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Condizionatori in condominio: ultime sentenze

29 Marzo 2021
Condizionatori in condominio: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: impianto di condizionamento dell’aria; destinazione della cosa comune; disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone; unità esterne per condizionatori.

La macchina dell’impianto del condizionatore

La macchina dell’impianto del condizionatore posizionata sulla facciata dell’immobile, stante la sua struttura rigida, sostanzialmente inamovibile (per la presenza di ancoraggi che la fissano stabilmente alla facciata), voluminosa e destinata a soddisfare esigenze permanenti dell’abitazione (refrigeramento in estate e riscaldamento in inverno) rappresenta una “costruzione”.

Tribunale Piacenza, 08/07/2020, n.7663

Installazione del condizionatore in danno agli altri condomini

Ciascun condomino è libero di servirsi della cosa comune, anche per fine esclusivamente proprio, traendo ogni possibile utilità, purché non alteri la destinazione della cosa comune e consenta un uso paritetico agli altri condomini (nella specie, il condomino aveva utilizzato il 60% della superficie disponibile per installare un condizionatore e di conseguenza aveva impedito agli altri condomini del piano di istallare a loro volta un impianto di condizionamento dell’aria).

Cassazione civile sez. II, 13/07/2017, n.17400

Scarico di condensa del condizionatore d’aria

I modelli di utilità si distinguono dalle invenzioni industriali sotto il profilo della novità intrinseca, o originalità, in quanto i primi comportano un miglioramento del già noto, conferendogli una utilità nuova ed ulteriore, mentre le seconde implicano la soluzione di un problema tecnico non ancora risolto, suscettibile di applicazione industriale, con avanzamento rispetto alla tecnica e alle cognizioni pregresse.

(Nella specie, la Suprema Corte ha confermato la sentenza di merito che, nell’ambito di un giudizio in materia di nullità brevettuale e di contraffazione, ha ricondotto ai brevetti per modello d’utilità il trovato che ha portato un miglioramento, in termini di utilità e comodità, ad altro già noto, un contenitore da incasso per cavi elettrici e lo scarico di condensa del condizionatore d’aria, a mezzo di una base reversibile in orizzontale a 180°, contenente al suo interno un deflusso ad imbuto della condensa verso lo scarico).

Cassazione civile sez. I, 10/08/2016, n.16949

Obbligo di installazione di un condizionatore

La condotta di chi – non adempiendo all’obbligo assunto di installare un condizionatore ed una caldaia – si limiti ad iniziare lavori e a fornire il condizionatore, a fronte del pagamento dell’intero corrispettivo, ha rilevanza solo civilistica; se, infatti, l’imputato avesse avuto un’intenzione truffaldina, non avrebbe iniziato i lavori e non avrebbe consegnato il condizionatore, ma avrebbe conservato per sé l’intera somma percepita.

Tribunale La Spezia, 24/09/2015, n.1024

Immissioni sonore

In tema di immissioni sonore, l’eventuale rispetto dei limiti previsti dalla legge non può fare considerare, senz’altro, lecite le immissioni, dovendo il giudizio sulla loro tollerabilità formularsi in relazione alla situazione ambientale, variabile da luogo a luogo, secondo le caratteristiche della zona e le abitudini degli abitanti, e non può prescindere dalla rumorosità di fondo, ossia da quel complesso di suoni di origine varia e spesso non identificabile, continui e caratteristici del luogo, sui quali vengono ad innestarsi i rumori denunciati come immissioni abnormi (fattispecie relativa all’installazione di un condizionatore).

Cassazione civile sez. II, 12/05/2015, n.9660

Condizionatore apposto su una parete condominiale

Ai sensi dell’art. 1102 c.c., è compatibile con il limite del pari uso della cosa comune anche l’uso esclusivo ma limitato della stessa da parte di uno dei condomini e ciò in quanto esso, in rapporto alla funzione della “res communis”, non incide sulla sostanziale fruizione della medesima da parte degli altri condomini.

(Respinto il ricorso proposto dal proprietario di varie unità immobiliari condominiali contro la delibera assembleare, assunta a maggioranza dei presenti, che autorizzava altri condomini a mantenere un condizionatore apposto su una parete condominiale, ma a loro uso esclusivo).

Cassazione civile sez. VI, 04/05/2015, n.8857

Installazione di un condizionatore all’esterno di un fabbricato

In tema di reati edilizi, integra il reato di cui all’art. 44, lett. a), d.P.R. 6 giugno 2001 n. 380 l’esecuzione di interventi edilizi subordinati a denuncia di inizio attività (ora S.C.I.A.) in difformità dalle previsioni degli strumenti urbanistici e dei regolamenti edilizi, atteso che soltanto nel caso di interventi eseguiti in assenza o difformità della d.i.a. (ora s.c.i.a.), ma in conformità alla citata disciplina, è applicabile la sanzione amministrativa prevista dall’art. 37 dello stesso d.P.R. n. 380 del 2001. (Fattispecie di installazione, all’esterno di un fabbricato, di un condizionatore d’aria in assenza di segnalazione di inizio attività ed in violazione del regolamento edilizio comunale).

Cassazione penale sez. III, 07/10/2014, n.952

Brevetto contraffatto e condizionatore

Nel verificare se vi sia stata contraffazione «peggiorativa» di un brevetto per invenzione (convertito in modello di utilità) non bisogna tenere conto di utilizzazioni improprie, che siano contrarie alle regole dell’arte per la quale esso è predisposto, se l’assenza, da parte del produttore, di condotte volte ad indirizzare la propria clientela verso un utilizzo improprio, idoneo a rendere marginale la differenza tra il proprio prodotto e un altro prodotto, oggetto del brevetto che si assume violato, non consente di ritenere integrata la contraffazione, sia pure di tipo peggiorativo.

(Nella specie, il brevetto contraffatto riguardava un dispositivo di un collettore, che convogliava la condensa di un condizionatore verso destra o verso sinistra tramite una rotazione di 180° del fondo del collettore stesso; il convenuto realizzava collettori predisposti verso destra o verso sinistra, che, sia pur impropriamente e senza che risultassero indicazioni in tal senso del produttore, potevano essere adattati in senso opposto).

Corte appello Milano, 22/10/2013

Disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone

La rilevanza penale della condotta produttiva di rumori, censurati come fonte di disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone, richiede l’incidenza sulla tranquillità pubblica, in quanto l’interesse tutelato dal legislatore è la pubblica quiete, sicché i rumori devono avere una tale diffusività che l’evento di disturbo sia potenzialmente idoneo ad essere risentito da un numero indeterminato di persone, pur se poi concretamente solo taluna se ne possa lamentare; tale condizione è verificata allorché i rumori molesti siano provocati, e si diffondano, nell’ambito di un condominio.

(Riconosciuta la responsabilità in capo al legale rappresentante di un centro commerciale, i cui impianti tecnologici -in particolare condizionatori- arrecavano disturbo non tollerabile agli occupanti del soprastante stabile di civile abitazione, ricompreso nello stesso complesso edilizio).

Cassazione penale sez. I, 28/05/2013, n.28874

Condizionatori esterni all’appartamento

L’art. 1122 c.c. vieta al singolo condomino di eseguire le opere che rechino danno alle parti comuni dell’edificio. Pertanto, ritenuta in generale la nullità delle delibere che incidono sui diritti individuali dei condomini sui servizi e sulle cose comuni, nel caso in esame le delibere assembleari che impongono ad un condomino la rimozione della sovrapposizione alla porta di accesso all’unità immobiliare di una seconda porta di anticoro dal con vetro trasparente e l’apposizione di alcuni condizionatori esterni all’appartamento, vietando altresì di apporre insegne, punti luce e targhe anche sui pianerottoli in corrispondenza dell’appartamento del medesimo condomino, sono nulle per violazione dei diritti individuali sulle cose comuni spettanti ad ogni partecipante alla comunione.

Tribunale Bari sez. III, 24/07/2012, n.2638

Risoluzione del contratto di compravendita di un condizionatore

Se il bene acquistato è affetto da vizi o mancante delle qualità promesse ricorre la fattispecie dell’inesatto adempimento e non quella di vendita “aliud pro alio”, con diritto del compratore di ottenere la risoluzione del contratto (nella specie, la Corte ha confermato la decisione dei giudici del merito, che avevano dichiarato la risoluzione del contratto di compravendita di un condizionatore per mancanza delle qualità promesse).

Cassazione civile sez. II, 21/11/2012, n.20557

Condizionatore d’aria: funzionamento dell’impianto

La parte che, mediante scrittura privata, si sia obbligata a provvedere alla “funzionalità” dell’impianto (nella specie, condizionatore d’aria), termine da intendersi come “idoneità del dispositivo a svolgere la funzione per cui è stato progettato ed installato”, e non equiparabile all’effettivo funzionamento dell’impianto, richiedente una idonea fonte di energia elettrica, non può essere chiamato a rispondere del mancato funzionamento dello stesso per l’insufficienza della rete energetica di alimentazione, non avendo egli la possibilità di assicurare la fornitura dell’energia elettrica per il concreto funzionamento delle apparecchiature.

Cassazione civile sez. II, 28/09/2012, n.16586

Rumori provenienti dal condizionatore

In tema di disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone, i rumori e gli schiamazzi vietati, per essere penalmente sanzionati, devono incidere sulla tranquillità pubblica – essendo l’interesse specificamente tutelato dal legislatore quello della pubblica tranquillità sotto l’aspetto della pubblica quiete, la quale implica, di per sé, l’assenza di cause di disturbo per la generalità di consociati – sicchè gli stessi devono avere tale potenzialità diffusa che l’evento di disturbo abbia la potenzialità di essere risentito da un numero indeterminato di persone, pur se in concreto soltanto alcune persone se ne possano lamentare.

Ne consegue che la contravvenzione in esame non sussiste allorquando i rumori arrechino disturbo ai soli occupanti di un appartamento, all’interno del quale sono percepiti, e non ad altri soggetti abitanti nel condominio in cui è inserita detta abitazione ovvero nelle zone circostanti; infatti, in tale ipotesi non si produce il disturbo, effettivo o potenziale, della tranquillità di un numero indeterminato di soggetti, ma soltanto di quella di definite persone, sicché un fatto del genere può costituire, se del caso, illecito civile, come tale fonte di risarcimento di danno, ma non assurge a violazione penalmente sanzionabile (in applicazione del suesposto principio, la Corte ha assolto, perché il fatto non costituisce reato, l’imputato dall’accusa di disturbo del riposo delle persone per i rumori provenienti dal condizionatore installato nel suo locale adibito a gioielleria, ribaltando la decisione dei giudici del merito).

Cassazione penale sez. I, 14/12/2011, n.270

Immissioni rumorose intollerabili superiori di tre decibel al rumore di fondo

Devono considerarsi intollerabili le immissioni superiori di tre decibel al rumore di fondo provenienti da un condizionatore di aria installato al servizio dell’immobile sito nel condominio, per cui ne deve essere ordinata la rimozione.

Non può essere riconosciuto il danno morale sul rilievo che le immissioni in questione concretizzino la fattispecie contravvenzionale di cui all’art. 674 c.p., perché gli intervenuti (nel giudizio) non avevano mai dedotto che la condotta tenuta dalla convenuta integrasse l’ipotesi di reato configurato dai giudici di appello.

Cassazione civile sez. II, 10/11/2009, n.23807

Interventi di manutenzione straordinaria

L’installazione dei pannelli solari, del serbatoio in acciaio e delle tre unità esterne per condizionatori rientra tra gli interventi di manutenzione straordinaria, trattandosi di opere finalizzate a integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, che non alterano i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportano modifiche delle destinazioni di uso.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VII, 05/06/2008, n.5245

Contestazione dell’installazione dei condizionatori

Nel caso di impugnazione di delibera dell’assemblea condominiale per un profilo concernente il decoro dell’edificio (nella specie veniva contestata l’installazione dei condizionatori), al tribunale è precluso ogni intervento, essendo l’assemblea l’unica depositaria del potere discrezionale di decidere cosa sia conforme e cosa non sia conforme al decoro architettonico, né potendosi il tribunale sostituire al riguardo, atteso che il giudizio ex art. 1137 c.c. è confinato ai profili di strettissima legittimità e non di merito delle vicende condominiali.

Tribunale Torino, 09/01/2008, n.167

Condizionatore rumoroso: le dichiarazioni di testimoni

La Corte ha stabilito che anche un condizionatore rumoroso integra il reato di cui all’art. 659 c.p., e che, essendo reato di pericolo e non di evento, il fatto non deve essere accertato in concorso ma può essere desunto dalle dichiarazioni di testimoni.

Cassazione penale sez. I, 23/09/2005, n.34240

Divieto di alterare il decoro architettonico

Il divieto di alterare il decoro architettonico, dettato espressamente per le innovazioni delle parti comuni dell’edificio in condominio, si estende, in via analogica, alle modificazioni consentite al condomino ex art. 1102 comma 1 c.c. in ragione dell’identità di “ratio legis” (nella specie, installazione di condizionatore sulla parete esterna del fabbricato).

Cassazione civile sez. II, 22/08/2003, n.12343



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