estetica dell’edificio costituita dall’insieme delle linee e delle strutture ornamentali che ne costituiscono la nota dominante ed imprimono alle varie parti di esso una sua determinata, armonica fisbnomia, senza che occorra che si tratti di edifici di particolare pregio artistico.

Conseguentemente, non è possibile escludere a priori un’alterazione del decoro architettonico per il solo fatto che la realizzazione di una veranda su di una terrazza a livello interessi un appartamento posto non sulla facciata principale, bensì su quella interna, dell’edificio condominiale.

Cassazione civile sez. II, 29/01/2016, n.1718

Innovazioni e opere sulle parti comuni

In tema di condominio, negli edifici, costituisce alterazione del decoro architettonico dell’edificio, ossia lesione dell’estetica dello stabile, la trasformazione di un balcone, o di una terrazza, in una veranda praticata tramite l’installazione di vetri e di una struttura in alluminio.

E’ nozione comune, infatti, che una simile operazione alteri, ossia peggiori, la sagoma dello stabile sicché per considerarla legittima è necessario dimostrare la mancanza di alterazione del decoro dell’edificio.

Cassazione civile sez. II, 04/12/2013, n.27224

Alterazione del decoro architettonico

Non vi può essere lesione del decoro architettonico del caseggiato da parte del condomino che, pur trasformando un locale di proprietà esclusiva, ricorre solo ad opere interne senza variazione del volume del locale originario e quindi senza alterare esternamente l’edificio condominiale.

Né — ancora — rileva, ai fini del decoro architettonico, l’apposizione di tendaggi e stracci sul terrazzo dell’edificio e rimovibili, senza nessuna compromissione per l’accesso al lastrico solare di proprietà condominiale.

Cassazione civile sez. VI, 30/01/2012, n.1326

Lesione del decoro architettonico di uno stabile condominiale

Il giudice, trovandosi a valutare se sussista lesione del decoro architettonico di un fabbricato condominiale, a cagione di un intervento operato dal singolo condomino sulla struttura, deve tenere anche conto delle condizioni nelle quali versava l’edificio prima del contestato intervento, potendosi anche giungere a ritenere che l’ulteriore innovazione non abbia procurato un incremento lesivo, ove lo stabile fosse stato decisamente menomato da precedenti lavori.

Cassazione civile sez. II, 08/05/2017, n.11177

Copertura di locali sottostanti di proprietà esclusiva

Sussiste lesione del decoro architettonico del fabbricato solo in ipotesi di realizzazione di opere che alterino esternamente l’edificio condominiale: sicché è da escludere tale evenienza nel caso di condomino che, pur trasformando un locale di proprietà esclusiva, ricorre solo ad opere interne senza variazione del volume del locale originario e, quindi, senza la detta alterazione esterna dell’edificio condominiale.

Cassazione civile sez. VI, 30/01/2012, n.1326

Quando si esclude la lesione del decoro architettonico del fabbricato?

Ove il giudice del merito abbia, in linea di fatto, accertato che la trasformazione dei locali di proprietà del singolo condomino è stata effettuata solo mediante opere interne, sicché non essendovi stata alcuna variazione né ampliamento di volume dei locali originari non si è verificata nessuna compromissione per l’accesso al lastrico solare di proprietà condominiale, una tale motivazione vale a escludere la lesione del decoro architettonico del fabbricato che è logicamente incompatibile con l’insussistenza di modifiche esterne allo stabile. Né – ancora – rileva, ai fini del decoro architettonico, l’apposizione di tendaggi e stracci sul terrazzo dell’edificio e rimovibili.

Cassazione civile sez. VI, 30/01/2012, n.1326

L’installazione del condizionatore sulla facciata condominiale

L’installazione di motori dell’aria condizionata da parte del condomino in maniera ben visibile sulla facciata condominiale in corrispondenza dell’appartamento di proprietà, integra una lesione del decoro architettonico dello stabile.

Tribunale Roma sez. V, 04/10/2017, n.18652

Innovazione contestata

La modifica operata da un condomino consistente nell’apertura di una porta di accesso diretto sul balcone in un fabbricato non dotato di particolare pregio architettonico ed edilizio e già interessato – peraltro – da interventi di altro genere (nella specie, l’adattamento di balconcini in verande o l’inserimento di grate di protezione in ferro in talune finestre o balconi), non integra lesione del decoro architettonico ex art. 1120 c.c. e ciò a prescindere dalla non visibilità dell’innovazione contestata dalla strada.

Tribunale Napoli sez. II, 15/01/2010


4 Commenti

  1. Salve, vorrei apportare qualche modifica nel mio appartamento, ma non vorrei che l’iniziativa fosse bloccata o impugnata in tribunale. Mi spiegate cosa vuol dire decoro architettonico?

    1. Come potrai intuire, quando si parla di decoro architettonico, evidentemente, ci si riferisce ad un bene immateriale. Non è infatti un’opera muraria, quali potrebbero essere le scale del palazzo oppure le mura perimetrali, ma si tratta della cosiddetta estetica del fabbricato, le cui caratteristiche, ai sensi di legge, vanno tutelate. Il Codice civile, in particolare, richiama il concetto di decoro architettonico a proposito delle innovazioni, cioè quelle modiche dei beni comuni, dirette al miglioramento della funzionalità dei medesimi. Si parla, quindi, di vere e proprie opere che possono essere realizzate soltanto con l’autorizzazione dell’assemblea condominiale: quest’ultima, però, mai potrebbe avallare innovazioni che in qualche modo alterino il decoro architettonico del condominio. È per questa ragione, quindi, che l’estetica di un fabbricato diventa un bene da proteggere ed un ostacolo pratico alla realizzazione di opere modificative della cosa comune. Per questo motivo, è importante rispondere alla domanda: cosa significa decoro architettonico? La risposta è stata data dalla giurisprudenza, cioè da quei magistrati, in primo luogo quelli della Cassazione, chiamati in causa a rispondere al predetto quesito. Secondo i giudici, il decoro architettonico va chiarito valutando nell’insieme gli elementi murari che caratterizzano l’estetica di un fabbricato: ad esempio, gli eventuali fregi, ma anche i semplici motivi architettonici; tutte parti in grado di definire l’armonia di un palazzo, anche se non di particolare pregio. Pertanto, se un’opera modificativa di un bene comune è in grado di alterare tutto ciò, essa è vietata e va rimossa.

  2. L’estetica di un condominio è protetta dalla legge? In quali casi l’opera di un condomino lede il decoro architettonico, cioè c’è violazione?

    1. Quando si parla di un bene immateriale come l’estetica di un fabbricato, con atteggiamento superficiale si potrebbe pensare che ogni cambiamento possa ledere il cosiddetto decoro architettonico: in fondo, qualsivoglia modifica di un bene comune sarebbe in grado di alterare le linee del medesimo. In realtà, la predetta conclusione è errata. La Suprema Corte chiarisce che la violazione descritta non avviene quando variano semplicemente le linee architettoniche di un palazzo, ma allorché l’opera realizzata sia stata idonea a mutare l’aspetto armonico del fabbricato. Seguendo queste affermazioni, quindi, l’istallazione di una canna fumaria sul retro di un condominio, peraltro nel rispetto delle linee del medesimo, non è in grado di alterare il decoro architettonico e, pertanto, non può essere rimossa. Oppure ancora, con una recente decisione, gli Ermellini hanno escluso che l’apertura di una finestra sulla parete condominiale possa rappresentare una trasformazione in senso negativo dell’estetica del fabbricato, lì dove il palazzo interessato sia stato già oggetto di precedenti mutamenti analoghi e senza che il condominio in questione abbia avanzato alcuna richiesta formale e giudiziale di ripristino dello stato dei luoghi. In pratica, i giudici hanno sottolineato che se il decoro architettonico è stato già leso da precedenti opere prive di alcuna contestazione, a maggior ragione quella in esame non può essere ritenuta illegittima. Pertanto, se intendi realizzare un’opera con la quale vai a modificare un bene comune, assicurati che non alteri la destinazione originaria della cosa, che non impedisca agli altri proprietari l’uso della stessa e che non danneggi l’estetica del condominio, mutando l’insieme armonico ed architettonico del palazzo. Se dovessero essere rispettate le predette condizioni, potrai procedere senza temere contestazioni o eventuali ripercussioni negative al tuo comportamento.

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