Riforma Iva: sale la protesta dei commercianti

30 Settembre 2019
Riforma Iva: sale la protesta dei commercianti

Emerse nuove tasse selettive nel dibattito sulla manovra: le critiche di Confindustria. 

Si fanno sempre più insistenti le voci di una riforma Iva con la prossima Legge di Bilancio. Per disinnescare le cosiddette clausole di salvaguardia, che farebbero salire l’Iva ordinaria dal 22% al 25,5%, il Governo sta pensando di rimodulare le attuali aliquote, spostando alcuni beni dall’Iva agevolata a quella ordinaria. In più, sono allo studio delle penalizzazioni di 2 punti percentuali per chi pagherà in contanti. Leggi come funziona la nuova Iva.

Contro queste nuove misure, si scagliano i commercianti. «Scelte di incremento delle aliquote Iva con un impatto economico certamente recessivo» o «operazioni di scambio compensativo tra più imposte indirette e meno imposte dirette con un impatto fiscalmente regressivo», sarebbero “errate”.

Confcommercio, in una nota, dice ‘no’ alle ipotesi di nuove tasse selettive emerse, secondo indiscrezioni di stampa, nel dibattito sulla manovra.

«Alla vigilia del varo da parte del Consiglio dei Ministri della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza, si infittiscono ipotesi ed anticipazioni di interventi in materia di Iva», afferma, sottolineando che «l’economia del nostro Paese è ormai da tempo sostanzialmente in una condizione di crescita zero e richiede una riduzione netta della pressione fiscale complessiva» e «sarebbero dunque errate tanto scelte di incremento delle aliquote Iva con un impatto economico certamente recessivo, quanto operazioni di scambio compensativo tra più imposte indirette e meno imposte dirette con un impatto fiscalmente regressivo».

Quanto alla diffusione della moneta elettronica «va sicuramente perseguita attraverso la riduzione di costi e commissioni e può essere incentivata attraverso stimoli fiscali a vantaggio di consumatori ed imprese senza la necessità di fare ricorso ad indiscriminate tasse sul contante».

In breve, conclude Confcommercio, «vale per l’Iva ciò che, in generale, vale per tutto il nostro sistema fiscale: non servono aliquote legali più elevate a carico dei contribuenti in regola, ma contrasto e recupero di evasione ed elusione, giusto il principio, richiamato dal presidente Conte, del ”pagare tutti per pagare meno”».



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