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Disturbo post-traumatico da stress: ultime sentenze

22 Ottobre 2019
Disturbo post-traumatico da stress: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: disturbo post traumatico da stress derivante dall’esposizione a fattori traumatici estremi; problemi psicologici e sociali; infortunio sul lavoro; mutilazione genitale; rapina sul posto di lavoro; violenza sessuale; percorso psicoterapeutico e trattamento farmacologico; danno psichico preesistente in latenza; risarcimento del danno biologico.

Disturbo post traumatico da stress

Va accolta la domanda di protezione umanitaria qualora la vicenda del richiedente presenti profili di vulnerabilità atteso che – come risulta dalla certificazione medica prodotta – il richiedente è stato sottoposto ad intervento chirurgico per l’asportazione di un neuro fibroma ed è seguito dal CSM per disturbo delirante e disturbo post traumatico da stress per i quali è seguito percorso psicoterapeutico e trattamento farmacologico che dovrà proseguire anche in futuro.

Tribunale Venezia, 18/02/2019

Trauma post rapina sul posto di lavoro

Il disturbo post traumatico da stress derivante dall’esposizione a fattori traumatici estremi, come una rapina avvenuta sul posto di lavoro, deve essere inquadrato come infortunio sul lavoro e non come malattia professionale. La rapina, infatti, essendo un atto doloso compiuto da terzi, è configurabile come causa violenta e concentrata, potenzialmente dannosa per la salute di chi la subisce e cioè quale causa di infortunio del lavoratore.

Cassazione civile sez. lav., 25/03/2019, n.8301

Permesso di soggiorno temporaneo per cure mediche

Va riconosciuto il permesso di soggiorno temporaneo (protezione per ragioni umanitarie) alla donna affetta da disturbo post-traumatico da stress, tenuto conto, altresì, della accertata mutilazione genitale che comporta una situazione personale oggettiva grave che non consente l’allontanamento dal territorio nazionale.

Peraltro, tale beneficio va attribuito anche perché, se rimpatriata, attese le notorie carenze del relativo sistema sanitario, la ricorrente, anche per la sua condizione economica non avrebbe certezza di accesso a strutture qualificate e così vedrebbe compromesso l’attuale livello di compensazione della patologia.

Tribunale Venezia sez. II, 03/09/2018

Lesioni da sinistro stradale

In punto di lesioni da sinistro stradale, fermo restando l’accertato disturbo post traumatico da stress, avente carattere di danno permanente, va tenuto conto dell’episodio psicotico “maniacale” riscontrato, per cui i fattori ambientali (fra i quali gli eventi traumatici), non costituiscono elementi determinanti, ma solo concorrenti; l’episodio psicotico distimico ha rappresentato pertanto per la danneggiata l’estrinsecazione di una verosimile preesistente alterazione dell’assetto psichico, che non si sarebbe verosimilmente scompensata ed espressa in assenza dell’evento lesivo; esso, in quanto trattato con adeguata terapia farmacologica, risulta essere allo stato in completa remissione clinica, ragione per la quale il C.T.U. ne ha tenuto conto ai soli fini della inabilità temporanea.

Corte appello Campobasso, 23/05/2017, n.168

Reato di lesioni personali e plurimi episodi di violenza sessuale

Per la configurabilità del reato di cui all’art. 586 c.p. è necessario che l’evento lesivo costituito dalla morte e dalle lesioni, non sia voluto neppure in via indiretta o con dolo eventuale dall’agente, poiché questi, se pone in essere la propria condotta pur rappresentandosi la concreta possibilità del verificarsi di ulteriori conseguenze di essa e ciononostante accettandone il rischio, risponde, in concorso di reati, del delitto inizialmente preso di mira e del delitto realizzato come conseguenza voluta del primo.

(Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto immune da censure il giudizio di colpevolezza anche per il reato di lesioni personali con riferimento ad un insegnante che, commettendo reiteratamente nel tempo plurimi episodi di violenza sessuale in danno di una giovane vittima, la quale versava in condizioni di difficoltà psichica, provocava alla stessa, come conseguenza prevedibile dell’azione illecita, una malattia consistente nel disturbo post-traumatico da stress).

Cassazione penale sez. III, 02/04/2014, n.31841

Rapina con sequestro di persona

Il risarcimento del danno biologico, esistenziale e morale, a seguito di una rapina con sequestro di persona, deve trovare giustificazione in una prova concreta e puntuale delle lesioni subite e delle stabili conseguenze negative nella vita quotidiana del lavoratore.

(Nel caso di specie, la Corte ha escluso ogni risarcimento atteso che il ricorrente non era stato in grado di fornire una valida prova, essendosi limitato a produrre un’unica deduzione, relativa a un disturbo da stress post-traumatico con deflessione dell’umore, accertato tre giorni dopo la rapina con sequestro, e pertanto non idonea a dimostrare la sussistenza di stabili conseguenze dannose a carico della vittima).

Cassazione civile sez. VI, 05/05/2011, n.9954

Abuso sessuale su figlia minorenne

In caso di abuso sessuale su figlia minorenne, che abbia determinato un disturbo post traumatico da stress, sono risarcibili, ove separatamente provati, diversi titoli di danno: – il danno patrimoniale, individuato, nella fattispecie, nel costo della psicoterapia, ritenuta necessaria da una consulenza tecnica, per trattare il trauma; – la lesione della salute conseguente ad una patologicizzazione delle conseguenze dello stress o del trauma, che, accertato mediante consulenza tecnica, è valutabile con i criteri risarcitori del danno biologico (nella specie, nella misura del 25% di invalidità permanente); – il danno morale, che in tal caso va completamente svincolato dalla liquidazione del danno biologico, e valutato con criteri puramente equitativi.

Tribunale Modena, 21/10/2003

Pensione di guerra e turbe nevrosiche

In materia pensionistica di guerra vanno riconosciute dipendenti da fatto bellico le turbe nevrosiche ricollegabili alla violenza carnale sofferta dall’interessata ove si considerino i problemi psicologici e sociali e lo stress post traumatico conseguenti a tali tipi di violenze i cui effetti si riverberano, inevitabilmente, sulla psiche del soggetto.

Corte Conti sez. I, 14/12/1993, n.290558

Morte del figlio: trauma psichico permanente riportato dai genitori

È risarcibile a titolo di danno biologico “iure proprio” il trauma psichico permanente riportato dai genitori per la morte del figlio, ove si traduca in un pregiudizio di carattere permanente, tale da potersi concretarsi in un vero e proprio disturbo della personalità o in disturbi psichici o fisici.

Tribunale Napoli, 01/07/1997



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